mercoledì 28 giugno 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 27/06/2017

Punti 53:
Scaggiante Michele,

Punti 43:
Casali Carlo,

Punti 37:
Baldari Daniela,

Punti 35:
Pizzato Pierluigi,

Punti 32:
Rusconi Alberto,

Punti 30:
De Toni Marco, Favaro Manuel,

Punti 29:
De Luca Giacomo, Nalesso Monica,

Punti 28:
Massarutto Roberto, Meneghetti Alessio, Vanzetto Giorgio,

Punti 27:
Pivetta Andrea,

Punti 25:
Marangon Silvano,

Punti 24:
Rossit Maria Grazia,

Punti 23:
Ragazzo Iosanco,

Punti 21:
Panciera Andrea, Riccato Mauro,

Punti 20:
Baroni Daniele, Cettina Alessandro, Rossi Nicoletta, Tebaldi Massimiliano, Zampieri Luciano,

Punti 18:
Minto Martino, Simion Michele,

Punti 16:
Caceffo Erika, Piva Riccardo, Pozzi Viola, Tebaldi Maurizio,

Punti 15:
Pandiani Giovanni, Santello Nadio, Temporin Marco,

Punti 14:
Campanelli Cesare, Michielan Erika, Zanetti Nicola,

Punti 13:
Demarco GiovanniLoconsole Giovanni, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto, Rosada Mauro,

Punti 12:
Coin Maurizio, De Toni Leonardo, Gemin Carla, Lazzari Emanuela, Musmeci Ignazio, Pascoli Silvia,

Punti 11:
Giacomin Valentina,

Punti 10:
Vedova Gabriele,

Punti 09:
Antonello Walter, Barbazza Gianfranco, Besazza Matteo,

Punti 08:
Agnoletto Walter, Bazzana Andrea, Canello Stefano, Cozzolino Felice, Piccini Monica,

Punti 07:
Berto Sergio, Crosara Fabio, Marini Massimo, Ongarato Fabio,

Punti 06:
Duso Massimo, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele,

Punti 05:
Bertoldo Luigi, Favaro Cristiano, Vicentini Anna, Zampieri Silvia,

Punti 04:
Alemanno Ludovica, Bertoldo Roberto, Caser Michela, Furlan Luigino, Pruner Andrea, Rizzi Francesco,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Digeronimo Dario, Forghieri Marco, Scozzi Mauro, Sepe Cristian, Terlizzi Luca,

Punti 02:
Bortoletto Alessandro, Bruni Antonio, Busolin MichelaManiero Federico,

Punti 01:
Asti Gionata, Cemolin Renzo, Cerutti Stefano, Compagno Nicola, Dalla Chiesa Roberta, Fabiano Gabriele, Ferri Marco, Fiannaca Antonio, Martinati Rudi, Mosca Mauro, Padrin Federica, Paggiarin Samuele, Schiavon Mauro, Trabujo Ivan, Wirkowsky Jean, Zanchet Andrea,

lunedì 26 giugno 2017

Info Sociale #26

ULTIMO ALLENAMENTO VMRT / FESTA
Domani, 27 Giugno, alle ore 19:30 in occasione dell'ultimo allenamento al Parco San Giuliano, Venice Marathon organizza un bel rinfresco finale con musica, bibite e frutta. Chi volesse partecipare è pregato  di farlo con canotta sociale, visto che verranno fatte foto e video. Se siete disponibili sarebbe una bella occasione per fare un allenamento e un po di festa in compagnia!


VENICE MARATHON CON "BAMBINI DEL MONDO" ONLUS
Vi ricordo che i runners che vorranno partecipare alla competizione, diventando ambasciatori delle iniziative umanitarie di "Bambini del Mondo", tramite il portale web Rete del Dono, avranno la possibilità di iscriversi gratuitamente alla gara dei 42 o 10 km.
Per chi si fosse già iscritto c'è la possiblitò di rimborso del pettorale (sia per la 42km che la 10 km).
Maggiori informazioni QUI e QUI.


SEMINARIO "Alimentazione e Sport"
Giovedì 29 giugno, presso Auditorium PalaPlip a Mestre si terrà un interessante seminario sull'alimentazione e sport, orinetato ai runners, a cura del Dott Filippo Ongaro. La partecipazione è gratuita.


DOVE ABBIAMO CORSO:

Mercoledì 21 Giugno
  • Busche (BL) - Marcia dei 3B: Michele Scaggiante
Giovedì 22 Giugno
  • Arquà Petrarca (PD) - Camminata del solstizio d'estate: Andrea Pivetta, Roberto Massarutto
Venerdì 23 Giugno
  • Treviso - CorriTreviso: Michele Scaggiante, Nicoletta Rossi, Ignazio Musmeci, Marco De Toni
Sabato 24 Giugno
  • Cortina (BL) - Cortina Trail: Alberto Rusconi, Michele Simion, Daniele Baroni,
  • Mel (TV) - Color Mel: Michele Scaggiante
Domenica 25 Giugno
  • Riese pio X (TV) - Cori cori Vaeà: Michele Scaggiante
  • Salzano (VE) - Cori al Broeo: Mauro Rosada, Silvano Marangon
  • San Pelajo (TV) - Corsa risorgive del Bottenica: Iosanco Ragazzo

venerdì 23 giugno 2017

Ultramaratone e corse nel fango: ecco perché paghiamo per soffrire


Un gruppo di ricercatori ha studiato perché sempre più spesso cerchiamo esperienze dolorose

Correre immersi in un torrente di fango, nuotare nell’acqua ghiacciata o strisciare sotto a dei cavi elettrici. Sembrano delle torture, ma sono in realtà alcune delle prove del Tough Mudder Challenge, ovvero dei percorsi lunghi dai 16 ai 19 chilometri disseminati di ostacoli, dove l’unico scopo è quello di attraversare la linea d’arrivo. Non ci sono vincitori né podio: per superare gli ostacoli si deve infatti contare sull’aiuto dei compagni di squadra e il fine ultimo è quello di mettere alla prova la propria resistenza fisica e mentale. Più di 2.5 milioni di persone in tutto il mondo hanno gareggiato in queste sfide, nonostante ci siano stati gravi infortuni, fra cui arresti cardiaci e fratture, e perfino la morte di un ventottenne del Maryland.

Partecipare ad uno di questi eventi costa intorno ai 100 Euro. “Da un lato ci sono consumatori che ogni anno spendono miliardi di dollari per acquistare antidolorifici e dall’altro guadagnano popolarità esperienze estenuanti e dolorose come corse ad ostacoli ed ultramaratone. Come ce lo spieghiamo? Scoprirlo era l’obiettivo della ricerca” spiega Rebecca Scott della Cardiff Business School, che insieme ai colleghi della Kedge Business School e della Nanyang Technological University ha studiato questo fenomeno.

I ricercatori hanno svolto un’indagine etnografica fra gli iscritti ai Tough Mudder Challenge, analizzato i forum online e intervistato un gruppo di partecipanti. “È un’esperienza incredibile” racconta a La Stampa Rebecca Scott, che per la ricerca ha anche preso parte a questi eventi come spettatrice, volontaria ed atleta.

“Il rapporto fra donne e uomini è circa 40 a 60 e i partecipanti, principalmente professionisti giovani e bianchi, trascorrono la maggior parte della loro vita lavorando in un ufficio” racconta.

I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati da The Journal of Consumer Research.

Secondo i ricercatori il dolore e la conseguente focalizzazione sulle sensazioni fisiche aiuta i partecipanti a sopportare meglio l’inattività tipica del loro lavoro. Inoltre le ferite e i segni che queste competizioni lasciano sul corpo degli atleti sono per i partecipanti una sorta di prova tangibile dell’aver esplorato fino in fondo i limiti del proprio fisico. La mortificazione del corpo, insomma, sembra aiutare a dimenticarsi per un po’ della propria vita impiegatizia.


Fonte: www.lastampa.it

mercoledì 21 giugno 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 20/06/2017

Punti 49:
Scaggiante Michele,

Punti 43:
Casali Carlo,

Punti 37:
Baldari Daniela,

Punti 35:
Pizzato Pierluigi,

Punti 31:
Rusconi Alberto,

Punti 30:
Favaro Manuel,

Punti 29:
De Luca Giacomo, De Toni Marco, Nalesso Monica,

Punti 28:
Meneghetti Alessio, Vanzetto Giorgio,

Punti 27:
Massarutto Roberto,

Punti 26:
Pivetta Andrea,

Punti 24:
Marangon Silvano, Rossit Maria Grazia,

Punti 22:
Ragazzo Iosanco,

Punti 21:
Panciera Andrea, Riccato Mauro,

Punti 20:
Cettina Alessandro, Tebaldi Massimiliano, Zampieri Luciano,

Punti 19:
Baroni Daniele, Rossi Nicoletta,

Punti 18:
Minto Martino,

Punti 17:
Simion Michele,

Punti 16:
Caceffo ErikaPiva Riccardo, Pozzi Viola, Tebaldi Maurizio,

Punti 15:
Pandiani GiovanniSantello Nadio, Temporin Marco,

Punti 14:
Campanelli Cesare, Michielan Erika, Zanetti Nicola,

Punti 13:
Demarco GiovanniLoconsole Giovanni, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto,

Punti 12:
Coin Maurizio, De Toni Leonardo, Gemin Carla, Lazzari Emanuela, Pascoli Silvia, Rosada Mauro,

Punti 11:
Giacomin Valentina, Musmeci Ignazio,

Punti 10:
Vedova Gabriele,

Punti 09:
Antonello Walter, Barbazza Gianfranco, Besazza Matteo,

Punti 08:
Agnoletto Walter, Bazzana Andrea, Canello Stefano, Cozzolino Felice, Piccini Monica,

Punti 07:
Berto Sergio, Crosara Fabio, Marini Massimo, Ongarato Fabio,

Punti 06:
Duso Massimo, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele,

Punti 05:
Bertoldo Luigi, Favaro Cristiano, Vicentini Anna, Zampieri Silvia,

Punti 04:
Alemanno Ludovica, Bertoldo Roberto, Caser Michela, Furlan Luigino, Pruner Andrea, Rizzi Francesco,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Digeronimo Dario, Forghieri Marco, Scozzi Mauro, Sepe Cristian, Terlizzi Luca,

Punti 02:
Bortoletto Alessandro, Bruni Antonio, Busolin MichelaManiero Federico,

Punti 01:
Asti GionataCemolin Renzo, Cerutti Stefano, Compagno Nicola, Dalla Chiesa Roberta, Fabiano Gabriele, Ferri Marco, Fiannaca Antonio, Martinati RudiMosca Mauro, Padrin FedericaPaggiarin Samuele, Schiavon Mauro, Trabujo Ivan, Wirkowsky Jean, Zanchet Andrea,

lunedì 19 giugno 2017

Info Sociale #25

DOVE ABBIAMO CORSO:
Il caldo non ferma gli Amatori, anche questa settimana presenti un pò ovunque. Buona partecipazione a Crea che fruttaun 3 posto di Gruppo.
Menzione speciale per Gabriele che si porta a casa 100km di Ultratail a Salisburgo in meno di 16 ore!

Giovedì 15 Giugno:
  • Conegliano (TV) - 5:30 Run: Michele Scaggiante

Venerdì 16 Giugno:
  • Noventa Padovana (PD) - Runoventa: Michele Scaggiante, Erika Michielan, Marco Temporin, Ignazio Musmesi
  • Santa Cristina (TV) - Green Way del Sile: Alberto Rusconi, Carlo Casali, Salvatore Crapanzano, Nicoletta Rossi, Carla Gemin, Daniela Baldari
  • Valmareno (TV) - Vertical dei Brac: Giovanni Loconsole, Michele Nodari

Sabato 17 Giugno:
  • Alonte (VI) - 10miglia: Giorgio Vanzetto
  •  Fossò (VE) - Corsa Podistica Notturna: Michele Scaggiante
  • Salisburgo (AUT) - Mozart100: Gabriele Vedova

Domenica 18 Giugno:
  • Caltana(VE) - Caltana's Got Runners: Michele Scaggiante, Daniela Baldari, Alessio Meneghetti, Giacomo De Luca, Carlo Casali, Giovanni De Marco, Andrea Panciera, Maurizio Coin, Walter Agnoletto, Giovanni Pandiani
  • Carrè (VI) - Passeggiata Panoramica: Giorgio Vanzetto
  • Castello Roganzuolo (TV) - Long Castle Runner: Manuel Favaro
  • Crea (VE) - Su e zo per Crea: Marco de Toni
  • Roma - Mezza Maratona di Roma: Silvano Marangon
  • Tiago di Mel (BL)- Camminata tra le mura del castello: Michele Scaggiante
  • Valmareno (TV) - Trail dei Brac: Giovanni Loconsole, Michele Nodari, Salvatore Crapanzano, Daniele Baroni
  • Vivaro di Dueville (VI) - Su e so per i Taraji del Bachiglion: Andrea Pivetta, Roberto Massarutto


venerdì 16 giugno 2017

Venice Marathon 2017 - Charity con Bambini del Mondo ONLUS

Diffondiamo questo messaggio di Gabriele Mercurio, collaboratore di  Bambini del Mondo ONLUS.

Quest’anno Bambini del Mondo ONLUS accoglie l’iniziativa proposta da Venice Marathon nell’ambito della maratona che avrà luogo a Venezia il prossimo 22 ottobre. 

I runners che vorranno partecipare alla competizione, diventando ambasciatori delle nostre iniziative umanitarie, tramite il portale web Rete del Dono, avranno la possibilità di iscriversi gratuitamente alla gara dei 42 o 10 km.

Inoltre, allo scopo di presentare questa iniziativa, abbiamo organizzato un evento gratuito che prevede un’ampia informativa sull’alimentazione dei runners. La serata verrà presentata dal Dr. Filippo Ongaro, medico degli astronauti dal 2000 al 2007, primo medico italiano certificato in medicina funzionale e anti-aging negli USA, giornalista e autore di alcuni best-sellers.  
Appuntamento giovedì 29 giugno, presso l’Auditorium PalaPlip, alle ore 20:30.


Il termine ultimo per iscriversi alla maratona è il 30 giugno.


Le schede d'iscrizione (10k QUI e 42k QUI) possono essere inviate già compilate a volontari.ve@bambinidelmondo.org oppure possono essere consegnate direttamente al termine dell'evento del 29 giugno di cui sopra.

Per chi volesse, forniamo gratuitamente una maglietta tecnica con il logo di Bambini del Mondo ONLUS.

Per maggiori informazioni contattateci al numero: +39 327.78.78.635

mercoledì 14 giugno 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 13/06/2017

Punti 44:
Scaggiante Michele,

Punti 41:
Casali Carlo,

Punti 35:
Baldari Daniela, Pizzato Pierluigi,

Punti 30:
Rusconi Alberto,

Punti 29:
Favaro Manuel, Nalesso Monica,

Punti 28:
De Luca Giacomo, De Toni Marco,

Punti 27:
Meneghetti Alessio,

Punti 26:
Massarutto Roberto, Vanzetto Giorgio,

Punti 25:
Pivetta Andrea,

Punti 24:
Rossit Maria Grazia,

Punti 23:
Marangon Silvano,

Punti 22:
Ragazzo Iosanco,

Punti 21:
Riccato Mauro,

Punti 20:
Cettina Alessandro, Panciera Andrea, Tebaldi Massimiliano, Zampieri Luciano,

Punti 18:
Baroni Daniele, Minto Martino, Rossi Nicoletta,

Punti 17:
Simion Michele,

Punti 16:
Caceffo ErikaPiva Riccardo, Pozzi Viola, Tebaldi Maurizio,

Punti 15:
Santello Nadio,

Punti 14:
Campanelli Cesare, Pandiani GiovanniTemporin Marco, Zanetti Nicola,

Punti 13:
Marcon Gianfranco, Michielan Erika, Pandiani Alberto,

Punti 12:
Demarco GiovanniDe Toni Leonardo, Lazzari Emanuela, Pascoli Silvia, Rosada Mauro,

Punti 11:
Coin Maurizio, Gemin Carla, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni,

Punti 10:
Musmeci Ignazio,

Punti 09:
Antonello Walter, Barbazza Gianfranco, Besazza Matteo, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Bazzana Andrea, Canello Stefano, Cozzolino Felice, Piccini Monica,

Punti 07:
Agnoletto Walter, Berto Sergio, Crosara Fabio, Marini Massimo, Ongarato Fabio,

Punti 06:
Duso Massimo, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele,

Punti 05:
Bertoldo Luigi, Favaro Cristiano, Vicentini Anna, Zampieri Silvia,

Punti 04:
Alemanno Ludovica, Bertoldo Roberto, Caser Michela, Furlan Luigino, Pruner Andrea, Rizzi Francesco,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Digeronimo Dario, Forghieri Marco, Scozzi Mauro, Sepe Cristian, Terlizzi Luca,

Punti 02:
Bortoletto Alessandro, Bruni Antonio, Busolin MichelaManiero Federico,

Punti 01:
Asti GionataCemolin Renzo, Cerutti Stefano, Compagno Nicola, Dalla Chiesa Roberta, Fabiano Gabriele, Ferri Marco, Fiannaca Antonio, Martinati RudiMosca Mauro, Padrin FedericaPaggiarin Samuele, Schiavon Mauro, Trabujo Ivan, Wirkowsky Jean, Zanchet Andrea,

martedì 13 giugno 2017

18/06/2016 - 3° Su e zo per Crea

Domenica 18 Giugno, alle ore 9:30, presso il parco di via Vicenza a Crea, ritorna la consueta corsa non competitiva organizzata dagli amici di "Run SpineaRun" arrivata ormai alla 3^ Edizione. 

Una manifestazione adatta a tutti e per tutti, un modo per conoscere la nostra campagna e correre, passeggiare, camminare in mezzo alla natura.

Pacco gara, ristori, deposito sacche e, novità di quest'anno, PASTA PARTY.

Vi invitiamo a partecipare numerosi!

lunedì 12 giugno 2017

Info Sociale #24

DOVE ABBIAMO CORSO:
Gransissima Erika che, in ripresa dall'infortunio, si piazza 6° assoluta alla Lignano Half Marathon!
Menzione anche per Leonardo che corre la Maratona all'IronMan challenge dedicandola all'amico Murizio Stievano!

Mercoledì 7 Giugno:
  • Albignasego (PD) - Emozioni in Corsa:Michele Scaggiante

Giovedì 8 Giungo:
  • Venezia - RDS Breakfast Run Levissima: Michele Scaggiante
  • Trevio - 5 alle 5: Anna Vicentini, Salvatore Crapanzano

Venerdi 9 Giugno

  • Vicenza - Lucciolata: Giorgio Vanzetto


Sabato 10 Giugno:
  • Lignano (UD) - Sunset Half Marathon: Erika Michielan, Salvatore Crapanzano, Marco De Toni

Domenica 11 Giugno:
  • Strà (VE) - Marcia dei Sarmati: Michele Scaggiante, Maurizio Coin, Roberto Massarutto, Pierluigi Pizzato, Andrea Panciera, Erika Caceffo, Silvano Marangon
  • Venezia - IronMan Challenge: Giovanni Demarco, Leonardo De Toni
  • Cogollo del Cengio (VI) - Corsa del Trenino: Carlo Casali, Alberto Rusconi, Michele Nodari
  • Gorgo al Monticano (TV) - Corsa di S Antonio: Manuel Favaro
  • Gargagnago (VR) - Marciaciliegia: Massimiliano Tebaldi, Maurizio Tebaldi, Giorgio Vanzetto
  • Padova - Running Hearts: Michele Scaggiante
  • Forno di Zoldo (BL) - Dolomiti Extreme Trail: Mauro Riccato

mercoledì 7 giugno 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 06/06/2017

Punti 40:
Casali Carlo, Scaggiante Michele,

Punti 35:
Baldari Daniela,

Punti 34:
Pizzato Pierluigi,

Punti 29:
Nalesso Monica, Rusconi Alberto,

Punti 28:
De Luca Giacomo, Favaro Manuel,

Punti 27:
De Toni Marco, Meneghetti Alessio,

Punti 25:
Massarutto Roberto, Pivetta Andrea,

Punti 24:
Rossit Maria Grazia, Vanzetto Giorgio,

Punti 22:
Marangon Silvano, Ragazzo Iosanco,

Punti 20:
Cettina Alessandro, Riccato Mauro, Zampieri Luciano,

Punti 19:
Panciera Andrea, Tebaldi Massimiliano,

Punti 18:
Baroni Daniele, Minto Martino, Rossi Nicoletta,

Punti 17:
Simion Michele,

Punti 16:
Piva Riccardo, Pozzi Viola,

Punti 15:
Caceffo ErikaSantello Nadio, Tebaldi Maurizio,

Punti 14:
Campanelli Cesare, Pandiani GiovanniTemporin Marco, Zanetti Nicola,

Punti 13:
Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto,

Punti 12:
Lazzari Emanuela, Michielan Erika, Pascoli Silvia, Rosada Mauro,

Punti 11:
Demarco GiovanniDe Toni Leonardo, Gemin Carla, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni,

Punti 10:
Coin Maurizio, Musmeci Ignazio,

Punti 09:
Antonello Walter, Barbazza Gianfranco, Besazza Matteo, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Bazzana Andrea, Canello Stefano, Cozzolino Felice, Piccini Monica,

Punti 07:
Agnoletto Walter, Berto Sergio, Crosara Fabio, Marini Massimo, Ongarato Fabio,

Punti 06:
Duso Massimo, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele,

Punti 05:
Bertoldo Luigi, Favaro Cristiano, Zampieri Silvia,

Punti 04:
Alemanno Ludovica, Bertoldo Roberto, Caser Michela, Furlan Luigino, Pruner Andrea, Rizzi Francesco, Vicentini Anna,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Digeronimo Dario, Forghieri Marco, Scozzi Mauro, Sepe Cristian, Terlizzi Luca,

Punti 02:
Bortoletto Alessandro, Bruni Antonio, Busolin MichelaManiero Federico,

Punti 01:
Asti GionataCemolin Renzo, Cerutti Stefano, Compagno Nicola, Dalla Chiesa Roberta, Fabiano Gabriele, Ferri Marco, Fiannaca Antonio, Martinati RudiMosca Mauro, Padrin FedericaPaggiarin Samuele, Schiavon Mauro, Trabujo Ivan, Wirkowsky Jean, Zanchet Andrea,

martedì 6 giugno 2017

04/06/2017 - Cortina Dobbiaco Run

Era il secondo obiettivo stagionale dopo la Roma Ostia, preparata quasi bene in parte anche alle mezze precedenti ma da 21 si passa a 30 km cioè più impegnativo per cui si va meno veloce del solito. Ipoteticamente avevo previsto in 2h45' cioè a 5'30"/km ma dato il percorso prima in salita e poi discesa credo di impiegarci di più come tempo.
Si parte da Chirignago il sabato pomeriggio dopo pranzo, dopo 3 ore di viaggio raggiungo Nicola Zanetti a Santa Maria di Dobbiaco presso un'albergo che aveva precedentemente prenotato molti mesi fa durante la sua permanenza a fine gennaio per la Winter run. Il tempo di prendere il necessario e scendiamo a Dobbiaco per ritirare pettorale e pacco gara vicino alla stazione ferroviaria. Uscendo dal centro culturale presso alcuni stand incontriamo altri Amatori, Martino e Valentina poi Manuel Favaro e famiglia già presenti da qualche giorno in zona. Con piacere rivedo Claudio Trevisan unico presente per i Piombino Dese. Dopo qualche chiacchiera ci salutiamo e torniamo in albergo, non una stanza ma un'appartamento per lo più ideale per chi ha una famiglia numerosa che per due persone. Approfittando del tempo libero controlliamo se tra i canali della tv c'è canale 5 per la partita ma purtroppo Mediaset non c'è, solo Rai e tv locali e tedeschi. Per cena scendiamo a Villabassa in una pizzeria in centro, ovviamente pieno essendo sabato sera ma troviamo un tavolo per due. Una pizza e bibita con aggiunta di dolce con lo sguardo alla tv a seguire la partita la serata passa piacevolmente. Una passeggiata in piazza praticamente deserta conclude il sabato sera. Torniamo a Santa Maria e prepariamo il vestiario per l'indomani, in una tv tedesca trasmette la partita ma purtroppo è andata male per i nostri colori, dispiace ma sarà per la prossima occasione per rifarsi. Sveglia alle 5 e si va a letto, chiudiamo tutto bene e buonanotte a tutti. Domenica con lo sguardo fuori dalla finestra notiamo nuvole basse, fa fresco e non sappiamo cosa indossare se solo la canotta o una maglia sotto. Scendiamo a fare colazione alle 5,45 con la tavola già apparecchiata e molto abbondante aggiungo, il tempo di saldare il conto e ringraziare i gestori che partiamo per Dobbiaco; parcheggio della stazione già pieno ma troviamo due posti non molto distante dalla navetta per Cortina.
Una ventina di minuti e arriviamo presso lo stadio Olimpico, un bicchiere di the' che non guasta mai e incontriamo altri amatori (Carlo, Daniela, Nicoletta, Walter, Riccardo, Daniele, Fabio) all'interno per poi uscire per una foto di gruppo.
Prima delle 8,40 consegnamo la sacca ai camion preposti, si torna dentro lo stadio per le informazioni trasmesse dallo speaker. Pettorale grigio da una parte, il resto dall'altra uscita. Ci si incammina per Corso Italia sede di partenza, pettorale grigio ore 9:30 poi ogni 5 minuti le altre. Io sono nell'ultima, e si parte con maglia a maniche corte e sopra la canotta desiso all'ultimo momento.
Il GPS non parte, faccio solo il cronometro. 5 km e si raggiunge Fiames, due gallerie e al 10° Ospitale poi il punto più alto del percorso ovvero il Passo Cimabanche dopo 15 km a 1500 metri dai 1224 di Cortina. Gradualmente si scende fino al km 18 poi un tratto in piano di un km e mezzo e si raggiunge il Lago di Landro. Prevalentemente sul sterrato ricavato dal tracciato della ex ferrovia da Cortina a Dobbiaco, gli ultimi km si costeggia il Lago di Dobbiaco e arrivo al centro culturale. Previsione giusta, 2h45' al traguardo. Nicola è già arrivato e nel frattempo che fa la doccia ritiro dopo la medaglia la sacca e qualche bibita per dissetarmi. Purtroppo inizia a piovere e perciò torno in'auto prima del previsto. Aspetto che arriva Nicola e pranziamo nelle vicinanze. Si torna a casa e un arrivederci alle prossime gare podistiche. Il rientro è prevalentemente in coda vuoi per la pioggia e il ponte del 2 giugno tutti a passo d'uomo fino all'ingresso dell'autostrada. Ora si pensa al terzo obiettivo stagionale ovvero la 30 Trentina a fine settembre. Un caro saluto a tutti

Michele Scaggiante

lunedì 5 giugno 2017

Info Sociale #23

GARA A SORPRESA:
E' stata estratta la gara che darà 10 punti di bonus ai partecipanti: si tratta della "Marcia dei Storti" di Dolo di Domenica 14 Maggio. La classifica verrà aggiornata di conseguenza alla prima occasione.


GRIGLAITA SOCIALE:
Finalmente è arrivata l'estate e si avvicina l'ora della grigliata sociale, con annessa la tradizionale gara di torte!
Posto e giorno ancora da definire ma tenetevi pronti. Soprattutto Ignazio ;-)


DOVE ABBIAMO CORSO:
Amatori premiati come secondo gruppo a Catene Venerdi e 3° posto per Giorgio Vanzetto al Valpantena Trail domenica

Venerdi 2 Giugno:
  • Marghera (VE) - Marcia della salutie: Marurizio Coin, Ignazio Musmeci, Daniela Baldari, Antonio Bruni, Walter Agnoletto, Carlo Casali, Roberto Dei Rossi, Michela Busolin, Maurizio Tebaldi, Alessandro Bortoletto, Gianfranco Barbazza, Jean Wirkosky
Domenica 4 Giugno:
  • Breganze (VI) - Giro delle Colombare: Massimiliano Tebaldi, Maurizio Tebaldi, Emanuela Lazzari
  • Dobbiaco (BZ) - Cortina Dobbiaco : Michele Scaggiante, Manuel Favaro, Nicola Zanetti, Giacomo De Luca, Alessio Meneghetti, Salvatore Crapanzano, Monica Piccini, Valentina Giacomin, Riccardo Piva, Andrea Ongaro, Martino Minto, Daniele Tacchetto, Carlo Casali, Dario Digeronimo, Nicoletta Rossi, Daniela Baldari, Walter Antonello
  • Faverga (BL) - Giro dei Soracoi: Iosanco Ragazzo
  • Olmo (VE) - Olmoincorsa: Giovanni Pandiani, Roberto Massarutto, Andrea Pivetta, Alberto Rusconi
  • Piazzola sul Brenta (PD) - Vanti e indrio pal Brenta de Piazzola: Pierluigi Pizzato
  • Verona - Valpantena Trail : Giorgio Vanzetto
  • Vò (PD) - Marcia che ti passa: Luca Terlizzi

venerdì 2 giugno 2017

5 ESERCIZI PROPRIOCETTIVI UTILI PER LA CORSA


Correre è liberatorio. È uno sfogo naturale. È molto più di uno sport: è passione, rivincita personale, superare costantemente i propri obiettivi, riuscire a farcela. Ma il running, come tutti gli sport, influisce e non poco sul corpo umano. Vuoi per le distanze da percorre o per il suolo scelto per la corsa ma il nostro organismo risente moltissimo delle scelte che facciamo quando ci allacciamo le scarpette. Ecco perché oggi ci sembra oppurtuno parlare degli ormai famosissimi esercizi propriocettivi per la corsa. Noi di Tripkly abbiamo individuato i 5 più importanti per un buon allenamento…


Cosa sono gli esercizi propriocettivi?
Con esercizi propriocettivi intendiamo quegli esercizi pensati ad hoc per “difendere” muscoli ed articolazioni. La propriocezione è la percezione che abbiamo del nostro corpo quando è a riposo ma sopratutto quando è in movimento. La propriocezione è un meccanismo di difesa nei confronti di eventuali lesioni ad articolazioni e muscoli. E sopratuttto per noi runner questi tipi di esercizi sono importantissimi. Soprattutto per gli outdoor runner! Inciampere su un marciapiede, un gradino, un sasso o scivolare sull’erba bagnata o affondare il piede nella sabbia sono alcuni esempi di piccoli incidenti che potrebbero compromettere le articolazioni degli arti inferiori. Se il muscolo non reagisce con velocità e forza, la lesione è dietro l’angolo! Una sorta di difesa per gambe, polpacci, cavaglie, ossa metatarsali e dita. Ecco perché abbiamo preso in considerazione 5 tipi di esercizi propriocettivi da poter fare semplicemente in casa prima di uscire a correre…


Skipping dinamico
Lo skipping dinamico prevede una corsa in avanti e una indietro, sollevando le ginocchia il più possibile da terra. Si dovrà cercare di “atterrare” sulle punte dei piedi. L’esercizio procede in questo modo: una decina di passi in avanti ed immediatamente una decina di passi indietro. Almeno 5 serie.


Split
Da una posizione verticale cerchiamo di allungare il più possibile una gamba in avanti, senza muovere mai il piede d’appoggio. Dobbiamo evitare assolutamente uno “squilibrio” laterale che affaticherebbe le caviglie e la gamba di terra. Ovviamente di fondamentale importanza è il busto che, in qualsiasi momento, dovrà mantenere una posizione di verticale e in equilibrio.


Equilibrio su una gamba
È forse l’esercizio propriocettivo più semplice e al contempo più completo. Dalla posizione di riposo stendiamo una gamba in avanti, quanto più possibile, e successivamente all’indietro. Cerchiamo l’equilibrio con la posizione aperta delle braccia e per evitare che il tronco si sbilanci eccessivamente. Come in una sorta di pendolo spostiamo la gamba in avanti e indietro, in una continuità di serie.


Passaggi laterali con frenata
Molto simile all’esercizio precedente. In questo caso, però, il movimento è laterale. Facciamo 2 o 3 passi laterali e ci arrestiamo con uno solo, cercando di tenere il tronco il più stabile possibile.


Squat con fitball
Per questo tipo di esercizio abbiamo bisogno di un attrezzo, ovvero la fitball la famosa palla utilizzata in aerobica. E la mixiamo agli esercizi più famosi degli ultimi anni, quelli più amati delle donne, ovvero gli squat. Appoggiamo la fitball ad una parete liscia, e la nostra schiena sulla fitball stessa. Iniziamo a scendere delicatamente su una sola gamba, piegando il ginocchio mentre l’altra gamba si alza con piede a martello e braccia parallele. Abbastanza “duro” ma di grande “impatto” per le articolazioni.

Come avrete potuto vedere si tratta di esercizi davvero semplici! Ma di fondamentale importanza per “allenare” ogni singolo legamento, ogni singola articolazione o muscolo e “gioire” dell’attività fisica, godendosi la corsa fino in fondo!


Fonte: www.tripkly.com

mercoledì 31 maggio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 30/05/2017

Punti 39:
Scaggiante Michele,

Punti 29:
Casali Carlo,

Punti 28:
Rusconi Alberto,

Punti 27:
Favaro Manuel,

Punti 24:
Baldari Daniela, Pizzato Pierluigi,

Punti 23:
Vanzetto Giorgio,

Punti 21:
Ragazzo Iosanco,

Punti 20:
Cettina Alessandro, Nalesso Monica, Riccato Mauro,

Punti 18:
Baroni Daniele, De Luca Giacomo, De Toni Marco, Tebaldi Massimiliano,

Punti 17:
Meneghetti Alessio, Minto Martino, Rossi Nicoletta, Simion Michele,

Punti 16:
Pozzi Viola,

Punti 15:
Massarutto Roberto, Piva Riccardo, Pivetta Andrea, Rossit Maria Grazia, Santello Nadio,

Punti 14:
Campanelli Cesare, Temporin Marco,

Punti 13:
Marangon Silvano, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto, Pandiani GiovanniTebaldi Maurizio, Zanetti Nicola,

Punti 12:
Michielan Erika, Pascoli Silvia, Rosada Mauro,

Punti 11:
Demarco GiovanniDe Toni Leonardo, Gemin Carla, Lazzari Emanuela, Loconsole Giovanni, Zampieri Luciano,

Punti 10:
Giacomin Valentina, Panciera Andrea,

Punti 09:
Besazza Matteo, Coin Maurizio, Musmeci Ignazio, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Antonello Walter, Barbazza Gianfranco, Bazzana Andrea, Canello Stefano, Cozzolino Felice,

Punti 07:
Berto Sergio, Crosara Fabio, Marini Massimo, Ongarato Fabio, Piccini Monica,

Punti 06:
Agnoletto Walter, Caceffo ErikaDuso Massimo, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio,

Punti 05:
Bertoldo Luigi, Favaro Cristiano, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele, Zampieri Silvia,

Punti 04:
Alemanno Ludovica, Bertoldo Roberto, Caser Michela, Furlan Luigino, Pruner Andrea, Rizzi Francesco, Vicentini Anna,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Forghieri Marco, Scozzi Mauro, Sepe Cristian,

Punti 02:
Digeronimo Dario, Maniero Federico, Terlizzi Luca,

Punti 01:
Asti GionataBortoletto Alessandro, Bruni Antonio, Busolin MichelaCemolin Renzo, Cerutti Stefano, Compagno Nicola, Dalla Chiesa Roberta, Fabiano Gabriele, Ferri Marco, Fiannaca Antonio, Martinati RudiMosca Mauro, Padrin FedericaPaggiarin Samuele, Schiavon Mauro, Trabujo Ivan, Zanchet Andrea,

lunedì 29 maggio 2017

Info Sociale #22

DOVE ABBIAMO CORSO:
Inizia l'estate e si moltiplicano le manifestazioni anche durante la settimana, e gli Amatori non si fanno cogliere impreparati, vincendo anche il premio come 4° Gruppo a Peseggia
Sabato a Jesolo invece l'inossidabile Giovanni Loconsole è 1° di categoria, mentre Nicoletta e Daniela rispettivamente 5° e 8°.  Complimenti!

Martedì 24 Maggio

  • Busa (PD) - Busa 10km: Michele Scaggiante

Mercoledì 25 Maggio
  • Dolo (VE) - Dolo Run Night: Manuel Favaro, Michele Scaggiante, Pierluigi Pizzato, Maria Grazia Rossit, Daniela Baldari, Carlo Casali, Alberto Rusconi, Stefano Canello, Gianfranco Marcon, Giovanni Pandiani
Venerdì 26 Maggio
  • Peseggia (VE) - Corsa dei Bisi: Michele Scaggiante, Cesare Campanelli, Iosanco Ragazzo, Alessio Meneghetti, Walter Agnoletto, Erika Michelan, Gianfranco Marcon, Giacomo De Luca, Andrea Bazzana, Carlo Casali, Pierluigi Pizzato, Riccardo Piva, Daniela Baldari, Nicoletta Rossi, Ignazio Musmeci, Nadio Santello, Massimiliano Tebaldi, Alberto Rusconi, Alessandro Cettina, Luciano Zampieri, Manuel Favaro, Roberto Dei Rossi, Maurizio Tebaldi, Silvano Marangon, Mauro Rosada
Sabato 27 Maggio
  • Cavallino - Moonlight 10k: Michele Scaggiante, Maria Grazia Rossit, Erika Caceffo, Carlo Casali, Stefano Cerutti, Gianfranco Barbazza
  • Cavallino - Moonlight Half Marathon: Pierluigi Pizzato, Antonio Fiannaca, Matteo Besazza, Mauro Mosca, Giovanni Demarco, Iosanco Ragazzo, Mauro Rosada, Mauro Scozzi, Andrea Pruner, Fabio Crosara, Salvatore Crapanzano, Gionata Asti, Martino Minto, Sergio Berto, Giovanni Loconsole, Felice Cozzolino, Alberto Rusconi, Ignazio Musmeci, Nicola Compagno, Luca Terlizzi, Rudi Martinati, Nicola Zanetti, Monica Nalesso, Monica Piccini, Daniela Baldari, Viola Pozzi, Michela Busolin, Michela Caser, Ludovica Alemanno, Federica Padrin, Valentina Giacomin, Nicoletta Rossi, Giovanni Pandiani
  • San Zeno (VR) - El giro de l'Adese: Giorgio Vanzetto
Domenica 28 Maggio
  • Campolongo sul Brenta (VI) - Passeggiata tra fiume e montagna: Manuel Favaro
  • Este (PD) - CorriEste: Alessandro Cettina
  • Farra d'Alpago - Alpago Ecotrail: Michele Simion, Daniele Baroni, Michele Nodari
  • Mogliano (TV) - Caminada del bruscandolo: Michele Scaggiante, Giacomo De Luca, Alessio Meneghetti, Silvano Marangon

domenica 28 maggio 2017

Una corsa tutta… in discesa: quanto conta il mental coach?


Lo psicologo diventa la marcia in più del runner, in grado di “ripulire” la sua mente e renderla più forte di fronte alla prossima sfida. Siete d'accordo?

La prestazione agonistica è il frutto di un equilibrio tra diversi fattori che riguardano la componente energetica-nutrizionale, quella tecnica-condizionale e quella psicologica. Delle tre quella psicologica desta particolare curiosità. I motivi di questo crescente interesse verso gli aspetti mentali nascono dal fatto che siamo di fronte a un notevole cambiamento culturale.

Benessere emotivo e performance

La figura dello psicologo è sempre più riconosciuta come un supporto professionale a cui le persone si affidano per meglio esprimere il proprio potenziale, imparando a proteggere e accrescere la propria autostima. È un fatto che le nuove generazioni di atleti siano più consapevoli di come il benessere emotivo sia alla base del loro successo. Sono molte le testimonianze e le storie di atleti di alto livello che hanno affrontato un lavoro introspettivo trovando beneficio e qualità nella loro attività sportiva di vertice. Dietro a ognuno di loro c’è prima di tutto una persona che, come tutti noi, attraversa sfide, difficoltà e situazioni differenti durante il corso della carriera sportiva.

La consapevolezza, l’arma in più del runner

Le emozioni rappresentano il nucleo della nostra persona e hanno a che fare con la nostra soggettività e con la percezione di noi stessi e del mondo. Non c’è una regola chiara per cui un atleta vive la competizione come una “sfida” e un altro come un “martirio”. Capirlo e capirsi diventa quindi un fattore chiave.

Negli ambienti sportivi di alto livello l’inserimento di una figura professionale per la cura degli aspetti psicologici degli atleti è una scelta al passo con lo sport di oggi. Appartengono a un recente passato i pregiudizi sull’intervento di mental coaching dove lo psicologo serve a chi ha problemi psicologici e il suo intervento è utile nel caso di patologie mentali particolari. O l’altra idea per cui se uno inizia ad andare dallo psicologo non finisce più.

Gli interventi nell’ambito sportivo sono sempre più strategici e brevi e l’obiettivo rimane quello di dare strumenti per esercitare la mente a essere più autonoma e più flessibile. Dobbiamo rassicurarci e ammettere che una maggiore consapevolezza non è segno di patologia o di problemi mentali, ma semplicemente un’arma in più per rendere la nostra mente più limpida e pronta di fronte alla prossima sfida.


Fonte: allrunning.it

sabato 27 maggio 2017

La differenza tra stanchezza e pigrizia


Senti il richiamo del divano come fosse il canto delle sirene dell’Odissea e non riesci proprio a resistere. “Oggi non ho voglia di correre” è la frase che chiunque – sicuramente anche tu – ha pronunciato almeno una volta nella sua vita da runner. E, diciamolo subito, non c’è nulla di male nel saltare un allenamento: sarà solo un’occasione mancata, non una guerra persa.

Siamo esseri umani e proprio in questo risiede il fatto di non aver voglia – a volte – di correre o di fare attività faticose o stressanti. Però i motivi per cui non lo facciamo possono essere tanti ma, riassumendoli in due parole, fondamentalmente si riduce tutto a stanchezza e pigrizia.

La sindrome Homer Simpson

Il vero pigro è colui che gode del dolce far niente. Altrimenti non si direbbe “dolce”, no? Seduto sul divano a guardare la TV, stai bene e ti senti appagato dal vedere il mondo attorno a te che si muove mentre tu sei fermo. È bellissimo farlo a volte, non prendiamoci in giro.
Questa, amico mio, si chiama pigrizia e – a piccole dosi – ti permette di goderti la vita tanto quanto lo fa la corsa. In fondo non esiste ying senza yang, non c’è poltrone senza sofà, non c’è Superman senza Lex Luthor. Puoi infatti godere del movimento quando conosci la staticità.

Ma – già, c’è sempre un “ma” – bisogna stare attenti perché la pigrizia si cronicizza e va in qualche modo combattuta. Come? Con la forza di volontà e con la sicurezza che, superato l’ostacolo iniziale, starai molto meglio che sul divano e avrai aggiunto un mattone in più alla preparazione per raggiungere il tuo obiettivo.

Il riposo del guerriero

Come va bene impigrirsi davanti al fuoco con un bicchiere di brandy in mano (scusami ma ho visto da poco Una Poltrona per Due), ci sono dei momenti in cui DEVI riposare. Sto parlando di quelle situazioni in cui la stanchezza ha il sopravvento. Quella condizioni fisiologica in cui il tuo corpo ti costringe a riposare perché ne ha bisogno. E puoi metterci tutta la disciplina del mondo ma non riuscirai ad andare oltre una prestazione mediocre.

Non occorre scomodare il concetto di overtraining ma anche solo parlare di recupero. I nostri muscoli infatti, dopo ogni sforzo, hanno bisogno di tempo per rinsaldare le fibre che – inevitabilmente – subiscono delle microlesioni. E il riposo dopo lo sforzo serve proprio a questo.

Ma come si fa a distinguere tra bisogno di riposo e semplice pigrizia?

Generalmente lo capisci per il dolore. Nel primo caso sentirai i muscoli fiacchi e indolenziti – leggermente doloranti. Nel secondo caso sentirai il diavoletto sulla tua spalla sinistra urlarti “ma chi te lo fa fare” e aggiungere mille scuse e alibi.

A essere onesti, dietro alla pigrizia possono anche esserci mille altre cause: dalla mancanza di motivazione alla noia, senza dover necessariamente parlare di depressione (ma per quest’ultima è il caso di parlare con uno specialista). Cause che puoi combattere con semplici accorgimenti come l’aggiunta di stimoli o cambi di routine.

La sensazione di onnipotenza

Lo ripetiamo sempre: il tuo unico vero avversario lo vedi tutte le mattine allo specchio. Sei tu. E quando riesci a sconfiggerti provi sempre grandissima soddisfazione, quasi una sensazione di onnipotenza, appunto. Quando quell’avversario vuole renderti la vita difficile, aggiunge degli ostacoli come la pigrizia. Ma nel momento in cui riesci a sconfiggerlo non ce n’è per nessuno: in quel momento comandi tu.


Fonte: www.runlovers.it

venerdì 26 maggio 2017

Perché allenarsi in pista


Ci sono molti motivi per i quali correre in pista è importante: aumenta la resistenza e la velocità e non solo

Correre è un’attività bella anche perché la pratichi all’aria aperta. A tutti piace uscire dai luoghi chiusi in cui passiamo la maggior parte della nostra giornata e respirare un po’ di brezza. Ma diciamoci la verità: farlo su pista ci fa sempre pensare di essere dei criceti. Giri in tondo e passi il traguardo. Poi riprendi e fai un altro giro. Quella è la tua strada e puoi solo girare a sinistra o andare dritto. Ma qui viene la parte interessante: in pista puoi e devi fare cose che per strada non faresti mai.


La pista non è una strada
Per strada incontri buche, semafori, auto e bici, pedoni lenti, curve e cambi di livello (in una giornata buona). In pista occupi la tua corsia e pensi solo a correre. Ma ovviamente non lo fai come lo faresti per strada: in pista ci vai per fare allenamenti mirati e per testare i tuoi limiti e per superarli. La pista è fatta per la velocità e gli esercizi al limite e oltre. Inoltre sei in un ambiente controllato: non ci sono cambi di livello, non ci sono ostacoli imprevisti o stop da rispettare. Per questo, a differenza della strada, la pista ti permette di essere molto più focalizzato sulla prestazione e in ascolto del tuo corpo perché riduce le distrazioni, fino quasi a eliminarle. Siccome in pista ti spremi come un limone, non ti preoccupare se dopo 40-45 minuti non hai più forze: la durata di un allenamento sul tartan (il materiale che riveste la pista) è inferiore del 15-20% a quello su strada. Sei più concentrato e lavori al limite, preparando il corpo in maniera diversa e allenando la resistenza allo sforzo e la risposta dei muscoli. La pista serve insomma a eliminare ogni elemento di disturbo e a permettere di allenarti nelle condizioni di superficie e ambientali ideali: sai quanto lungo è un giro (400 m) e corri su un binario. Non devi pensare ad altro.


Aumenta la tua resistenza e la tua velocità
La corsa è un’attività aerobica: fai uno sforzo prolungato che non limita l’ossigenazione dei muscoli. Al contrario, l’attività in pista è più esplosiva e quindi anaerobica: il tuo corpo richiede energia fresca, subito. Oltre una certa soglia di tempo (dopo circa 20 minuti di attività anaerobica), il tuo organismo produce l’acido lattico che spezza la molecola di glucosio e la trasforma in energia. Ma l’acido lattico in circolo ti provoca anche dolori muscolari. Per questo allenarsi in soglia anaerobica ti abitua a gestirlo meglio, sopportandolo e facilitandone l’eliminazione. Il risultato sarà un apparato muscolare più forte e capace di sopportare sforzo più prolungati avvertendo meno la fatica. Ti sta già sanguinando il naso per la spiegazione? Dai, è finita qui. Ora parliamo solo di cosa fare quando sei in pista.


Come prepararsi
Prima di iniziare la sessione scalda i muscoli: un paio di giri di campo a media velocità ti servono a dire al tuo corpo che stai per usarlo. Un po’ di stretching farà il resto. Siccome l’attività che farai prevede movimento, è preferibile lo stretching dinamico invece che lo statico: fai per esempio qualche minuto di skip o skip inverso.


È ora di correre!
Ti sei scaldato e ora è giunto il momento di scegliere una corsia e iniziare a correre. L’allenamento in pista non è un lavoro continuo e costante come la corsa su strada ma è fatto di esplosioni di energia e recupero. Questi sono degli esercizi tipo che puoi fare:

4 o più giri di pista a velocità sostenuta: Devi correre veloce ma non al massimo per un certo numero di giri. Questo esercizio deve sempre essere interrotto da una fase di recupero dopo ogni giro (60-90 secondi), per abituare il corpo a gestire l’acido lattico prodotto. Non devi correre a bassa velocità perché non ne produrresti, ma neanche così forte da sfiancarti. Prenditi il tempo a ogni giro e cerca di batterlo di un po’ a ogni giro successivo.

Hollow Laps: sono giri a velocità variabile: corri piano in curva e poi acceleri nei rettilinei al massimo. Serve a sviluppare e a gestire l’acido lattico, oltre ad apportare i benefici dei cambi di ritmo.

La scaletta: quando fai le scale vai lentamente in salita e velocemente in discesa, con conseguenti sforzi (tanto nel primo caso, meno nel secondo). Questo allenamento fa lo stesso, ma invece degli scalini ci sono le distanze. La regola è semplice: al crescere della distanza applichi meno sforzo e viceversa al decrescere. Esempio: 800 metri (2 giri di campo) a velocità bassa + 400 a velocità media + 200 a velocità sostenuta + 100 a velocità massima. Puoi anche farlo al contrario, partendo al massimo e decelerando negli ultimi giri. Ecco, sei salito e sceso dalle scale :)


Un po’ di galateo
In pista non ci sei solo tu ma ognuno occupa una corsia alla volta. Per sapere quale, sappi che quella più interna è esattamente di 400 metri e le successive verso l’esterno sono più lunghe per questioni geometriche. L’interna è anche quella usata da chi corre più veloce. Potresti essere tu (bravo!) ma nel caso in cui qualcuno ti raggiunga alle spalle perché va più veloce spostati nella corsia a fianco, controllando ovviamente che non ci sia nessuno (metti la freccia insomma). In genere chi sopraggiunge richiama l’attenzione di chi si trova di fronte chiamando “Pista”, per reclamare appunto il suo spazio.
Infine, non fare le fasi di recupero in cui cammini piano o ti fermi piantandoti in mezzo alla corsia: spostati fuori dalla pista, riposati e poi rientra. E non dimenticare mai di guardare se arriva qualcuno: la pista è un po’ come la strada e ha le stesse regole: rispettale e avrai un’esperienza impegnativa ma utile a costruire il tuo fisico per affrontare la prossima sfida su strada.


Fonte: www.runlovers.it

giovedì 25 maggio 2017

La vera storia della prima donna che corse la maratona di Boston


Avrai sentito che la prima donna a correre la Boston Marathon fu Kathrine Switzer. In verità non fu così. Questa è la vera storia.

Sempre più donne corrono, ma non è sempre stato così. Non 100 anni fa, ma più semplicemente nel non lontanissimo 1966, non era loro permesso correre alla mitica Boston Marathon.
Ciò non impedì a Roberta Gibb di iscriversi. Quando ricevette posta dall’organizzazione era sicura che si trattasse del pettorale ma il suo stupore superò la delusione nel leggere la motivazione. Fino a diventare quasi rabbia: il comitato organizzatore la escludeva perché “La corsa è aperta ai soli concorrenti maschi e inoltre le donne non sono fisicamente in grado di correre una maratona”.
Non l’avessero mai detto.


Avere la corsa nel sangue
Roberta correva da una vita nei boschi attorno a Boston. Ci era nata e ne conosceva benissimo i sentieri e le strade. Amava il cross country e si allenava con il fidanzato quasi ogni giorno. Correre la faceva star bene, la divertiva. Chi erano quelli per impedirle di farlo alla maratona della sua stessa città?
Leggendo la lettera di rifiuto capì che avrebbe potuto reagire in due modi: accettarla oppure rifiutarla e presentarsi alla partenza, dimostrando così che le donne erano perfettamente in grado di fare quello che faceva un uomo.
Roberta non ci pensò due volte.


700 giorni si allenamento
Cinque giorni prima della maratona prese un bus da San Diego dove nel frattempo si era trasferita per lavoro. La dividevano da Boston più di 4800 km. Ci arrivò dopo quattro giorni di viaggio. Il tempo di riposarsi e di presentarsi alla partenza, con i bermuda di suo fratello e delle scarpe sportive da ragazzo ai piedi, perché al tempo non esistevano scarpe da running da donna.
Per timore di essere riconosciuta e cacciata prima ancora dell’inizio dai giudici di gara si nascose fra i cespugli e si confuse poi fra i 540 iscritti (uomini) senza dare nell’occhio. E qui accadde una cosa bellissima: i concorrenti se ne accorsero nonostante indossasse una maglia che copriva le sue forme e capirono subito da che parte dovevano stare “Non permetteremo a nessuno di cacciarti. La strada è di tutti”.
“Furono molto protettivi con me – ricorda Roberta – Gli faceva piacere che una donna corresse. Mi incoraggiarono molto”.


In corsa non solo per se stessa
La gara iniziò. Roberta era consapevole di non essere solo una donna che correva quel giorno. Non era solo quella Roberta che si era allenata due anni interi per 700 giorni in totale per essere lì, quel giorno del 1966. Roberta era un simbolo per tutte le donne del mondo: doveva dimostrare cosa erano capaci di fare, doveva dimostrare che non erano da meno di un uomo. E Roberta corse, determinata e forte, fino alla mitica Heartbreak Hill, la collina che ti ammazza perché sega le gambe a tutti quelli che corrono Boston. E la salita non perdonò: Roberta pensava di non farcela. Eppure proprio nel momento peggiore si disse che un ritiro non era ammissibile, che sarebbe stato come dare ragione ai giudici di gara, che le donne avrebbero fatto un passo indietro di decenni se avesse gettato la spugna. Con i piedi sanguinanti per le scarpe troppo piccole, con i crampi per la disidratazione (perché al tempo si pensava che idratarsi facesse venire i crampi) strinse i denti e andò avanti. E tagliò il traguardo.


Un passo indietro
Hai sempre sentito dire che la prima donna a correre Boston fu Kathrine Switzer, una 20enne che si iscrisse indicando solo le sue iniziali per non destare sospetto e che il direttore di gara Jock Semple cercò di strattonare e trascinare fuori dal gruppo di partenza prima dell’inizio, convincendo finalmente l’opinione pubblica che era ormai ridicolo escludere le donne dalle maratone. Ma questo accadde nel 1967, l’anno dopo. Eppure per anni la Switzer è stata considerata la prima donna a correre Boston. Roberta nel frattempo era impegnata a lavorare a San Diego, a divorziare, a risposarsi e ad avere un figlio nel 1975. Finché un giorno, guardando la televisione, vide un servizio sulla prima donna a correre Boston: 1967, Kathrine Switzer.


Un lieto fine
Decise che era ora di correggere qualche imprecisione: scrisse a giornali e televisioni ma non ottenne subito una risposta e nemmeno la doverosa correzione che chiedeva.
Finché fu la stessa BAA, che organizza la maratona, a riconoscerle retrospettivamente la medaglia come prima vincitrice donna (nonché unica, al tempo) e a invitarla a correre nel 1986, nel ’96 e nel 2001 in corrispondenza del 20°, 30° e 35° anniversario della sua storica impresa. E quest’anno, per la 50ª Boston Marathon, Roberta Gibb sarà Grand Marshal della gara.
Lei lavora ancora come ricercatrice alla University of California San Diego, ha 74 anni e corre ancora.
Della sua esperienza dice semplicemente che era stata educata a pensare che le donne fossero passive. Voleva però dimostrare che erano capaci di ben altro: di bellezza, forza e determinazione.

HO FATTO IL POSSIBILE PERCHÉ LE COSE ANDASSERO IN QUESTA DIREZIONE.

E ci sei riuscita, Roberta “Bobbi” Gibb, la prima delle donne che fino ad oggi costituiscono il 45% dei 26598 finisher della Boston Marathon. La prima donna senza la quale non ci sarebbero state migliaia di donne a correre una maratona, dimostrando che fisicamente niente le può fermare.


Fonte: www.runlovers.it


mercoledì 24 maggio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 23/05/2017

Punti 33:
Scaggiante Michele,

Punti 26:
Casali Carlo,

Punti 25:
Rusconi Alberto,

Punti 24:
Favaro Manuel,

Punti 22:
Vanzetto Giorgio,

Punti 21:
Baldari Daniela, Pizzato Pierluigi,

Punti 20:
Nalesso Monica, Riccato Mauro,

Punti 19:
Ragazzo Iosanco,

Punti 18:
Cettina Alessandro, De Toni Marco,

Punti 17:
Baroni Daniele, Tebaldi Massimiliano,

Punti 16:
De Luca Giacomo, Minto Martino, Simion Michele,

Punti 15:
Massarutto Roberto, Meneghetti Alessio, Pivetta Andrea, Pozzi Viola, Rossi Nicoletta,

Punti 14:
Piva Riccardo, Santello Nadio, Temporin Marco,

Punti 13:
Campanelli Cesare, Pandiani Alberto, Rossit Maria Grazia,

Punti 12:
Marcon Gianfranco, Pascoli Silvia, Tebaldi Maurizio, Zanetti Nicola,

Punti 11:
De Toni Leonardo, Gemin Carla, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Michielan Erika, Pandiani GiovanniZampieri Luciano,

Punti 10:
Demarco GiovanniLoconsole Giovanni, Panciera Andrea, Rosada Mauro,

Punti 09:
Coin Maurizio, Giacomin Valentina, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Antonello Walter, Besazza Matteo,

Punti 07:
Barbazza Gianfranco, Bazzana Andrea, Canello Stefano, Cozzolino Felice, Marini Massimo, Musmeci Ignazio, Ongarato Fabio,

Punti 06:
Berto Sergio, Crosara Fabio, Duso Massimo, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Piccini Monica,

Punti 05:
Agnoletto Walter, Bertoldo Luigi, Caceffo ErikaFavaro Cristiano, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele,

Punti 04:
Bertoldo Roberto, Furlan Luigino, Rizzi Francesco, Vicentini Anna, Zampieri Silvia,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Biscontin Andrea, Caser Michela, Forghieri Marco, Pruner Andrea, Sepe Cristian,

Punti 02:
Digeronimo Dario, Maniero Federico, Scozzi Mauro,

Punti 01:
Bortoletto Alessandro, Bruni Antonio, Cemolin Renzo, Dalla Chiesa Roberta, Fabiano Gabriele, Ferri Marco, Paggiarin Samuele, Schiavon Mauro, Terlizzi Luca, Trabujo Ivan, Zanchet Andrea,

martedì 23 maggio 2017

Idratazione: cosa fare quando si corre con il (primo) caldo


Quando la temperatura si alza, non basta vestirsi meno per correre senza problemi. Attenzione anche a quando e cosa bere per evitare il “colpo di calore”.

Nel nostro organismo vengono tollerate solo piccole variazioni di temperatura corporea. Per questo motivo l’esposizione al caldo attiva meccanismi di termoregolazione che permettono di dissipare il calore. L’acclimatazione al caldo richiede una decina di giorni e consente di migliorare questi meccanismi di termoregolazione.

Mamma che caldo!

L’attività fisica provoca un aumento di temperatura corporea tanto maggiore quanto sono elevate la temperatura e l’umidità ambientale. Quando aumenta la temperatura corporea, una maggiore quantità di sangue viene dirottato verso la cute, dove il calore viene disperso principalmente attraverso l’evaporazione del sudore prodotto. In condizioni di caldo umido, questo sudore non riesce a evaporare, motivo per il quale il mantenimento della temperatura corporea risulta più difficoltoso e si perde una maggiore quantità di acqua.

Ho bisogno di acqua

L‘acqua costituisce dal 40 al 70% del nostro peso corporeo con delle differenze legate all‘età e al sesso. In alcuni atleti di alto livello impegnati in competizioni della durata di alcune ore, l’esercizio fisico svolto in condizioni ambientali difficili può portare fino a una produzione totale di 10 litri di sudore. Per sostituire i liquidi persi con la sudorazione è necessario reidratarsi per evitare i rischi, anche gravi, di una disidratazione, che possono portare a una situazione di emergenza medica come il “colpo di calore”.

Il colpo di calore

Una perdita di liquidi attraverso la sudorazione con conseguente diminuzione del 2% del peso corporeo (circa 1,5 kg per un individuo di 70 kg) determina già una riduzione di performance sportiva. Una diminuzione di peso oltre il 7% può essere sufficiente a determinare un “colpo di calore”, situazione che necessita di un tempestivo intervento medico.

Cosa e quanto bere

I liquidi che noi assumiamo non vengono assorbiti nello stomaco ma nel tratto successivo dell’intestino. La velocità di assorbimento dei liquidi e dunque la velocità alla quale il nostro organismo si reidrata dipendono da vari fattori. La velocità di assorbimento viene favorita da bevande fresche a temperatura non superiore ai 12°-13° e da bevande non troppo concentrate.

Se noi assumiamo un tè caldo o bevande gasate come aranciata e cola, il 90% di questi liquidi si trova ancora nello stomaco due ore dopo l’assunzione e non sono dunque stati assorbiti dall’organismo. È dunque preferibile assumere bevande non troppo concentrate quali le comuni bevande isotoniche da sport, ricordando però che se lo sforzo fisico non supera l’ora, l’acqua fresca risulta essere il liquido ideale per reidratare il nostro organismo.

Qualche consiglio in più

Quando arriva il periodo estivo è preferibile allenarsi al mattino o alla sera possibilmente in zone ombreggiate.
L’abbigliamento ideale dovrebbe essere leggero, non aderente e di colore chiaro.
La corsa all’aria aperta comporta una continua esposizione al sole che nel corso degli anni può provocare alterazioni cutanee. Attenzione, con l’invecchiamento la quantità di melanociti (cellule che producono la melanina, sostanza protettiva contro i raggi solari nocivi) diminuisce di circa 2% all’anno riducendo così la capacità dell’organismo di proteggersi contro i raggi ultravioletti e facilitando lo sviluppo di tumori cutanei quali i melanomi.


Fonte: allrunning.it

lunedì 22 maggio 2017

Info Sociale #21

DOVE ABBIAMO CORSO:
Nutrita partecipazione di Amatori alla Marcia dei tre Canai, con un grandissimo Cristiano Favaro: 1° assoluto sui 20km e l'immancabile Nicoletta Rossi: 3° assoluta sui 15 km.
Amatori a premio come 2° Gruppo anche venerdi a Mirano.

Venerdi 19 Maggio
  • Mirano (VE) - Su e zo par el tajo: Michele Scaggiante, Gianfranco Marcon, Carlo Casali, Gabriele Vedova, Alessandro Cettina, Pierluigi Pizzato, Giacomo De Luca, Alessio Meneghetti, Erika Caceffo
  • Moniego (VE) - Corri Sant'Urbano: Andrea Pivetta, Roberto Massarutto

Sabato 20 Maggio
  • Villanova di Portogruaro (VE) - Villanova in solidarietà: Giorgio Vanzetto
  • Segusino (TV) - Gran Raid delle prealpi trevigiane: Mauro Riccato, Alberto Pandiani, Massimiliano Tebaldi, Michele Simion, Michele Nodari, Alberto Rusconi, Giovanni Loconsole, Massimo Marini

Domenica 21 Maggio:
  • Cazzago (VE) - Marcia dei tre Canai: Michele Scaggiante, Erika Michielan, Daniela Baldari, Nicoletta Rossi, Carlo Casali, Luca Terlizzi, Andrea Panciera, Riccardo Piva, Viola Pozzi, Giovanni Pandiani, Manuel Favaro, Cesare Campanelli, Valentina Giacomin, Martino Minto, Giacomo De Luca, Alessio Meneghetti, Daniele Tacchetto, Andrea Ongaro. Cristiano Favaro, Luciano Zampieri, Walter Agnoletto, Monica Nalesso, Iosanco Ragazzo, Pierluigi Pizzato, Gianfranco Marcon
  • Treviso - Corri in rosa: Anna Vicentini
  • Valdagno (VI) - Agno Trail: Giorgio Vanzetto

domenica 21 maggio 2017

Trail: gli esercizi per rendere più forti piedi e caviglie


La corsa in montagna nasconde vere e proprie insidie per i nostri piedi, caviglie e ginocchia. L’unico modo di affrontare al meglio questi ostacoli è… mettere in crisi il nostro equilibrio, così da prepararlo alle corse su sterrato.

Chi già ha iniziato a correre off road, avrà già provato sulla sua pelle quanto sia difficile mantenersi in equilibrio specialmente nelle corse in discesa oppure sui terreni sconnessi. Per questo ciò che è importante non è la capacità di conservare l’equilibrio, ma di saperlo ritrovare ogni volta che ci troviamo in una situazione di instabilità.

L’allenamento propriocettivo, come già ricordato, fa al caso nostro: i segnali propriocettivi si generano da sensori presenti nel muscolo (fusi neuromuscolari e gli organi muscolo-tendinei del Golgi), che rappresentano il canale sensoriale più importante e che in sinergia con i propriocettori vestibolari e articolari trasmettono al sistema nervoso informazioni sul senso di movimento e di posizione.

La scorsa volta abbiamo visto gli esercizi da svolgere in palestra; ora usciamo all’aria aperta e vediamo cosa fare. Ricordate infatti che l’allenamento propriocettivo, perché sia efficace, deve essere il più variabile possibile, sia per gli stimoli sia per la progressione della difficoltà, altrimenti si avranno una stagnazione e un successivo decadimento dei risultati ottenuti.

Allenamento outdoor
Un allenamento outdoor efficace è quello effettuato con movimenti più dinamici, che si possono eseguire sul prato o sulla sabbia (a piedi scalzi), o ancora sul ciottolato.

Si eseguono andature di atletica come lo skip basso, medio e alto; calciate dietro, avanti, doppio impulso, passo stacco, rullate sui piedi, marcia, accelerazioni e cambi di direzione.

La corsa e l’arresto: questa esercitazione procura il massimo carico alle strutture muscolari e articolari simulando e stimolando le stesse reazioni che avremo durante un percorso trial in virtù delle sollecitazioni eccentriche che la stessa presenta specialmente nei tratti in discesa.

Le esercitazioni sono:
  • Corsa in avanti e arresto su due gambe e su una gamba
  • Corsa laterale e arresto monopodalico gamba dx e sx
  • Corsa indietro e arresto
  • Corse con cambi di direzione e arresti in prossimità di segnali e oggetti disposti sul percorso.
  • Corse con curve di diverse angolazioni.
  • Quando e quanto fare?


L’allenamento propriocettivo dovrebbe essere eseguito almeno due 2-3 volte la settimana per circa 20’ all’inizio della seduta quando siamo freschi e non affaticati, poiché il grado di attivazione muscolare e la richiesta di attenzione saranno molto alte.

Fonte: allrunning.it

sabato 20 maggio 2017

Zucchero e sale: tossicodipendenze alimentari


Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma zucchero e sale, condimenti per antonomasia, producono nel nostro sistema nervoso gli stessi effetti di una droga.

Secondo alcune ricerche scientifiche gli alimenti comuni come il sale e lo zucchero raffinato inducono al consumo sempre maggiore di alimenti che li contengono, poiché stimolano i centri del nostro sistema nervoso legati alla gratificazione, in modo particolare nucleo accumbens, amigdala e locus ceruleus. Queste aree sono le stesse che vengono sollecitate da un tipo qualunque di droga, dalla semplice nicotina sino a cocaina ed eroina.

Molti alimenti che vengono proposti quotidianamente dalle industrie alimentari non sono così innocui come si pensa, sono anzi il frutto di ricerche e studi finalizzati ad indurre nei consumatori un senso di gratificazione elevato, in modo da farli diventare “dipendenti” dal prodotto stesso. Dal momento che i cibi risultano molto più attraenti quando contengono questi ingredienti che creano “dipendenza”, l’industria alimentare si è lanciata nella creazione di prodotti che sono un concentrato di sale, zuccheri e grassi, alimenti che vanno dai biscotti al cioccolato sino alle patatine fritte e alle merendine. Non stupisce, ad esempio, che uno fra i prodotti con il più alto tasso di sale sia il classico biscotto per la colazione.

Dal nostro modo di consumare sale e zucchero dipende la nostra stessa salute, però qualcosa si può già fare. Anzitutto cominciare ad acquisire coscienza dell’inganno sotteso in determinati cibi, ricordandosi sempre che a scegliere siamo noi, e possiamo abbandonare sugli scaffali del supermercato quello che non ci convince, optando invece per qualcosa di più buono e sano. Buono e sano significa, ad esempio, ricco di fibre naturali (prodotti integrali), o privo di zuccheri aggiunti, coloranti e conservanti, meglio ancora se proveniente da allevamenti o colture vicine.


venerdì 19 maggio 2017

Lo sforzo in maratona: impariamo a distribuirlo per fare meglio


Come ricordato nella prima parte dell’articolo, sono molti gli aspetti/le variabili che influenzano la prestazione: la preparazione svolta (il troppo allenamento o il poco allenamento), la tipologia di percorso, il grado di esperienza dell’atleta, le condizioni climatiche, le dinamiche di gara con altri avversari/amici, l’ambiente/il percorso di gara (il correre in città davanti a tanta gente porta spesso a strafare), il corretto e necessario periodo di scarico pre-gara, il non eccedere con le competizioni nel periodo che precede la maratona, la bravura dei pacer e molto altro.


La gara “ideale”
L’obiettivo ideale, l’abbiamo già scritto, è avere due metà gara sovrapponibili e corse in uniformità di ritmo. Nella realtà, analizzando e tagliando per fasce di risultato/prestazione, più o meno (e lo dicono i numeri) “sbagliano” quasi tutti.

Dopo aver analizzato le prestazioni da 2:10 a 3 ore, soffermiamoci su chi impiega da 3:30 a 5 ore.


Da 3 ore a 3:30
Gli atleti/e di questa fascia di prestazione sono i più numerosi (unitamente alla fascia da 3:30-4 ore) e per loro l’errata distribuzione “costa” ancora di più; il dato medio tra la prima e la seconda parte di gara è un significativo 6’18”; pensate quanti possibili primati personali vanno…. in fumo così!


Da 3:30 a 4 ore
È la fascia più numerosa analizzata (da sola vale un quarto del totale) e qui il differenziale medio è ancora più ampio: 9’27”. Balza all’occhio che la maggior parte di questi atleti affronta i primi 21,097k a una velocità troppo elevata per il proprio grado di allenamento. Sarebbe opportuno agire su adeguati lavori specifici di educazione al ritmo maratona e valutare a pieno se gli allenamenti sono stati adeguati o sbilanciati.


Da 4 ore a 4:30
Per questi atleti/e (fascia anch’essa discretamente numerosa) il dato è ancora di più significativo, con un differenza tra la prima metà e la seconda di ben 15’31”. Non vuol essere una critica, ma ciò può significare una preparazione non adeguata o incompleta e, per altri (magari allenatissimi), il non conoscersi a pieno o il sovradimensionarsi.


Da 4:30 a 5 ore e oltre
Il differenziale è ovviamente sempre più marcato; per questa fascia siamo a 26’23”, un dato che cresce a 33’28” per la fascia 5 ore/5:30 per assestarsi a quasi 40 minuti (39’57”) per quella 5:30/6 ore.


Qualche considerazione finale
La maratona è un sogno per molti, ma anche una odissea (e non me ne voglia Ulisse!), un impegnativo cimento psico-fisico che va affrontato nelle migliori condizioni (ricordiamocelo), con una preparazione adeguata e nella quale il giusto ritmo per noi (il ritmo-maratona) deve essere “dentro” di noi e metabolizzato al meglio.

I dati che vi ho mostrato in questa analisi confermano che ci vuole poco per rovinare una prestazione costruita in mesi e mesi di allenamenti, fatica, impegno e motivazione. Da coach, uomo di campo (e di Allrunning!) voglio bene a tutti i maratoneti e maratonete e sono certo che seguirete i miei consigli; buona maratona a ognuno di voi con il vostro nuovo primato personale!

Fonte: allrunning.it

giovedì 18 maggio 2017

Sapete dosare le energie durante una maratona? Gli errori più comuni da evitare


Parto da una considerazione facile, quasi banale: “Correre una maratona non è assolutamente facile, è un impegno importante, totale e gravoso sia sotto l’aspetto fisico sia psicologico. Dall’analisi che ho potuto fare (grazie ai chip) su decine di migliaia di voi “emerge” (ma non è una colpa!) che la maggior parte degli atleti/e compie errori (in gran parte significativi) nella distribuzione dello sforzo. E se in un 5.000 o in un 10.000 ciò inficia solo in parte la prestazione, in una mezza e ancor più in una maratona la penalizza fortemente (e tutto questo lo vedremo nei numeri).


Iniziamo a dare i numeri
È giusto premettere che molti sono gli aspetti/le variabili che influenzano la prestazione: la preparazione svolta (il troppo allenamento o il poco allenamento), la tipologia di percorso, il grado di esperienza dell’atleta, le condizioni climatiche, le dinamiche di gara con altri avversari/amici, l’ambiente/il percorso di gara (il correre in città davanti a tanta gente porta spesso a strafare), il corretto e necessario periodo di scarico pre-gara, il non eccedere con le competizioni nel periodo che precede la maratona, la bravura dei pacers e molto altro.


Il modello-ideale di prestazione
Semplice da dirsi, difficile da farsi: l’obiettivo sono due metà gara sovrapponibili e corse in uniformità di ritmo. Nella realtà, analizzando e tagliando per fasce di risultato/prestazione, più o meno (e lo dicono i numeri) “sbagliano” quasi tutti.


Da 2:10 a 2:30
Generalmente possiamo dire che sono quelli/e che corrono per vincere e, al contrario di quanto molti pensano, non sono i più virtuosi: il loro differenziale medio tra la prima e la seconda parte di gara è di 3’49”, cioè la seconda metà viene corsa più lentamente rispetto alla prima di quasi 4 minuti e parliamo di soggetti sicuramente molto allenati! La dinamica di gara, la ricerca del tempo e/o della vittoria, l’uso delle lepri, gli incrementi violenti di velocità e il non idratarsi/rifornirsi adeguatamente sono le prime cause di questa errata distribuzione.


Da 2:30 a 3 ore
Diciamola tutta, sono gli atleti più virtuosi; nei dati analizzati questi atleti/e hanno un differenziale medio di 3’03” (ma ho anche un dato su 500 maratoneti/e della velocissima Milano edizione 2002 di questa fascia con un differenziale di 1’06”, bravissimi!) e sono quelli che di fatto sbagliano meno! E pensate quanto migliori potrebbero essere le loro prestazioni con un avvio leggermente più prudente.


Fonte: allrunning.it

mercoledì 17 maggio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 16/05/2017

Punti 31:
Scaggiante Michele,

Punti 24:
Casali Carlo, Rusconi Alberto,

Punti 23:
Favaro Manuel,

Punti 20:
Baldari Daniela, Vanzetto Giorgio,

Punti 19:
Nalesso Monica, Pizzato Pierluigi, Riccato Mauro,

Punti 18:
De Toni Marco, Ragazzo Iosanco,

Punti 17:
Baroni Daniele, Cettina Alessandro,

Punti 16:
Tebaldi Massimiliano,

Punti 15:
Minto Martino, Simion Michele,

Punti 14:
De Luca Giacomo, Massarutto Roberto, Pivetta Andrea, Pozzi Viola, Rossi Nicoletta, Santello Nadio, Temporin Marco,

Punti 13:
Meneghetti Alessio, Piva Riccardo, Rossit Maria Grazia,

Punti 12:
Campanelli Cesare, Pandiani Alberto, Pascoli Silvia, Tebaldi Maurizio, Zanetti Nicola,

Punti 11:
De Toni Leonardo, Gemin Carla, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano,

Punti 10:
Demarco GiovanniMarcon Gianfranco, Michielan Erika, Pandiani GiovanniRosada Mauro, Zampieri Luciano,

Punti 09:
Coin Maurizio, Loconsole Giovanni, Panciera Andrea,

Punti 08:
Antonello Walter, Besazza Matteo, Giacomin Valentina, Vedova Gabriele,

Punti 07:
Barbazza Gianfranco, Bazzana Andrea, Canello Stefano, Cozzolino Felice, Musmeci Ignazio, Ongarato Fabio,

Punti 06:
Berto Sergio, Crosara Fabio, Duso Massimo, Maniero Mirco, Marini Massimo, Mezzalira Ennio, Piccini Monica,

Punti 05:
Bertoldo Luigi,

Punti 04:
Agnoletto Walter, Bertoldo Roberto, Caceffo ErikaFavaro Cristiano, Furlan Luigino, Ongaro Andrea, Rizzi Francesco, Tacchetto Daniele, Zampieri Silvia,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Biscontin Andrea, Caser Michela, Forghieri Marco, Pruner Andrea, Sepe Cristian, Vicentini Anna,

Punti 02:
Digeronimo Dario, Maniero Federico, Scozzi Mauro,

Punti 01:
Bortoletto Alessandro, Bruni Antonio, Cemolin Renzo, Dalla Chiesa Roberta, Fabiano Gabriele, Ferri Marco, Paggiarin Samuele, Schiavon Mauro, Trabujo Ivan, Zanchet Andrea,