martedì 28 febbraio 2017

Così lo sport migliora la qualità della vita dei soggetti diabetici


Uno studio ha dimostrato che l’attività aerobica è utilissima sul piano del controllo del metabolismo, perché riduce il bisogno d’insulina da parte dell’organismo.

L’attività aerobica ha effetti decisamente positivi sugli organismi affetti da diabete di tipo 1 o 2. Lo rileva un recente studio italiano condotto dal Policlinico San Donato e pubblicato nei giorni scorsi su Cell Transplantion, grazie al quale si è potuto scientificamente dimostrare che lo sport è in grado di migliorare il controllo metabolico della patologia poiché riduce, nel paziente, il bisogno di insulina. Alle attività ha collaborato anche l’istituto di ricerca sul diabete dell’Università di Miami.

L’attività aerobica, addirittura, sarebbe indispensabile per chi è affetto da diabete di tipo 1 ed è, dunque, insulino-dipendente. Si è potuti arrivare a questa conclusione analizzando le reazioni e i comportamenti di tredici individui, tutti adulti sedentari, che sono stati suddivisi in due gruppi: il primo era composto da sei uomini di 40 anni circa, mentre del secondo facevano parte tre donne e quattro uomini la cui età media era compresa tra i 35 e i 36. Ad accomunare i soggetti che hanno preso parte allo studio era il fatto che tutti soffrissero di diabete di tipo 1, quello che richiede iniezioni esterne di insulina. Di tutti gli individui che hanno partecipato alla ricerca, solo il primo gruppo, quello al maschile, è stato coinvolto tre volte a settimana in una sessione di 30-45 minuti di camminata a passo svelto o corsa.

Al termine dei tre mesi – tanto è durato lo studio condotto dall’istituto di ricerca di Miami e dallo staff del Policlinico San Donato – è stato notato come i pazienti del gruppo 1 stessero decisamente meglio da un punto di vista metabolico. Non solo risentivano degli influssi benefici dell’attività fisica, ma avevano anche bisogno di una quantità di insulina inferiore rispetto a quella che erano precedentemente soliti iniettarsi. Come diretta conseguenza di ciò, anche gli attacchi di iperglicemia e di ipoglicemia erano diminuiti. Questo perché, come spiegato dagli scienziati, l’attività aerobica, se svolta in maniera regolare, è in grado di controllare i livelli di glicemia negli individui che soffrono di diabete, migliorando la qualità della loro vita.

Lo studio avrà un seguito. A breve l’esperimento sarà ripetuto su un bacino più variegato e ampio di soggetti, allo scopo di elaborare un vero e proprio programma di educazione che preveda il monitoraggio delle iniezioni d’insulina, la selezione degli esercizi migliori per i soggetti diabetici e la pianificazione di un regime alimentare che possa fare al caso di chi soffre di questa patologia. Se ne occuperà personalmente Livio Luzi, medico specialista e responsabile del reparto di malattie metaboliche ed endocrinologia dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Policlinico San Donato.


Fonte: www.runningmania.net

lunedì 27 febbraio 2017

Info sociale #9

CORRI X CARNEVALE:
Grazie a quanti hanno dato una mano o hanno corso alla Corri X Carnevale.
La giornata era splendida ed è andato tutto bene, abbiamo ricevuto molti complimenti per il servizio e mi fa piacere condividerli con voi.
Abbiamo inoltre ricevuto un paio di confezioni di galani e frittelle che troverete oggi pomeriggio al campo, siete invitati a  favorirne.

ABBIGLIAMENTO:
Per chi fosse interessato riporto l'elenco del vestiario marchiato Amatori ancora disponibile:
- maglia leggera manica lunga blu (2 S, 3 M)
- pantaloncini sgambati (1 M)
- tuta mirofibra grigia New Balance (1 XL)
- T-Shirt rossa New Balance (1 M, 2 XL)
- Tuta Asics 2017 (1 M)
- Giaccone 2017 (1 L)


DOVE ABBIAMO CORSO:

Sabato 25 Febbraio

  • Villanova (RA) - Corsa di Bagnocavallo: Giorgio Vanzetto

Domenica 26 Febbraio
  • Forlì : Giorgio Vanzetto
  • Mestre - Corri X Carnevale: (in servizio) Carlo Casali, Maria Grazia Rossit, Silvano Marangon, Michele Nodari, Nadio Santello, Ludovica Alemanno, Michele Simion, Matteo Besazza, Silvia Pascoli, Massimo Duso, Mauro Rosada, Andrea Panciera, Gianfranco Marcon, Stefano Canello, Viola Pozzi, Marco De Toni, Emanuela Lazzari, Maurizio Tebaldi. (in corsa) Daniela Baldari, Luciano Zampieri, Andrea Bazzana, Luigi Bertoldo,  Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso, Pierluigi Pizzato, Giacomo De luca, Alessio Meneghetti, Nicola Zanetti, Fabio Crosara
  • Lovadina (TV) - Corsa di Lovadina: Manuel Favaro
  • Nove (VI) - Campionato regionale cross: Marco Temporin
  • Tribano (PD) - Marcia della magnolia: Michele Scaggiante, Riccardo Piva, Carla Gemin, Walter Antonello

domenica 26 febbraio 2017

Troppo sport fa male al sesso


Negli uomini l’eccesso di allenamento riduce il desiderio sessuale: colpa almeno in parte del calo del testosterone, a rischio soprattutto gli sport aerobici di lunga durata come maratona o triathlon.

Super allenati, in grado di correre per chilometri ogni giorno e magari di competere in un Ironman, le gare di triathlon estremo. Sotto le lenzuola, però, un mezzo disastro: negli uomini che fanno tanto, troppo esercizio fisico la libido è un po’ appannata e la probabilità di avere un desiderio sessuale “spento” è fino a sette volte maggiore rispetto a chi fa sport ma senza esagerare. Lo dimostra una ricerca pubblicata su Medicine and Science in Sports and Exercise, secondo cui un allenamento strenuo e costante comprometterebbe un buon sesso.

Studio su mille uomini
I ricercatori hanno intervistato un migliaio di uomini, tutti sportivi e praticanti varie attività a livello medio, moderato o intenso; attraverso questionari particolareggiati hanno indagato il desiderio sessuale, chiedendo per esempio quante volte pensassero al sesso o quanti rapporti avessero durante la settimana. I risultati mostrano che al crescere dell’intensità e della durata dell’allenamento cala in parallelo la libido, pur se si tiene conto dell’età (all’aumentare degli anni, infatti, una lieve riduzione del desiderio è da considerarsi normale); la probabilità di avere un desiderio sessuale “debole” è fino a sette volte maggiore rispetto a chi fa esercizio fisico con regolarità ma senza strafare. Anthony Hackney, docente di fisiologia dell’esercizio all’università del North Carolina e autore dell’indagine, sottolinea che «Non è detto che il rapporto di causa effetto sia immediato, ma di certo questi dati indicano l’esistenza di un legame fra troppo esercizio e poco sesso. Fatica e calo del testosterone indotto dal movimento possono avere un ruolo; resta da capire la soglia oltre cui l’allenamento diventa eccessivo, che potrebbe essere diversa fra i vari individui e dovrà essere stabilita attraverso studi più approfonditi».

Testosterone, stress ed età contano
Il dato non sorprende Gianfranco Beltrami, docente del corso di laurea in Scienze motorie dell'Università di Parma e membro del consiglio direttivo della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI): «Vediamo spesso un calo del desiderio sessuale negli atleti che si allenano strenuamente, soprattutto per sport aerobici di lunga durata come maratona, triathlon, fondo: in queste situazioni troviamo sempre un calo dei livelli di testosterone, una componente ormonale che ha senz’altro un ruolo nel ridurre la libido e che può essere parzialmente contrastata se si allena bene la forza muscolare. In chi è dipendente dall’esercizio fisico si aggiunge anche un fattore psicologico: si tratta di soggetti che pensano solo allo sport e trascurano tutto il resto, la loro mente inevitabilmente si “distrae” dall’idea del sesso. Pure l’età conta – prosegue Beltrami –. Un ventenne nel pieno del vigore fisico e della carica ormonale risente meno dell’eccesso di sport rispetto a un cinquantenne che è già alle soglie dell’andropausa e ha livelli un po’ inferiori di testosterone, magari ha qualche preoccupazione sul lavoro ed è stressato. Per capire se si sta esagerando, occhio ai sintomi dell’overtraining: insonnia, stanchezza, difficoltà a recuperare dallo sforzo, scarsa concentrazione, dimagrimento e dolori muscolari sono segni che, insieme al calo del desiderio, indicano la necessità di ridurre i carichi di lavoro e, in qualche caso, indagare i livelli di ormoni come cortisolo e testosterone».


Fonte: www.corriere.it

sabato 25 febbraio 2017

Cioccolato e attività fisica: che rapporto c’è?


Amatissimo da sportivi e non solo, per tanti è difficile rinunciare al cioccolato: che rapporto c’è fra quest’ultimo e l’attività fisica? Scopriamolo insieme

Goloso ed irresistibile, il cioccolato è un prodotto irrinunciabile per tanti, ma spesso demonizzato e per questo molti atleti se ne tengono alla larga; possiamo dire che si tratta di una rinuncia inutile e di un sacrificio che può essere tranquillamente evitato: la demonizzazione del cioccolato è un errore, perché anche chi pratica attività fisica può giovarsi dei benefici che il frutto della pianta del cacao – importata in Europa nel 1500 – è in grado di assicurare.

Il cioccolato è particolarmente ricco di potassio e magnesio, contiene inoltre una buona quantità di fosforo, vitamina E e fibre, a cui si aggiungono sostanze come polifenoli, serotonina, teobromina e caffeina. Entrando nel dettaglio, la presenza dei polifenoli si rivela davvero benefica poiché questi ultimi contengono bioflavonoidi, capaci di migliorare il sistema circolatorio e la coagulazione del sangue. Gli effetti stimolanti dovuti a teobromina e caffeina rendono il rapporto fra attività fisica e cioccolato particolarmente fruttuoso.

Tali effetti stimolanti, infatti, rendono più rapido il recupero, soprattutto a livello muscolare, migliorano la concentrazione e aumentano la resistenza alla fatica. Inoltre la ricca presenza di magnesio è utile per contrastare i crampi muscolari. Si può dedurre che il cioccolato non può mancare nel regime alimentare di un runner, ma ovviamente è necessario prestare attenzione alle quantità poiché bisogna fare i conti con il contenuto elevato di zuccheri e grassi.

La dose indicata di cioccolato per chi pratica sport è di circa 20 grammi al giorno, preferendo il cioccolato con un maggiore quantitativo di cacao; ad una più alta concentrazione di cacao, infatti, corrisponde una minore presenza di zuccheri, rendendo quindi più “salutare” il cioccolato. Dunque è decisamente consigliato assumere cioccolato fondente rispetto a quello al latte, poiché meno zuccherato. In conclusione, il cioccolato non va bandito ma anzi può essere un’ottima soluzione come ricompensa al termine di un allenamento o di una gara, poiché appaga il palato, la mente e fa bene all’organismo in fase di recupero.


Fonte: www.runningmania.net

venerdì 24 febbraio 2017

Marco Olmo: tutto quello che c’è da sapere del trail


Come affrontare il trail nel modo giusto? Tutti i consigli…

Anche se in molti vi trovano delle differenze sostanziali, Marco Olmo è del parere che il trail e la corsa in montagna siano pressappoco la stessa cosa. Il trail, infatti, consiste nel correre per la natura, evitando il più possibile sentieri e soprattutto strade asfaltate, così da apprezzare al meglio il contatto con boschi, campagne e riserve incontaminate. Il trail ha una duplice valenza: consente allo sportivo di allenarsi anche in maniera molto dura, ma consente anche all’uomo di imbattersi in antichi borghi, ruderi d’epoca e vere e proprie meraviglie della natura che sono state trascurate e dimenticate dalla civiltà. Ma quali sono le principali differenze tra il trail e la semplice corsa su strada? E soprattutto, cosa cambia per quanto riguarda l’attrezzatura e gli oggetti indispensabili da portare con sé? Secondo Olmo, che è un vero esperto di trail, questa attività è un po’ più costosa della normale corsa. L’attrezzatura, inoltre, non è sempre la medesima: bisogna infatti portare cose molto diverse a seconda della distanza da percorrere, del tempo in cui si starà via e delle temperature che presumibilmente si troveranno.

Per questo chi fa trail deve essere molto lungimirante. Per percorsi brevi, a temperatura stabile, è sufficiente portare con sé una borraccia; quando i tratti si allungano, però, le regole della prudenza impongono anche un kit di sicurezza comprendente cibo e qualche medicinale d’emergenza. Questi ultimi, in particolar modo, non devono mai mancare se si soffre di patologie croniche o di violenti attacchi allergici. Il contatto con la natura è una cosa fantastica, a patto però che l’organismo venga tutelato al meglio! Se invece si è consapevoli di affrontare tratti paludosi o che costeggiano stagni, è bene attrezzarsi per prevenire le punture di zanzare. Insomma: di volta in volta, in base al percorso e alla destinazione, il contenuto del proprio zainetto da trail dovrà subire opportune modifiche.

Chi si avvicina per le prime volte a questa attività, deve necessariamente procedere per gradi, senza mai esagerare né con la distanza né con l’andatura. Procedendo step by step e consolidando il risultato raggiunto prima di passare all’obiettivo successivo, i miglioramenti saranno molto evidenti e anche veloci. Sebbene sia uno sport che può essere fatto in compagnia (e anzi è ancora più bello), per i novizi il trail può essere piuttosto faticoso. E Marco Olmo non ha dubbi: quando la fatica si fa sentire, è bene chiudere la bocca e rallentare l’andatura… Mai però fermarsi, perchè a ogni passo il traguardo è sempre più vicino! Un ultimo consiglio riguarda le salite, che molti si ostinano ad affrontare con lo stesso ritmo dei tratti pianeggianti: si tratta di uno sforzo inutile, dice Olmo, anche perché la fatica – come le energie – va dosata accuratamente!


Fonte: www.runningmania.net

giovedì 23 febbraio 2017

Trail Running: la mia disciplina podistica preferita


Il Trail Running una corsa che si svolge su sentieri immersi nella natura fra boschi, campagne, in montagna. È il modo di correre che preferisco perché permette di mettermi alla prova su terreni differenziati.

Avvicinandomi al Trail Running ho scoperto un nuovo modo di correre: quello che mi ha affascinato di più è stata sicuramente la possibilità di immergermi totalmente nella natura ed affrontare la sfida di falcare terreni sempre diversi che hanno testato la mia preparazione più volte. Questa particolare tipologia di corsa si svolge su lunghe percorrenze e ogni volta affronto una nuova sfida contro me stesso. È sicuramente il percorso il protagonista principale del Trail Running: possono presentarsi dei tratti pavimentati ma è stato stabilito che non devono assolutamente superare il 20% del totale dei chilometri che si andranno a correre.

Rispetto alla corsa su un terreno asfaltato il fisico deve compiere uno sforzo in più a causa del suolo irregolare. Tutti i tratti in salita o in discesa sono affrontati utilizzando più energia e forza dei muscoli del corpo. Anche la tipologia di scarpa da utilizzare è diversa da quella del running canonico, allenarsi in mezzo ai boschi o in prati di campagna richiede una calzatura più robusta, che tenga la caviglia salda e che possa essere usata in qualsiasi condizione climatica. Il battistrada deve garantire al corpo un perfetto equilibrio anche su un suolo dove sono presenti sassi o asperità. Ho iniziato a praticare questo tipo di corsa perché l’allenamento su strada stava diventando per me un po’ monotono. La mia preparazione è iniziata per gradi: in principio ho cercato di non strafare e di trovare percorsi alla mia portata e che non presentassero salite e discese troppo impegnative. In questo modo sono riuscito a trovare il mio equilibrio.

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Questa disciplina sta attirando un gran numero di estimatori. Sono organizzate gare sia per semplici amatori che per veri professionisti; in montagna molto spesso sono utilizzati addirittura sentieri adibiti agli escursionisti. Questo fa capire quale deve essere il grado di preparazione se ci si vuole avvicinare seriamente a questa attività sportiva in modo professionale e serio. Ovviamente non bisogna essere dei campioni per cominciare a praticare Trail Running, si può iniziare scegliendo percorsi semplici e che siano alla portata delle capacità fisiche iniziali di ciascun individuo. Correre sui sentieri dei boschi del proprio territorio è un ottimo modo per incominciare a correre in questa maniera. Anche le corse campestri sono un ottimo modo per iniziare, io posso affermare che da quando mi sono accostato al Trail Running la mia resistenza è notevolmente migliorata e ho acquisito un rinnovato benessere psico-fisico.


Fonte: www.runningmania.net

mercoledì 22 febbraio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 21/02/2017

Punti 08:
Scaggiante Michele,

Punti 07:
Baldari Daniela, Casali Carlo, Nalesso Monica, Ragazzo Iosanco,

Punti 06:
Favaro Manuel, Riccato Mauro, Tebaldi Massimiliano, Vanzetto Giorgio,

Punti 05:
Baroni Daniele, De Toni Marco, Gemin Carla, Massarutto Roberto, Minto Martino, Rossi Nicoletta, Rusconi Alberto,

Punti 04:
Cettina Alessandro, Coin Maurizio, Loconsole Giovanni, Pivetta Andrea, Pizzato Pierluigi, Pozzi Viola, Rossit Maria Grazia, Santello Nadio, Simion Michele,

Punti 03:
Berto Sergio, Campanelli Cesare, Canello Stefano, Caser Michela, De Luca Giacomo, Furlan Luigino, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Marcon Gianfranco, Meneghetti Alessio, Mezzalira Ennio, Ongarato Fabio, Panciera Andrea, Pandiani Alberto, Pascoli Silvia, Piva Riccardo, Rosada Mauro, Vedova Gabriele, Zampieri Luciano, Zanetti Nicola,

Punti 02:
Barbazza Gianfranco, Bertoldo Luigi, Biscontin Andrea, Maniero Federico, Maniero Mirco,

Punti 01:
Bazzana Andrea, Bortoletto Alessandro, Cozzolino Felice, De Toni Leonardo, Favaro Cristiano, Ferri Marco, Marini Massimo, Musmeci Ignazio, Ongaro Andrea, Piccini Monica, Pruner Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele, Tebaldi Maurizio, Temporin Marco, Zanchet Andrea