mercoledì 30 marzo 2016

Tanti buoni motivi per non uscire con un runner

Sono generalmente in forma, sani e brillanti e quindi, diciamolo, hanno il loro fascino. Nonostante ciò, se state valutando se uscire con un runner o iniziare a frequentarlo, ecco il mio suggerimento è: non fatelo! Per runner, intendo sia runner uomo, sia runner donna. Non è un articolo di genere, anche se forse riconoscerete più uomini che donne. Pensando di fare un servizio di pubblica utilità, ho preparato un piccolo vademecum con buoni motivi per non uscire con un runner e sopravvivere ad un’eventuale uscita. E’ giusto che sappiate cosa vi aspetta…

Il runner parla SEMPRE di corsa, e quando dico sempre, non esagero, intendo proprio… sempre. Qualunque argomento lo ricondurrà alla corsa. State parlando di un film? Ecco che il runner se ne uscirà con “Sai che l’attore protagonista corre?!” . Parlate di una città appena visitata? Lui risponderà “Ci ho corso la mia prima maratona!”. State addentando una fetta di torta con gran godimento? Vi farà passare la voglia con “Per me niente dolce, poi lo sento nelle gambe in allenamento” . Non si limiterà a queste frasi, andrà avanti con particolari sui personaggi famosi che corrono, sulla gara, sull’alimentazione sportiva e così via. Interessante più o meno per 5 minuti, poi vorrete essere altrove e inizierete a pensare a una scusa per defilarvi.

Il runner sta SEMPRE preparando una gara, quindi non c’è periodo migliore o peggiore per uscirci. Vi andrà sempre male. Se capita proprio nella settimana prima di una competizione, l’uscita potrebbe essere particolarmente tragica. Il runner mangia da runner, non da comune mortale. Venera i carboidrati. Il giorno prima di una maratona poi è la fase del carico dei carboidrati e se siete a dieta lo odierete profondamente nel vederlo ingurgitare etti e etti di pasta, rigorosamente con condimento leggero. La vostra fortuna è che quella sera andrà a dormire presto e non alzerà il gomito, quindi almeno per questa volta la tortura dovrebbe essere limitata nel tempo. Attenzione a non accettare se vi chiede di uscire presto, altrimenti sarete punto e a capo e ore di discorsi sulla corsa non ve li toglie nessuno.

Il runner ha SEMPRE qualche acciacco di cui vi parlerà con minuzia di particolari. Se lo sentirete accennare a ileopsoas, non illudetevi, non vi sta proponendo una fuga romantica su un’isola greca. L’ileopsoas è un muscolo che fa muovere l’anca, la cui esistenza è nota praticamente solo ai runner e a chi lavora in ambito medico ospedaliero. Sappiate che vi snocciolerà termini come bandeletta, fascite plantare, tendinite d’Achille. Voi fate finta si sapere, annuite e non dategli corda altrimenti partirà con dettagli che vi auguro riusciate ad evitare a meno che non siate dei fan di Grey’s Anatomy o Dr House.

Il runner adora raccontare delle sue gare. Non accenna, racconta tutto, ma proprio tutto della competizione. Partendo dalla preparazione, le ore prima della competizione, la colazione, il momento del via, le diverse fasi durante la gara, quello che ha detto, fatto pensato, ma anche quello che avrebbe voluto dire, fare, pensare. Concluderà con l’arrivo al traguardo, il ristoro finale, il post gara e il successivo recupero. Se è stata una competizione breve vi va di lusso, se è stata una mezza maratona così così, se è stata una maratona o un’ultramaratona accordatevi con qualche amico che vi faccia squillare il telefono in modo che possiate dire “Scusa, è urgente, devo proprio andare”. Se invece siete stati così bravi da resistere fino alla fine del racconto, attenzione che da lì potrebbe agganciarsi per parlare degli strascichi di quella competizione, di come ora sta preparandosi ad una nuova gara… e ricominciare da capo.

Il runner parla di cose strane, non lo fa con cattiveria, è la mal di corsa che lo fa straparlare. Farà riferimento all’utilizzo dei lipidi durante lo sforzo fisico di resistenza, a massa grassa e massa magra, a muscoli bianchi e rossi, a ripetute lattacide, a tabelle piene di equazioni incomprensibili. Per il vostro bene evitate di approfondire, prendete queste parole come una lingua straniera di cui non vi interessa conoscere il significato e come di fronte a uno straniero, sorridete e fate un’espressione tipo “Sorry, I don’t speak your language”.

Al runner piace la matematica. Vi dirà frasi senza senso come “Oggi ho fatto 2×2000 rec. 1×1000” o “Ho corso 3000 a 4’30”. Scoprirete che per il runner i secondi sono importantissimi: correre una mezza maratona in 1h 30min e 10 sec è completamente diverso dal correrla in 1h 29 min e 40 sec. Anche lì, prendete per buono senza far domande. E mi raccomando, quando vi dirà che non era in forma, aveva qualche acciacco, avrebbe potuto fare meglio, ma guarda caso quel giorno era indisposto, voi annuite e non contradditelo. I runner diranno sempre che potevano fare meglio e che quel giorno non erano ben allenati o qualcosa è andato storto. Non credetegli, ma fate finta di farlo. Sappiate che quel giorno è preparato settimane, se non mesi prima, per cui la scusa del “non ero abbastanza allenato” è 9 volte su 10 una bufala.

Il runner parla sempre di scarpe. Le classifica in neutre, per pronatori e per supinatori. In A1, A2, A3, A4, da trail, super leggere, per i lunghissimi, da gara, per la velocità ecc… Altre parole e concetti incomprensibili, di cui a meno che non vogliate diventare podisti, si può tranquillamente evitare di conoscere il significato o il senso. Ovviamente si dilungherà anche sull’abbigliamento, di cui vanta un armadio a 7 ante pieno e nonostante questo è sempre alla ricerca di un nuovo modello di calzoncini, di maglietta, di calza compressiva e via dicendo.

Il runner parla spesso di GPS, chrono, personal best e talvolta non mangia, lui integra, per cui vi saprà anche dire come e quando integrare la vostra alimentazione con nuovi ritrovati specifici per lo sportivo. E’ una delle fasi più acute della patologia del corridore, non è pericoloso in questo stadio, solo parecchio noioso.

Merita un discorso a parte chi corre in pista. Sappiate che quel tipo di runner corre generalmente su brevi distanze, si definisce mezzo fondista, guai a parlargli di maratone e lunghe distanze. Attenzione a non commettere l’errore di chiedere se ha corso 5km… con loro cambia il sistema metrico e il vocabolario… i mezzofondisti ragionano in termini di metri e non di chilometri, per cui i 5km diventano 5000m, i 10km diventano 10000m e così via. Le loro scarpe sono chiodate e super leggere, quindi dimenticatevi la classificazione precedente, valida solo per il podista da asfalto.

Direi che con questa infarinatura dovreste esservi fatti un’idea. Ora sapete cosa vi aspetta frequentando un runner. Io vi ho avvisati e come si suol dire “uomo avvisato mezzo salvato” . A voi la scelta…

Fonte: www.vadodicorsa.wordpress.com

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