domenica 12 marzo 2017

Il ricondizionamento dell’andatura nei corridori infortunati e non. Quali vantaggi ?

Partiamo con il definire quello che in Inglese viene chiamato Gait Retraining. Tradotto letteralmente significa: “Riqualificazione dell’andatura”.

In sostanza non è altro che l’analisi e ricondizionamento della meccanica di corsa attraverso degli stimoli ( feedback ) auditivi o visivi dati in tempo reale. Negli ultimi tempi la ricerca sembra essersi concentrata maggiormente su questo tema.


L’esercizio cardiovascolare costante, come la corsa, ha molti effetti positivi noti sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Alcuni esempi sono: il controllo del peso corporeo, la diminuzione dell’ipertensione, la diminuzione delle concentrazioni di glucosio nel sangue nel diabete di tipo 2, il miglioramento dello stato d’animo.

Nonostante tutto ciò la corsa non è esente da rischi.

È stato stimato che l’infortunio agli arti inferiori nei corridori oscilla in un Range che va dal 19% al 79%. I fattori di rischio sono Multifattoriali.

Includono sia elementi esterni come ad esempio un alto o improvviso aumento del kilometraggio settimanale;

sia fattori interni come ad esempio una insufficiente forza muscolare, insufficiente lunghezza muscolare oppure una meccanica di corsa anormale.

Molti studi prospettici hanno documentato la presenza di una alterata meccanica di corsa nei corridori soggetti ad infortuni nella corsa.

Questi risultati fanno pensare ad un nesso di causa tra meccanica di corsa e conseguenti infortuni. Ma è effettivamente così???

Alcuni studi scientifici continuano a supportare l’utilizzo di metodi tradizionali nel recupero dagli infortuni derivanti dalla corsa.

Negli ultimi tempi una crescente parte della letteratura scientifica suggerisce che il ricondizionamento della meccanica di corsa può dare benefici nel lungo periodo maggiori rispetto ai modelli tradizionali.

Uno dei metodi analizzato per modificare la meccanica di corsa si basa su stimoli visivi o auditivi (vedi immagine n.1).
Alcuni studi hanno investigato l’effetto prodotto dall’utilizzo di questi stimoli in corridori con frequente dolore al ginocchio, più specificatamente in sede femoro-rotulea. Il risultato importante è dato non solo dalla modifica della propria meccanica di corsa in poche sessioni. Ma soprattutto dalla diminuzione del dolore e dei sintomi legati alla corsa.


In conclusione questi studi ci mostrano come non sia sufficiente utilizzare solo l’intervento terapeutico tradizionale nel recupero dell’atleta infortunato. Risulta importante analizzare la meccanica di corsa.

Il ricondizionamento nella meccanica di corsa insieme ai modelli tradizionali rappresenta un fattore determinante nel trattamento degli infortuni legati alla corsa così come nella prevenzione dei potenziali infortuni nei corridori sani.

Non ci sono ancora conclusioni definitive su quali siano gli stimoli migliori da dare e quale tipologia di pazienti risponda meglio allo stimolo in tempo reale.


Cristian Sepe

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