domenica 10 aprile 2016

Visita di idoneità sportiva


La visita di idoneità sportiva è obbligatoria nel nostro Paese fin dal 1982, ma la tutela della salute degli atleti era già stata presa in considerazione molto tempo prima, per l’esattezza nel 1950, quando fu emanata la legge 28/1/1950 n. 1055; successivamente, questa fu corretta e integrata dalla legge 26/10/1971 n.1099 (“Tutela sanitaria delle attività sportive”) e dal D.M. 5/7/1975  (“Disciplina dell’accesso alle singole attività sportive”). Nel 1982 uscì finalmente la legge ancora vigente, il D.M.18/2/1982 con norme integrative del D.M.28/2/1983,  “Norme per la tutela della attività sportiva agonistica e non agonistica.”

Nel 1996 il ministero della sanità per uniformare il comportamento delle Regioni ha emanato la circolare 18/03/1996 n. 500.4, “Linee guida per un’organizzazione omogenea della certificazione di idoneità alla attività sportiva agonistica”.


La grande suddivisione – Tralasciando i particolari che interessano i ragazzi e le attività scolastiche, per gli adulti occorre subito distinguere fra chi vuole praticare attività agonistica nell’ambito di una federazione sportiva nazionale o di un ente sportivo riconosciuto e chi vuole semplicemente praticare attività sportiva non agonistica. Per i primi è necessario un certificato di idoneità sportiva agonistica, mentre per i secondi basta un certificato di buona salute (certificato di idoneità sportiva non agonistica).


Le strutture – Le strutture che possono rilasciare il certificato di idoneità agonistica possono essere:
  • A.S.L.
  • Centri pubblici non A.S.L.  (per esempio cliniche universitarie)
  • Centri privati convenzionati o accreditati
  • Specialisti convenzionati o accreditati.

È necessario che nella struttura operi un medico specialista in medicina dello sport.
Il certificato di buona salute può essere rilasciato dalle strutture sopraccitate e dal medico di base.


Lo sport – Mentre il certificato di buona salute è generico, quello di idoneità agonistica è specifico per lo sport praticato; nel caso si pratichino più sport a livello agonistico, è bene farlo presente durante la visita per ottenere contemporaneamente più certificati di idoneità.

Gli sport sono stati suddivisi in due tipologie: gli sport con impegno muscolare e cardiorespiratorio lieve o moderato (automobilismo, motociclismo, tuffi ecc.; validità biennale), e gli sport con impegno elevato (atletica, calcio, ciclismo ecc.) per i quali l’idoneità ha validità annuale. In base alla tipologia gli accertamenti effettuati sono diversi.

Per l’atletica (e quindi per la corsa) gli accertamenti sono:
  • Visita medica
  • Spirometria
  • Esame completo delle urine
  • Elettrocardiogramma a riposo
  • Elettrocardiogramma dopo step-test.



Qual è l’efficacia della visita sportiva?


Lo scopo fondamentale della visita di idoneità agonistica è quello di escludere la presenza di patologie o malformazioni che siano controindicazioni all’attività agonistica. In realtà, molti sono i limiti della visita d’idoneità. Per esempio, le patologie che sono controindicazioni alla corsa scoperte con la visita sportiva non sono le cause più comuni di gravi problemi durante l’attività; contrariamente alla credenza comune, un elettrocardiogramma da sforzo non mette al riparo, né indica un cuore a rischio d’infarto. Sicuramente sarebbe più utile eseguire un esame del sangue completo che una spirometria: sarebbe opportuno che qualche addetto ai lavori e qualche legislatore accogliesse questa osservazione alla base della quale c’è la semplice constatazione che attualmente le morti da sport derivano in gran parte dal rischio cardiovascolare, facilmente evidenziabile con


  • un esame del sangue
  • un ecodoppler (per esempio carotideo).

Purtroppo tali esami non vengono fatti perché alzerebbero il costo della visita; a chi ha superato i 40 anni si consiglia di farli (in aggiunta alla visita) ogni 5 anni per verificare il basso rischio cardiovascolare.

Inoltre appare assurdo dare l’idoneità agonistica a fumatori e ad aspiranti atleti in forte sovrappeso (per esempio uomini con IMC > 24 e donne con IMC > 22).


I pericoli psicologici della visita – Se il medico sportivo è troppo scrupoloso e poco attento a informare il paziente, in molti casi finirà sicuramente per spaventare inutilmente l’atleta. Non è infatti infrequente la presenza di soffi al cuore o di extrasistoli in soggetti del tutto normali e sani. Poiché sono condizioni che sono presenti anche in soggetti portatori di patologie, il medico che vuol far ricorso ad altri accertamenti diagnostici (ecocardiografia o Holter per esempio) dovrebbe per lo meno far presente all’atleta che si tratta di normale routine che viene richiesta in un numero elevato di casi.



I test

Analizziamo brevemente i vari test effettuati durante una visita di idoneità sportiva.

La spirometria – I volumi polmonari richiesti per legge sono la capacità vitale lenta (VC) o forzata (FCV), il volume espiratorio massimo/sec. (VEMS o FEV1), la massima ventilazione volontaria (MVV). La capacità vitale è il massimo volume d’aria che può essere espulso da una espirazione massimale preceduta da una inspirazione massimale. Il volume espiratorio massimo/sec. è il massimo volume d’aria che il soggetto riesce a espirare nel primo secondo di un’espirazione forzata. Si definisce poi l’indice di Tiffenau (VEMS/CV) che in un soggetto sano è attorno all’80%: il significato dell’indice è che nel primo secondo di un’espirazione forzata si dovrebbe espirare l’80% di tutta l’aria espirata. Dall’esame dei flussi polmonari si desumono poi ulteriori informazioni sulla funzionalità delle vie aeree.

L’ECG dopo sforzo – Per l’ECG a riposo, rimandiamo all’articolo corrispondente: L’elettrocardiogramma. Quello sotto sforzo di solito si esegue usando un cubo (metodo Montoye) adattato al sesso e all’altezza (da 30 a 50 cm). Il soggetto deve salire per 30 volte al minuto per 3 minuti.

Alla fine della prova viene registrato l’ECG dopo sforzo con la misura della frequenza cardiaca da 60″ a 90″ dalla fine dell’esercizio. Ciò consente di calcolare l’IRI (indice di recupero immediato) che dà una grossolana stima della funzionalità cardiovascolare del soggetto (più basso è il valore della frequenza migliore è l’efficienza perché si è recuperato prima).

In genere la visita o l’ECG possono indurre lo specialista a richiedere esami integrativi per fugare ogni dubbio sull’idoneità dell’atleta. Vediamoli in dettaglio.

Test  da sforzo massimale –  Può essere eseguito in vari modi a seconda del carico massimale e del mezzo usato, il cicloergometro o il tapis roulant. In genere il carico viene incrementato a intervalli di tempo fissi sino ad arrivare a esaurimento muscolare o alla massima frequenza cardiaca teorica. Nel cicloergometro si utilizzano fasi di 2-3′  con incrementi dai 25 ai 50 watt per ottenere i quali si aumenta la resistenza alla pedalata con una frequenza della stessa intorno alle 60-70/min Se si impiega il tapis roulant in genere non si usano protocolli come quello a sette stadi di Bruce che aumentano progressivamente la pendenza (fino al 22%!) perché la corsa diventa troppo innaturale. Si preferisce aumentare la velocità di corsa con pendenze dell’1-2%. Oltre all’ECG si registra la pressione arteriosa.

Ecocardiografia – L’ecografia cardiaca consente di avere informazioni su dimensioni, volumi, spessori delle cavità e pareti atriali, ventricolari e aortiche, delle valvole cardiache (di cui è possibile valutare anche l’efficienza) e sulla direzione e l’entità dei flussi cardiaci. Si basa sul principio per cui gli ultrasuoni emessi da una sonda penetrano i tessuti biologici e sono da questi assorbiti o riflessi in base alle caratteristiche del tessuto stesso.

Elettrocardiografia dinamica (Holter) – Praticamente si tratta di un elettrocardiogramma eseguito per 24 ore (o 48) con un sistema portatile di registrazione. Il soggetto lo porta durante la normale attività giornaliera, attività sportiva inclusa. L’Holter consente di rilevare aritmie, disturbi della conduzione atrio-ventricolare o intraventricolare, della ripolarizzazione ventricolare ecc.


Fonte: www.albanesi.it

Nessun commento:

Posta un commento