venerdì 19 giugno 2015

Pieve di Curtarolo(Pd) – 19 giugno 2015 – Marcia del Carmine

Dopo due settimane di vacanza e una quindicina di ore di viaggio, finalmente sabato notte (o meglio, domenica mattina) arrivo a casa, scarico la macchina, doccia veloce e raggiungo il letto, sono le 3, e punto la sveglia alle 6.30 perché, visto che le ferie sono finite ho deciso di andare a correre a Pieve di Curtarolo… Inutile dire che non ho sentito la sveglia e alle 7:40 mi alzo di soprassalto, rendendomi (vagamente) conto della situazione. Dopo alcuni secondi di esitazione decido di andare lo stesso, tanto la partenza è libera dalle 8 alle 9, quindi scendo, mi infilo scarpe, pantaloncini e canotta ufficiale e monto in macchina, nel viaggio mi rendo conto di non aver preso il cambio, il marsupio e di non aver nemmeno fatto pipì, cominciamo bene… In autostrada recupero un paio di bottiglie d’acqua mezze vuote, rimaste in mezzo ai sedili dal viaggio e faccio colazione così. Fortunatamente conosco il paese e arrivo diretto alla scuola vicino alla partenza, immaginando che i parcheggi ufficiali siano già pieni. Vedo già un po’ di persone in corsa e mi dirigo al banco iscrizioni con i due euro ottenendo così il cartellino. Ore 8,10 e credo sia record.
La partenza è deserta e fa già caldissimo, parto pianino e cerco di riordinare le idee seguendo le indicazioni. I percorsi sono tre: 7, 13 e 18 km, proverò ad andare per quello intermedio. Le gambe sono decisamente dure e l’afa non aiuta, però il percorso presenta molti tratti all’ombra nelle piste ciclabili e molti sentieri tra gli alberi; per il resto percorriamo strade che non vedevo da una quindicina d’anni e noto con piacere che alcuni locali che frequentavo in gioventù sono ancora in piedi. Sorpasso un po’ di camminatori e approfitto del primo ristoro.
Faccio molta fatica a proseguire e cerco i tratti in ombra nella mia corsa solitaria, a circa metà percorso comincio a vedere gli ultimi runners e a passarli, ma il mio unico pensiero è il prossimo ristoro, dove gli amici del gruppo podistico Piè Veloce mi accolgono con improbabili parrucche da donna e, oltre ad acqua e te, bicchieroni di birra (che garbatamente rifiuto). All’ultimo ristoro in aggiunta alle bibite ci sparano con i nebulizzatori e le pistole ad acqua, apprezzo l’originalità, prima di affrontare gli ultimi km di sterrato con le gambe e il ginocchio che gridano vendetta. L’arrivo è davanti alla chiesa, ma bisogna fare il giro dietro al parco e sospetto che far passare i podisti moribondi davanti a chi è già arrivato e si sta godendo anguria, bibite e panini sia un’altra trovata goliardica degli organizzatori. Comunque finisco la mia corsa in un bagno di sudore e senza fiato. Appena entrato nel parco scambio due parole riguardo ai drammatici eventi delle scorse settimane che ho potuto seguire solo marginalmente da lontano con agli amici di 1/6 H, a cui rinnovo un grosso in bocca al lupo e mi dirigo ai tavoli del ristoro. Bevo acqua e apprezzo l’anguria fresca, recupero un po’ di fiato, mi strizzo i vestiti e con molta calma mi avvio alla macchina, dove mi asciugo come posso e mi dirigo verso casa. Il termometro segna 36°, il Garmin mi dice 12.9 km a 5:12, come rientro non è proprio il massimo, ma conto di smaltire Cannonau e Carasau nelle prossime settimane… intanto sono tornato a correre.
Michele Nodari

lunedì 15 giugno 2015

Un solito fine settimana di corsa…..

Venerdi 12/06/2015  - Portobuffolè (TV)
Sono stato una settimana fuori Italia per lavoro e visto che le donne sono andate al mare voglio approfittare per una corsa del venerdi sera, in aeroporto consulto IL CALENDARIO DEL PODISTA VENETO e trovo Portobuffolè :  è a Treviso, non sarà lontano… beh , alla fine però neanche vicinissimo.. è praticamente in Friuli, ma ho la roba in macchina e dopo un bel po’ di chilometri mi trovo nel bellissimo centro storico di questo paesino per la prima edizione della  Corsa del Toresin. Arrivo presto e non sembrano esserci tantissime persone, ma a una decina di minuti dalla partenza i partecipanti saranno oltre 300. Trovo anche Ennio e Luigino, ma non ci penso neanche a provare a seguirli, andrò con il ritmo che riesco, fa anche molto caldo. Alle 20 in punto partiamo per il percorso da 11 km (i 4 km partiranno alle 20:05) e subito si sale sull’argine; praticamente tutto il percorso è sterrato, ma il terreno è compatto e non sconnesso, si va su e giù per gli argini, attraverso i campi e in generale si sta in mezzo alla natura. Il caldo è veramente tanto e approfitto volentieri dei ristori, negli ultimi 2 km faccio molta fatica, ma risalito l’ultimo argine mi ritrovo fuori dal centro storico e dopo 500m passo sotto all’arco denominato “Toresin”, che segna l’arrivo, finalmente posso bere un po’  d’acqua e noto con piacere che il ristoro è composto praticamente tutto di frutta fresca (anguria, melone..) oltre alle solite bibite. La partecipazione alla fine è stata buona, il percorso piacevole e ho riconosciuto qualche faccia nota, peccato per la distanza da casa, comunque una bella manifestazione.

sabato 13/06/2015 –  Altanea (VE)
Stamattina mi sono svegliato prestissimo per andare a Eraclea a fare una sorpresa a mia figlia, ma a metà mattina sono tornato verso Spinea, per la bellissima grigliata sociale e dopo una bella mangiata, sane risate in compagnia e un caffè riparto alla volta di Eraclea (mia figlia mi aveva strappato la promessa di un bagno insieme) e dopo un pomeriggio in spiaggia mi sposto praticamente dietro l’angolo per la seconda edizione di Altanea Corre. Non ho partecipato alla prima, ma a quanto pare si corre all’interno del parco di Altanea e visto il caldo e la corsa di ieri opto per il percorso breve da 6 km. La mia amica Elisa abita a 100m dalla partenza e vado letteralmente a prenderla a casa, la convinco a partecipare, ci iscriviamo e ci sediamo a chiacchierare sul marciapiede fino alla partenza, purtroppo non ci saranno neanche 100 persone al via, ma le ragazze sparano i coriandoli e si parte. Data la lunghezza del percorso provo a tirare un pochino, anche per capire come reagiscono ginocchio e piede, supero un po’ di gente e il gruppo si sgrana, ogni tanto incrociamo qualche famiglia di turisti o di bagnanti che tornano dal mare e saluto con la mano (non saprei in che lingua farlo altrimenti), ringrazio i volontari al ristoro dei 3km, ma proseguo dritto. Il giro è bello, tutto sterrato , compatto, soffro un po’ nel finale, ma arrivo nel piazzale sotto l’arco e lo speaker Raffaele mi riconosce (c’eravamo visti ieri a Portobuffolè) e scambiamo due battute negli ultimi 10 metri: scherzando mi dice di vederci anche l’indomani a Godego, ma rispondo che ho altri programmi, sarà per la prossima. Bevo un bicchiere d’acqua e decido di tornare indietro per accompagnare Elisa nel tratto rimanente.. la trovo e facciamo insieme l’ultimo km. Finalmente possiamo andare al ristoro: panini, biscotti, merendine e soprattutto vassoi di anguria fresca, di cui approfitto. Saluto Elisa e parto alla volta del parcheggio. Un bel giretto, comodo visto che ero a 5km da casa, fosse stato un po’  più fresco avrei fatti gli 11 km, ma tanto domani mi aspetta Gorgo…

domenica 14/06/2015 – Gorgo al Monticano (TV)
Ultimamente sto facendo parecchie corse nel trevigiano, complice anche il fatto che spesso nel weekend sono a Eraclea, però pare esserci una strana regola : più il percorso è sterrato più piove… infatti, non curante delle previsioni mi sveglio presto e noto che è una bella giornata: freschino , ma abbastanza sereno. Silenziosamente mi vesto e scendo, imposto il navigatore per Gorgo al Monticano: le strade sono deserte e arrivo prestino. Sono indeciso se fare i 12 o i 19 km, ma vista la temperatura e le nuvole mi convinco per la distanza maggiore, mi iscrivo e ricevo il pettorale e una bottiglia di vino (di acqua ne prenderò dopo che basta…). Il tempo di portare la bottiglia in macchina e bere un caffè e il cielo è diventato nero, nel giro di 5 minuti: lampi , tuoni e scoppia un temporale di un certo livello. Tutti scappiamo a ripararci sotto i gazebo delle iscrizioni o dove possibile e lì sotto trovo il mitico Ennio, che partirà alle 9:00 per i 12km visto che nei giorni scorsi ne aveva già fatti un paio di centinaia tra bici e a piedi. Faccio anche la conoscenza di un altro podista (che ritroverò al traguardo alla fine) con il quale scambio due chiacchiere su ritmo, meteo infelice e soprattutto sul percorso, che scopro essere completamente sterrato. Ormai sono le 8:25, è quasi ora di partire e la pioggia sembra essere un po’ diminuita, come la temperatura.
Ok oggi non si suderà, ma si arriverà bagnati lo stesso… 3,2,1 via: partiamo e se avevo una minima idea di deviare per i 12km in caso di problemi questa mi passa subito, visto che i percorsi si dividono a 500 metri dalla partenza: ho voluto il pettorale? e adesso corro…. Il percorso è veramente bello e suggestivo, almeno la parte di argini e di sentieri dentro i boschi, per forza di cose le parti in mezzo ai campi sono una sofferenza a causa del fango e della terra pesante. 19 km in queste condizioni sono un po’  duri, ma fortunatamente i ristori sono molti (credo 5 o 6) con acqua, te e sali e concludo la corsa subito prima di un nuovo temporale, bevo un paio di bicchieri di te e scappo in macchina appena in tempo per cambiarmi e partire, sotto un acquazzone con anche qualche chicco di grandine, poveri i podisti che sono ancora in corsa. Temporale a parte comunque è stata una bella manifestazione, l’affluenza non è stata abbondante, forse proprio per il tempo, ma percorso e organizzazione meritavano. Speriamo in un tempo più clemente per l’anno prossimo.

Michele Nodari

giovedì 28 maggio 2015

Marcia Città di Conselve – 28 giugno 2015 – Conselve(Pd)

Dopo un riposo forzato causa gamba malandata e impegni vari, tra cui il matrimonio di sabato (tra un dipendente di T.D.S. e una dipendente di VeniceMarathon: galeotta fu la corsa) finalmente ieri ritorno a correre, e consultando nostro calendario opto per Conselve, la bassa padovana mi ha sempre dato soddisfazioni in termini di panorami e atmosfera, anche se temo per la percentuale di sterrato che troverò, spero solo che la pioggia di sabato non abbia reso il terreno troppo fangoso.
Sveglia presto, mi vesto e noto che fa già caldo alle 6:30, oggi sarà dura, anche perché provo a fare 18 km dopo Jesolo, vedremo come va. Arrivo e trovo già parecchia folla, mi iscrivo e metto il braccialetto rosa, vorrei bere un caffè, ma a quanto pare i bar sono tutti chiusi. Saluto alcuni atleti e qualcuno della nostra società  e provo a fare un po’ di stretching, non vorrei rompermi subito. Lo speaker scandisce la mezz’ora che manca alla partenza in maniera maniacale, ma a mio parere fa un po’ troppo terrorismo sul fatto che chi non presenterà il braccialetto non verrà ristorato.
I percorsi sono 6, 12 e 18 km, scarsi, e vengono dette anche le misure precise dagli ultimi rilevamenti, ma non starò li a sottilizzare, mancano un paio di minuti e mi avvicino alla zona di partenza dove trovo Stefano con il quale faccio i primi 2 km e mi racconta della sua passione per la montagna e delle sue escursioni nell’entroterra pugliese, poi gentilmente mi fa notare che gli sto tirando un po’ il collo quindi ci diamo appuntamento al ristoro e aumento il ritmo. I 10 km successivi sono di argini e campi: bellissimi scorci, ma il sole e l’umidità sono proibitivi, fortunatamente il mio braccialetto mi ha dato diritto a un bicchier d’acqua per ognuno dei 3 ristori presenti (più uno aggiuntivo visto che alla fine i percorsi si riunivano).
Procedo in solitaria fino al km 12 dove il ginocchio e il piede cominciano ad inviarmi segnali molesti e mi costringono a rallentare (troppo a dir la verità) e al km 14 mi affianca un podista che si ricordava di me alla corsa di S. Maria di Cittadella, procediamo assieme scambiando piacevolmente qualche chiacchiera, ma lui ne ha decisamente di più e lo invito a proseguire, ci vedremo all’arrivo.
A poco più di un km dalla fine trovo dei ragazzi del gruppo podistico di Conselve che dopo aver controllato il solito braccialetto mi consegnano un buono per il ristoro (pacchetto di cracker e nocepesca, buonissima) e poco dopo sopraggiunge Stefano e mi passa: evidentemante la Marcia col Cinghiale paga di più della Marcia Nuziale. Comunque porto a termine la corsa, con un ritmo di un minuto buono superiore ai bei tempi, ma la mia condizione e la giornata torrida non mi hanno permesso di fare meglio. Bevo qualcosa e mi gusto un paio di ottime noci pesche del Conselvano, quindi saluto tutti e mi avvio alla macchina….. sempre col mio bel braccialetto rosa al polso.
Michele Nodari

domenica 24 maggio 2015

Moonlight Half Marathon – 23 maggio 2015

L’idea era quella di farsi un weekend al mare con le famiglie e, io ed Elisabetta, farci la Moonlight con i bambini che ci aspettavano all’arrivo. Ma si sa: in teoria la pratica è come la teoria, ma in pratica no.
La settimana di pioggia infatti ha fatto saltare tutti i programmi e siamo passati al piano B.
Sabato alle 12:30 parto da casa sotto un bell’acquazzone e passo a prendere Elisabetta, Anna e Antonio (futuro Amatore… l’ha promesso)per poi dirigerci alla volta di Jesolo…. almeno non abbiamo trovato traffico sulla Jesolana.
Arriviamo verso le 14:00 al villaggio e mollata la macchina lì vicino recuperiamo pettorali e pacchi gara, tutto molto efficiente (a me non erano arrivate mail di conferma, ma il documento d’identità è stato sufficiente), peccato per la pioggia che infastidiva un po’ tutti.
Sbrigate le pratiche andiamo a mangiarci un panino ‘onto’, giusto per preparaci alla fatica, quindi facciamo tappa a casa di Anna per cambiarci e preparare le sacche.. tra dolori al ginocchio, al piede, all’anca e al collo sembrava un lazzaretto: chi si spalma la crema, chi prende un Oki, chi un Efferalgan.. eravamo proprio pronti, ma ci siamo molto divertiti…
Io ero molto indeciso sull’abbigliamento dato che sembrava dover smettere di piovere a momenti, ma l’aria e il freddo rimanevano.. alla fine opto per la sola canotta, furbo come un cervo…
Alle 16 partiamo verso Piazza Mazzini , parcheggio convenzionato, e bene o male troviamo posto, quindi ci spostiamo alle navette.. qui c’è la calca e l’educazione, tipica italiana con la gente che invade la strada, spintona e sgomita per entrare negli autobus (riservati e scaglionati ottimamente dall’organizzazione), dispiace un po’, perché rovina sicuramente l’atmosfera di festa, ma almeno in mezzo alla folla c’è un po’ più caldino…
Arriva il nostro autobus e salutiamo Anna (che farà i 10km per cui prenderà la navetta dopo) e partiamo, siamo stipati come sardine e dopo un tempo interminabile arriviamo a punta Sabbioni  sferzata da un vento polare, ma fortunatamente senza pioggia.
Tappa ai bagni, mangiamo qualcosina e depositiamo le sacche nei camion, io comincio ad accusare i primi segni di ipotermia quando mi accorgo che gli organizzatori stanno distribuendo sacchi della spazzatura da infilarsi per proteggersi da vento e freddo.. ne prendiamo 3 e passiamo la mezz’ora successiva come tre sacchi dell’umido in attesa del camion della Vesta. Finalmente arriva l’ora di partire: tutti nelle gabbie, una corsetta di riscaldamento e un po’ di stretching. Dopo un doveroso minuto di silenzio per Annarita Sidoti e l’inno di Mameli si parte.
Le prime centinaia di metri sono affollatissime e praticamente si cammina, Elisabetta l’ho persa prima ancora di entrare e cerco di tirarmi dietro Antonio nel dribbling dei primi minuti, ma ci perdiamo di vista quasi subito. E’ la prima mezza che faccio dopo la Maratona del Santo e non so come andrà quindi partire “forzatamente” piano tutto sommato non mi dispiace. Dopo il primo Km il gruppo si sgrana e provo a trovare il mio ritmo, non piove e mi sono un po’ scaldato, e a sensazione non mi trovo male, comincio a superare qualche gruppetto e comincio anche a godermi il percorso e il panorama. Effettivamente è proprio un bel giro, il silenzio rotto solo dai gabbiano e dai nostri piedi sull’asfalto. Vedo in lontananza una sagoma familiare ed accelero per salutare la mia amica Cristina che mi comunica che suo marito è “poco” più avanti. Provo ad aumentare, ma dopo 2 km ancora non lo vedo e desisto, la strada è ancora lunga. Lungo il percorso incontro qualche Amatore che non conosco di persona, ma saluto, magari ci conosceremo meglio quando avremo un po’  più di aria nei polmoni. Purtroppo i ristori erano poco segnalati anche se i volontari presenti erano molti, ma fortunatamente, data la temperatura, non è stato necessario idratarsi più di tanto. Lungo il percorso alcuni gruppi suonavano musica dal vivo dandoci una carica non trascurabile, inoltre stranamente i cartelli dei km passano via veloci e senza accorgermene mi ritrovo al 15°, ma evidentemente il mio ginocchio ha tenuto il conto meglio di me e mi invia un paio di fitte che mi costringono a rallentare. Ormai si vede il grattacielo di piazza Mazzini, mancano solo 5km e un CAVALCAVIA che mi ha fatto soffrire non poco, fortunatamente sotto ho incontrato la Lucia e i  volontari della protezione civile, che doverosamente saluto e ringrazio: un bel respiro, su, giù ed entriamo in centro, in via Bafile, per il rettilineo finale, quegli ultimi 3km mi sono sembrati un eternità: le transenne con gli sponsor, le luci e la gente ad incitare con i bambini a mani tese per i cinque sembravano dirmi che il traguardo era a pochi metri, ma in effetti mancavano ancora un paio di km. Adocchio i pacer dell’ora e 40 e provo a raggiungerli, ma sono un po’ a secco, decido che è meglio arrivare vivo. Finalmente vedo l’arco e vedo il cronometro che segna 1:39:51.. mancano pochi metri e do tutto per arrivare sotto i 40… alla fine il sito ufficiale mi dirà 1:40:00 esatti, ma il real time è 1:36:47, gradita sorpresa, ma onestamente sono più contento delle sensazioni durante la gara che del cronometro. Sono effettivamente provato, recupero la medaglia e aspetto  per vedere se arrivano i miei amici . Nel frattempo sopraggiungono atleti della nostra società che saluto e a cui do il cinque.
Mi sto raffreddando troppo e c’è aria, vado a recuperare la sacca e mi cambio, con gli altri ci troveremo al ristoro (al di la del bancone trovo Umberto che saluto volentieri, grazie ancora). Dopo esserci  rifocillati ci dirigiamo tutti zoppicando,  ma ridendo al parcheggio, incontriamo Cristina e suo marito Marco, Elisa e altri amici e finalmente ci sediamo in macchina, dove rimarremo un bel po’  visto il traffico.. ma a dispetto del meteo è stata una giornata molto bella, ci siamo divertiti  e abbiamo riso tantissimo.
La corsa meritava: bel percorso, bella organizzazione, bella compagnia e belle sensazioni.
Michele Nodari

domenica 17 maggio 2015

Cazzago di Pianiga(Ve) – 17 maggio 2015 – Marcia dei 3 Canai

…fa caldissimo, vedo in lontananza il cartello della deviazione e penso che questa settimana ho già corso 3 volte, avevo previsto di andare a forte Gazzera, ma mia moglie è andata al mare e si è portata la bambina, quindi sono qui e tutto sommato 10km potrebbero bastare, ma sabato prossimo c’è la Moonlight e dalla Maratona di Padova non ho mai fatto più di una decina di km, e allora tiro dritto, per i 14km, al limite rallenterò dopo.. questi erano i pensieri a circa metà della bella corsa che ho fatto stamattina: per me era la prima volta alla marcia dei 3 canai, ma tutti mi assicuravano essere molto bella. C’erano molti Amatori (anche oggi abbiamo sbancato, presenti praticamente in tutti i podi) e molti amici e conoscenti, tuttavia oggi corro da solo, senza il patema di dover tornare presto, o di fare prestazione. Sono partito con calma da casa ed è già molto caldo, parcheggio non vicinissio, ma c’è tutto il tempo per iscrivermi e ricevere anche una bellissima maglietta commemorativa, attacco il pettorale, saluto Nina, Maurizio, Luigino e poco dopo, sotto l’arco di partenza mi trovo davanti anche un mio compagno dell’università che è presente con la morosa, pensa te.
Scoccano le 8:30 e il buon Dario fa partire la corsa, i primi metri sono un po’ concitati, ma poi la folla si dirada  e comincio ad ingranare, non tantissimo in realtà, forse per il caldo, o la stanchezza, mai come oggi aspettavo i ristori con ansia: sosta, acqua e via ripartire. Il percorso è effettivamente bello, quasi tutto di argini a parte un paio di cavalcavia e sottopassi niente male, saluto i numerosi spettatori casuali lungo il percorso e qualche ciclista e camminatore di passaggio, ma a metà percorso comincio veramente a fare fatica, rallento un pochino, mi aggrego a qualche gruppetto e scambiamo due parole tentando di non pensare ai km mancanti. Non conosco il percorso, ma quando vedo che sbuchiamo nella strada principale e scorgo l’arco dell’arrivo in lontananza non mi pare vero, tento anche di accelerare un po’ il ritmo, ma chiudo con la poco lusinghiera media di 4’55”, pazienza. Trovo Michele Scaggiante all’arrivo che mi aggiorna sui piazzamenti e poco più avanti altri conoscenti che sono già arrivati. Cerco un bicchiere d’acqua e dopo essermi complimentato e aver salutato un paio di compagni di squadra mi dirigo alla macchina. Bel giro, speriamo l’anno prossimo di fare i 20km.
Michele Nodari

domenica 10 maggio 2015

Villa del Conte – 10/05/2015 – VILLA RUN CONTE

Ieri ho provato l’esperienza del rafting “estremo” per festeggiare l’addio al celibato di Giampaolo e stanotte ho un po’ pagato il pranzo e la cena conseguenti, non proprio leggeri… , ma stamattina alle 6 ero operativo, non avrei potuto perdermi la corsa di oggi per niente al mondo: alle 7:40 puntuale arriva Antonio e partiamo alla volta di Villa del Conte. Ai più non dirà niente (e come potrebbe un paesino di campagna di 5000 abitanti…), ma io sono eccitato: è il paese dove sono nato, ho vissuto la mia infanzia e parte della mia adolescenza, e quando ho scoperto che il gruppo podistico di Villa del Conte (perché, c’e’ un gruppo podistico a Villa del Conte?) aveva organizzato la prima edizione della “Villa Run Conte” ero felicissimo. Dopo aver girato il Veneto in lungo e in largo nei pochi anni che pratico questo sport posso correre a pochi metri da casa (letteralmente). La strada è deserta e in 20 minuti arriviamo, parcheggiamo in piazza e rimango stupito dall’affluenza (650 iscritti non sembrano poi molti, ma date le circostanze credo sia un bel risultato), ci iscriviamo e optiamo per i 10km, la giornata è limpida e già calda alle 8 di mattina, puntatina al bar del paese per il caffè e comincio a vedere facce conosciute dopo una quindicina di anni, saluto e scambio due parole un po’ con tutti, felice di vedere che tanti hanno la mia stessa passione e di avere l’occasione di incontrare amici e conoscenti dopo tanto tempo. L’organizzazione ha previsto anche un bel palco con musica, gonfiabili per i bambini e un’ottima iniziativa che prevede di poter usufruire di sconti negli esercizi locali presentando il pettorale di gara. Alle 9 siamo sotto l’arco e allo sparo (beh, più o meno, la pistola ha fatto cilecca) partiamo. Il percorso si snoda per le stradine e gli argini del paese, dopo poco scopro che molto è cambiato dalla mia infanzia, nuove zone abitate, ma anche piste pedonali immerse nella natura che apprezzo molto, è bello correre su uno sterrato morbido e compatto per gran parte del percorso, sentendo i grilli e gli uccelli , riscoprendo luoghi e scorci naturali che avevo dimenticato.
Fa veramente caldo e il ritmo ne risente, sono contento di aver scelto il percorso medio  (le alternative erano 6km: troppo pochi, e 23km: proibitivi per la mia condizione e il ginocchio) e anche Antonio è della mia stessa opinione. Le segnalazioni a terra e dei volontari sono adeguate mentre i cartelli dei kilometri non sono precisissimi, quindi un paio di volte approfitto per fare una piccola deviazione e “compensare”.
Il tempo passa in fretta e, nonostante la stanchezza, in un batter d’occhio ci ritroviamo all’ultimo km. Decido di allungare un po’, supero e saluto altri conoscenti e punto alla piazza, passando sotto l’arco a 44’00” circa, poco dopo arriva anche Antonio. Sono provato, ma decisamente felice, il ristoro, tra l’altro, prevede panino e bibita, ma mi accontento di un po’ d’acqua, ci spostiamo all’ombra per rifiatare  e scopro che una mia amica d’infanzia ha vinto i 10km donne.. non sapevo neanche corresse…
Accompagno Antonio alla macchina dove recupero la borsa e dopo averlo salutato mi dirigo verso casa,  ma trovo mio papà che è venuto a vedere “sti mati come ti che i core co sto caldo” e mia moglie e mia figlia che nel frattempo sono arrivate. Facciamo la strada a piedi mentre arrivano gli ultimi podisti e penso che è stato proprio bello, ci sono stati sicuramente dei peccati di gioventù, ma spero che la cosa possa riproporsi anche nei prossimi anni, magari anche con il mio contributo. Di sicuro mi porto a casa un bel ricordo e la gioia di aver vissuto per un giorno il mio piccolo paesino con un punto di vista diverso, quello della mia passione di runner.
Michele Nodari 

domenica 3 maggio 2015

San Zeno di Cassola(Vi) – Marcia degli Asparagi – 3 maggio 2015

Complice l’assenza di mia moglie per il week end decido di accontentare la richiesta di mia figlia di stare due giorni in campagna dai miei e di dormire lì. Butto un occhio a Il Calendario del Podista Veneto e vedo che a Cassola, a 15 min da casa dei miei, c’e’ una corsa, e nel dubbio butto in macchina scarpe, pantaloncini e canotta sociale ancora umida dalla corsa di venerdì a Zero Branco.. non si sa mai. Infatti dopo un pranzo e una cena dai “nonni”, e una notte  a litigare con una specie di giaciglio che neanche al militare (mia figlia, furba, si è presa il mio ex-letto) decido che alle 5:15 può bastare e scendo. Muovermi al buio nella mia vecchia casa mi fa un certo effetto e anche il pensiero di fare una corsa in un luogo (e una provincia) totalmente sconosciuto, dove difficilmente troverò Amatori o i “soliti noti”, mi fa un po’ strano.
Fortunatamente vengo riportato alla normalità dallo zampettare di mia figlia che si lancia sul lettone dei nonni alle 5:33. Alle 6 siamo già tutti in cucina a giocare al Gioco dell’oca, ma dopo un po’ saluto, mi infilo le scarpe e parto alla volta di San Zeno.
Il vetro della macchina è punteggiato di goccioline, ma non fa freddo, speriamo tenga. Trovo il posto, parcheggio facile e mi guardo attorno: la locandina dice: percorsi da 6, 10 e 20km, ripetibili; partenza ore 8, anticipabile, a questo punto mi chiedo se posso anche contrattare sui 2€ dell’iscrizione, ma a quanto pare quel punto non è in discussione.
Prendo il cartellino e vedo un foglio A4 con la scritta “Partenza” a mano, non ci saranno più di un centinaio persone e superano quasi tutti la sessantina, magari “rischio” di arrivare primo.
Ma non sono previsti premi di sorta. Torno in macchina a spogliarmi e visto che sono le 7:50 decido di partire. Il percorso è segnalato molto bene e i pochi volontari fanno il loro dovere, senza molta fatica, visto che sono praticamente tutte stradine asfaltate, ma prive di traffico.
Molti camminano, e probabilmente sono partiti prestissimo, io vado per i 10km e tutto sommato in questa mattina uggiosa non mi sento male, ad un certo punto si passa in un piccolo parco di una villa, tutto immerso nel verde con statue, voliere, piante e laghetti: veramente suggestivo, peccato per il fondo costituito da assicelle di legno umido, sulle quali  rischio un paio di voli, per il resto il percorso si snoda nelle strade di una frazione della campagna vicentina, tranne l’ottavo km, nel quale attraversiamo i campi di un’azienda agricola che la pioggia dei giorni scorsi ha reso fangosi e pesanti, ma ormai sono alla fine e vedo il campanile della chiesa, arrivo all’arco a 10.5km e il ginocchio non mi disturba quindi allungo un po’ almeno per fare il conto tondo.
Il ristoro è deserto, non so se ho fatto presto io o c’e’ davvero così poca affluenza; comunque bevo un bicchiere di tè e faccio due chiacchiere con i volontari. Saluto, ringrazio e torno alla macchina mentre i podisti continuano ad arrivare.
Una corsa onesta, ottima per il mio recupero e con alcuni spunti che mi hanno piacevolmente colpito, inoltre ho aggiunto un’altra provincia alla mia “mappa delle corse”.
Michele Nodari

venerdì 1 maggio 2015

Zero Branco(Tv) – 1 maggio 2015 – Corsa del Drizzagno

Ieri sera sono stato dal Ginocchiologo che mi ha detto di ridurre i km e aumentare il ritmo finche il ginocchio non guarisce e appena arrivato a casa ho consultato il CALENDARIO del PODISTA VENETO per cercare qualcosa che facesse al caso mio in questo venerdi di festa: una corsa di 12km vicino a casa a Zero Branco sembrava perfetta!
Mi sveglio con calma e mi vesto, quasi stupito che mia figlia dorma ancora, ma poco prima di uscire ecco che chiama (eh si Silvia, anche oggi…), poco male, sono in anticipo e approfitto per bere un caffè con lei e mia moglie.
Parto, il tempo è ideale: fresco, ma non piove, arrivo a Zero Branco che devono ancora essere montati i gazebo, ma riconosco già qualche maglia blu e mi fermo a chiacchierare con Luigino, Ennio, poco dopo arrivano anche  Silvia, Giovanni (senza la Stefania influenzata: auguri!) e parecchi altri Amatori. Un po’ alla volta la piazza si popola e iscrivo me e la mia amica Anna che sta arrivando, tra un po’ di stretching e qualche chiacchiera arriva il momento di partire, addirittura con 5 minuti di anticipo. Il percorso è stato ridotto a 11km , ma  almeno per me fa poca differenza. Praticamente sullo sparo vedo la mia amica Cristina e decidiamo di fare la corsa assieme visto che abbiamo più o memo lo stesso ritmo. Pronti via. Il percorso è pianeggiante e fuori dal traffico, e in compagnia i kilometri passano in fretta. Saltiamo il ristoro e, tenendo il gruppetto di Silvia come riferimento una decina di metri avanti a noi, ci facciamo tutta la corsa in chiacchiera.. effettivamente ho parlato quasi sempre io e infatti alla fine ero abbastanza cotto, poco male. E’ allenamento anche quello, peccato solo non essere riuscito a fare l’allungo finale, ma mi sono divertito lo stesso. All’arrivo ritrovo un po’ di gente e tra un bicchiere di te e un altro po’ di chiacchiere ci salutiamo e mi dirigo verso l’auto. Sto per salire quando vedo sopraggiungere Anna e, visto che oggi è anche il suo compleanno, non posso non affiancarla e accompagnarla per  gli ultimi 500 metri. Incrociamo ancora altri Amatori e arriviamo all’arco: soddisfatta anche lei. Adesso è proprio ora di andare. Manifestazione carina, non affollata, ma ben organizzata, bello il tempo e la compagnia; delle prestazioni ci preoccuperemo in un altro momento.
Michele Nodari

domenica 26 aprile 2015

Mestre(Ve) – Venice Running Day – 26 aprile 2015

ho un rapporto un po controverso con questa manifestazione, ma visto che molti dei miei amici si erano entusiasticamente iscritti e mi avevano chiesto cosa intendessi fare, ho deciso di partecipare, e mi ero iscritto pur sapendo essere a ridosso della Maratona del Santo, ho accuratamente evitato la competitiva da 10km e optato per la panoramica, con l’idea di decidere la lunghezza del percorso in base alle sensazioni… Stamattina casualmente mi alzo prima della sveglia, controllo fuori e vedo che il tempo sembra reggere, forse non prendiamo la pioggia, preparo un po’ di cose e nel frattempo le donne si svegliano e ci scappa anche la colazione insieme, mi metto la tuta sociale e parto alla volta di S. Giuliano. Memore delle difficoltà dell’anno scorso arrivo prestino e parcheggio comodo vicino al villaggio, ritiro il pettorale e provo a prendere il pacco gara, ma è possibile farlo solo dopo la corsa, chissà perché?
Comunque a poco a poco arriva un po’ di gente, saluto conoscenti e Amatori, scambio due chiacchiere con l’ottimo inviato ufficiale: Michele Scaggiante, e finalmente arrivano i miei amici, quasi tutti.. foto di rito, caffè no perche il bar è troppo lontano e ci avviciniamo all’arco di partenza dividendoci tra competitivi e panoramici. Mi accordo con Antonio di puntare a fargli fare il personale sugli 11km e così io metto ancora un po’ di strada sulle gambe senza forzare troppo, alla fine decideremo se allungare fino ai 18km. Partiamo piano e un po’ alla volta il gruppo si sgrana, c’é parecchia gente e fa parecchio caldo, a dispetto delle nuvole nel cielo. Il percorso è il solito e a me piace: S. Giuliano, il Bosco di Mestre, un paio di Forti, ritorno a S. Giuliano. Per noi finisce qui perché entrambi siamo provati e decidiamo che 11km per oggi possono bastare, quindi da carogna lo sprono a fare l’ultimo km “a spacco”, inconsapevole dell’enorme collina che precede l’arrivo, ma il sacrificio porta i suoi frutti e arriviamo in circa 55 minuti.
Antonio fa il suo personale e io registro un po’ di sensazioni. Andiamo ad assaltare il ristoro e a recuperare il pacco gara, troviamo Cristina che ha finito la competitiva e aspettiamo che arrivino le donne. Saluto Silvia, oggi in veste di fotografa, Michele, Maurizio e tutti gli altri, è ora di andare. Caldo a parte anche quest’anno ho apprezzato le caratteristiche di questo percorso dove ci si incrocia spesso e, ovviamente, le location. E’ bello cercare di migliorarsi, preparare un evento al meglio, seguire tabelle etc, ma la corsa è anche, e soprattutto, correre in compagnia, senza pretese e divertendosi. E spesso io per primo me ne dimentico, ma fortunatamente queste occasioni me lo ricordano.
Michele Nodari

sabato 25 aprile 2015

Spinea(Ve) – 25 aprile 2015 – Scarpinando insieme

Dopo la maratona, avevo deciso di seguire il consiglio di Giovanni e fare una settimana di riposo assoluto, con un uscita tranquilla nel weekend, e complice anche il programma di andare al mare per il weekend mi sono preso una pausa, anche mentale, dalla corsa.
Il meteo non ha dato troppa fiducia a mia moglie per cui il mare è saltato e venerdi sera sono corso a consultare Il Calendario del Podista Veneto per vedere cosa ci fosse nei dintorni, scoprendo con gioia che proprio a Spinea si sarebbe svolta la “Scarpinando insieme“; quale migliore occasione per fare 5km tranquilli con la famiglia praticamente fuori dalla porta di casa?
Infatti sabato mia figlia ci sveglia presto come sempre, ci prepariamo, e insieme ci rechiamo alla scuola elementare “Ai caduti” dove ci iscriviamo e ritiriamo una maglietta dell’evento che mia figlia ha indossato seduta stante. Caffè in piazza mercato, giretto e torniamo al parcheggio che si sta affollando. Arrivano tanti Amatori, tanti amici e anche alcuni compagni di corsa  ai quali manifesto la mia volontà di fare i 6km, con molta calma, per vedere come risponde il ginocchio.
Poco dopo le 9:30 lo speaker dà il via e il serpentone comincia a muoversi lentamente, io sono libero da cuffie, gps, tensione e aspettative e cammino volentieri per le prime centinaia di metri, la bambina è partita con mia moglie sul monopattino, ci vedremo al ristoro.
Dopo molto tempo mi ritrovo a correre con il mio amico Denis e sto volentieri al suo ritmo, chiacchieriamo del più e del meno mentre percorriamo assieme le strade che spesso facciamo da soli negli orari più disparati. I nostri ritmi sono un po’ diversi e fortunatamente lui mi frena un p’o e nel contempo io lo tiro, ottima soluzione per entrambi, tanto lui farà i 12km e io i 6km… e invece no, chiacchierando mi sono perso la deviazione e mi ritrovo sul percorso lungo, e senza la possibilità di tagliare visto che la stragrande maggioranza del percorso è sull’argine, con infide buche (chi si ricorda Borbiago?) ed erba lunghissima a dare fastidio…
Comunque non mi sento malissimo, sto andando piano, Denis invece sembra essere un po’ impiccato e mi lascia andare. Si torna sull’asfalto, non ho fatto i ristori e il caldo comincia a sentirsi, ma vedo che mancano 3km, mi sento bene e vedo Sivia Pascoli in lontananza, un po’ alla volta la raggiungo e scherziamo sull’allungo finale, poi vedo la mia amica Arianna e raggiungo anche lei, la sua compagna Elisabetta sarà già arrivata, mancano poche decine di metri e Silvia sopraggiunge mantenendo la promessa dell’allungo: andiamo, e sorridendo finiamo nel parcheggio, dove recupero la famiglia, bevo un po’ d’acqua e faccio due chiacchere con un po’ di gente.
Tutto sommato bene, il ginocchio mi duole, ma poco, la condizione generale è ancora “da recupero”,  ma è stata una bella corsa e mi ha fatto piacere farla senza nessun tipo di tensione. Tanti bambini, tanta aria di festa e tanta partecipazione: bello.
Michele Nodari

domenica 19 aprile 2015

MARATONA DI PADOVA – 19 aprile 2015 – Padova

Venerdi, uscito dall’ufficio, sono andato in Prato della Valle a recuperare il pettorale ed il pacco gara, di cui mia figlia ha apprezzato gli occhiali da sole rossi. Ieri ho preparato tutto, attaccato il pettorale alla canotta Amatori, preparato lo zainetto con il cambio e impostato la sveglia per le 6 di stamattina..
Come la maggior parte delle volte mia figlia è arrivata prima della sveglia e alle 5:30 ero operativo. In via del tutto eccezionale faccio colazione: una banana, il caffé lo prenderò alla partenza, carico tutto, tergiverso un po’,  ma decido che è inutile stare a perdere tempo e parto alla volta di Campodarsego. Nonostante tutta la calma arrivo che ci sono praticamente solo gli alpini, parcheggio e faccio due chiacchiere prima di dirigermi verso la partenza. Caffè solitario e consegno la sacca al corriere, faccio un po’ di stretching, ma non corro, forse ho paura delle sensazioni che potrebbe darmi il ginocchio.. Passa un’ eternità e finalmente ci siamo, entro in gabbia e dopo le hand bike partiamo. Fa freddissimo e tira un discreto vento contrario, meglio: così non mi viene voglia di strafare.. il percorso mi è familiare, sono a casa, non ci credo quasi di fare la mia prima maratona nelle zone della mia giovinezza, mi passa un po’ di gente, ma mi costringo a conservare le forze, saluto i volontari e gli spettatori e do il cinque ai bambini che protendono le mani verso di noi e in men che non si dica arriviamo a Camposampiero, dove partirà la Mezza e ci sono tantissimi spettatori ai lati della strada: carica di energia!
Infatti guardo il Garmin e sto accelerando.. rallento, e passato il centro troviamo un ponte con una discreta salita, ma sono ancora fresco, e poco dopo troviamo il punto di cronometraggio dei 10km, non mi ricordo il tempo, ma non poteva essere che alto, comunque il ginocchio per ora mi da tregua, il vento rimane, ma il sole comincia a scaldare un po’. I km passano, a Rustega troviamo le majorettes e con il mio ritmo arrivo a Borgoricco e a Fiumicello, 20 km, poi il percorso prevede di ripassare per Campodarsego e nel frattempo i km diventano 30. Da qui vado alla cieca: non ho mai fatto più strada di così. Ci immettiamo nella statale del Santo e ci ricongiungiamo con i runners della mezza. Fortunatamente ho avuto l’accortezza di bere qualcosa a tutti i ristori, ma all’altezza di Cadoneghe il ginocchio comincia a protestare, seguito a ruota dal resto del corpo, sono costretto a camminare un po’, ma una bambina mi incita a ripartire e a fatica passo il ponte sul Muson per entrare a Padova. Qui le persone ai lati della strada si moltiplicano, arriviamo all’Arcella, e un pensiero va ai 5 anni di superiori che ci ho fatto, onestamente penso a qualsiasi cosa pur di avanzare, ma il cavalcavia della Stazione al 40° km è troppo e l’ho fatto camminando, subito dopo approfitto dell’ultimo ristoro e mi dico che 2km non sono poi molti anche se la stanchezza, i sanpietrini e il ginocchio tentano di convincermi del contrario.
Sento anche dei principi di crampo, ma ormai siamo in pieno centro, vedo la Basilica del Santo, il rettilineo che porta a Prato della Valle, ma non riesco a fare niente se non continuare con gli ultimi rimasugli di energia. Entro in Prato, purtroppo gli archi degli sponsor si stanno sgonfiando e siamo costretti ad alzarli noi per poter passare, unica sbavatura di un’ottima organizzazione. A 50m mi prende un crampo e rischio di cadere, saltello, ma vedo l’arrivo: non posso cedere adesso. E all’improvviso vedo mia figlia che attraversa la strada e mi viene incontro: le do la mano e facciamo gli ultimi 20 metri insieme: bellissimo!
Finita: 3:36:37. Non ci avrei mai creduto se me l’avessero detto. Il crampo mi azzanna la gamba e la stanchezza fa il resto, ma ormai è fatta, non ci vedo praticamente più, ma riconsegno il chip e mi metto in disparte a capire in che mondo sono. Arriva mia moglie a recuperare la bambina e mi dirigo verso il ristoro dove bevo una tanica di sali e una di acqua. Andando a ritirare lo zaino incrocio e saluto Michele Scaggiante, prendo lo zaino e decido che posso concedermi 10 minuti sdraiato sull’erba del Prato. Sono veramente contento di avercela fatta e il merito è anche degli Amatori, in primis dei consigli di Giovanni. Ora è tempo di recuperare, ma la felicità è veramente tanta.
Michele Nodari

lunedì 6 aprile 2015

Selvana(Tv) – 6 aprile 2015 – Corsa dei Vovi

Quando, a inizio anno, avevo pianificato le corse del semestre per oggi avevo segnato Galzignano ma, visto lo stop forzato dal ginocchio delle ultime settimane e le abbuffate degli ultimi giorni, ieri ho consultato IL CALENDARIO DEL PODISTA VENETO per cercar qualcosa di più abbordabile e la scelta è ricaduta su Treviso (Selvana) che offriva una 17km pianeggiate, tra l’altro con comoda partenza alle 9:20.
Stamattina quindi mi sveglio con calma (mia figlia mi ha lasciato dormire fino alle 6:40) e noto con piacere che il vento degli ultimi giorni è sparito, fa ancora fresco, ma il sole promette bene, quindi canotta sociale e pantaloncini corti e via verso Treviso. Arrivo con discreto anticipo e parcheggio in una stradina vicino alla partenza, dove trovo anche la mia amica Anna che si è appena iscritta.
Sul cartellone i 17km sono diventati 16, forse meglio così per il mio ginocchio, pago i 4 euro che daranno diritto ad un pacco gara di generi alimentari di tutto rispetto (sempre se non perdi il cartellino per strada… pazienza) e ci rechiamo all’affollatissimo bar di fronte per un caffè. Incrocio anche altri podisti e Amatori e nonostante la confusione (non si capisce bene da dove si parta e quali siano i percorsi) l’ora della partenza si avvicina, quindi decido di scaldarmi un po’: faccio veramente fatica, sono di legno e sono più concentrato a non farmi male che a correre, comunque Anna decide di portare in auto uno strato di vestiti e io mi porto alla partenza dove trovo Manuel Favaro che ha già messo in saccoccia un paio di km e va per i 12, decidiamo di fare la corsa assieme, dovremmo essere sullo stesso ritmo. Pronti via, all’inizio partiamo forte, ma l’adrenalina della competizione fa sempre questi scherzi, poi ci attestiamo su un ritmo un po’ altino per i  suoi programmi e le mie possibilità, ma ….. la giornata è veramente ideale, il percorso si snoda tra parchi e argini ed è suggestivo e piacevole, chiacchieriamo un po’ e saltiamo il primo ristoro.
Al km 7 ci troviamo davanti alla partenza e capiamo che il percorso lungo è costituito da 2 giri il che vuol dire che alla fine saranno 14: due in più per Manuel, e due in meno per me… un po’ interdetti iniziamo il secondo giro, il ginocchio comincia a protestare leggermente, ma è la condizione generale che mi preoccupa: essere finito a 9km non è una buona premessa per i Dogi, ma tant’è e continuiamo, questa volta ci concediamo un té al ristoro e con una lieve progressione finale arriviamo al traguardo, ci fanno entrare in un cancello, ma ci rimane il dubbio che si potesse fare un terzo giro, dubbio che rimarrà perché non sarei stato in grado di ultimarlo. Quindi ci dirigiamo al ristoro finale: té, un’arancia e un po’ di stretching mentre Manuel va a fare la spesa. Ci salutiamo e ci diamo appuntamento a domenica prossima sotto l’arco dei Dogi per la foto sociale.
Alla fine il cronometro segna 12.7 km in a 4:40, mi dirigo alla macchina con la perplessità per le prossime settimane, ma intanto oggi è andata ed è stato piacevole, del doman non v’e’ certezza.
Michele Nodari

domenica 29 marzo 2015

Ponte San Nicolo’(Pd) – 29 marzo 2015 – Marcia del Ponte

Alle sei suona la sveglia e rimango un po’ deluso perché speravo di trovare già il sole alto e invece è più buio di ieri… Come sempre non mi capisco mai con questi cambi dell’ora. Poco male, mi preparo e ormai mi vesto in canotta tanto poi hanno previsto sole, alle 7:15 puntuale arriva Antonio e partiamo, oggi sarà cruciale: devo provare a fare i 30km e da IL CALENDARIO DEL PODISTA VENETO scelgo Ponte San Nicolò per capire se il ginocchio mi può tenere botta per la maratona di Padova, ma lo stato d’animo e quello fisico non giocano a favore, Antonio farà i 21.

Parcheggiamo dietro al Boomerang e dopo l’iscrizione prendiamo il caffè di rito, ci spogliamo e ci portiamo in zona partenza. Incrocio e saluto Manuel Favaro e mentre Antonio aspetta la partenza ufficiale con i Sindaci e l’arrivo della Cristina, io decido di anticipare di qualche minuto, per non farlo aspettare troppo dopo. Parto pianino per timore di farmi male al ginocchio e un po’ alla volta mi assesto su un ritmo decente, le sensazioni non sono rassicuranti, ma devo capire come va…

Salto il ristoro dei 5 e mi fermo ai 10, le signore sono gentilissime come sempre, alla pari dei volontari e degli scout che assistono la corsa. Quest’anno i percorsi dei 21 e dei 30 km sono uniti fino al ventesimo e condividono anche i pacemakers: ottima idea.

Il ginocchio mi invia segnali poco rassicuranti, ma il percorso è veramente bello, praticamente tutto argine ma asfaltato, tranne pochi pezzi di strada bianca e comunque praticabilissima, si sta bene: fa fresco , c’è un bel sole e al 20km ci penso un attimo: mi fermo o continuo per i 30? Lo so avrei dovuto fermarmi… E invece approfitto del ristoro, per altro scambiando un bicchiere di coca cola per the, e continuo. Per qualche strana ragione gli ultimi 10km sembrano non finire più, ma bene o male arrivo alla fine, con la forza della disperazione e con le gambe di legno.

All’arrivo incrocio Cristina che torna e vedo Antonio che mi aspetta, ma sotto l’arco il garmin mi dice 29,8 quindi tiro dritto fino alla fine della stradina. Finalmente è finita. Antonio mi recupera e ci dirigiamo verso il ristoro, incrocio anche Massimo, che dopo un anno di stop, ha fatto la sua prima mezza: rispetto. Beviamo un po’ di the e saltiamo i tortellini, dobbiamo correre a casa a grigliare un paio di tagliate di un certo livello.

Come sempre questa manifestazione è organizzata molto bene: ristori, percorsi, pacemakers, attività collaterali, e oggi il meteo ha impreziosito la giornata. Per quanto mi riguarda finisco i 30km in 2:15:00, non bene in ottica maratona, però onestamente non ero nemmeno sicuro di finirli quindi mi accontento. Ora ghiaccio e riposo, è un paio di birre fresche con gli amici. Ne riparliamo a Pasquetta.

Michele Nodari

domenica 22 marzo 2015

MARATONINA DELLA VITTORIA – 22 MARZO 2015 – VITTORIO VENETO (TV)

La sveglia era puntata alle 5:50 , ma il rumore della pioggia mi ha svegliato prima, quindi scendo, mi preparo con comodo e parto alla volta di Vittorio Veneto sotto l’acqua. Alle 7:30 sono in parcheggio e faccio la trafila per ritirare pettorale e pacco gara, sembrava la fatica degli uffici del film di Asterix: prima pettorale sulla scala ufficio B, poi pacco gara Palazzo C… meno male che mi ero già iscritto..
Comunque attacco chip e pettorale e do un’occhiata al ricchissimo pacco gara (maglietta, barrette, cioccolato, gel, auricolari, pasta, acqua e buoni vari) e mi porto in zona partenza, che scoprirò poi essere quella delle non competitive mentre la mezza maratona partirà 300 m più su. Vedo e saluto alcuni podisti e incontro Cristina e il suo gruppo di Marcon, caffè e poi ognuno a cambiarsi, ritrovo sotto l’arco di partenza. Piove, ma fortunatamente con meno insistenza, e lo speaker, che probabilmente ha mangiato troppe barrette energetiche, da la carica a tutti. Nella mischia trovo anche un mio compagno dell’università che non vedevo da 10 anni, i casi della vita… Alle 9:30 partono gli amici di Diego e poi prendiamo il via anche noi, guardo i palloncini dell’ora e mezza e mi viene un po’ da ridere, sono stato fermo tutta la settimana causa ginocchio e non ho idea di come finirà oggi…
Parto forse un po’ troppo forte, ma tutto sommato la prima metà gara passa quasi indolore, anche la pioggia ha smesso e le salite non sono poi proibitive, peccato non poter godere dei panorami vista la giornata. L’affluenza, sia alle non competitive che alla competitiva è un pò scarsa, ma ho apprezzato molto tutta la gente a bordo strada e nelle case adiacenti al percorso che facevano il tifo e salutavano. Dopo il ristoro dei 10km ho avuto un crollo e mi sono visto passare da troppi podisti, ma faccio il possibile per portare a casa la corsa, sono costretto a camminare un pò e faccio gli ultimi 3km senza fiato e senza gambe, con il ginocchio che mi invia segnali di odio puro. Il percorso, praticamente tutto su strada, finisce dentro la pista di atletica dove, ancora una volta, le tribune sono gremite di gente che urla neanche fosse la Maratona di Roma, e lo speaker “pazzo” mi vede arrivare sul rettilineo finale e urla: “forza! gli ultimi 300 metri di vita!” non ha idea di quanto si avvicina alla realtà.
Tento un allungo di qualche decina di metri e arrivo al traguardo, talmente sfinito che ci metto 5 minuti buoni a togliermi il chip. Il tabellone segna 1:38:00: amarezza, ma tant’è. Al ristoro evito il minestrone caldo e opto per il solito paio di bicchieri di te. Appena mi riprendo realizzo che non ho idea di dove si trovi la partenza, o per lo meno il parcheggio, rispetto a qui e un volontario mi spiega come tornare: un’altra passeggiata di 2km sudato e zoppicante. Faccio appena in tempo ad arrivare alla macchina e cambiarmi che ricomincia a piovere, ma ormai è fatta.
Bella gara, bellissimo il pubblico e l’arrivo, organizzata bene e avrebbe meritato più partecipanti. Speriamo vada meglio la prossima edizione.
Michele Nodari

domenica 15 marzo 2015

4 PASSI IN CAMPAGNA – 15 marzo – Borbiago(Ve)

Oggi si corre praticamente sotto casa, Borbiago è a 5 minuti di macchina, e infatti mia figlia mi ha tirato giù dal letto alle 6:30.. comprensibile, visto che oggi corre anche lei. Colazione dei campioni, tenuta da running (io opto per la canotta, fiducioso sul bel tempo) e via, partiamo e dopo aver faticato un po’ a parcheggiare ci iscriviamo: io ai 21, lei alla minicorsa da 3km.
Apprezzatissimi i gazebi diversi per le iscrizioni ai vari percorsi, e la possibilità di ritirare il pacco gara prima della corsa. Arrivano anche i miei amici Antonio e Anna, con i quali prendiamo un caffè e scattiamo la foto di rito, poi troverò anche Elisabetta, bardata come se dovesse correre in Alaska, e  praticamente tutta la Amatori Atletica Chirignago, con Giovanni che mi consegna la tessera FIDAL ufficiale.
Affido la bambina a mia moglie e ci portiamo vicino all’arco per la partenza, il ginocchio mi fa ancora male, ma questa settimana ho riposato, speriamo di tenere 21km. Parto un po’ troppo veloce, ma il clima è piacevole e non rimpiango la  tenuta molto estiva. Appena usciti dal centro i gruppetti si sgranano e si dividono tra i vari percorsi, io faccio la mia corsa praticamente da solo soffrendo moltissimo le parti di sterrato causa i solchi dei trattori seminascosti dall’erba che attentano alle mie caviglie, ma tutto sommato il ginocchio sembra tenere, almeno fino ai due cavalcavia situati circa a metà percorso che mi segano gambe e fiato.
Dopo il ristoro dei 10 km provo a puntare Alessandro (Cettina) che vedo come un puntino blu lì davanti, e passo la seconda metà della corsa ad avvicinarmi a poco a poco, ma alla fine cedo alla stanchezza e me ne faccio una ragione, lo ritroverò all’arrivo, assieme ad altri Amatori e a mia figlia che mi aspetta orgogliosa con la sua medaglia. La corsa tutto sommato è andata abbastanza bene, viste le premesse, ma sono molto contento perché alla fine ho avuto finalmente modo di presentarmi e di fare due parole con parecchi Amatori che fino ad oggi conoscevo solo di nome. Poco dopo arrivano anche i miei amici e dopo un bicchiere di te’ ci avviamo alla macchina per tornare a casa.
Ah, mia figlia ha fatto il suo “personale” oggi, almeno uno in famiglia che può festeggiare meritatamente!
Michele Nodari

domenica 8 marzo 2015

Monselice – 8 marzo – Marcia Città di Monselice


Questa settimana ho dormito poco, e mi sono allenato meno, il dolore al ginocchio è tornato, ma questo non giustifica la pessima prestazione di oggi. La scelta di oggi, dopo aver consultato IL CALENDARIO DEL PODISTA VENETO , ricade su Monselice perché l’anno scorso è stata la mia prima collinare, e ricordavo ancora l’emozione della vista da sopra il monte, i sentieri e le discese pazze tra le rocce.

Ero già preparato e vestito da un pezzo quando è suonata la sveglia, ero indeciso se vestirmi lungo o corto, ma per fortuna ho optato per la prima soluzione, alle 7 di mattina c’erano 3 gradi, e un’aria fredda che te la raccomando. Parto tranquillo alla volta di Monselice e parcheggio con ampio anticipo, alle iscrizioni c’e’ già parecchia gente e non invidio la speaker in minigonna in mezzo alla piazza spazzata dal vento gelido. Torno in macchina e tolgo pile e tuta sociale per cominciare a scaldarmi: la mia idea (come ormai da un mese) era di fare un po’ di km prima della gara per allungare, ma anche oggi è fallita, complice il ginocchio e il freddo, quindi piano piano mi avvicino alla partenza, intenzionato ad anticipare un po’ per evitare di trovarmi intruppato nei sentieri come l’anno scorso.
Evidentemente molti hanno avuto la mia stessa idea, pazienza. Pronti, via. Dopo un paio di km in piano si comincia subito a salire e ci si scalda, prima asfalto, poi sterrato e poi sentiero, per fortuna che avevo la scusa delle persone davanti perché ero veramente provato e ho camminato praticamente tutte le salite. Ove possibile recuperavo un po’ correndo nei falsi piani, ma decisamente devo allenarmi in salita… non ci siamo proprio. A circa metà percorso arriviamo in cima al monte, dove c’e’ un ristoro, ma il pezzo forte è la vista su tutta la pianura circostante, le case, le fabbriche, la foschia e la sensazione di aver fatto qualcosa di bello, di aver raggiunto veramente una meta. E un pensiero va a Damiano, faccio una foto con il telefono, brutta, chi se ne frega, ma la faccio. Anche per lui. Si comincia la discesa: purtroppo la lunga scalinata naturale è stata rovinata dagli alberi caduti con il vento dei mesi scorsi, ma si scende lo stesso in picchiata tra sentieri stretti e rocce sconnesse fino al monte vicino, dove si risale: ancora splendidi panorami e scorci.. mi dico che se ci sarà occasione l’anno prossimo sarebbe da fare un video con la GoPro. Si risale e la combinazione: salita scoscesa, rocce, sole in faccia e vento contro fa il suo dovere: mi taglia le gambe, e arrivati in cima c’e’ la discesa che mi ricordavo, segnalata anche dal cartello “attenzione: discesa impegnativa“, rischio tutto e mi butto. Inaspettatamente arrivo integro a valle, dove c’e’ l’ultimo ristoro, saremo al km 15°, prendo del te, e un po’ di fiato, faccio gli auguri alla volontaria e parto per il finale in piano (più o meno). Alla fine arrivo, talmente stremato da non riuscire nemmeno ad aggiungere un km per arrivare a fare una mezza, mi fermo infatti a 20 km in 1:48.

Dicevamo: da dimenticare, ma oggi si andava per l’emozione. Ristoro come sempre fornito ma prendo solo il solito te e mi dirigo verso la macchina, devo mettere del ghiaccio sul ginocchio…

Michele Nodari

domenica 1 marzo 2015

Caselle di Selvazzano(Pd) – 1/03/2015 – Marcia dea Gaina Padovana

Suona la sveglia e scendo emozionato.. per la prima volta correrò con la tenuta sociale degli Amatori, ritirata fresca fresca ieri, opto per le maniche lunghe ed alle 7:00 puntualissimi arrivano Antonio e Cristina a casa mia, faremo una macchina unica per la spedizione a Caselle di Selvazzano, dove io dovrei fare i 23km e loro i 19km… illusi…
I 2 gradi e l’aria frizzantina che abbiamo lasciato partendo li troviamo anche mezz’oretta dopo quando parcheggiamo vicino alla partenza, o almeno crediamo, visto che è pieno di podisti che si preparano. Cerchiamo e troviamo i gazebo delle iscrizioni, incrocio e saluto Manuel Favaro mentre torniamo alla macchina per lasciare i vari orpelli e fare un minimo di riscaldamento: c’e’ il sole, ma fa un tantino freddo. Tuttavia, tra gente che corre a destra e a manca, facciamo fatica a capire dove sia la partenza e chiediamo ad uno dello staff che, in maniera non proprio elegante, ci rimanda a seguire le frecce… così facciamo e riceviamo la stessa risposta anche dalle tre persone seguenti e dopo ormai 5 minuti di camminata infreddolita troviamo… il cartello del primo km… eravano già sul percorso… Ok abbiamo capito a nostre spese che le frecce erano quelle del percorso e non indicazioni per raggiungere un qualche arco/punto di partenza. Quindi torniamo un po’ indietro corricchiando per scaldarci un minimo, due piegamenti, attiviamo gps e gadget vari e dopo aver aspettato un attimo Cristina …. partiamo..
Visto che ho 4 km in più di loro da fare li stacco subito e cerco di scaldarmi, considerando il fatto che abbiamo già un km in meno che dovrò recuperare in qualche modo. Ma al primo cartello della deviazione noto che sono indicati i percorsi da 5, 7, 12, 19 e non quello da 23… cosa che viene confermata al secondo cartello… niente questo mese non riesco ad allungare i km, pazienza, mi ricaverò 21km in qualche modo… il percorso è praticamente quello della “Marcia dea Piroga” fatto al contrario quindi praticamente al 90% argine, ma la terra è battuta e asciutta, si va via bene; fa fresco, ma le gambe cominciano a girare e un po’ a memoria riesco a fare un paio di giri e deviazioni per recuperare qualche centinaia di metri, tanto che mi ritrovo dietro ai miei amici, che sorprendo a correre felicemente in chiacchiera ed ad un buon ritmo, bene. Li passo, li saluto e continuo. A circa metà percorso mi concedo un bicchiere di tè, ma i km continuano a non tornarmi, o meglio non tornano al mio Garmin, ma non posso fare altro che continuare. Ad un certo punto i cartelli non indicano più i km fatti ma quelli mancanti, a partire da -7, aggiungendo ancora un po’ di confusione, ma è comprensibile visto che poco dopo tutti i percorsi si uniscono per finire insieme. Sono un po’ al limite, ma voglio arrivare a completare una mezza virtuale per vedere il tempo e arrivato al traguardo.. invisibile come la partenza… faccio altri 3 giri dell’isolato per raggiungere i 21, incrociando anche il mio ex collega Massimo al quale do appuntamento all’arrivo, ma che poi perderò di vista. Alla fine bene o male chiudo i miei 21km in 1:29:13, facendo il mio record, sarà merito della divisa sociale…
Ritrovo Cristina al ristoro finale e tra brodo e tè opto per il secondo, finché arriva anche Antonio ed entrambi, come molti altri del resto, lamentano che tutti i percorsi erano almeno un km più corti dei dichiarati, c’é che ha optato per fare due volte il giro da 12, chi si è rassegnato ad arrivare alla fine e chi ha aggiunto qualche deviazione per aumentare la distanza, in ogni caso anche questa domenica è andata, per quanto mi riguarda bene come tempo. Unico rammarico: mi sono dimenticato di farmi una foto con la tenuta ufficiale.. mannaggia.
Michele Nodari

domenica 22 febbraio 2015

Tribano(Pd) – Marcia della Magnolia – 22 febbraio 2015

Il Calendario del Podista Veneto mi ha consigliato per questa domenica i 30 km alla Marcia della Magnolia di Tribano e decido nei miei piani di fare 3 o 4 km prima della partenza in modo da allungare… , ma stanotte alle 4:30 ero ancora a reggere la testa della mia bambina sul water… quindi alle 5:30 decido che tanto vale fare un dritto e scendiamo, ci raggiunge anche la mamma, tiro fuori la torta, tanti auguri a te e
appena scarta il regalo l’interesse verso il papà si azzera. Ah i figli… ok scendo e penso a come vestirmi, guardo fuori e Noè mi fa segno che no, non c’è più posto… opto per completo lungo e giacca anti vento_pioggia leggera. Nel tragitto dal garage alla macchina sono già fradicio e in autostrada le auto alzano ondate che mi deprimo abbastanza… ma ormai siamo in ballo. Arrivo alle 7:45 e parcheggio in una strada laterale, pensavo meno gente, la pioggia è un po’ calata nel frattempo, mi iscrivo e scopro che il percorso da 30km è stato annullato per il tempo è sulle prime sono un po’ seccato, ma col senno di poi non so se sarei riuscito a finirlo con quelle condizioni. Uscendo trovo Giovanni e altri “amatori” che hanno deciso di prendersi un po’ d’acqua anche loro, due chiacchiere e si parte, chi a cambiarsi, io a scaldarmi prima della partenza alle 8:15. Evidentemente Trivignano ha fatto scuola e la partenza è stata anticipata, oppure mi sono perso io per le stradine, ma arrivo alla partenza è non trovo più nessuno. Accelero cercando di capirci qualcosa è comincio a rincorrere il gruppo che segue i pacemaker da 7:00. Volevo stare con i 4:30 e mi trovo costretto a tirare per raggiungerli: furbo come un cervo… aiutato anche dall’esiguo numero di partecipanti, scalo i vari gruppetti e raggiungo il mio obiettivo, ma la pioggia è più fine e ho il vento a favore quindi rallento un po’ e comunque decido di stare lo stesso sotto i 4:30 per fare un po’ di “musina” per dopo. Al ristoro dei 10km incrocio ancora Giovanni che corre in coppia con un altro ragazzo e facciamo 4 o 5 km in compagnia, e riesco anche a biascicare qualche sillaba. Già questo per me è valsa la giornata. In più, per quanto possibile, “tiriamo” il ragazzo che mi par di aver capito la settimana prossima farà la
maratona e gli facciamo da scudo in un interminabile rettilineo con un vento contro devastante. Oggi le condizioni erano veramente proibitive: il vento era la parte peggiore, ma la pioggia gelata e i pezzi di sterrato nei campi al limite del pericoloso completavano il quadro. Comunque in quel pezzo ho dato tutto è al ristoro dei 15km devo salutare i miei compagni e approfitto per bere un te e prendere un pelo di fiato. Mi accorgo che sta sopraggiungendo il gruppo dei 4:30 e riparto con le ultime energie, il vento è fortissimo e fatico a tenere gli occhi aperti, ma bene o male continuo ripensando alle parole di Giovanni di poco prima: “rallenta, se ti fermi il traguardo resta lì mentre se vai avanti, anche piano, si avvicina” ma ho freddo e decido di usare tutto quello che ho. Vedere il campanile in lontananza mi da lo stimolo e spingo fino all’arrivo, dove lo speaker mi chiede se ho fatto i ventuno.
Riesco solo ad alzare il pollice e mi dirigo ai gazebo. Incrocio Stefania e per la terza volta oggi mi dimentico di chiederle com’è andata ieri al balletto, ritrovo Giovanni e altri sopravvissuti, prendo il panino che porterò a casa alle donne e bevo un te caldo. Saluto veloce e scappo in macchina, a cambiarmi. Alla fine ho fatto 22.5km in 1:39. Per la giornata direi ottimo, ad allungare e a fare il tempo ci penserò domenica prossima. Vado a festeggiare mia figlia!

Michele Nodari

domenica 15 febbraio 2015

Trivignano(Ve) – 15/02/2015 – Marcia dell’Arcobaleno

Questa settimana, tra le tante proposte de Il Calendario del podista veneto ho optato per Trivignago sia perchè sono 30km, e voglio allungare, che perche è vicino a casa e non ho molto tempo.

Avevo poche aspettative da questa corsa: una settimana di scarso allenamento, un San Valentino iniziato con un pacco di biscotti e finito a cioccolata spalmabile e crostini, ché se non si è innamorati in due è un po’ triste, una notte passata metà a leggere e metà sul water e le previsioni per oggi di pioggia battente.

Ma tutto sommato mia figlia mi ha lasciato dormire almeno fino a dopo il sorgere del sole, e aprendo la persiana vedo che non piove, anzi sembra essere una bella giornata, questo già mi ha cambiato un po’ la prospettiva, faccio l’ennesima tappa in bagno e mi vesto.. con il senno di poi eccessivamente, pazienza. Monto in macchina e in 10 minuti sono a Trivignano, parcheggio lontano perché so che dovrò scappare via a fine corsa e non voglio rimanere bloccato. Appena scendo dall’auto il cellulare mi cade fa un volo di 5 metri sull’asfalto, pazienza. Mi ero pre-iscritto dal sito e al gazebo mi danno subito il cartellino, del resto sono le 7:40 e non c’e’ praticamente nessuno, il premio me lo daranno dopo, pazienza. A poco a poco si popola la partenza, saluto Manuel, Giovanni e altri amatori che purtroppo ancora non conosco e arriva il mio amico Antonio, due chiacchiere e facciamo un paio di km di riscaldamento, torniamo sotto l’arco alle 8.20 e mentre siamo ancora in ciacole lo speaker dà il via: tutti sono colti di sorpresa e si affrettano ad sistemare gli smartphones, ad avviare le app e i gps, a cercare satelliti.. noi compresi (mi chiedo cosa ha pensato Giovanni vedendo quella scena)….comunque pronti via e si parte, mollo quasi subito Antonio che va per i 21 e provo ad impostare un ritmo, ma non sto benissimo, di gambe e di pancia. Ormai sono ufficialmente disintossicato dalle cuffiette e mi godo i suoni della domenica mattina, il tracciato è bello, non ho mai corso in queste zone e ho attraversato paesini che avevo solo sentito nominare e che forse non vedrò più, il percorso è quasi completamente asfaltato tranne un paio di km tra campi e argini: terreno più pesante, ma panorama più suggestivo.

Mi rendo conto che non farò nè il tempo, ne la distanza che mi ero prefissato (volevo superare i 33km di Cessalto.. pazienza) e vista la non eccessiva partecipazione all’evento faccio gran parte della corsa da solo, mi fermo al ristoro dei 12km, prendo te e banana e cammino un po’ in senso inverso per poter poi ripartire e “guadagnare” qualche metro, ma mi trovo a dover prestare soccorso ad un podista che praticamente davanti a me mette male il piede sul ciglio rovinato e cade, niente di grave, lo accompagno al ristoro e riparto. a metà gara c’e’ una piccola parentesi di orienteering, passiamo per un quartiere di Martellago, ma non ci sono frecce o volontari (solerti e gentili come sempre per tutto il percorso) e districarsi per le stradine solo con le strisce biancorosse attaccate agli alberi mi ha creato un po’ di difficoltà, ma trovo la via e continuo.. al ristoro dei 20 i percorsi si ricongiungono e fatalità incrocio Antonio sofferente all’anca, gli dico di tenere botta, a lui mancano 4km, io procedo e riconosco lo stesso percorso fatto alla corsa della Befana, quindi siamo a Salzano, i km diventano 25, poi 26 (sempre +2) e sono allo stremo, ma mi impongo di non camminare, stringo i denti e le chiappe e punto al campanile in lontananza, in qualche modo passano anche gli ultimi e riesco anche a fare una minima progressione nelle ultime centinaia di metri. Arrivo sotto l’arco praticamente sui gomiti, ho caldissimo e ho male ovunque. Purtroppo mi aspettano per pranzo e non ho tempo quindi guardandomi in giro per salutare qualcuno che conosco (invano) recupero al volo il salame in premio e un bicchiere di te che bevo tornando alla macchina, tragitto che mi ha richiesto non poca fatica: è evidente che devo allenarmi ancora un bel pò sui lunghi, pazienza.

Le premesse non erano delle migliori, ma sono contento (e stupito) dell’atteggiamento “positivo” che ho adottato. Rimandiamo alla settimana prossima i personali e godiamoci questa bella giornata di corsa e di sole.

Michele Nodari

domenica 1 febbraio 2015

PREGANZIOL(Tv) – 1 febbraio 2015 – Corsa Par e strade de Preganziol

So già dove correre…controllato IL CALENDARIO DEL PODISTA VENETO. Dopo una serata a base di biscotti e mezza notte a base di pensieri molesti decido di provare un po’ a dormire, sperando che il temporale fuori smetta prima di mattina. Imposto la sveglia alle 7, ma mia figlia come sempre non è d’accordo e alle 6:30 sono già bello pronto e vestito che giro per casa. Devo passare a prendere il mio amico Antonio per cui con molta calma esco (fa freddissimo: 1 grado), parto, faccio benzina… tergiverso il più possibile, ma alle 7:45 sono sotto casa sua. In 10 minuti arriviamo al parcheggio del centro commerciale e ci dirigiamo verso la casetta delle iscrizioni, incrocio un po’ di gente che conosco e trovo la vela degli Amatori con Sergio e i suoi a distribuire i cartellini ai preiscritti, ma io non lo sono e faccio la trafila classica, almeno dentro la casetta è caldo; mi iscrivo, passo al camioncino a ritirare gli ottimi galani (che adesso, alle 14, sono già finiti!), recupero un po’ di volantini per le prossime corse e ci dirigiamo al baretto per il caffè di rito. Posiamo tutto in macchina e ormai manca poco, facciamo un paio di giri del parcheggio per scaldaci, ma gli organizzatori ci mandano indietro e ci troviamo sulla linea di partenza chiacchierando, ritrovo Giovanni e realizzo che siamo proprio in prima fila, ma ormai siamo lì: ci passeranno tutti, pazienza, speriamo di non essere troppo di intralcio. Passano i minuti tra le solite chiacchiere e lo speaker parla, ma non sentiamo niente perché le casse sono lontanissime… evidentemente deve aver dato lo start perché uno sparo ci coglie assolutamente di sorpresa e la massa parte. Ci scambiamo uno sguardo misto di terrore e sorpresa, click sul Garmin, e ci diamo appuntamento all’arrivo e parto. Supero il sottopasso a pochi metri dalla partenza, ridendo al pensiero che sarà l’ultimo ostacolo che troverò tra 21km, dopo poco mi capisco e provo il ritmo che mi ero preparato: 1km veloce e 1km di recupero… tutto sommato sembro tenere, salto il primo ristoro, trovo e passo qualche amico e noto con piacere che i tratti di sterrato sono praticabilissimi, tra una cosa e l’altra mi trovo al ristoro del 10°km, sono un po stanchino, come sempre a metà gara, ma dopo un bicchiere di te riparto, sempre solo. Almeno fino al km 17° dove sento dei passi alle mie spalle, troppo vicino, mi giro e trovo un runner sconosciuto che mi chiede di tirarlo per un km, a me?! Ok, continuo e al 18° ci affianchiamo, facciamo un altro km e poi ripasso davanti io, al 20° mi giro per proporgli un allungo fino alla fine, ma non lo trovo più, peccato, almeno avrei voluto salutarlo. Comunque provo il tutto per tutto: decido di accelerare, per quanto possibile, fino al sottopasso, che affronto con le ultime energie, percorro il rettilineo finale e con mia sorpresa mi danno una bottiglia di vino e un bigliettino: “sei arrivato 42°”. Guardo al polso e vedo 1:32:50: record personale. Ottimo! saranno state le ripetute consigliate da Giovanni!
Prendo un paio di bicchieri di te al ristoro e torno all’arrivo ad aspettare Antonio, nel frattempo vedo arrivare anche un’altra mia amica: Cristina, contenta anche lei della sua prestazione, vado avanti e vedo Antonio che sale dal sottopasso, lo affianco e lo accompagno fino alla fine spronandolo, sempre con la bottiglia di vino in mano: anche lui fa il suo record: sotto le due ore.
Alto bicchiere di tè, di corsa (metaforicamente) alla macchina e via a casa. Grande soddisfazione oggi! E trepidazione per la settimana prossima quando proverò i 33 km a Cessalto.

Michele Nodari

domenica 25 gennaio 2015

Sant’ Agata Run – Fossalunga di Vedelego(Tv) – 25 gennaio 2015

La sveglia ha suonato alle 6:30. Devo ammettere che sono stato tentato di girarmi dall’altra parte, anche perché ieri ero stato male e avevo dormito appena 4 ore.. ma ce l’ho fatta. Scendo, mi preparo e parto alla volta di Vedelago. Ho partecipato anche l’anno scorso quindi vado abbastanza sul sicuro, e infatti arrivo presto e.. non c’e’ niente…?!?
Quest’anno gli organizzatori hanno spostato la partenza davanti al centro commerciale, più vicino al centro; poco male, parcheggio praticamente sotto l’arco della partenza stessa visto che a quest’ora c’e’ ancora poca gente. Mi iscrivo e sono indeciso sul mio abbigliamento: fa molto freddo ed è nuvoloso, ma alla fine opto per stare solo con la maglia lunga e indovino, visto che poi si è aperta una bellissima mattinata di sole. Ritiro l’ottimo pacco gara con crostini e galani (per la gioia di mia moglie) e il parcheggio comincia ad affollarsi. Saluto un paio di “Amatori” e arriva anche la mia amica Elisabetta, che avevo lasciato poco meno di 8 ore prima e che vedo provata almeno quanto me dalla serata precedente. Lei correrà con le sue amiche e, dopo aver preso il caffè di rito vanno in cerca di un bagno, io opto per un bell’albero dove vedo già radunati alcuni podisti. E’ quasi l’ora della partenza e decido di farmi un paio di km in direzione opposta per scaldarmi e infatti quando torno, pochi minuti dopo le 9:00, il gruppone è già partito, anche se c’e’ ancora parecchia gente in coda per le iscrizioni (forse, a volerlo proprio cercare, l’unico neo della manifestazione), il garmin , parto e comincio lo slalom tra camminatori, cani, nordici etc… trovo il mio ritmo e comincio a passare i cartelli dei km, decido di fermarmi solo al ristoro a metà gara quindi salto i primi due, premurandomi comunque di salutare i volontari. Trovo, saluto e sorpasso le ragazze e comincio a sentire un po’ di stanchezza, ma il percorso è veramente bello, niente panorami mozzafiato, ma è piano, quasi tutto su strada e i pochi tratti di sterrato sono per lo più battuti e asciutti, quindi continuo puntando di volta in volta un podista e provando a raggiungerlo. La temperatura sale, i volontari deviano ottimamente il traffico e verso il 15° km i percorsi degli 11 e dei 21 si uniscono, comincio decisamente a cedere, complice anche il percorso che ora comincia ad essere un po’ più campestre e insidioso. Mi impongo di non camminare e provo a concentrarmi sui suoni della natura e le chiacchiere dei podisti. Gli ultimi 2 km accolgono anche i partecipanti alla 6km e il percorso è decisamente fangoso, strettino, e congestionato dai camminatori, dai runner che vogliono finire in progressione e da… tutti gli altri. Mi ricordo la posizione dell’arrivo dall’anno scorso e provo anch’io ad accelerare per quanto possibile, e riesco inaspettatamente a finire in 1:40:00, per me ottimo, considerando anche le premesse.
Il ristoro è sempre fornitissimo e sui classici dolci, frutta, fette biscottate etc, spiccano panini col musetto di un certo livello, ma mi limito ad un paio di bicchieri di te caldo e mi dirigo verso la macchina. Mentre passo vicino all’arco un colpo di vento fa cadere la transenna rischiando di farlo ribaltare sulle macchine in strada e sui podisti che stanno ancora arrivando, ma riesco a ritirarlo su, aiutato da un organizzatore e così scambiamo anche due chiacchiere su questa manifestazione a cui partecipo sempre volentieri, dopo un po’ però comincio a sentire freschino e mi accommiato.. anche oggi ho fatto una buona azione… Arrivato alla macchina mi cambio e uscendo dal parcheggio incontro l’amica di Eisabetta, anche lei appena arrivata e soddisfatta, saluto e prendo la strada di casa, contento di aver aggiunto anche oggi una bella esperienza al mio “album delle corse”.
Michele Nodari

giovedì 15 gennaio 2015

Monteforte d’Alpone(Vr) – 18 gennaio 2015 – Montefortiana

Avevo puntato la sveglia alle 6.30, ma mia figlia mi ha svegliato prima per cui mi sono preparato e sono partito convinto di essere in larghissimo anticipo… faccio i 90km di autostrada che mi separano da Monteforte nella nebbia più fitta, ma a un paio di km dal casello trovo 2 sorprese: la prima è un bel sole che ci accompagnerà per tutta la gara, la seconda è una colonna di macchine e persone a piedi che si dirigono evidentemente alle marce non competitive (oggi a Monteforte c’erano i 7,14,21 e 28, la mezza e la maratona.. l’imbarazzo della scelta…). C’è un po’ di confusione e i volontari ci fanno segno di andare nella direzione opposta… decido di mollare la macchina al primo buco, tanto non può essere molto lontano  no? No. Mi avvio con il minimo indispensabile a piedi seguendo la gente e arrivo all’expo, ritiro il pettorale e mi consegnano anche una bottiglia di ottimo vino e un paio di calzini tecnici. Bene, ma adesso devo tornare alla macchina? Fortunatamente oggi qui ci sono anche i miei amici triatleti Mattia e Alessio con la fidanzata, e hanno parcheggiato a poca distanza, mi offriranno gentilmente ospitalità nella loro macchina. Espletate le pratiche burocratiche ci dirigiamo in un bar per le altre pratiche, e il caffè di rito pre_gara. Altra sorpresa: trovo la mia amica Michela che è venuta a fare volantinaggio per Venice Marathon. Con un po’ di fretta facciamo un salto in macchina a depositare bagagli e giacche e torniamo all’arco giusti per la partenza.

I miei amici partono a 4’00” al km e so già che li perderò tra poco, ma il mio vero dubbio sono i 350m di salita che mi aspettano; infatti dopo ennio_mont3km la strada si inerpica sui colli veronesi fino a metà del percorso, tagliandomi le gambe e costringendomi ad alternare brevissimi tratti di corsa a lunghissimi tratti di camminata, ma devo dire che ne vale la pena, il panorama è fantastico, e il sole lo rende ancora migliore, il percorso si snoda tra i vigneti, con tratti in asfalto e sterrato e ad ogni curva resto senza fiato dalla vista, o dalla fatica, da entrambe. Pensandoci adesso mi pento di non aver fatto qualche foto, comunque a circa metà percorso scolliniamo, nel vero senso della parola e seguono 5 km di tornanti in discesa che ho fatto praticamente a vita persa, fino al km 16 dove il percorso si riunisce a quello delle marce non competitive, e qui altra sorpresa, un’altra mia amica di Spinea qui a Verona a fare i 28km. Mi dico che mancano 5 km e devo solo continuare a correre, ma sono veramente allo stremo e sono costretto a camminare un po’ anche in piano. L’ultimo km però lo faccio tentando di tirare fuori tutte le forze rimaste, e chiudo in 1:47’00”, 377° totale e 36° di categoria, ma soprattutto vivo. I miei amici sono già lì, mi prendo medaglia e un bel pacco gara con altre 2 bottiglie di vino, un gilet e altro ancora, consegniamo i chip, beviamo un bicchiere di te e ci dirigiamo alla macchina. Qui realizzo che io devo tornare alla MIA di macchina e dopo una foto tutti insieme mi avvio a piedi, distrutto ma contento di tutti quei bellissimi panorami che ho visto. Dovrò lavorare un bel po’ sull’allenamento per le salite e spero di poterla rifare l’anno prossimo migliorandomi e potendo apprezzare ancora meglio il bellissimo percorso.

Michele Nodari