sabato 23 aprile 2016

Gli esami del sangue per tenere sotto controllo la salute del podista

Per chi pratica sport, ma in generale per tutti, è buona abitudine eseguire periodicamente dei controlli ematici per controllare che sia tutto a posto, in particolar modo dopo periodi intensi di lavoro o prima di iniziare un ciclo importante. Questo discorso diventa ancora più importante per le donne, che spesso hanno problemi di anemia dovuti anche al tipo di ciclo mestruale.
Dopo aver ritirato l'esito degli esami, è importante consultarsi con il proprio medico che saprà indirizzarvi per regolarizzare eventuali valori sopra o sotto la norma. A tale scopo può essere importante seguire anche una dieta mirata.
Di seguito riportiamo un elenco degli esami del sangue che vengono eseguiti di routine.

Eritrociti: questo valore riguarda il numero di globuli rossi che trasportano l'ossigeno. Sono molto importanti per il corridore. Inferiore ai 4 mil/mm3 denota uno stato di anemia. Importante incrementare con una dieta ricca di alimenti contenenti ferro (carne, pesce, legumi, scc.)

Ematocrito: indica la percentuale del volume sanguigno occupata dai globuli rossi. Un valore basso indica inizio di anemia, quindi bisogna integrare con un’alimentazione ricca di ferro e vitamina C.

Emoglobina: è la concentrazione di una molecola, l’emoglobina appunto, che si trova nei globuli rossi. Ha la funzione di legare l’ossigeno e trasportarlo ai muscoli. In presenza di valori bassi è bene integrare con alimenti proteici, anche con aminoacidi a catena ramificata e cibi ricchi di vitamina B12 (fegato, crostacei, tuorlo d’uovo).

M.C.V.: indica il volume medio del globulo rosso. In presenza di valori bassi si sospetta patologie del sangue come l’anemia mediterranea.

Ferro: è una componente dell’emoglobina ed è importante perché porta l’ossigeno ai tessuti. Viene assorbito lentamente dal nostro organismo infatti si consiglia di associarlo alla vitamina C, esempio bistecca ai ferri al sangue con molto limone ed un filo d’olio extravergine d’oliva senza pane.

Ferritina: è la proteina dove si deposita il ferro, in presenza di valori bassi significa che i depositi sono vuoti e per ricostruire le scorte bisogna aumentare i cibi ricchi di ferro.

Creatinina: è un indice della funzionalità renale. In presenza di valori bassi è da associarsi a danni muscolari. In caso di valori alti è bene limitare il consumo di carne.

CPK: è l’enzima muscolare che ricostruisce la benzina di pronto utilizzo dei muscoli. Valori alti indicano sforzi intensi o traumi muscolari.

LDH: è un enzima muscolare che interviene nella produzione di acido lattico. È molto elevato dopo un lavoro muscolare prolungato. Si consiglia l’assunzione di alimenti quali frutta e verdura.

Transaminasi: enzimi presenti nel fegato, valori elevati possono essere indice di epatiti, ma anche di un notevole lavoro epatico dopo un allenamento intenso o una gara. Una dieta di “ripulitura” deve essere povera di grassi e ricca di frutta e verdura.

Sodio: è presente nel sale da cucina. Valori alti indicano rischio di ipertensione, valori bassi possono causare crampi e astenia. Quindi è bene mangiare nè insipido nè troppo salato.

Potassio: se ne perde molto con la sudorazione. Valori bassi possono dare stanchezza e nausea, valori alti provocano formicolio a mani e/o viso. Si trova nella frutta fresca e secca e nella verdura, nei legumi, nel latte.

Calcio: si trova nel latte e derivati, presente in molti processi vitali. Valori bassi possono provocare una ridotta efficienza muscolare, limitare crescita e provocare danni renali.


Fonte : www.runningitalia.it

venerdì 22 aprile 2016

10 regole per stabilire su quale terreno correre


Quali terreni evitare e quali prediligere quando si va a correre: ecco le dieci regole da seguire.

1) L’ideale sarebbe correre in un campo da golf, oppure su un sentiero in terra battuta con la superficie completamente liscia, magari in un bosco fuori città o in un parco cittadino; ma, ovviamente, non è sempre possibile farlo.

2) Non si deve mai correre quando non si può vedere dove si appoggiano i piedi, per esempio in un prato con l’erba alta, oppure, in autunno, su un sentiero sassoso ricoperto di foglie. È molto alto il rischio di distorsioni alle caviglie o di altri infortuni.

3) È bene evitare anche i campi e i prati nei quali il terreno è poco consistente e, se è possibile, anche quelli fangosi e scivolosi.

4) Sulle superfici irregolari, quelle con buche e sassi, è bene correre molto raramente e mai più di pochi chilometri al giorno, specie se si hanno problemi a caviglie o ginocchia. Le strade con superficie irregolare vanno evitate se si deve correre velocemente, per esempio quando si fanno le ripetute o il corto veloce, oppure se ci si deve allenare con scarsa visibilità.

5) Di solito un asfalto liscio va molto bene per allenarsi, a patto che si usino scarpe con buone capacità ammortizzanti.

6) Se c’è scarsa visibilità (per buio, nebbia, pioggia, ecc.) è bene non correre su strade aperte al traffico nelle quali non c’è il marciapiede, specie se sono strette e hanno molte curve. Se si è costretti a farlo, si devono indossare strisce o braccioli catarifrangenti ed è bene stare sul lato sinistro o, in curva, nel lato esterno.

7) Sulla sabbia asciutta è bene correre il meno possibile, dal momento che provoca non soltanto disturbi muscolari, ma anche aumenta il rischio di distorsioni alle caviglie e disturbi ai tendini e alle ginocchia. Sulla sabbia bagnata e compatta della battigia si può correre, ma indossando le scarpe e non a piedi scalzi.

8) Si devono evitare le salite quando si è un principiante, in particolar modo se si hanno chili di troppo e si sono superati i 40 anni. Chi invece è ben allenato, può utilizzare le salite per migliorare le proprie caratteristiche cardiache, muscolari e metaboliche.

9) La corsa in discesa va evitata da chi ha già disturbi ai piedi, alle caviglie, alle ginocchia o alla schiena; è bene in ogni caso, correre poco in discesa, con passi piuttosto corti e rimanendo bene aderenti al terreno.

10) La pista può andare bene quando si devono fare prove su distanze precise; chi ha la tendenza ad avere la tendinite o altri disturbi, di tipo infiammatori, non deve correre con le scarpe chiodate sui manti elastici.


Fonte: www.runningitalia.it

mercoledì 20 aprile 2016

Triathlon Città di Vittorio Veneto


Triathlon Super Sprint Promozionale - Prova Valida per Circuito Nordest Cup e Coppa Veneto Kids ed Age Group

19 giugno 2016 - Vittorio Veneto (TV)
Silca Ultralite Vittorio Veneto, in collaborazione con la Maratona di Treviso Scrl, la Società Nottoli Nuoto e il GP Triathlon, con l’autorizzazione della F.I.TRI e con il patrocinio della Provincia di Treviso e della Città di Vittorio Veneto, organizzano la manifestazione Triathlon “Citta’ di Vittorio Veneto” nella giornata di Domenica 19 giugno presso gli impianti Comunali, Piscina e Pista di Atletica di Vittorio Veneto (TV) in Piazzale Consolini.

Per saperne di più:

Iscrizioni online / Online registration:


Contatti

Silca Ultralite Vittorio Veneto A.S.D.
Via Podgora 20/2
30129 Vittorio Veneto (TV) 
Sede legale: Tel. 0438 913708
Segreteria Manifestazioni: 0438 413255 / 0438 413417
Email: info@silcaultralite.it

Campionato Sociale 2016: Classifica al 19/04/16

Punti 21:
Nodari Michele,

Punti 18:
Scaggiante Michele (premio speciale: primo atleta a raggiungere i 18 punti in campionato),

Punti 17:
Berto Sergio, Crapanzano Salvatore, Piva Riccardo,

Punti 14:
Casali Carlo, Tebaldi Massimiliano,

Punti 13:
Antonello Walter,

Punti 12:
Ragazzo Iosanco, Rossi Nicoletta, Vicentini Anna,

Punti 11:
Baldari Daniela, Canello Stefano, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto, Rusconi Alberto, Zampieri Luciano,

Punti 10:
Maniero Federico, Riccato Mauro, Vedova Gabriele,

Punti 09:
Campanelli Cesare, Caser Michela, Favaro Manuel, Panciera Andrea, Pivetta Andrea, Puca Michele, Santello Nadio, Temporin Marco,

Punti 08:
Di Geronimo Dario, Furlan Luigino, Lazzari Emanuela, Nalesso Monica, Rosada Mauro, Zanetti Nicola,

Punti 07:
Favaro Cristiano, Marangon Silvano, Vio Daniele,

Punti 06:
Baroni Daniele, Cettina Alessandro, Fiannaca Antonio, Marini Massimo, Massarutto Roberto, Ongarato Fabio, Vanzetto Giorgio, Wirkowsky Jean,

Punti 05:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Bertoldo Roberto, Coin Maurizio, De Toni Marco, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni, Maniero Mirco, Michielan Erika, Pascoli Silvia, Simion Michele, Tebaldi Maurizio,

Punti 04:
Bruni Antonio, Causin Elisa, Cerutti Stefano, De Toni Leonardo, Dei Rossi Roberto, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Rossit Maria Grazia, Zanchet Andrea,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Fabiano Gabriele, Memmo Marco, Pellizzaro Agnese, Pruner Andrea,

Punti 02:
Crosara Fabio, Favaretto Patrizio, Martinovic Livio, Mezzalira Ennio, Schiavon Mauro,

Punti 01:
Cozzolino Felice, Fernandez Maurizio, Ferri Marco, Gaiani Luigi, Grigio Silvia, Musmeci Ignazio,

martedì 19 aprile 2016

Dove correre questa settimana (18/04/16 - 25/04/16)

Martedi 19 Aprile
  • Liettoli (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00

Sabato 23 Aprile
  • Pramaggiore (VE): "Na'corsetta par Pramaggiore" - km 6 / 11 - ore 15:00
  • Venezia: "Venice night trail" - km 16 - ore 21:00

Domenica 24 Aprile
  • Belluno: "Super Serva" - km 9,5 D+1360 - ore 9:00 
  • Belluno: "Mini Serva" - km 2,6 D+237 - ore 9:30
  • Calalzo (BL): "1^ prova Criterium Cadorino di Corsa" - ore 9:00
  • Conegliano (TV): "La Ventuno del Cima" - km 21,097 - ore 10:00 
  • Conegliano (TV):  "Stracittadina" non competitiva - km 6 - ore 10:05
  • Corbola (RO): "Sù e sò per i Arzi d’Po" - km 9,5 - ore 9:30
  • Cortellazzo (VE): "Camminata Nordic Walking e a passo libero " - km 11 - ore 9:30
  • Lancenigo (TV): "Passeggiata dei Puffi" - km 4 - ore 9:45
  • Longare (PD): "Dai Colli al Bacchiglione" - km 8 / 11 - ore 9:00
  • Mestre (VE): "Corri Mestre" (competitiva) km 9,9 - ore 9:30
  • Mestre (VE):  "La Panoramica" (non competitiva) - km 5 / 11 / 18 - ore 9:30
  • Piana (VI) "Piana Wild Trail" - km 20 D+950 - Nordic Walking km 14 D+700 - ore 9:00
  • Refrontolo (TV): "Caminada a coppie Lui & Lei" - km 7 - ore 9:00
  • Refrontolo (TV): "Marcia del Refrontolo Passito" - km 12 / 19 - ore 8:30
  • Rivoli Veronese (VR): "Na' sventolada tra le colline de Riole" - km 5 / 10 / 15 - ore 8:30
  • San Donà di Piave (VE): "Vado, Vago e Torno (forse) Run" - km 6 / 10 / 14 - ore 9:00
  • San Michele all'Adige (VR): "Enomarcia 2016" - km 10 - ore 10:30
  • Santa Croce Bigolina di Cittadella (PD): "Sù e sò pa el Brenta" - km 7 / 12 / 21 - ore 8:00
  • Spinea (VE): "Scarpinando insieme" - km 6 / 13 - ore 9:30
  • Torbe di Sospirolo (BL): "Corri Mamma !!!!!" - km 8 / 3,5 - ore 10:00
  • Verona: "Camminiamo Insieme" - km 5 / 8 / 15 - ore 8:30
  • Villaverla (VI): "Marcia della Solidarietà" - km 6 / 12 / 20 - ore 7:30
  • Zimella (VR): "Marcia di San Floriano" - km 7 / 11 / 16 / 24 - ore 8:00

Lunedi 25 Aprile

  • Cà di Cozzi (VR): "In allegria sui tre colli" - km 6 / 10 / 18 - ore 8:30
  • Cavallino (VE): "Lagoon Run & Nordic Walking" - km 11 - ore 9:30
  • Cismon del Grappa (VI): "La Gusella cammina" - km 6 / 10 / 14 - ore 7:30
  • Cornuda (TV): "Due Rocche" - km 48 ore 7:00 - km 21.097 ore 9:00 - km 6 / 12 ore 9:30 - km 14 camminata e Nordic Walking ore 7:05 9:30
  • Fregona (TV): "Marcia del Torchiato" - km 6 / 13 / 19 ore 8:30
  • Grancona (VI): "Marcia del donatore" - km 5 / 12 / 20 - ore 8:00
  • La Valle Agordina (BL): "Pedonata di primavera - Corri per un sorriso" - km 4 - ore 10:00
  • Libano di Sedico (BL): "Ciapa la pita" - km 4 / 6 / 11 ore 9:30
  • Monigo (TV): "Passeggiata con gli animali" - km 5 / 10 - ore 8:00
  • Palù (VR): "Caminada fra i pomari" - km 5 / 11,5 / 18 - ore 8:30
  • Pozzoleone (VI): "La Brentana" - km 6 / 12 / 21 - ore 7:30
  • Salce (BL): "Corriamo per l'asilo" - km 5 - ore 10:30
  • Sant'Anna dei Boschi (VR): "Marcia del leon" - km 6 / 12 / 18 - ore 8:00
  • Stienta (RO): "La Rivierasca" - km 11,7 - ore 9:05
  • Venezia: "MINI Corsa Campestre della Certosa" - km 2,5 - ore 10:00 
  • Venezia: "Corsa Campestre della Certosa" -  km 9,5 - ore 11:00
  • Villa di Teolo (PD): "Marcia di villa Breccanara" - km 6 / 13 / 20 - ore 8:15

lunedì 18 aprile 2016

2016/04/17 - Padova: Maratona di S. Antonio

In effetti era da un pò che mancavo dalla sezione "Cronache", anche perchè, diciamocelo: "mi sono svegliato alle", "sono partito alle", "ci ho messo tot"... interessante come il libretto delle istruzioni del tostapane... E invece oggi voglio parlarvi di una giornata strana, anomala, ma nel senso più buono che ci possa essere. Dopo la delusione di Venezia (eh ma facciamo i conti a Ottobre...) ho deciso di cambiare totalmente approccio e abbandonare l'ossessiva preparazione "tabellare" e il perseguimento di un obiettivo cronometrico, infatti mi sono iscritto un mese fa a Padova con l'animo sereno e con l'unico obiettivo di provare questo nuovo, promettente, percorso e di non sforare le 4 ore (ché, va ben tutto, ma neanche stracciarla e andare in passeggiata...). Quindi niente lunghi, niente ripetute, e non entro neanche nel discorso alimentazione (sabato gran sushi, birre e gelato, per dire).
Logisticamente partiamo molto bene: 15 minuti e sono parcheggiato comodo all'Euganeo, in attesa che aprano i cancelli cominciano ad arrivare conoscenti e compagni: Leonardo (che arriverà 14° assoluto), Luciano (alla sua 55° maratona) con le sue immancabili foto, atleti di altre squadre e amici che vedo spesso come Barbara, o che non vedevo da anni come Gianluca.. finanche ex compaesani come Lucia e Claudio: chiacchiere, aria di festa e la sensazione che mi divertirò..
Consegnate le sacche si entra nello stadio e lo sparo quasi coglie di sorpresa me e Andrea mentre scherziamo e parliamo quasi fossimo al bar, ci guardiamo e ...a quanto pare sono partiti, 'ndemo!
Il cielo fortunatamente è un pò coperto e i primi km passano tranquilli, c'e' quasi sempre gente ai bordi delle strade, salutano e incitano e io non perdo occasione per rispondere con una battuta e dare il cinque ai numerosi bambini. Parecchie le band e le bande che suonano e ci danno la carica: fantastica "Shoot me all night long" degli AC/DC a Taggì, un pò meno il walzer a Selvazzano, e incredibile il medley dixie/jazz a Rubano, ma grazie a tutti indistintamente!
Il percorso è veramente bello e suggestivo e in men che non si dica arriviamo ad Abano. Ci ricongiungiamo con quelli della Mezza e incito e scherzo con tutti quelli che trovo, faccio lo splendido promettendo the pagati ai ristori successivi (non è colpa mia se la maggior parte erano ragazze!) e saluto tutti gli astanti.
La festa è per un momento sospesa perchè a lato della strada c'e' un podista a terra, rallento per vedere se serve una mano ma tra la piccola folla radunatasi noto i paramedici che lo stanno già assistendo e decido che non è il caso di andare a creare ulteriore confusione, gli auguro mentalmente di riprendersi e riprendo la mia corsa.  Mi sento bene ricomincio a scherzare con la gente quando mi si avvicina un podista bresciano dicendomi: "Ti vedo benissimo, la vuoi finire sotto le 3:30? mi tiri?" A quel punto il panico, forse stò facendo un po troppo il mona e la sto prendendo un pò troppo alla leggera, ma chi se ne frega, decido di stare con lui e chiacchierando, sempre più a monosillabi per la verità, arriviamo al trentesimo. Onestamente sono un pò incredulo e aspetto il momento in cui arriveranno i crampi e nel dubbio rallento un pochino, ma non troppo, perchè alla fine siamo tutti uguali: alla prospettiva di fare anche un bel tempo, magari di migliorare... sai com'e'...
Mandria, Bassanello, 38° km, si sente già lo Speaker in lontananza, ho perso il bresciano ma è da un paio di km che corro assieme ad una donna polacca scambindoci sguardi di sostegno alternati a disperazione; "last three" le dico, "no, four" mi risponde lei, che cagacazzi 'sti polacchi, chiudo la questione con un "dai che 'ndemo!" e accelero un pò, lei mi segue con lo sguardo della mucca che vede passare il treno e arriviamo sulle riviere. E qui bestemmie, bestemmie da tutte le parti e in tutte le lingue, una per ogni ciottolo spaccacaviglie generatore di crampi; ci distribuiamo sui lati del ciottolato per stare il più possibile su un fondo stabile e a poco serve il tappetino messo giù in piazza del Duomo (ma apprezziamo l'impegno). Al ristoro dei 40km mi fermo e camminando mi prendo tutto il tempo per bere, quando riparto sento i polpacci che si preparano ad abbandonarmi ma oh, due km passano in fretta vero? no. Ma intanto metto un piede avanti l'altro, conosco la strada, in fondo vedo il Santo, e anche la Madonna, e forse anche Scarlett Johanson ma probabilmente è solo il caldo. Ultimo rettilineo prima del Prato e a 2 cm dal mio orecchio sento un "Vai Michele!": quasi cado dalla sorpresa e mi accorgo essere Marzia (autrice della foto qui sopra) e trovo anche il tempo di salutare. Ma mi sono distratto un secondo ed ecco i crampi, però ormai so come funziona: mollo un pochino, entro in Prato e ho davanti solo i tre archi prima dell'arrivo, leggo in lontananza 1:31 sul tabellone, ma sarà il sudore che appanna occhi, non ci penso, mi controllo e passo sotto l'arco a 1:32 e rotti.
Sono stupido, anzi non so se sono più stupito o più perplesso. Mi mettono al collo una medaglia e mentre comincio a perdere lucidità e a vedere bianco un ragazzo mi si avvicina e comincia ad armeggiarmi sui piedi, ci metto un pò ma capisco che vuole il chip, "faccio io" gli dico e mi chino. Pessima idea. Comunque consegno il chip, recupero una bottiglietta d'acqua e un bicchiere di the anche per Salvatore, che ho passato al 41° e in effetti è appena arrivato. Lo saluto e deambulo fino al furgone a prendere la sacca, ancora incredulo mi siedo per terra (ci metto circa 5 minuti) e mi tolgo le scarpe (altri 5 minuti), mi guardo attorno per vedere quanti stanno ridendono di questa performance a metà tra una danza indiana e un rito woodoo, ma vedo che siamo tutti nelle stesse condizioni...manica di pazzi che non siamo altro...
Ritorno nel mondo dei vivi giusto per riconoscere Marzia e Silvia che mi sono venute a salutare, mi cambio e incontro anche Leonardo (a premio) ed Erika, con il suo sorriso grande come l'Isola Memmia. Baci, complimenti e ciao a tutti che mi parte la navetta.
Tornando all'Euganeo per la prima volta guardo la medaglia che ho al collo e mi rendo conto di essere contento, come non mi succedeva da tanto: mi sono divertito e ho fatto divertire, non mi sono preoccupato di niente, mi sono goduto tutto, e (del tutto in secondo piano) ho anche fatto il mio personale.
Padova è speciale: ci ho lasciato un pezzo di cuore anni fa, l'anno passato ci ho corso la mia prima maratona, quest'anno la mia maratona più bella. Torno a casa con il cuore gonfio.
Quasi quanto il ginocchio.

Michele Nodari

Info Sociale #15

MINI TRAIL:
Potete trovare QUI il volantino ufficiale del MiniTrail di Sabato 14 Maggio a Forte Gazzera. Se qualcuno volesse rendersi disponibile per dare un mano prima o durante la manifestazione, o per trovare qualche sponsor, visto che sarà gratuito per i bambini, mi contatti.
Ringrazio fin da subito quanti hanno già dato la loro disponibilità


VENICE NIGHT TRAIL:
Ricordo a chi parteciperà sabato al Venice Night Trail che è OBBLIGATORIO avere la luce frontale. In bocca al lupo e non fermatevi troppo a bacari!


CAMPIONATO SOCIALE:
Con la gara di ieri uno dei nostri atleti ha raggiunto per primo i 18 punti in campionato. Come da regolamento ci sarà un premio speciale che consegneremo alla cena sociale (se la facciamo).
Scoprirete il nome dell'atleta misterioso con la classifica di Mercoledì.


CENA SOCIALE:
Venerdi 27 Maggio, ore 20.00 si pensava di organizzare una cena al Tiro al Piattello a Mirano (dove siamo stati l'anno scorso a Giugno), il menù è il tipico da sagra (grigliata mista, formaggi, salumi e contorni vari). Sarà occasione per aprire la soppressa e qualche bottiglia di vino vinte nelle varie ceste e fare un pò di festa in compagnia.
Adesioni entro il 13 Maggio a me o Nadio.


DOVE ABBIAMO CORSO:
Festa a Padova con Luciano che festeggia le 55 maratone, Stefano che fa il PB, Leonardo 14° assoluto e 3° di categoria con 2:43:00.
E un grande in bocca al lupo a Gabriele che oggi corre Boston!

Martedì 12/04/2016:
  • Liettoli (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari, Michele Scaggiante
Domenica 17/04/2016:
  • Marostica (VI) - Marcia del Beato: Mauro Riccato
  • Padova - Maratona di S. Antonio: Stefano Canello, Michele Nodari, Andrea Pivetta, Luciano Zampieri, Leonardo De Toni
  • Padova - Mezza Maratona di S. Antonio: Riccardo Piva, Walter Antonello, Marco Temporin, Salvatore Crapanzano, Marco De Toni, Mauro Schiavon
  • Padova - 10km di S. Antonio: Erika Michielan
  • S.Angelo (TV) - Corsa Podistica 2 Mulini: Sergio Berto, Alberto Rusconi, Carlo Casali
  • Torino - Santander Mezza di Torino: Michele Scaggiante
  • Valmareno (TV) - Marcia dei Brac: Monica Nalesso, Iosanco Ragazzo, Alberto Pandiani

2016/04/17 - Torino: Santander Mezza di Torino

Ai Dogi era previsto un lungo in preparazione per Torino ma come al solito si cambia programma strada facendo. È arrivato il momento di fare il borsone e partire per il Piemonte, seconda mezza organizzata da Base Running.
Tramite un'organizzazione eventi avevo prenotato un pacchetto gara+soggiorno a suo tempo, perciò si parte da casa di sabato pomeriggio con la freccia bianca.
Arrivato a Torino verso sera, trovo l'albergo a 200 metri, registrazione di rito mi consegnano il pacco gara e pettorale, sistemazione in camera e dopo esco per la cena, anche qua in zona stazione girano persone non troppo affidabili per cui faccio molta attenzione. Tornato in camera preparo il vestiario per il giorno dopo, si spegne la luce alle 22 pronti per la domenica podistica . Sveglia alle 6,30 e colazione alle 7, alle 8,30 scendo dalla camera e mi avvio in Piazza San Carlo. Consueto traffico podistico per il ritiro pettorali e deposito sacche,riscaldamento in zona e poi entro nella griglia prevista per il mio tempo previsto, ovvero 1h45'.
Partenza ore 10 tra binari e sanpietrini, solito caos dopo il via con cielo nuvoloso, con il mio passo da progressione raggiungo i paser dell'1h55 e 50, primo ristoro al km 5 e raggiunto i pacer dell'1h45 mi aggrego a loro.
Primo giro concluso dopo 10 km si comincia il secondo sempre con i pacer, pubblico con molto entusiasta a dire il vero ma ignoro il fatto e si prosegue. A poco a poco mi stacco e vado avanti, tutto ok al terzo ristoro dei 15 km ma come spesso mi succede dal km 17 siamo quasi in riserva, procedo con la testa per gli ultimi 5.
Ultimi metri della mezza, Piazza San Carlo che si intravede ultimo scatto e sulla destra vedo il tempo: 1h45", i pacer sono arrivati tardi ma poco importa, ristoro al traguardo e consegna della medaglia.
Rientro in'albergo,disbrigo le ultime formalità e mi incammino in stazione per rientrare a Mestre.
E così finisco la terza 21 quest'anno, ci sarà il tempo per preparare bene per Trieste.

Michele Scaggiante

Avampiede e consigli sulla transizione!


Come presentato in precedenti articoli relativi alle tecniche di corsa, l’appoggio di avampiede è caldamente consigliabile rispetto ad un appoggio di tallone per evitare infortuni e per una corsa maggiormente performante.

L’appoggio d’avampiede però richiede un uso maggiore dei muscoli del piede e dell’arco plantare. Inoltre questo tipo di corsa necessita di una maggior forza dei muscoli del polpaccio, i quali devono effettuare una contrazione eccentrica per guidare e rallentare il contatto del tallone al suolo. Queste strutture, durante l’appoggio di tallone, vengono sollecitate in modo minore rispetto all’appoggio d’avampiede e risulteranno poco allenate a sopportare i carichi e lo stress del nuovo modo di correre.

Normalmente chi affronta questo cambiamento proverà l’esperienza di avere i piedi stanchi e i polpacci rigidi e doloranti, sensazioni che con il tempo svaniranno.

Cosa possiamo rendere questa transizione un successo riducendo gli effetti collaterali?

  1. Rinforzare lentamente! Se si allenano muscoli deboli questi saranno doloranti e rigidi. Il piede e il polpaccio non faranno eccezione. Quindi non esagerare perché fare troppo o troppo in fretta probabilmente può solo peggiorare le cose.
  2. Cammina più frequentemente a piedi nudi. Senza ammortizzazione le strutture del piede inizieranno a lavorare di più e si rinforzeranno gradualmente.
  3. Prima settimana: non più di un chilometro ad uscita con la nuova tecnica di corsa.
  4. Settimane successive: aumenta la distanza con la nuova tecnica per non più del 10% a settimana o per non più di 1 minuto ad uscita.
  5. Non è necessario ridurre il chilometraggio. Nel corso dei mesi aumenta gradualmente il tempo di corsa con l’appoggio d’avampiede riducendo il tempo con il tuo vecchio stile.
  6. Oltre a questa regola generale, bisogna tener presente che se i muscoli restano dolenti i giorni successivi all’allenamento è meglio mantenere la distanza scelta per qualche giorno in più e lasciar recuperare il nostro corpo.
  7. Sentire i muscoli stanchi e rigidi è normale, il dolore è osseo o articolare invece potrebbe essere il segnale di un iniziale lesione o infiammazione. Il riposo in questi casi è la scelta migliore.
  8. È essenziale allungare i polpacci, il tendine d’Achille e la fascia plantare. Massaggiare la muscolatura della gamba e il piede anche con l’uso del foam roller per ridurre il dolore e la rigidità e rendere i tessuti più forti ed elastici.
  9. I cambiamenti nella tecnica di corsa vanno effettuati al di fuori della stagione di gare o dalla preparazione di una maratona. Lo stress, sia fisico sia psicologico, sarebbe eccessivo.
  10. Ascoltate i vostri piedi.
  11. Siate pazienti e graduali. Ci vogliono mesi per effettuare la transizione. Maggiore è l’appoggio di tallone e il piede a martello e più tempo è necessario per modificare la tecnica di corsa.

Fonte: www.brostorun.com

domenica 17 aprile 2016

Tapering e scarico di rigenerazione: in cosa consistono


Chi corre e si allena regolarmente sa quanto sia importante organizzare l’allenamento e gestire correttamente i carichi di lavoro, al fine di avere un rendimento medio-alto durante tutta la stagione di gare. Di riflesso, più si ricerca il picco di forma, minore sarà il rendimento nei periodi successivi.

In questa ottica ricopre un ruolo importante lo scarico che si può riferire a due condizioni molto diverse fra di loro: lo scarico di rigenerazione e lo scarico prima della gara, denominato tapering.

Per quanto riguarda lo scarico di rigenerazione, si effettuano allenamenti blandi con l’obiettivo di ritrovare il giusto equilibrio dopo uno sforzo notevole dovuto ad un carico di allenamento o ad un periodo intenso. Lo scopo è quello di rigenerarsi sia a livello energetico che muscolare, favorendo così il processo di supercompensazione.

Nel caso del tapering, invece, avviene una diminuzione graduale dei carichi di lavoro al fine di arrivare alla gara nello stato di massima forma: si ricerca brillantezza e si continuano ad eseguire allenamenti che mantengono alto lo standard qualitativo. Una volta raggiunto lo stato di massima forma, occorre mantenerlo partecipando a gare, piuttosto che sprecarlo con allenamenti massacranti. Le gare non devono essere comunque troppo ravvicinate fra di loro.

Quando si è in uno stato di mediocre forma occorre distinguere se si è stanchi (nel qual caso conviene riposare con allenamenti blandi e psicologicamente poco impegnativi) o se si è poco allenati (in questo caso si può incrementare gradatamente il carico di lavoro). È ovvio che sui vari stati di forma incidono altri fattori come il peso, il clima, le motivazioni agonistiche, ecc: non è solo questione di quantità e qualità degli allenamenti.

Anche se i podisti difficilmente finalizzano la stagione su una sola gara, esistono comunque gare a cui si dà più importanza rispetto ad altre, e alle quali si cerca di arrivare nello stato di massima forma.

A volte, per motivi diversi, non si riesce ad arrivare allo stato di forma massima. In questo caso il tapering permette di arrivare alla gara nelle condizioni migliori possibili per quel periodo.

Anche se lo scarico prima della gara risponde a regole generali, queste sono suscettibili a variazioni personalizzate, che possono causare differenze anche significative da atleta ad atleta.

L’alimentazione riveste un ruolo importante nella fase di scarico, bisogna infatti evitare di caricare il fegato di cibo pesante.

Nelle settimane che precedono la gara clou, lo scarico migliore è quello di ridurre il volume nel senso di chilometraggio, mantenendo però i lavori di intensità.

A seconda se si tratta di distanze come maratona o mezza maratona, lo scarico avviene le ultime due settimane, mentre per gare dai 10km in giù lo scarico si effettua durante l’ultima settimana.


Fonte: www.runningitalia.it

sabato 16 aprile 2016

Perché è importante la rotazione delle scarpe




Hai presente che i runner chiamano le loro scarpe “gomme” come quelle dell’auto? E hai presente che quelle dell’auto vanno ruotate in modo da renderne più uniforme il consumo? No, non ti sto suggerendo di mettere la scarpa destra sul piede sinistro e viceversa perché potrebbe essere davvero un casino, oltre che pericoloso per la tua stabilità in corsa. Parlo dell’importanza della rotazione delle scarpe.


Rotazione cosa?
Per “rotazione delle scarpe” si intende non usare sempre lo stesso paio di “gomme” per correre. È buona regola infatti usarne diversi tipi, compatibilmente con il tipo di allenamento e con il portafogli, naturalmente. I vantaggi sono molteplici: scopriamoli.


Le scarpe si consumano
Le scarpe si consumano, è inevitabile. Ma non lo fanno uniformemente: si consumano di più dove carichi il piede. Quindi il tuo “difetto” di impostazione (in verità è solo il modo in cui corri, non è necessariamente un difetto) può compromettere il supporto che sono in grado di darti. Più si consumano, più può accentuarsi il problema fino anche all’infortunio.


Differenzia le scarpe per compensare difetti di impostazione di corsa
Correre con scarpe capaci di darti diversi assetti può compensare e correggere i difetti che l’uso di una sola scarpa può causare. Se ti abitui ad una scarpa puoi abituarti anche a come ti fa correre e non è detto che se ci stai comodo significhi anche che non ti stia “viziando” in qualche modo. Se usi modelli diversi puoi invece abituare il corpo a scompensarsi in maniera proficua: usando per esempio i muscoli che usi di meno con un certo paio di scarpe che invece un altro modello ti spingono ad usare. Alternare scarpe più o meno ammortizzate inoltre aumenta la propriocettività, cioè l’insieme di sensazioni che ti comunicano la posizione del corpo nello spazio e il suo movimento. Per migliorarla hai anche bisogno di scarpe meno ammortizzate che ti facciano sentire il terreno.
Il risultato sarà l’equilibrio della tua impostazione e alla lunga eviterai infortuni.


Ogni terreno vuole la sua scarpa
Se il discorso è evidente per le scarpe da running (da strada) e da trail (da sterrato/montagna/ roccia/fango), lo è un po’ meno per quella da pista, dove puoi allenarti nei recuperi con scarpe da training (non molto diverse da quelle normali da corsa, che usi ogni giorno) e fare i lavori di velocità con dei modelli “race” più reattivi e con meno ammortizzazione, fino ad arrivare alle “spikes”, cioè quelle con i chiodini, per la supervelocità.
Le scarpe più comuni vanno bene per molte superfici, ma più i lavori che fai sono specifici, più la scarpa che usi deve essere appropriata.


Ad ogni allenamento la sua scarpa
Se corri un lungo hai bisogno di una scarpa supportiva e ammortizzata perché dopo una certa distanza il piede è stanco e deve “sedersi”. Ha bisogno insomma di una scarpa che assorba gli urti che meccanicamente lui non riesce più a gestire.
Se ti stai allenando sulla velocità (allunghi, ripetute, tempo run) probabilmente non farai moltissima strada. Hai però bisogno di una scarpa più reattiva e veloce.


Due è il numero perfetto
Il mio consiglio è di avere come minimo due paia di scarpe abbastanza diverse: una per i lunghi e una per i lavori di velocità, quindi una più ammortizzata (A3, per chi usa ancora questa classificazione) e una più leggera e nervosa per la velocità e i chilometraggi ridotti (tipo A2).
Dando per scontato che tu sia un runner che distingue i diversi tipi di allenamento e soprattutto li faccia con costanza.
Comincia a considerare le tue scarpe come le gomme dell’auto, in tutti i sensi: ci sono quelle estive e quelle invernali, solo che al posto delle stagioni ci sono i chilometri o i tipi di allenamento.


Fonte: www.runlovers.it

venerdì 15 aprile 2016

La maratona è un inganno.

Questa non è una cronaca, non è neanche un pezzo mio, ma è una testimonianza che trasuda verità da ogni paragrafo:

"Era tanto che mancavo dai 42,195km. Dal giugno scorso. Quasi un anno senza la mitica distanza, ne corsi tre nella primavera 2014 e poi per diversi motivi ho preferito accorciare la distanza: cercare di velocizzarmi, sfuggire alla noia degli allenamenti più lunghi e lenti, tentare di preservare i miei tendini.

Ho resistito fino al 12 Aprile, due giorni fa, quando mi sono presentato al via della Milano Marathon senza una vera preparazione. Nelle gambe solo allenamenti per fare il personale nella mezza e poi un unico lungo di 33km…fatto il giorno che ho fatto ‘la mezza’.

Ma la maratona è un inganno perchè nella prima parte hai energie da vendere e sembri un leone e invece devi andare piano e gestire, nella seconda parte inizi a perdere lucidità e devi ingannare il tuo fisico dicendo che ne hai ancora, che ti sei allenato tanto per essere lì quel giorno, che alla fine gli ultimi 12km è come fare un allenamento al parco il sabato mattina. Uno dei centinaia di allenamenti da 12km fatti al parco il sabato mattina. Nulla più.

E’ un inganno perchè ti dicono che è piatta e veloce ed invece ti trovi cavalcavia e pavè, è un inganno perchè inizi ad allenarti con il gelo delle notti di gennaio e ti presenti al via alle 9 di una mattina di Aprile che ci sono già 22 gradi.

E’ un inganno perchè devi bere già al 5° chilometro che non hai sete e non devi aspettare che arrivi la sete dopo due ore di gara. La maratona è un inganno perchè anche se senti i crampi a polpacci e quadricipiti che mancano ancora 10km devi solo tenere duro e dire al tuo fisico che tu non molli, che il problema è delle tue gambe e non tuo.

La maratona è un inganno perchè chi ha vinto domenica sulle strade meneghine ha 42 anni, faceva il barbiere, ha iniziato a correre a 30 anni e ha fatto il record del mondo M40 con il suo 2h08’44” battendo uno di vent’anni più giovane di lui. E’ un inganno perchè sulle strade di Rotterdam, purtroppo, un talentuoso e serio professionista come Andrea Lalli si deve arrendere per dolori vari al 35° km mentre un ‘tapascione’ che ha conosciuto la corsa solo cinque anni fa che risponde al nome di Carmine Buccilli che lavora, ha famiglia e fa mille sacrifici fa la stessa gara e piazza un 2h16’44” che vale il personale e il 1° posto come italiano ed il 4° europeo.

La maratona è un inganno perchè in Italia, purtroppo, ci rallegriamo per qualche migliaio di arrivati al traguardo mentre a Parigi sono ben 40mila, è un inganno perchè ti dicono che ‘dopo che corri stai bene’ e invece hai dolori ovunque nelle gambe per i quattro giorni successivi e non riesci nemmeno a fare le scale di casa.

La maratona è un inganno perchè ti spremi per 3-4-5 ore e pensi di essere un eroe, poi accendi il telefonino leggi le notizie dal Campionato del Mondo di ultramaratona 24 ore che si è svolto a Torino e leggi che il primo ha fatto oltre 260km a 5’26” di media, oltre 130 giri da 2km. E pensi…quelli sono eroi (oltre che pazzi!).

La maratona è un inganno perchè ti dicono ‘attaccati ai pacer e la fai con loro’ ed invece scopri che i pacer vanno sempre in tutte le maratone del mondo ad un ritmo superiore a quello previsto. Perchè vanno sul tempo ufficiale dal colpo di pistola e non con il ‘real time’ di quando ‘bello bello’ passi sotto al portale di partenza. Vuoi seguire le 4h00′? bene…sappi che con i Pacer farai almeno 3h55′. Non è colpa di nessuno. Non si può fare null’altro. E’ così…ma è un inganno.

E’ un inganno perchè se vuoi fare 3h30′ sai che diviso 42km vuol dire fare una media di 5′ al km e ti alleni per quello. E invece devi considerare i 195 metri in più che poi allargando curve e traiettorie diventano almeno 500-600 metri in più, poi ci sono i ristori e non la vogliamo mettere una sosta ‘pipì’? Quindi non è vero che 5′ al km fai 3h30′. Fa ben di più.

La maratona è un inganno perchè ti alleni, dici dentro di te guarda come vado bene oggi poi alle spalle ti raggiunge il re d’Etiopia, quel Gebreselassie che tanto ti ha emozionato nelle sue cavalcate in pista e nelle maratone più veloci del mondo e ti sorpassa con una leggerezza di corsa, con un appoggio del piede che non si vede, con due piume al posto delle gambe, con una dinamite al posto delle caviglie. Gebre non corre. Vola. Ne ho le prove.

Si è un inganno, dall’inizio alla fine. Perchè mentre corri giuri a te stesso che quella è l’ultima volta che farai una fatica simile in vita tua, che mai più ti farai convincere dagli amici o da te stesso. E poi invece tagli il traguardo e già pensi dove sarai la domenica successiva, già sogni i prossimi 42km.

Milano Marathon archiviata, ben fatta e ben organizzata, migliorerà ancora come migliorerò io nei tempi e nei modi di approccio. Solo su una cosa non ti inganna la maratona: era e rimane un gran bel divertimento!"
Cesare Monetti

giovedì 14 aprile 2016

L’importanza del ferro nella pratica sportiva

Per chi pratica sport è importante monitorare costantemente la propria salute, anche eseguendo periodicamente esami al sangue per verificare eventuali carenze. Tra queste, una delle più significative è la carenza di ferro, uno dei costituenti dell’emoglobina e della mioglobina che sono adibiti al trasporto dell’ossigeno.

La diretta conseguenza della carenza di ferro è la riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue e, di conseguenza, delle capacità prestative dell'atleta. I primi sintomi della carenza di ferro sono riscontrabili in una riduzione della forza e in un progressivo calo di potenza e resistenza aerobica. Per questo motivo, questa carenza è più evidente negli atleti che praticano sport di resistenza come la maratona o il ciclismo, e in generale tutti gli sport aerobici.

Le principali cause di carenza di ferro nel sangue sono da ricondursi ad un insufficiente apporto attraverso l’alimentazione, ad un limitato assorbimento gastrointestinale, all’aumento della sudorazione e, nelle donne, ad abbondanti cicli mestruali.

La carenza di ferro prende il nome di anemia e va verificata attraverso tre valori clinici presenti nelle analisi del sangue:

  • la sideremia, che rappresenta la concentrazione di ferro nel sangue (ha valori inferiori a 70mg/dl);
  • la ferritina, che indica la quantità di ferro depositata nell’organismo (50mg/dl);
  • la transferrina, proteina che ha il compito di trasportare il ferro all’interno dei vari organi (superiore a 200mg/dl).

Quando si parla di anemia, bisogna considerare quali dei tre valori sopra indicati risulta alterato e bisogna agire di conseguenza. Ad esempio, se a risultare bassi sono la sideremia e la ferritina, allora è possibile rientrare nella norma assumendo acido folico e vitamina B12. In ogni caso è assolutamente consigliabile rivolgersi al proprio medico, che saprà indicare la corretta terapia per eliminare le carenze presenti nell’organismo. L’assunzione impropria di ferro può provocare disturbi al fegato, diabete e cirrosi epatica.

Per un atleta che pratica endurance, è importante seguire una dieta che favorisca un apporto di ferro pari a 12-16 mg/die per gli uomini e a 17-23 mg/die per le donne. Il ferro viene assorbito a livello intestinale. Tuttavia esistono alcuni fattori in grado di aumentare o di ridurre l'assorbimento di questa sostanza.
E’ possibile fare una distinzione in ferro EME (Fe 2+) e ferro NON EME (Fe 3+). Il ferro EME si trova nella carne e nel pesce, mentre il ferro NON EME è contenuto nei vegetali, nella frutta, nei cereali e nelle uova. La teina, la caffeina e le fibre riducono l'assorbimento intestinale di ferro, mentre la vitamina C ne aumenta l'assimilazione e la funzione.


Fonte: dicorsa.corriere.it

mercoledì 13 aprile 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 12/04/16

Punti 19:
Nodari Michele,

Punti 16:
Berto Sergio, Crapanzano Salvatore, Piva Riccardo, Scaggiante Michele,

Punti 14:
Tebaldi Massimiliano,

Punti 13:
Casali Carlo,

Punti 12:
Antonello Walter, Rossi Nicoletta, Vicentini Anna,

Punti 11:
Baldari Daniela, Marcon Gianfranco, Ragazzo Iosanco,

Punti 10:
Canello Stefano, Maniero Federico, Pandiani Alberto, Rusconi Alberto, Zampieri Luciano,

Punti 09:
Campanelli Cesare, Caser Michela, Favaro Manuel, Panciera Andrea, Puca Michele, Riccato Mauro, Santello Nadio, Temporin Marco, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Di Geronimo Dario, Furlan Luigino, Lazzari Emanuela, Pivetta Andrea, Rosada Mauro, Zanetti Nicola,

Punti 07:
Favaro Cristiano, Marangon Silvano, Nalesso Monica, Vio Daniele,

Punti 06:
Baroni Daniele, Cettina Alessandro, Fiannaca Antonio, Marini Massimo, Massarutto Roberto, Ongarato Fabio, Vanzetto Giorgio, Wirkowsky Jean,

Punti 05:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Bertoldo Roberto, Coin Maurizio, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni, Maniero Mirco, Pascoli Silvia, Simion Michele, Tebaldi Maurizio,

Punti 04:
Bruni Antonio, Causin Elisa, Cerutti Stefano, De Toni Marco, Dei Rossi Roberto, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Michielan Erika, Rossit Maria Grazia, Zanchet Andrea,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, De Toni Leonardo, Fabiano Gabriele, Memmo Marco, Pellizzaro Agnese, Pruner Andrea,

Punti 02:
Crosara Fabio, Favaretto Patrizio, Martinovic Livio, Mezzalira Ennio,

Punti 01:
Cozzolino Felice, Fernandez Maurizio, Ferri Marco, Gaiani Luigi, Grigio Silvia, Musmeci Ignazio, Schiavon Mauro,

Quanto posso migliorare nella corsa?


Quanto posso migliorare nella corsa? Questa domanda è molto ricorrente sia fra gli amatori che fra gli atleti d’élite. Anche sé è un dubbio legittimo, il solo “spingersi oltre” sia negli allenamenti che nell’alimentazione e nello stile di vita non deve trasformarsi nell’unico motivo che spinge a correre, anche perché una volta raggiunti i propri limiti i margini di miglioramento sono esigui.


A questo punto l’obiettivo è quello di mantenere standard alti di prestazione e cercare di infortunandosi il meno possibile. Vediamo allora quali sono le componenti che influenzano la prestazione e quindi il miglioramento.

Ovviamente i primi fattori che influenzano la prestazione sono l’età, la struttura, le capacità fisiche, la predisposizione agli infortuni, ma anche il tipo di lavoro che si svolge, lo stile di vita, l’alimentazione, la serenità, il luogo in cui si vive, la mentalità, la motivazione. In mezzo a tutti questi elementi c’è anche l’allenamento che, come si può intuire, è uno dei fattori più importanti, ma di sicuro non è quello fondamentale. Si possono svolgere delle belle sedute di allenamento, ma se l’alimentazione o il riposo o lo stile di vita che si svolgono sono molto irregolari, la prestazione ne subirà un forte condizionamento, e alla lunga anche uno scadimento. Quindi tra i primi fattori che determinano un miglioramento prestativo ci sono un giusto peso, una vita regolare, il giusto riposo, una corretta alimentazione: allenandosi come si è sempre fatto e prestando attenzione ai parametri appena indicati, ci si accorgerà che il miglioramento avverrà senza aver introdotto chi sa quale tabella.

Tornando a noi, vediamo l’aspetto che ci riguarda da vicino, cioè l’allenamento. Un primo fattore condizionante dell’allenamento è il numero di sedute settimanali che si possono svolgere. Lo stimolo minimo per produrre effetti è allenarsi tre volte a settimana. Se si corre meno di tre volte a settimana i miglioramenti sono pressoché nulli: l’attività che viene svolta due o una volta a settimana è valida ai fini salutistici ma non prestativi. Di contro allenarsi sei, sette giorni a settimana non sempre determina un miglioramento nel senso che, se non si esegue un programma di allenamento stilato su misura in base alle proprie caratteristiche e alle proprie possibilità, spesso si va incontro all’overtraining ottenendo un’involuzione nella prestazione.

Partendo dal presupposto che con l’allenamento si può migliorare, questa affermazione è valida fino ad un certo punto. Infatti, anche allenandosi al meglio, non significa che si possono ottenere tutti i risultati che si desiderano. Il miglioramento è riferito al proprio punto di partenza e non ha valori generali. Ad esempio, se corro la maratona a 5’ al km, è impossibile immaginare che allenandomi di più la correrò a 3’ al km. Quindi partendo dalle proprie qualità, la scelta di seguire una determinata tabella o di affidarsi ad un dato allenatore dovrebbero essere effettuate in base al proprio gradimento psicologico, l’obiettivo dovrebbe mirare alla longevità atletica: piuttosto che avere dei picchi dovuti a carichi enormi, bisogna mirare a cicli lunghi di allenamento che negli anni determinano un miglioramento e un consolidamento della prestazione. Tale miglioramento è dovuto alla sommatoria dei mesi/anni di lavoro svolto in continuità, e non è determinato da una tabella o programma che ha stressato al massimo e spesso provocato l’infortunio, obbligando a lunghi periodi di stop con tutte le frustrazioni che ne conseguono.

Si intuisce che per i “top runners” la discussione è diversa nel senso che la prestazione è l’obiettivo fondamentale per cui si pratica l’attività e ci si spinge sempre ai limiti per ottenere il massimo, anche solo in un grande evento, di conseguenza i rischi si moltiplicano ma fanno parte del gioco.


Fonte: www.runningitalia.it


martedì 12 aprile 2016

1° Mini Trail Forte Gazzera

Siamo lieti di annunciare che la nostra società A.S.D. Amatori Atletica Chirignago, in collaborazione con miniTrail, ha organizzato il
1° Mini Trail per bambini dai 4 ai 12 anni, Sabato 14 Maggio, alle ore 16:00 presso il Forte Gazzera.

Scopo della manifestazione è avvicinare i bambini in età scolare allo sport, alla natura e ad uno stile di vita sano. Saranno allestiti due percorsi di 1.5 km e 3 km circa, su fondo sterrato delimitato e presidiato.
Il ristoro finale sarà costituito da frutta e alimenti naturali, la partecipazione è gratuita e sarà consegnata una medaglia a tutti i partecipanti.

Ritrovo partecipanti ore 15:30 dentro al forte, iscrizioni fino all’ora della partenza.
Sarà assicurato il servizio sanitario con la presenza di un medico e un’ambulanza della Croce Gialla Spinea.


Per informazioni e pre-iscrizioni: minitrail@amatorichirignago.com oppure 348-8400574







Dove correre questa settimana (11/04/16 - 17/04/16)

Martedi 12 Aprile

  • Liettoli (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00


Venerdi 15 Aprile

  • Breganze (VI): "Lucciolata del Torcolato" - km 6 - ore 19:00


Sabato 16 Aprile

  • Borso del Grappa (TV): "Vertical Grappa" - km 3,8 D+1010 - ore 9:30


Domenica 17 Aprile

  • Adria (RO): "Run for Parkinson" - km 10 - ore 9:30
  • Arzignano (VI): "StraArzignano - Vivicittà" - km 3 / 6 / 12 - ore 10:00
  • Castelgomberto (VI): "Camminata di primavera" - km 10 - ore 9:00
  • Cavarzano (BL): "Pedonata di primavera" - km 4 / 8,5 - ore 10:00
  • Costabissara (VI): "Marcia di San Giorgio" - km 10 - ore 9:30
  • Giavera del Montello (TV): "Camminata per un sogno" - km 5 / 12 - ore 10:15
  • Lonigo (VI): "StraPalladio" - km 6 / 12 / 21 - ore 7:30
  • Marcon (VE): "Apertura Regionale su Pista" FIDAL - ore 14:00
  • Marostica (VI): "Marcia del Beato" - km 7 / 13 / 21 - ore 7:30
  • Padova: "Maratona di Sant'Antonio" - km 42,195 - ore 9:00
  • Abano Terme (PD): "Mezza maratona" - km 21,097 - ore 10:30
  • Padova: "Stracittadine" - km 1 / 5 / 10 non competitive - ore 9:15
  • Padova: "10 Challenge" - km 10 competitiva - 9:15
  • Rivadolmo di Baone (PD): "Passo di fine inverno" - km 5 / 13 / 22 - ore 8:15
  • San Salvaro di Urbana (PD): "Caminada su e zo par la frata" - km 5 / 13 / 18 - ore 8:30
  • Sant'Angelo (TV): "Corsa podistica dei due mulini" - km 5 / 10 - ore 9:00
  • Valmareno di Follina (TV): "Trail dei Brac" - km 25 D+1700 - ore 8:30
  • Valmareno di Follina (TV): "Marcia dei Brac" - km 6 / 12 - ore 9:00
  • Verona: "Sei Ville" - km 7 / 12,5 / 18,5 - ore 8:30


lunedì 11 aprile 2016

Info Sociale #14

MINI TRAIL:
Potete trovare QUI il volantino ufficiale del MiniTrail di Sabato 14 Maggio a Forte Gazzera. Se qualcuno volesse rendersi disponibile per dare un mano prima o durante la manifestazione, o per trovare qualche sponsor, visto che sarà gratuito per i bambini, mi contatti, Grazie.


CENA SOCIALE:
Venerdi 27 Maggio, ore 20.00 si pensava di organizzare una cena al Tiro al Piattello a Mirano (dove siamo stati l'anno scorso a Giugno), il menù è il tipico da sagra (grigliata mista, formaggi, salumi e contorni vari).
Sarà occasione per aprire la soppressa e qualche bottiglia di vino vinte nelle varie ceste, inoltre si spera di assegnare il premio per il primo che raggiunga i 18 punti in campionato sociale.
Adesioni entro il 13 Maggio a me o Nadio.


DOVE ABBIAMO CORSO:
Questa settimana si può dire che abbiamo corso praticamente ovunque.
Da notare: "i matti del Trail" che si sono sparati 120 km in due giorni, Carlo che fa il PB alla Maratona di Roma, Cristiano che finisce la Maratona di Vienna in 2:40.
Orgoglio Amatori!!!

Martedì 05/04/2016:
  • Liettoli (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari
Sabato 09/04/2016:
  • Montebelluna (TV) - Corsa dell'amicizia: Michele Scaggiante
  • Salò (BS) - BVG75: Massimiliano Tebaldi, Alberto Pandiani, Massimo Marini
Domenica 10/04/2016:
  • Maserà (PD) - Marcia Pianin Pianeo: Riccardo Piva
  • Motta di Livenza (TV) - Corsa podistica Città di Motta: Sergio Berto
  • Roma - Maratona di Roma: Alberto Rusconi, Carlo Casali, Marco Ferri
  • Roma - Rome Fun Run: Silvia Pascoli
  • Rovigo - Rovigo Half Marathon: Salvatore Crapanzano, Michele Nodari
  • Savassa di Vittorio Veneto (TV) - Marcia dei laghetti: Monica Nalesso, Iosanco Ragazzo
  • Teolo (PD) - TCE: Massimiliano Tebaldi, Alberto Pandiani, Massimo Marini, Emanuela Lazzari, Mauro Riccato, Mauro Schiavon, Giorgio Vanzetto
  • Venezia - Su e zò pai ponti: Nicola Zanetti
  • Vienna (AU) - Vienna Half Marathon: Andrea Pruner, Gianfranco Marcon
  • Vienna (AU) - Vienna Marathon: Cristiano Favaro
  • Vedelago (TV) - Vedelago Spring Run: Anna Vicentini, Michele Scaggiante

3 fattori che il podista non deve sottovalutare



Peso, infortuni ed età: sono tre fattori determinanti, in base ai quali il podista compie scelte di allenamento più adatte alle proprie condizioni fisiche.

Il peso è uno dei fattori più importanti per chi fa sport: spesso solo perdendo un po’ di peso, quando si è in sovrappeso, si determina un miglioramento della prestazione. Ecco perché allenamento e alimentazione vanno a stretto contatto. Chi inizia ad allenarsi ovviamente migliora, ma una percentuale del miglioramento è dovuta al dimagrimento: si è calcolato che il miglioramento medio è di circa 2,5″/km per kg di peso. Questo indice ovviamente non è rigido ma dipende dalle caratteristiche fisiche dell’atleta: per i soggetti che pesano di meno questo margine sarà minore, per i soggetti che pesano di più sarà maggiore. Quindi è importante calcolare il proprio indice di massa corporea per avere idea della propria condizione fisica. Quanto detto non significa che non si deve mangiare ma ci si riferisce a chi è in sovrappeso.

Gli infortuni sono spesso la causa di abbandono o di forti frustrazioni per il non potersi allenare, ecco perché fino a quando non ci si ha a che fare spesso ci si allena anche forzando senza utilizzare le dovute accortezze. Per questo motivo, in un buon programma di allenamento non dovrebbero mai mancare gli accorgimenti per ridurre i fattori di rischio dell’infortunio, come lo streatching, gli esercizi posturali, il potenziamento, gli esercizi di propriocettiva, la giusta gradualità nei carichi di allenamento. Ogni podista dovrebbe avere presente la propria “soglia critica”, sia in termini di volumi che di intensità. Capire che quanto più si stressa il proprio fisico arrivando vicino ai suoi limiti, tanto più aumenta la probabilità di infortunio con stop che possono addirittura peggiorare la prestazione sul lungo periodo.

L’età: per un amatore il fattore età rappresenta un limite, sia in termini di prestazioni che in termini di sollecitazione in allenamento. Alcuni studi asseriscono che si ha una perdita di circa 2” al km per anno di vita. Questo però è solo un dato empirico stabilito attraverso studi effettuati su un campione abbastanza vario. In realtà è un dato soggettivo che può esser maggiore o minore a seconda del soggetto. La cosa certa è che, con l’avanzare dell’età, il livello prestativo diminuisce. Oltre all’età si ha un’amplificazione nella diminuzione della performance se si correlano altri fattori come il fumo, l’alcol, la cattiva gestione dell’alimentazione, l’eccessivo stress, ecc. Con l’avanzare dell’età, gli stimoli derivanti dall’allenamento dovrebbero essere meno intensi e mai vicini al massimale: si dovrebbe lavorare maggiormente sul volume, ovviamente senza esagerare. Si dovrebbero inoltre intensificare i controlli: oltre alla visita medico-sportiva obbligatoria che viene svolta ogni anno, sarebbe bene sottoporsi periodicamente ad analisi del sangue (ancora meglio se si è donatori) e un controllo cardiaco specifico. Anche se molti runner grazie alla vita che conducono hanno la bella sensazione che l’età non sia trascorsa e si sentono molto energici, è bene che tengano sempre presente l’età che hanno e cosa possono fare e non fare rispetto alla proprie possibilità.


Fonte: www.runningitalia.it

domenica 10 aprile 2016

10/04/2016 - Vedelago: Vedelago Spring Run

Una domenica di sole accompagna la nostra giornata podistica. Dopo il pomeriggio di ieri a Montebelluna, oggi siamo a Vedelago, per la seconda edizione della Vedelago Spring Run per una marcia ludico-motoria il che mi sta bene per una corsa lenta. Premiati solo i gruppi ma già alle 8 dopo aver parcheggiato nelle vicinanze della chiesa noto già in municipio una notevole affluenza di podisti e non solo per le iscrizioni, purtroppo secondo il mio punto di vista 5 banchi per i singoli malinformati (mi consegnano il foglietto per ritirare il premio non sapendo dove lo si ritira giudicate voi) e uno solo per i gruppi peraltro nascosto di lato non credo che sia opportuno commentare; 4 euro con premio che consiste a mia scelta tra i due presenti di una crostata, succo di frutta, merendina e una bandana. Saluto con piacere una nuova conoscenza tramite web ovvero la Sara Pigozzo della Barizza Sport e gentile consorte, anche loro corrono i 12 km per cui mi aggrego con loro per un tratto di gara.
Si parte con circa 10 minuti di ritardo dato il cospicuo numero di gente in coda per le iscrizioni, e poi si parte tra Vedelago, Albaredo e Casacorba per i quattro percorsi previsti, 2-6-12-21 km, io opto per i 12 con un ritmo lento a 5,30 utile per smaltire i 10 tirati la serata precedente, raggiungo dopo 1 km la coppia salutata prima di partire e facciamo due chiacchiere, non ci siamo ancora visti di persona perciò ne approfitto per parlare di me e delle prossime gare in futuro. Al quarto km allungo un pochino, mi giro e non li vedo più ma procedo con il mio ritmo impostato e si entra nello sterrato di Albaredo con qualche pozzanghera e qualche camminatore che si mette in mezzo c'è poco da fare, si aspetta il momento giusto e si passa davanti. Primo ristoro al quinto km per dissetarsi rallentando un po' e si prosegue fino al decimo per il secondo ristoro, ci siamo quasi alla fine intravedendo la chiesa di Vedelago tra asfalto e sterrato arrivo antistante il municipio al traguardo con Fabio Ganz che mi batte un cinque per i complimenti, per me era uno scarico post-gara e non sono poi tanto stanco. Rifornimento a base di frutta e the', saluto la Sara e il marito e torno a Chirignago.
Ogni tanto bisogna rallentare il nostro ritmo, le articolazioni ringraziano per il "riposo".

Michele Scaggiante

09/04/2016 - Montebelluna: Corsa dell'amicizia

Un sabato pomeriggio diverso dal solito, con la pioggia che scende ma c'è in programma la Corsa dell'amicizia a Montebelluna organizzato dall'Avis locale. Per fortuna smette il maltempo e si decide di uscire di casa più che altro per muoversi e si parte.
Giunto a Trevignano si gira per Zappare' e attraversando la zona limitrofa arrivo anche grazie al navigatore satellitare in sede di partenza gara, ovvero la "Fiera". Fa un po' freddino perciò si indossa la maglia a manica lunga, pantaloni lunghi e la canotta di sopra e poi via per iscrivermi al gazebo dei singoli, 4 euro per un sacchetto di pasta e altri generi alimentari, saluto Sante Zardo e Barbara Cosma, Gabriele Folegati e la Simonetta, veloce riscaldamento e alcune foto per far passare l'attesa della partenza.
A guardare i presenti sarebbero un centinaio non oltre, ma molti camminano per i 5 km, altri come il sottoscritto corrono per i 10.
Partenza tranquilla alle 17,30 andatura lenta ma non troppo, il giorno dopo c'è Vedelago per cui non vale la pena tirare, seguo un gruppetto che va al mio ritmo/gara principalmente tra i 5/5,10 al km senza forzare percorso asfaltato con leggera pendenza ma trascurabile, non piove e non c'è vento però coprirsi è stato la soluzione migliore. Ristoro a metà gara con acqua e si riparte per gli ultimi 5 km, leggero traffico e rallentamento negli ultimi 2 km per evitare i camminatori, articoli di nuovo in fiera in 50 minuti. Ottimo ristoro, uno dei migliori visti quest'anno, praticamente ho fatto la cena in loco tra panini mortadella frutta e the' c'era da scegliere a volontà. Seguono le premiazioni assoluti dei 5 e 10 km maschile e femminile poi i gruppi per lo più locali con l'ottava posizione per l'Audace Noale.
Torino si avvicina, per il momento buone sensazioni di fare bene in Piemonte.

Michele Scaggiante

Visita di idoneità sportiva


La visita di idoneità sportiva è obbligatoria nel nostro Paese fin dal 1982, ma la tutela della salute degli atleti era già stata presa in considerazione molto tempo prima, per l’esattezza nel 1950, quando fu emanata la legge 28/1/1950 n. 1055; successivamente, questa fu corretta e integrata dalla legge 26/10/1971 n.1099 (“Tutela sanitaria delle attività sportive”) e dal D.M. 5/7/1975  (“Disciplina dell’accesso alle singole attività sportive”). Nel 1982 uscì finalmente la legge ancora vigente, il D.M.18/2/1982 con norme integrative del D.M.28/2/1983,  “Norme per la tutela della attività sportiva agonistica e non agonistica.”

Nel 1996 il ministero della sanità per uniformare il comportamento delle Regioni ha emanato la circolare 18/03/1996 n. 500.4, “Linee guida per un’organizzazione omogenea della certificazione di idoneità alla attività sportiva agonistica”.


La grande suddivisione – Tralasciando i particolari che interessano i ragazzi e le attività scolastiche, per gli adulti occorre subito distinguere fra chi vuole praticare attività agonistica nell’ambito di una federazione sportiva nazionale o di un ente sportivo riconosciuto e chi vuole semplicemente praticare attività sportiva non agonistica. Per i primi è necessario un certificato di idoneità sportiva agonistica, mentre per i secondi basta un certificato di buona salute (certificato di idoneità sportiva non agonistica).


Le strutture – Le strutture che possono rilasciare il certificato di idoneità agonistica possono essere:
  • A.S.L.
  • Centri pubblici non A.S.L.  (per esempio cliniche universitarie)
  • Centri privati convenzionati o accreditati
  • Specialisti convenzionati o accreditati.

È necessario che nella struttura operi un medico specialista in medicina dello sport.
Il certificato di buona salute può essere rilasciato dalle strutture sopraccitate e dal medico di base.


Lo sport – Mentre il certificato di buona salute è generico, quello di idoneità agonistica è specifico per lo sport praticato; nel caso si pratichino più sport a livello agonistico, è bene farlo presente durante la visita per ottenere contemporaneamente più certificati di idoneità.

Gli sport sono stati suddivisi in due tipologie: gli sport con impegno muscolare e cardiorespiratorio lieve o moderato (automobilismo, motociclismo, tuffi ecc.; validità biennale), e gli sport con impegno elevato (atletica, calcio, ciclismo ecc.) per i quali l’idoneità ha validità annuale. In base alla tipologia gli accertamenti effettuati sono diversi.

Per l’atletica (e quindi per la corsa) gli accertamenti sono:
  • Visita medica
  • Spirometria
  • Esame completo delle urine
  • Elettrocardiogramma a riposo
  • Elettrocardiogramma dopo step-test.



Qual è l’efficacia della visita sportiva?


Lo scopo fondamentale della visita di idoneità agonistica è quello di escludere la presenza di patologie o malformazioni che siano controindicazioni all’attività agonistica. In realtà, molti sono i limiti della visita d’idoneità. Per esempio, le patologie che sono controindicazioni alla corsa scoperte con la visita sportiva non sono le cause più comuni di gravi problemi durante l’attività; contrariamente alla credenza comune, un elettrocardiogramma da sforzo non mette al riparo, né indica un cuore a rischio d’infarto. Sicuramente sarebbe più utile eseguire un esame del sangue completo che una spirometria: sarebbe opportuno che qualche addetto ai lavori e qualche legislatore accogliesse questa osservazione alla base della quale c’è la semplice constatazione che attualmente le morti da sport derivano in gran parte dal rischio cardiovascolare, facilmente evidenziabile con


  • un esame del sangue
  • un ecodoppler (per esempio carotideo).

Purtroppo tali esami non vengono fatti perché alzerebbero il costo della visita; a chi ha superato i 40 anni si consiglia di farli (in aggiunta alla visita) ogni 5 anni per verificare il basso rischio cardiovascolare.

Inoltre appare assurdo dare l’idoneità agonistica a fumatori e ad aspiranti atleti in forte sovrappeso (per esempio uomini con IMC > 24 e donne con IMC > 22).


I pericoli psicologici della visita – Se il medico sportivo è troppo scrupoloso e poco attento a informare il paziente, in molti casi finirà sicuramente per spaventare inutilmente l’atleta. Non è infatti infrequente la presenza di soffi al cuore o di extrasistoli in soggetti del tutto normali e sani. Poiché sono condizioni che sono presenti anche in soggetti portatori di patologie, il medico che vuol far ricorso ad altri accertamenti diagnostici (ecocardiografia o Holter per esempio) dovrebbe per lo meno far presente all’atleta che si tratta di normale routine che viene richiesta in un numero elevato di casi.



I test

Analizziamo brevemente i vari test effettuati durante una visita di idoneità sportiva.

La spirometria – I volumi polmonari richiesti per legge sono la capacità vitale lenta (VC) o forzata (FCV), il volume espiratorio massimo/sec. (VEMS o FEV1), la massima ventilazione volontaria (MVV). La capacità vitale è il massimo volume d’aria che può essere espulso da una espirazione massimale preceduta da una inspirazione massimale. Il volume espiratorio massimo/sec. è il massimo volume d’aria che il soggetto riesce a espirare nel primo secondo di un’espirazione forzata. Si definisce poi l’indice di Tiffenau (VEMS/CV) che in un soggetto sano è attorno all’80%: il significato dell’indice è che nel primo secondo di un’espirazione forzata si dovrebbe espirare l’80% di tutta l’aria espirata. Dall’esame dei flussi polmonari si desumono poi ulteriori informazioni sulla funzionalità delle vie aeree.

L’ECG dopo sforzo – Per l’ECG a riposo, rimandiamo all’articolo corrispondente: L’elettrocardiogramma. Quello sotto sforzo di solito si esegue usando un cubo (metodo Montoye) adattato al sesso e all’altezza (da 30 a 50 cm). Il soggetto deve salire per 30 volte al minuto per 3 minuti.

Alla fine della prova viene registrato l’ECG dopo sforzo con la misura della frequenza cardiaca da 60″ a 90″ dalla fine dell’esercizio. Ciò consente di calcolare l’IRI (indice di recupero immediato) che dà una grossolana stima della funzionalità cardiovascolare del soggetto (più basso è il valore della frequenza migliore è l’efficienza perché si è recuperato prima).

In genere la visita o l’ECG possono indurre lo specialista a richiedere esami integrativi per fugare ogni dubbio sull’idoneità dell’atleta. Vediamoli in dettaglio.

Test  da sforzo massimale –  Può essere eseguito in vari modi a seconda del carico massimale e del mezzo usato, il cicloergometro o il tapis roulant. In genere il carico viene incrementato a intervalli di tempo fissi sino ad arrivare a esaurimento muscolare o alla massima frequenza cardiaca teorica. Nel cicloergometro si utilizzano fasi di 2-3′  con incrementi dai 25 ai 50 watt per ottenere i quali si aumenta la resistenza alla pedalata con una frequenza della stessa intorno alle 60-70/min Se si impiega il tapis roulant in genere non si usano protocolli come quello a sette stadi di Bruce che aumentano progressivamente la pendenza (fino al 22%!) perché la corsa diventa troppo innaturale. Si preferisce aumentare la velocità di corsa con pendenze dell’1-2%. Oltre all’ECG si registra la pressione arteriosa.

Ecocardiografia – L’ecografia cardiaca consente di avere informazioni su dimensioni, volumi, spessori delle cavità e pareti atriali, ventricolari e aortiche, delle valvole cardiache (di cui è possibile valutare anche l’efficienza) e sulla direzione e l’entità dei flussi cardiaci. Si basa sul principio per cui gli ultrasuoni emessi da una sonda penetrano i tessuti biologici e sono da questi assorbiti o riflessi in base alle caratteristiche del tessuto stesso.

Elettrocardiografia dinamica (Holter) – Praticamente si tratta di un elettrocardiogramma eseguito per 24 ore (o 48) con un sistema portatile di registrazione. Il soggetto lo porta durante la normale attività giornaliera, attività sportiva inclusa. L’Holter consente di rilevare aritmie, disturbi della conduzione atrio-ventricolare o intraventricolare, della ripolarizzazione ventricolare ecc.


Fonte: www.albanesi.it