venerdì 17 giugno 2016

L'importanza dell'allenamento propriocettivo nella corsa


L'allenamento propriocettivo serve per migliorare l’abilità del corpo nel trasmettere il senso della posizione indipendentemente dalla vista, analizzare l’informazione e reagire allo stimolo con un movimento appropriato.

I recettori coinvolti sono i fusi neuromuscolari, i recettori cutanei, delle capsule articolari e gli organi del Golgi.
E’ l'unione di questi recettori ad inviare ai centri nervosi tutte le informazioni sullo stato di tensione di muscoli, legamenti e capsule articolari per effettuare movimenti coordinati e meno faticosi.
Ed è da tutto questo che viene regolata la postura.
Si evince, quindi, che una buona propriocettività è correlata alla prestazione e alla salvaguardia da infortuni.

Infatti il meccanismo che funziona perfettamente in un soggetto sano, ovviamente si modifica in chi ha subito un trauma.

I recettori a livello muscolare e articolare vengono traumatizzati e le sensazioni di tipo propriocettivo vengono alterate e sballate.
La rete di comunicazione tra sistema nervoso centrale e muscoli va in tilt.
Basta pensare a tutti i soggetti che dopo un trauma su uno degli arti, continuano a caricare maggiormente dall'altro lato proprio perché il sistema propriocettivo si è alterato.
La riabilitazione o rieducazione propriocettiva serve a ridare allo sportivo la capacità di avvertire come le proprie articolazioni si organizzano in statica e dinamica, per risolvere l’instabilità del sistema data dal trauma.

A dire il vero la propriocezione sarebbe da allenare anche in soggetti che non sono traumatizzati con la finalità di renderli sempre più padroni del proprio corpo e prevenire futuri traumi.

Gli attrezzi più comuni per allenarsi sono le tavolette Freeman, superfici instabili gommose come i cuscini propriocettivi, Bosu e così via, anche se il miglior attrezzo per la propriocettività è indubbiamente il pavimento.
Ed è con i piedi sul pavimento che si può effettuare l’esercizio di base, la cicogna:

  • in piedi su una gamba sola bisogna mantenere l’equilibrio per 30 secondi ad occhi aperti. Poi, di nuovo si mantiene la stessa posizione stavolta con gli occhi chiusi.

Quando eliminiamo la vista, a cui spetta il 70% delle informazioni fornite al sistema nervoso centrale sulla posizione che stiamo assumendo, affidiamo ai sensori articolari e muscolari il compito di gestire movimento e gravità.

Questo esercizio ad occhi chiusi è molto efficace.

Gli esercizi più facili per un primo livello di allenamento sono:
  • La discesa laterale da un gradino su superficie instabile a occhi chiusi con mani incrociate al petto.
  • Gli affondi frontali con l’arto anteriore su un cuscino ad occhi chiusi.
  • Saltare su di un piede solo, prima soltanto avanti e indietro, dopo lateralmente.

e così via....

Per i runner professionisti bisogna recuperare la “Core Stability“, che è la capacità di controllare la posizione e il movimento del tronco sul bacino e sulle gambe.


È la parte centrale del corpo, e comprende:
  • I muscoli del rachide
  • Gli addominali
  • I muscoli prossimali, arti inferiori


Essendo localizzati centralmente, questi muscoli, hanno una funzione stabilizzante di tutto il corpo, permettendo, la produzione, il trasferimento e il controllo delle forze.
La stabilità della parte centrale del corpo è quindi molto importante sia per permetterci di generare forze in ogni tipo di sport sia nella vita quotidiana, per prevenire dolori dovuti ad un errato atteggiamento posturale di lavoro, studio o lettura.

Gli esercizi di tecnica di corsa più importanti sono:
  • Skip con diversa ampiezza e velocità.
  • Esercizi di calciata per migliorare la spinta dei piedi.
  • Esercizi di doppio impulso.
  • Saltelli su una o entrambe le gambe.

In pratica per correre al meglio evitando traumi e noiose pause dall’allenamento bisognerebbe integrare la preparazione agonistica con esercizi di Core Stability e di Propriocettività.


Fonte: tuttorunning.blogspot.it

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