domenica 1 maggio 2016

I runners e il cibo, tutti gli errori più comuni


Il rapporto tra i runner e il cibo è sempre piuttosto complesso. Molti di loro, soprattutto all’inizio, quando cominciano ad approcciarsi per le prime volte a questo sport gratificante ma anche molto impegnativo, tendono infatti a sviluppare comportamenti alimentari alquanto discutibili che perpetrano a lungo, auto-convincendosi che siano corretti, quando invece la maggior parte delle volte non lo sono affatto. Complice la disinformazione e la convinzione di poter fare da sè, evitando di chiedere consigli a un nutrizionista o a un dietologo esperto in alimentazione per sportivi, questi runner cercano magari informazioni in rete o si affidano al passaparola, prendendo per buone regole adottate da chi ne sa meno di loro: comportamenti alimentari del tutto illogici, i quali, se diventano vere e proprie abitudini, rischiano di danneggiare seriamente la salute del runner, oltre a comprometterne la resa sportiva.

Tra le regole sbagliate che i runner sovente si danno, c’è quella – dannosissima – si sostituire uno o più pasti principali della giornata con delle barrette energetiche. A tal proposito, è importante sottolineare che le barrette energetiche non sono certo da criminalizzare; anzi: il loro utilizzo è utile e consigliabile per integrare la nutrizione. Il problema sorge quando si mangiano prevalentemente quelle, sostituendole ai pasti. Non bisogna dimenticare che la maggior parte delle calorie va assunta dagli alimenti, e anche se molte delle barrette in commercio sono arricchite da vitamine e sostante utili all’organismo, esse comunque non possiedono la stessa qualità nutritiva del cibo tradizionale.

Un’altra regola alimentare sbagliata è quella che prevede l’eliminazione di un intera categoria di cibi: per esempio i grassi, i carboidrati, la carne o altro. A tal proposito, è bene distinguere tra chi deve eliminare categorie di alimenti per una precisa necessità (per esempio i celiaci, che non possono mangiare pasta e pane, né altri cibi contenenti glutine) o per convinzione ideologica (per esempio vegetariani e vegani), e chi invece lo fa nella convinzione che ciò lo aiuti a dimagrire o a restare in forma. Niente di più sbagliato: così facendo, infatti, non solo si indebolisce il sistema immunitario, ma ci si espone a un maggior rischio di infortuni.

Un’altra abitudine errata è quella di scandire i tempi dei pasti con lo stesso rigore e la stessa intransigenza con cui si scandiscono le frazioni di corsa. Ok essere abitudinari e tendere a pranzare/cenare sempre più o meno alla stessa ora, ma ciò non deve impedire di consumare uno spuntino o anticipare il pasto qualora se ne avverta la necessità. Se il corpo non riceve subito il nutrimento di cui ha bisogno, infatti, tende a fare molta più fatica. Sempre a proposito di regole e intransigenza, è sbagliato anche contare tutte le calorie assunte (magari annotandole su un apposito taccuino) allo stesso modo in cui si contano i chilometri corsi. A volte semplicemente il corpo ha bisogno di un po’ d’energia in più, e non c’è niente di male nel dargliela!

Non c’è niente di male neanche nel pranzare fuori con amici o parenti. Se si rifiutano sistematicamente gli inviti per paura di non poter controllare le calorie assunte, invece, quello sì che è un problema! Infine, un bravo runner sa che è importante anche imparare ad alimentarsi per il lungo: gli allenamenti lunghi, infatti, richiedono molta – e ottima – benzina (cibo); partire con poca energia nel proprio carburante non solo non paga, ma alla lunga è estremamente deleterio!


Fonte: www.runningmania.net

sabato 30 aprile 2016

Consigli per correre sotto la pioggia


4 consigli utili per correre quando piove...

1. Adeguare l'equipaggiamento alle circostanze
Non è necessario usare il poncho se piove moderatamente.
L'abbigliamento deve essere scelto in funzione della durata della seduta prevista, e dell'intensità delle precipitazioni.
Se piove ininterrottamente:

  • Indossare un berretto per non essere infastiditi dalle gocce che gronderebbero dalla fronte.
  • Indossare un antivento impermeabile ma traspirante.
  • Proteggere le zone di sfregamento, essere più meticolosi del solito. L’acqua appesantisce gli indumenti che, e a loro volta, diventano causa di irritazioni.
  • Portare con se gli oggetti indispensabili. Abolire il lettore mp3 e prima di uscire, verificare che i soldi, la carta di credito e qualsiasi altro effetto personale, siano correttamente protetti all'interno di una tasca impermeabile.


2. Sei bagnato, e allora?
Quando si decide di correre sotto la pioggia la cosa più antipatica è bagnarsi. Quando gli indumenti e i piedi sono inzuppati d'acqua, il movimento sportivo diventa naturale.
Probabilmente ti sorprenderai, quando proverai piacere nel correre sotto la pioggia, mentre altri cercano di ripararsi.

Ricordati che non potrai scegliere le condizioni climatiche della prossima corsa. Che cosa farai se piove ? È meglio abituarsi a correre sotto la pioggia e saltare allegramente nelle pozzanghere. Ci si bagna ? E allora…


3. In caso di temporale
È possibile che il semplice acquazzone si trasformi nel corso della seduta in diluvio o peggio, in temporale. Se corri in aperta campagna e sei sorpreso dal temporale, la cosa più saggia da fare è cercare un riparo. Ferma un automobilista (facendo evidenti cenni) e chiama qualcuno per farti venire a prendere (se hai il cellulare).
Se è impossibile, non entrare nel panico. Tieniti distante dagli alberi e rannicchiati per diventare più piccolo possibile : il fulmine colpisce sempre i punti alti.


4. Una volta al riparo…
Dare prova di buon senso e spogliarsi prima possibile per evitare di tenere addosso gli indumenti bagnati. Prenditi cura dei piedi e delle scarpe (in questo ordine).

Verificare che tu non abbia alcuna vescica: la pioggia può a volte ammorbidire l'epidermide e causare la comparsa di piccole piaghe. A proposito delle scarpe : togliere la soletta interna – la soletta amovibile – per farla asciugare separatamente.

L’accumulo di umidità può essere la causa di cattivi odori ma anche di una deformazione della scarpa. Una tecnica antica, consiste nel mettere carta di giornale dentro la scarpa per accelerare l'asciugatura.

È importante imparare a superare la difficoltà passeggerà dei primi ettometri. La pioggia debole o moderata, non deve dissuaderci dal correre.


Fonte: tuttorunning.blogspot.it

venerdì 29 aprile 2016

Guida a tutte le marce e corse non competitive col Gazzettino


Da oggi verrà proposta ai lettori del Gazzettino la “Guida a tutte le marce e corse non competitive in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino”, con tutto il calendario delle oltre 400 manifestazioni da maggio a dicembre con tanto di suggerimenti tecnici e consigli del medico sportivo.

La Guida sarà in vendita a 6,90 euro oltre il prezzo del giornale.

Corrimestre 2016 - Foto Gallery

Grazie a Silvia Pascoli potete trovare  QUI oltre 300 foto della Corrimestre di Domenica 24 Aprile 2016.

Maratona: come gestire correttamente le risorse energetiche

Ogni maratoneta, che sia di alto livello o un amatore alle prime armi, per portare a termine una maratona deve tener conto della benzina che ha nel proprio serbatoio e deve essere bravo a gestirla. 

Questo per evitare la classica crisi che generalmente si verifica intorno al 33° chilometro, quando ad un tratto il runner sente che le energie improvvisamente lo abbandonano, cominciando un lungo calvario fino all’arrivo. 

Questa crisi, che in gergo viene detta muro, in realtà è dovuta ad una errata gestione delle proprie risorse energetiche, della propria benzina.

Spesso si compie la prima parte di maratona in condizioni di freschezza e quindi ad un ritmo più veloce delle proprie possibilità, in questo caso a livello energetico si utilizza da subito il glicogeno che è la benzina preziosa del nostro corpo. Dopo circa due ore (indicativamente) di corsa, inesorabilmente questa fonte di energia si esaurisce provocando la crisi. Ciò non si verifica per i runner che hanno saputo gestire nella prima parte di gara un ritmo più consono alle proprie possibilità e all’allenamento svolto. Questi hanno bruciato le cosiddette scorte di energia, cioè gli acidi grassi, e saranno in grado di procedere dritti all’arrivo, senza particolari crisi e addirittura con la sensazione che avrebbero potuto dare di più!

Ovviamente altri fattori possono influenzare la prestazione o possono far insorgere preventivamente la crisi come i fattori ambientali, molto caldo o viceversa molto freddo o giornate particolarmente ventose. Anche percorsi particolarmente impegnativi per dislivello o per tipo di fondo, possono essere causa della crisi. Ma in generale il fattore principale per cui vi è il muro del 33°-35° chilometro è un problema di gestione delle proprie risorse energetiche.

Per presentarsi al meglio alla maratona ci sono degli accorgimenti che possono aiutarci. Ovviamente un adeguato programma di allenamento, un’impostazione del ritmo di gara che faccia riferimento alle proprie capacità ed infine una corretta alimentazione, soprattutto nel periodo di avvicinamento alla gara sono fondamentali per una buona riuscita della prestazione.

Per quanto riguarda l’alimentazione, è importante prendere alcuni accorgimenti anche durante la maratona. Vediamo come.

Durante la fase di pre-gara, da trenta a quaranta minuti prima del via, può essere utile assumere carboidrati complessi, come maltodestrine a catena lunga e media e amminoacidi, così da permettere un pieno di energia che sarà disponibile in maniera progressiva durante le prime fasi della gara.

Una volta partiti, le strategie di integrazione possono essere diverse e molto personali, la cosa migliore è non improvvisare il giorno della gara fidandosi dell’amico più esperto, ma cercando e provando l’integrazione più consona durante i vari allenamenti, in particolar modo quando si svolgono dei lunghi.

Risulta fondamentale sfruttare al massimo i ristori lungo il percorso e ricordarsi di bere il necessario, né troppo né troppo poco, privilegiando bevande ipotoniche ed energetiche. Sarà necessario pianificare la propria strategia di integrazione durante il percorso, scegliendo il momento migliore per utilizzare miscele di carboidrati liquidi. E’ importante ricordare che alcune di queste sono studiate per un rilascio più lento e progressivo, mentre altre hanno un effetto più immediato e sono pertanto utili sul finale di gara o quando ci sono i segnali di una crisi improvvisa.

Dopo l’arrivo, nella prima mezzora successiva è importante nutrire il proprio organismo aiutandolo a rigenerarsi con sali minerali, vitamine e amminoacidi ramificati, così da ripristinare le scorte di glicogeno e ricostruire le fibre della muscolatura danneggiate durante la corsa.


Fonte: www.runningitalia.it

giovedì 28 aprile 2016

Strategie per salvare una Maratona (quando è iniziata malissimo)


Eccoci sulla linea di partenza!!! Dopo mesi di duri allenamenti, finalmente siamo pronti a prendere il via della nostra 42km…una grande emozione sia per la prima volta sia se siamo già “sperimentati” sulla distanza.
Lo sparo annuncia il via e iniziamo la nostra gara, pronti a seguire il ritmo prefissato ma…ma succede che le gambe non rispondono, magari sono dure, o peggio ancora la testa “ci molla” e la prestazione rischia di andare al diavolo letteralmente, così come la gara nella sua interezza.
Come e cosa possiamo fare per “recuperare” la corsa??

Può senz’altro succedere che, vuoi per il troppo allenamento (o troppo duro), vuoi per fattori esterni indipendenti dalla corsa, vuoi per condizioni meteo avverse o per “necessità” fisiologiche, la maratona tanto sognata rischi di concludersi in maniera, a nostro dire, ingloriosa.

Ecco quindi alcuni consigli volti a fronteggiare questi elementi negativi e aiutare tutti noi a conseguire quella che è sempre la vittoria più grande, ovverossia vedere il traguardo della nostra maratona, possibilmente in buone condizioni.

Ad esempio, se nei primi km ci sentiamo ancora “duri” o “legati”, non mettiamoci fretta ma diamo al fisico il tempo di scaldarsi a dovere; 42km sono tantissimi e con pazienza sarà possibile recuperare quanto perso all’inizio con una piccola progressione nel finale (se abbiamo le energie…) oppure conseguire lo stesso un buon tempo…PAZIENZA è la prima regola.

Oppure se le gambe iniziano ad indurirsi leggermente, diminuiamo l’ampiezza della falcata, corriamo con i piedi quasi rasenti al terreno, permettendo a polpacci e quadricipiti di riposare; se invece il ritmo prefissato per la gara è (almeno per quel giorno) troppo veloce, affidiamoci al respiro e al fisico, cercando un’andatura fluida che allo stesso tempo consenta una respirazione tranquilla, ma potente…lasciamo perdere il GPS!

Se piove o fa troppo caldo, e il tempo desiderato è difficile da conseguire, facciamocene una ragione: è così per tutti i nostri colleghi maratoneti quindi evitiamo il nervoso pregara che ci toglierà energie preziose, ma godiamoci la maratona e adottiamo un ritmo ragionevole; saremo sorpresi dalla buonissima prestazione che otterremo!!!

Altro consiglio: ai rifornimenti, avviciniamoci con calma, segnalando la nostra direzione, prendiamo il bicchiere o la bottiglia, accorciamo il passo e se necessario camminiamo; rifornirsi è importantissimo vediamo di non trascurarlo, ci aiuterà a non finire distrutti e a goderci l’impresa!

Quello che voglio dirvi sarà scontato ma mi sento in dovere di riperterlo: correre una maratona è una stupenda avventura, farlo anche solo una volta nella vita può farci scoprire un lato nascosto che non conoscevamo e renderci pieni di gioia e maggior sicurezza nei nostri mezzi.
Ma come tutte le avventure, può presentare imprevisti o momenti di difficoltà, che vanno affrontati con tranquillità, visto che in caso di rallentamento non viene nessuno a spararci (come nel romanzo di Stephen King “La lunga marcia”).

Pazienza, tranquillità, capacità di accettare il verdetto della gara, essere in grado di avere un piano B o C pronto sono le armi che il maratoneta professionista o amatore avanzato affina in anni di km macinati e di maratone corse: vediamo, con molta umiltà, di farlo anche noi comuni mortali…qualunque sia il responso del cronometro, saremo maratoneti a nostra volta!!!


Fonte: www.unitedrunners.eu

mercoledì 27 aprile 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 26/04/16

Punti 25:
Nodari Michele,

Punti 19:
Scaggiante Michele,

Punti 18:
Crapanzano Salvatore, Piva Riccardo,

Punti 17:
Berto Sergio,

Punti 16:
Casali Carlo, Tebaldi Massimiliano, Vicentini Anna,

Punti 14:
Ragazzo Iosanco,

Punti 13:
Antonello Walter, Rossi Nicoletta, Rusconi Alberto,

Punti 12:
Baldari Daniela, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto,

Punti 11:
Canello Stefano, Favaro Manuel, Maniero Federico, Riccato Mauro, Zampieri Luciano,

Punti 10:
Panciera Andrea, Zanetti Nicola,

Punti 09:
Baroni Daniele, Campanelli Cesare, Caser Michela, Furlan Luigino, Nalesso Monica, Pivetta Andrea, Puca Michele, Santello Nadio, Simion Michele, Temporin Marco, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Di Geronimo Dario, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Rosada Mauro, Vanzetto Giorgio,

Punti 07:
Cettina Alessandro, Favaro Cristiano, Fiannaca Antonio, Ongarato Fabio, Vio Daniele,

Punti 06:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Bertoldo Roberto, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni, Marini Massimo, Massarutto Roberto, Michielan Erika, Wirkowsky Jean,

Punti 05:
Bruni Antonio, Causin Elisa, Coin Maurizio, De Toni Marco, Dei Rossi Roberto, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Pascoli Silvia, Tebaldi Maurizio,

Punti 04:
Cerutti Stefano, De Toni Leonardo, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Pellizzaro Agnese, Pruner Andrea, Rossit Maria Grazia, Zanchet Andrea,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Biscontin Andrea, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Cozzolino Felice, Crosara Fabio, Fabiano Gabriele, Memmo Marco,

Punti 02:
Favaretto Patrizio, Martinovic Livio, Musmeci Ignazio, Schiavon Mauro,

Punti 01:
Fernandez Maurizio, Ferri Marco, Gaiani Luigi, Gemin Carla, Grigio Silvia, Ongaro Andrea, Sambo Claudia, Tacchetto Daniele,