giovedì 13 aprile 2017

Cadere durante una corsa, a quanti è successo?


La corsa è una continua sfida con sé stessi, con la velocità, con il tempo. Con i propri limiti e con i record altrui.

E, come ogni sfida che si rispetti, può accadere che talvolta si commettano delle imprecisioni e degli errori. Basta un errore di calcolo, un’aderenza non ottimale a causa delle calzature o del terreno, una mossa falsa e si rischia di cadere.
La caduta durante la corsa non è da qualificare come una sconfitta, anzi. Può essere un caso, può essere invece il sintomo di un errore di impostazione, può essere dovuto alla stanchezza: per qualsiasi motivo accada, si deve sapere che non si è certamente i primi (né si sarà gli ultimi) a cadere sulla pista.
Qualche esempio per tirare su il morale? L’olandese Nadine Broersen è stata protagonista di una rovinosa caduta nel bel mezzo dei Mondiali d’atletica di Mosca; è inciampata e in pochi secondi è caduta a terra.

Una vera e propria lezione di sport (e di vita) viene invece da Heather Dorniden, un’atleta che stava correndo i 600 metri e proprio quando mancava solo un giro alla fine è caduta a terra. Al suo posto, probabilmente molti si sarebbero tirati indietro e ritirati dalla gara, ma non lei. Si è rialzata e ha ricominciato immediatamente a correre come se nulla fosse. Nonostante lo stacco delle avversarie, ha proseguito fino alla vittoria, che è stata più che guadagnata.
Il morale delle cadute è sempre e solo uno: ripiegarsi sulle proprie debolezze e piccole sconfitte non condurrà mai da nessuna parte, ma rialzarsi e cercare di migliorare ogni aspetto della propria tecnica, senza far mai mancare la passione, può portare a cose grandi.



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