domenica 20 novembre 2016

Impara velocemente a correre (e a migliorarti)


Cosa fai quando vuoi imparare a fare qualcosa di nuovo? Puoi inventarti l’acqua calda oppure scoprire come scaldare quella fredda. Che penseresti se ti di dicessi che i migliori risultati si ottengono con un numero limitato di sforzi? Non dico che poco sforzo dà grandi risultati: dico che la maggior parte dei risultati, statisticamente, è il risultato di un numero limitato di sforzi. E sì, ti sto dicendo che per imparare a correre bene devi concentrarti sul fare bene poche cose.


La legge 80/20
Il principio di Pareto, noto anche come “Legge 80/20”, osserva che statisticamente la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause. O in altri termini: un numero limitato di sforzi determina il più grande numero di effetti. La proporzione di 80 e 20 si riferisce alle percentuali ed è un principio che si applica a moltissimi campi: l’80% delle vendite proviene dal 20% dei clienti, l’80% dell’efficienza della forza lavoro viene dal 20% dei lavoratori, l’80% dei ricavi di una compagnia aerea proviene dal 20% delle sue tratte più profittevoli.

Stai già sanguinando copiosamente dal naso? Arriviamo alla parte interessante.
Statisticamente questa proporzione si può applicare anche all’apprendimento: l’80% dei risultati positivi quando impari a fare una cosa nuova è determinato solo dal 20% degli sforzi che fai.
Devi solo capire su quali sforzi concentrarti e lavorare su quelli, dimenticando che il 100% di efficienza non deriva dal concentrarsi sul 100% delle cose che devi fare per fare una cosa, tipo correre.
Ma ecco passo dopo passo, cosa devi fare per imparare a correre.

Come lo fanno i grandi
Anche se correre è naturale, farlo bene non lo è altrettanto. Per riuscirci puoi provare da solo infinite tecniche finché trovi la tua ideale (impiegandoci 14 vite) oppure vedere come lo fanno i grandi e metterci molto meno tempo: studiare come corrono, cosa mangiano, quanto si allenano e come.


Concentrati sul fare poche cose ma bene
Imparare una cosa nuova è bellissimo: la velocità con cui migliori all’inizio è il miglior stimolo a continuare a farlo. Per imparare a fare una cosa bene (almeno all’80%!) devi focalizzarti solo su alcune suoi aspetti fondamentali.
Se hai appena iniziato a correre o se lo fai da tempo ma non migliori mai prova a concentrarti su:

Postura
C’è un modo migliore di altri di correre? Sì, e si basa sull’impostazione, sull’inclinazione del tuo busto rispetto alla strada, sul tipo di appoggio ecc.


Respirazione
Devi respirare per vivere e devi farlo bene per correre! Busto eretto e spalle larghe, respira a ritmo, usa naso e bocca. È tutto spiegato qui.


Ritmo/passo
Veloce o lento, cerca di mantenere un ritmo costante, almeno nelle prime uscite. Concentrati sull’essere come una macchina: non troppo forte, non troppo lento, comunque in una condizione di comfort (a spingerti oltre ci penseremo dopo). Rendere automatico il movimento della corsa ti permette di essere più attento alle reazioni del tuo corpo: dolori, affaticamento, sensazioni.


Ripetere
Il talento è comunemente inteso come la capacità innata di fare una cosa e farla facilmente. Bell’idea, purtroppo non vera, altrimenti Messi non si allenerebbe e Uto Ughi suonerebbe il suo violino solo ai concerti. La cosa che accomuna i migliori al mondo è che si esercitano tantissimo a fare e rifare la cosa che sanno fare meglio. È più eroico pensare che Federer stia tutto il giorno a sfrecciare in Ferrari e poi vinca Wimbledon perché passava di lì ma la verità è che il segreto nemmeno tanto segreto di ogni campione è allenarsi tantissimo.
Quindi non pensare ai tempi, non pensare alla strada e ai km. Pensa solo a queste cose e a farle perfettamente. Quando vai in bici non pensi che stai pedalando e OMMIODDIO MIRACOLO STO IN EQUILIBRIO GUARDA MAMMA! No: *andare in bici* è un’azione che hai appreso e che per te è automatica. Non ti richiede sforzo mentale. Correre deve essere così, ma prima devi aver imparato a farlo nel miglior modo possibile.


Ascolta i consigli
Per migliorare devi farti osservare da un esperto e ascoltare i suoi consigli, perché certi difetti di impostazione li vede solo chi ne sa. Di alcuni non te ne puoi nemmeno rendere conto. Se così non fosse perché gli atleti elite hanno un allenatore? Se ne hanno bisogno loro tu non credi di averne?


Non mollare
Molti mollano prima di diventare veramente bravi a farlo. Non dico i migliori al mondo, ma bravi. Il concetto di “bravo” è molto relativo: bravo è anche chi pesa 110 kg e inizia a correre e in 12 mesi ne pesa 80. Se avesse ceduto superata la fase euforica iniziale perché non continuava a dimagrire come pensava o per un infortunio non ce l’avrebbe fatta.

Ogni cosa nuova che impariamo a fare fa rilasciare al cervello la dopamina che ci fa stare tanto bene. Quando ormai la sappiamo fare viene meno l’effetto novità e la dopamina. È in questa fase che molto mollano: non hanno più lo spunto e la voglia.

Basta saperlo, no? Non è la fine del mondo e ha una spiegazione scientifica. Ma, cosa più importante, non significa che devi mollare perché hai già ottenuto quello che potevi ottenere. Significa solo che sei in una fase in cui i miglioramenti non sono più evidenti come all’inizio. Non sono scomparsi: sono meno percepibili. In questa fase non devi mollare. Il premio sarà migliorare, continuando a lavorare sull’80% per superarlo.

Riassumendo:

1. Studia come lo fanno quelli bravi
2. Concentrati su poche azioni (respirazione, postura, passo)
3. Ripeti ripeti ripeti
4. Fatti seguire da un allenatore
5. Non mollare. Mai.


Fonte: www.runlovers.it

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