lunedì 19 settembre 2016

Il Dramma: Lo Zucchero


Quello che segue vuole essere un miniminimini Bignami sui Glucidi perché è importante procedere per gradi e non confondersi (io mi sono già confusa, ok?).

I glucidi sono anche chiamati zuccheri o carboidrati (o altro ma abbiamo detto di non confonderci). A seconda della loro complessità si dividono in: monosaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi. Il Glucosio è lo zucchero più importante in natura. Il Galattosio è nella struttura molecolare del lattosio e quindi è lo zucchero del latte (e per questo le Galatine sono così buone). Il Fruttosio è quello della frutta e il Saccarosio è formato dall’unione di una molecola di glucosio e una di fruttosio. No ma fermi tutti! Allora pure il maltosio, il glicogeno e… no! Occorre un professore di chimica subito per studiare le dimensioni delle molecole e le strutture ramificate. Non è possibile. Non oggi perlomeno. Facciamo un’altra volta? Ti vedo annuire e bofonchiare Deo Gratias.

La verità è che raggruppando il tutto e volgarmente sintetizzando il capitolo in “Zucchero” si commette un errore fatale. Facciamo quindi che cominciamo semplicemente con “5 cose che devi sapere sullo sconfinato mondo dello Zucchero?” giusto per iniziare.


Lo zucchero? Si studia.
“Da oggi elimino lo zucchero!” è una bella frase e chi più chi meno l’ha pronunciata svariate volte nel corso della propria esistenza. Peccato che lo zucchero sia onnipresente e che non si tratti semplicemente del cucchiaino inserito giornalmente nel caffè. Eureka! Inoltre poi, anche volendo compiere l’impresa epica, si incorrerebbe in un clamoroso errore perché gli zuccheri servono e nel caso di sportivi runner è, senza girarci tanto intorno: fondamentalmente vitale. C’è chi consiglia di calcolarlo, molto velocemente, basandosi intorno a un otto per cento del proprio fabbisogno calorico e quindi sui parametri di altezza-peso-età-stile di vita. La verità è che -lato alimentazione- stando sempre con la calcolatrice alla mano alla lunga si finisce ricoverati in un reparto di psichiatria. D’accordo il buon senso ma è vero che occorrono delle dosi che chiaramente non si possono ricondurre solo a una percentuale. La prima cosa da fare allora qual è? Capire esattamente dove si trovino gli zuccheri. Conoscere i tipi di zuccheri contenuti negli alimenti. Calcolare -anche alla buona- gli alimenti ingeriti nell’arco della giornata e i diversi abbinamenti. Sì, perché anche questi sono fondamentali. C’è da chiedersi perché a scuola a partire dalla prima elementare non ci facciano studiare l’Alimentazione, che ci salverebbe davvero. I carboidrati, e quindi gli zuccheri, vengono utilizzati per produrre energia sia nelle attività sportive che lavorative. A rigor di logica per un sedentario il fabbisogno si riduce mentre per un runner in questo caso, a seconda del livello, cresce. I carboidrati assunti in eccesso si trasformano in grasso e vengono depositati lì dove poi le nostre disperazioni si moltiplicano e centuplicano ma, come vedremo, assumendone pochi si incorre in altri rischi. Quindi punto uno: capire gli zuccheri. Studiarli e individuarli nella propria dieta giornaliera affinché non ci sia un abuso o una carenza.


Non si elimina. Si diventa amici con lo Zucchero.
La cosa importante è utilizzare anche lo zucchero, nel caso di un Runner, quando occorre. Perché è lì che ci potrebbe essere anche un piacevole “abuso”. Gli zuccheri infatti sono letteralmente carburante. A rilascio graduale, sono perfetti prima della corsa perché garantiscono energia all’organismo durante lo sforzo, mentre per il dopo corsa vanno a ripristinare il giusto livello di glicogeno quando i muscoli ne hanno bisogno. Un sovraccarico di zucchero fa andare il corpo in iperinsulinemia mentre una carenza potrebbe portare il fegato a sintetizzare glucosio da proteine e lipidi e avviare un processo di sovraccarico renale (con conseguente acidosi). Ripeto: dov’è il professore di Chimica? I carboidrati sono fondamentali per tutti e a maggior ragione per i Runner. Eliminarli è quanto di più sbagliato si possa fare. Devi perdere peso? Bene. Sarà la costanza a premiarti. La fatica e l’allenamento. Non di certo una carenza alimentare che porterà a disastrosi danni in seguito. Molte volte quando su instagram compare un bel piattone di pasta non è così difficile leggere “ah ma io ho eliminato la pasta. Posso?”. L’unica risposta plausibile sarebbe “dove me la sbatto la testa?”. Demonizzare la pasta, il pane e i carboidrati è quanto di più sbagliato e ahimè comune si possa fare. I carboidrati non sono il male. Ripetiamo tutti insieme: i Carboidrati non sono il male.


Ma questo Zucchero raffinato bianco fa ingrassare di più?
No. La lotta allo zucchero raffinato cela un capitolo abnorme, però. Hai mai fatto la prova delle due settimane senza zucchero raffinato bianco? Questa non è difficile perché non è “eliminare tutti gli zuccheri” ma semplicemente “eliminare TUTTO lo zucchero raffinato bianco”. Vuoi provarci? Sentirai come, solo dopo due settimane il senso di stanchezza/spossatezza e irritabilità si affievolirà tantissimo (e correrai più veloce, parola di giovane marmotta). Studi medici hanno infatti dimostrato che dopo due settimane senza nessun tipo di zucchero raffinato bianco l’umore cambia eccome e anche la percezione del proprio corpo che si desta da un senso di torpore. Per zucchero raffinato bianco non si intende sempre e solo il cucchiaio nel caffè o nel tè ma anche quello contenuto nei prodotti confezionati, nel cornetto al bar e nella merendina “che tanto una non fa niente” e in una moltitudine di prodotti che potrebbero stupirti. Non trascriverò frasi choc del tipo “lo zucchero bianco è cancerogeno” perché l’allarmismo è ignoranza. Sta di fatto però che lo zucchero è a tutti gli effetti un silenzioso nemico che ci accompagna da sempre. Crea dipendenza e per essere così bello bianco puro ed esteticamente accattivante subisce un processo di raffinazione con prodotti chimici, che non sono propriamente un toccasana per l’organismo. Diverse riviste mediche hanno confermato che è causa anche di insonnia e malessere fisico e che pazienti sottoposti alla disintossicazione hanno ottenuto in pochissime settimane benefici visibili e incredibili.


Indice Glicemico?
Dell’indice glicemico si parla da relativamente poco. Saranno trent’anni circa. In moltissimi ormai credono fermamente che non bisogni più guardare la dicitura “carboidrato semplice o complesso” ma che tutto debba essere pensato in base all’indice glicemico (IG). Guru dell’alimentazione inneggiano solo e soltanto all’Indice Glicemico (e tutti i torti, a studiare a fondo la cosa, parrebbero non averli). L’indice glicemico è semplicemente una classificazione dei carboidrati, che variano secondo gli alimenti, in base alla loro influenza sulla glicemia. Anche qui ci sono tabelline di calcolo ovunque e quindi spiegazioni più o meno complesse su come calcolare il carico glicemico (professorreeeee dove seiiii?). Non bisogna demonizzare assolutamente gli alimenti ad alto indice glicemico ma bisogna -e si torna al punto uno- studiare per bene gli alimenti e anche l’indice glicemico. Per far sì che questo avvenga ci aiutano moltissimo le tabelle nutrizionali dei prodotti che giornalmente mangiamo. Se hai voglia di analizzare quanti zuccheri introduci nel tuo corpo, una delle cose più furbe da fare è tenere un diario alimentare. Appuntando tutto ti renderai conto meglio della tua alimentazione e, se proprio vuoi fare il bravo ometto, portarlo da un nutrizionista. Non ci si deve andare solo per dimagrire. È fondamentale che nella mente si inneschi questo pensiero tanto semplice quanto complicato: il nutrizionista è un dottore che tutti dovrebbero avere in agenda insieme a dentista, otorino e via discorrendo. Anche se sei in peso forma, sì. Poco c’entra il peso. Tutto si riconduce alla tua alimentazione.


Zuccheri alternativi.
Non è che adoperando lo zucchero di canna “si dimagrisca”. Perché ci sono strane leggende che vogliono farci passare i prodotti integrali come dimagranti. Di dimagrante c’è solo un binomio: cibo sano e movimento. Amen. Basta mettersi il cuore in pace. Lo zucchero di canna non è raffinato e non subisce processi chimici ergo è meno dannoso ma sempre zucchero è. Non è che se ne può fare allegramente abuso (però preferire quello integrale è cosa buona e giusta). Sembra ovvio, nevvero? Non lo è. Tragicamente, ripeto, non lo è. Ormai in commercio si trovano prodotti naturali gustosi che non alterano affatto il gusto delle pietanze e bibite, che comunque hanno un indice glicemico e vanno sempre commisurati allo stile di vita-età e dieta vista nell’interezza. Il miele uno su tutti. Lo sciroppo di dattero, lo zucchero delle mele, lo sciroppo d’agave e di acero e anche lo zucchero derivato dai fiori della palma da cocco. Senza dimenticare lo sciroppo di riso, il malto d’orzo e di mais, la stevia e il succo d’uva. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Basta una mente predisposta, della curiosità e soprattutto la capacità di non chiudersi in stupidi stereotipi. Il succo d’agave non lo usa solo lo “stupido vegano” (ehi, ferma! Sono vegana. Perché a volte la mia stupida ironia non viene capita). E un dolcetto con lo sciroppo di riso potrebbe sorprenderti più di un cornetto. Non ci credi? Prova i Biscotti con Anacardi e Avena che abbiamo cucinato per te Lunedì. Non c’è zucchero ma nessuno ci crede quando li assaggia.

Nulla di importante è stato veramente detto perché l’argomento è complesso e andrebbe sviluppato più e più volte. Una cosa fondamentale però c’è. Una sintesi perfetta:


Fonte: www.runlovers.it


domenica 18 settembre 2016

11-18 Settembre 2016 - Tor des Geants

Non provo nemmeno ad immaginare cosa si prova in un'avventura del genere: Tor des Geants: 340 km di percorso, 31000 m di dislivello positivo, 143 ore di gara.

Posso solo fare i complimenti, davvero con tutto il cuore, ai nostri due giganti: Alberto Pandiani e Massimiliano Tebaldi, che da ieri, alle 9:37, possono fregiarsi del titolo di FINISHER al TOR DES GEANTS.

Tutti gli Amatori non possono che essere orgogliosi di avere in squadra persone come voi. Appena vi sveglierete vi spetta una birra gelata offerta dalla società! Dai che 'ndemo.

Mi permetto di includere anche Massimo Marini, che il Tor l'ha finito l'anno scorso, e che è stato per loro mentore durante la preparazione e prezioso supporto durante la gara. 

I  M  M  E  N  S  I.





venerdì 16 settembre 2016

16/09/2016 - Bali


Ed ecco che, quando ormai la maggior parte delle persone è tornata in ufficio, Silvia e Marco ci mandano questa cartolina da Bali: posto meraviglioso e suggestivo da visitare, ma ancor più da correre. Soprattutto con la divisa degli Amatori. Buon divertimento ragazzi!

Defaticamento, quando e come va eseguito


Qualsiasi sport si pratichi e a qualunque livello, l’unità di allenamento è composta da tre momenti: il riscaldamento, l’allenamento preposto e il defaticamento.

Spesso per problemi di tempo o per mancanza di cultura, la seduta di allenamento si riduce ad un breve riscaldamento seguito dallo svolgimento del lavoro stabilito e poi sotto la doccia o in macchina per tornare a casa, escludendo la parte finale della seduta di allenamento non coscienti che il defaticamento riveste un ruolo importante quanto i primi due momenti.

Così come con il riscaldamento si prepara il nostro motore al lavoro da svolgere, allo stesso modo il defaticamento aiuta a ristabilire un buon equilibrio fisiologico. In particolar modo, quando si svolge un allenamento molto intenso, è importante concludere con un buon defaticamento di 10 minuti di corsa ad intensità molto blanda.
In alcuni casi, dopo aver svolto un’attività ad elevata intensità, il livello di catecolamine (adrenalina e noradrenalina, ormoni prodotti dalla ghiandole surrenali con azione eccitatoria) potrebbe essere talmente elevato da portare ad aritmie cardiache. Per questa ragione è fortemente raccomandato di non fermarsi improvvisamente dopo le prove ripetute, la gara, gli allenamenti a ritmo medio o progressivo o altro, ma è buona abitudine continuare a correre lentamente e successivamente camminare.

Il defaticamento che si dovrebbe svolgere dopo una seduta di allenamento o una gara è influenzato dal tipo di corsa eseguita. Vediamo alcuni casi.

Dopo la corsa lunga o media: svolgere gli ultimi 5 minuti a ritmo molto blando e dopo effettuare una serie di allunghi su 80-100 m con recupero di corsetta. Infine dedicare 10 minuti a degli esercizi di stretching;

Dopo le ripetute, lavoro in salita o la gara: svolgere da 5 a 10 minuti di corsa blanda ed evitare di fare stretching subito dopo. Il giorno successivo svolgere un allenamento molto blando seguito da stretching ed esercizi posturali;

Dopo il lunghissimo: si è visto che dopo un lavoro molto lungo, con il quale le riserve del glicogeno sono state già svuotate, è superfluo svolgere un ulteriore defaticamento che andrebbe a richiedere energie dallo stesso meccanismo, quindi è bene non eseguire corsa blanda ma fare solamente 500 m camminando, magari idratandosi e mangiando qualche barretta energetica.


Fonte: www.runningitalia.it

mercoledì 14 settembre 2016

Campionato sociale 2016: classifica al 13/09/2016

Punti 85,5:
Nodari Michele,

Punti 72:
Scaggiante Michele,

Punti 51:
Crapanzano Salvatore,

Punti 43:
Favaro Manuel,

Punti 38:
Casali Carlo, Vanzetto Giorgio,

Punti 35:
Tebaldi Massimiliano,

Punti 34:
Baldari Daniela,

Punti 33:
Ragazzo Iosanco,

Punti 32:
Temporin Marco,

Punti 30:
Marcon Gianfranco, Piva Riccardo, Vicentini Anna,

Punti 24:
Canello Stefano, Nalesso Monica, Rossi Nicoletta, Vedova Gabriele,

Punti 23:
Michielan Erika, Pandiani Alberto, Pivetta Andrea, Rusconi Alberto,

Punti 22:
Puca Michele,

Punti 21:
Coin Maurizio, Riccato Mauro,

Punti 20:
Maniero Federico,

Punti 20,5:
Antonello Walter,

Punti 19:
Zampieri Luciano,

Punti 18:
De Toni Marco, Dei Rossi Roberto, Furlan Luigino, Marini Massimo, Santello Nadio, Zanetti Nicola,

Punti 17:
Berto Sergio, Simion Michele, Tebaldi Maurizio,

Punti 16:
Cettina Alessandro,

Punti 15:
Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Massarutto Roberto, Pascoli Silvia,

Punti 14:
Mezzalira Ennio, Rosada Mauro,

Punti 13:
Baroni Daniele, Campanelli Cesare, Ongarato Fabio, Vio Daniele,

Punti 12:
Bazzana Andrea, Bertoldo Roberto, Caser Michela, Di Geronimo Dario, Musmeci Ignazio, Panciera Andrea,

Punti 11:
Bertoldo Luigi, De Toni Leonardo, Favaro Cristiano, Maniero Mirco,

Punti 10:
Giacomin Valentina,

Punti 09:
Bruni Antonio, Crosara Fabio, Fiannaca Antonio, Loconsole Giovanni, Rossit Maria Grazia,

Punti 08:
Pruner Andrea,

Punti 07:
Agnoletto Walter, Paggiarin Andrea, Pellizzaro Agnese, Wirkowsky Jean,

Punti 06:
Biscontin Andrea, Martinovic Livio,

Punti 05:
Alemanno Ludovica, Causin Elisa, Cerutti Stefano, Cozzolino Felice, Zanchet Andrea,

Punti 04:
Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Marini Davide, Memmo Marco, Minto Martino,

Punti 03:
Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Fabiano Gabriele, Favaretto Patrizio, Ferialdi Tiziano, Fernandez Maurizio, Gemin Carla, Grigio Silvia, Ongaro Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele,

Punti 02:
Bortoletto Alessandro, Ferri Marco, Gaiani Luigi, Mosca Mauro, Pilloni NicolaPuleo Andrea, Sambo Claudia,

Punti 01:
Besazza Matteo, Bortolato Alessandro, Roani Marco, Todesco Ernesto,

martedì 13 settembre 2016

Dove correre questa settimana (12/08/16 - 18/09/16)

Lunedi 12 Settembre

  • Arzignano (VI: "Mennea Day" - 200 mt su pista - ore 19:15


Venerdi 16 Settembre

  • Auronzo di Cadore (BL): "Auronzo Vertical Contest" - km 5 D+780 - ore 18:30


Sabato 17 Settembre

  • Cavaion Veronese (VR): "4 passi fra olivi e vigne del Garda" - km 6 / 13 - ore 16:30
  • Grisignano di Zocco (VI) "So...Color Run": km 5 - ore 18:00
  • Mel (BL): "Trofeo Giovanile Ragazzi/e Cadetti/e" - FIDAL su pista - ore 15:00
  • Mestre (VE): "Nordic Walking Race" - FIDAL - Masch. km 10 / Femm. km 5 - ore 16:30
  • Murano (VE): "La Bocca del Fuoco" - km 5 - ore 20:00
  • Piove di Sacco (PD): "Green Run" - km 5 - ore 19:00
  • Rosà (VI): "CdS Allievi su pista" - FIDAL - 1^giornata - ore 14:00
  • Sant'Angelo (TV): "Corsa dell'uva" - km 5,5 / 9,5 - ore 18:00
  • Sovramonte (BL): "Vallazza Vertical" - km 3 D+650 - ore 15:00
  • Santa Bona (TV): "Corsa dei Tre Villaggi" - km 4,7 / 10,4 - ore 17:00


Domenica 18 Settembre

  • Arabba (BL): "Trofeo 16 comuni dell'Agordino" - staffette x3 - km e orari a categorie
  • Cartigliano (VI): "Marcia di villa Cappello" - km 7 / 12 / 16 / 22 / 27 - ore 7:30
  • Castelfranco Veneto (TV): "Passeggiata di Giorgione" - km 4 / 7 / 12 / 21 / 30 ore 8:30
  • Castelnuovo del Garda (VR): "Marapergola" - km 5 / 10 / 19 - ore 8:30
  • Corbolone (VE): "Marcia dea Livenza - Tra il bosco e il Malgher" - km 6 / 12 / 21 - ore 9:00
  • Cordignano (TV): "Marcia delle Associazioni" - km 6 / 12 - ore 9:00
  • Fregona (TV): "Mini-trail delle Grotte del Caglieron" - km 6 / 12 / 16 ore 8:30
  • Isola Vicentina (VI): "Marcia dei Castellari" - km 7 / 12 / 18 - ore 7:30
  • Legnaro (PD): "Quattro passi dopo 'e ferie" - km 6 / 12 / 18 - ore 8:30
  • Lido di Venezia (VE): "Panoramic Lagoon Sea Venice Park" - Nordic Walking - km 11 - ore 9:45
  • Mestre (VE): "Maratonina di Mestre" - FIDAL - km 21,097 ore 9:30
  • Mestre (VE): "Correre insieme" - km 6,5 / 13,5 ore 9:40
  • Misurina (BL): "Misurina Sky Marathon" - km 42 D+3000 - ore 8:00
  • Misurina (BL): "Cadini Sky Race" - km 20 D+1600 - ore 8:00
  • Pinei di Sedico (BL): "Salita Rifugio Bianchet" - km 8 D+800 - ore 10:00
  • Quinto di Treviso (TV): "Giocainsieme" - Esordienti B/C FIDAL - su pista - ore 9:30
  • Rosà (VI): "CdS Allievi su pista" - FIDAL - 2^giornata - ore 14:00
  • Santa Giustina (BL): "Giornata della rosa - Alle sponde del Veses" - km 5 / 11 - ore 11:00
  • Santa Maria Maddalena (RO): "In s’la rota ad Po" - FIASP - km 6 / 9 / 16 (+ Nordic Walking) - ore 8:00
  • Santa Maria Maddalena (RO): "In s’la rota ad Po" - FIDAL M km 10, F km 5 ore 9:30
  • Silea (TV): "Corriamo per chi trema" - km 5 - ore 9:00
  • Torreglia (PD): "Running Day" - km 6 / 12 / 18 - ore 8:15
  • Trevignano (TV): "Naturalmente ... cammino" - Nordic Walking - km 8 - ore 9:45
  • Vallese di Oppeano (VR): "Marcia del contadino" - km 5 / 10 / 17 - ore 8:30
  • Verona: "Una camminata per la vita" - km 7 / 10 / 15 - ore 8:00
  • Vicenza: "Mezza di Vicenza" FIDAL - km 21,097 - ore 9:30
  • Zero Branco (TV): "Esordienti" - su pista FIDAL - ore 9:00

lunedì 12 settembre 2016

Info sociale #35

MARATONINA DI MESTRE:
Ricordo a quanti sono iscritti alla Maratonina di Mestre il 18 Settembre che i pettorali saranno disponibili dal venerdì prima della gara presso i gazebo in piazza Ferretto. Per saldare la quota (9.50€) potete fare un bonifico al solito IBAN IT48 C 05034 36330 000000010000 o darmeli a mano alla prima occasione.

MARATONELLA DI CAMPALTO:
Ricordo che il 2 Ottobre si terrà la Maratonella di Campalto e l'organizzazione ci ha offerto la possibilità di iscriverci alla 30 km competitiva come gruppo alla TARIFFA AGEVOLATA di 20 euro fino al 15 Settembre. Domani mattina faccio le iscrizioni, chi fosse interessato me lo comunichi entro oggi. Grazie.
ATTENZIONE: per la 30 km competitiva serve il certificato medico.

CERTIFICATI MEDICI:
Vi prego di controllare, rinnovare e consegnare il certificato nuovo a me o Simion appena possibile.
Vi ricordo inoltre che, da nuove disposizioni Fidal, quando ritirate i pettorali o vi iscrivete alle manifestazioni competitive, potrebbe venirvi chiesto di esibire copia del certificato medico valido e vidimato Quindi vi consiglio di portarne sempre una copia con voi.

DOVE ABBIAMO CORSO:
Questa settimana folta delegazione a Tessera e all'Ora di Martellago, dove abbiamo sbancato praticamente tutto: Erika 1° di categoria, Nicoletta 2° di categoria, Daniela 3° di categoria, Roberto 1° di categoria, inoltre siamo arrivati 3° gruppo. Ma non solo: Giorgio si è classificato 3° assoluto alla cronoscalata di Gargagnago.
Inoltre menzione speciale per Alberto e Massimiliano che in queste ore sono impegnate nel Tor de Geants: forza ragazzi!

Sabato 10 Settembre
  • Martellago (VE) - Ora di Martellago: Manuel Favaro, Nicoletta Rossi, Alberto Rusconi, Michele Nodari, Daniela Baldari, Roberto Dei Rossi, Andrea Bazzana, Luigi Bertoldo, Alessandro Bortoletto, Carlo Casali
  • Motta di Livenza (TV) - Corsa dell'Avisino: Giorgio Vanzetto
Domenica 11 Settembre
  • Bologna - Run Tune Up: Michele Scaggiante, Fabio Crosara, Nicola Zanetti, Salvatore Crapanzano, Michele Nodari
  • Gargagnago (VR) - Scavalcapastello: Giorgio Vanzetto
  • Scaltenigo (VE) - Lusore Running: Manuel Favaro, Cristiano Favaro, Silvano Marangon, Alessandro Cettina
  • Spinea (VE) - Corri X Spinea: Gianfranco Marcon, Michele Puca, Stefano Canello, Riccardo Piva
  • Tessera (VE) - Di corsa in Laguna: Daniela Baldari, Nicoletta Rossi, Anna Vicentini, Livio Martinovich, Daniele Baroni, Maria Grazia Rossit, Ludovica Alemanno, Cesare Campanelli, Martino Minto, Carlo Casali, Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso

11/09/2016 - Bologna: Run Tune UP

Una giornata che poteva essere positiva è andata in senso contrario. Si ricomincia con le mezze dopo Lignano e questa volta il Trio Medusa è riunificato dopo tanto tempo. Parto da Chirignago in bus fino a Venezia, 20 minuti e sono in Piazzale Roma, direttamente dal binario 5 mi aspettano Fabio e Nicola. Partenza circa alle 7 e si parla del più e del meno in carrozza, già in testa avevo previsto di fare 1h50 perché ultimamente non ero in forma e quindi si prospettava una gara di difesa. Si discute intanto sulla Roma-Ostia per iscrizioni e eventuali convenzioni, al Garda Trentino di novembre e sulla Venice. Alle 8,35 siamo a Bologna, una gentile signora e sua figlia ci accompagnano presso la Piazza Maggiore per poi scoprire che anche loro vanno nella stessa direzione ma in uno stand nei pressi della partenza. Ringraziando per la cortesia entriamo a Palazzo D'Accursio per il ritiro pettorali e pacco gara con maglia tecnica Diadora bianca. Mi cambio e poi consegnato il borsone mi dirigo in sede di partenza già molto affollato di podisti, io mi posiziono dietro ai pacer delle 2 ore poi aspetto lo start per risalire di qualche posizione. Partenza ore 9,30 e mi saluta il presidente Nodari, partirà più tardi dopo il primo frazionista della staffetta intanto piano piano risalgo posizioni fino ai pacer dell 1h50. Li seguo per un tratto poi sentendomi abbastanza bene proseguo per quasi raggiungere quelli dell'1h45 ma non ci riesco, sono a circa 30 metri da me e fino al km 10 siamo giusti con i tempi. Dal km 12 il calvario, rallentamento ma raggiungo Fabio in fase quasi out proseguiamo un po' insieme poi allungo e non rientra, nel frattempo al km 14 mi supera Crapanzano, un km dopo il presidente con il suo incitamento "dai che n'demo" e per finire la giornata no i pacer dell'1h50 al km 17.
Che si fa? Si termina la corsa con le forze che restano, taglio il traguardo con un tempo alto 1h54'34" e ritiro la medaglia. Mi aspetta Nicola, arrivato con un buon tempo frutto di allenamenti costanti nonostante il caldo e attendiamo Fabio stranamente in ritardo. Arrivato anche lui ci complimentiamo a vicenda, tra caldo e saliscendi siamo arrivati con tempi diversi ma restiamo uniti nonostante la giornata no. Al ristoro rivediamo la signora di questa mattina in uno stand che consegnano i gelati, la piccola ci riconosce e segnato il pettorali con una x ci gustiamo qualcosa di fresco. Una mela e un bicchiere di the' peraltro buttuandosi in mezzo al caos dopo-gara e mentre aspetto il duo che fanno la coda per la doccia io mi cambio nelle vicinanze. 4 sole docce per circa 4000 partecipanti mi pare poco, oltre un'ora di attesa per tutti. Ne approfitto per andare nei bagni chimici infine ci ritroviamo in piazza per ritirare il panino e vicino prendiamo una birra, ci spostiamo nella Sala Rossa nell'ombra per rifocillarsi dopo le fatiche podistiche, soffia una leggera brezza d'aria ma fa tanto caldo. Si ritorna in stazione ferroviaria, si decide quale treno prendere e optiamo per un regionale che parte tra una decina di minuti, fatto i biglietti automaticamente e obliterati ci incamminiamo per il binario 11. C'è già il treno ma già quasi pieno, troviamo per fortuna 3 posti e ci sediamo. Dopo 2 ore arrivati a Venezia facciamo un salto allo Spizzico per un piccolo ristoro, arrivati poi in Piazzale Roma ci salutiamo cordialmente per un'arrivederci alle prossime gare, Venice tra un mese poi al Garda a novembre. Peccato per la gara, aspettiamo autunno per le prossime e speriamo che vadano un po' meglio. Nota positiva, 70 gare concluse quest'anno come nel 2014 e 7 mezze.
Il Trio Medusa vi salutano cordialmente

Michele Scaggiante

domenica 11 settembre 2016

Come cambia il corpo quando smettiamo di allenarci

A volte la pigrizia ha la meglio e non teniamo fede all'obiettivo che ci eravamo prefissati, ossia quello di fare attività fisica con costanza. Chi è solito iscriversi in palestra e poi interrompere a metà, chi riesce a trovare sempre un'ottima scusa per non uscire all'aria aperta a fare una corsa, dovrebbe sapere a quali cambiamenti il suo corpo va incontro a causa dell'inattività.

Se non ti alleni per un po' di giorni
In questo caso, il corpo ne approfitterà per riprendersi e per lenire l'eventuale dolore ai muscoli. Ma se nei giorni di riposo ci concediamo più cibo o alcolici potremmo iniziare a sentirci un po' gonfi.

Se non ti alleni per una settimana
Dopo una settimana di non allenamento potremmo iniziare a sentirci un po' "rammolliti": questo perché le fibre dei muscoli cominciano a diminuire di volume, mentre il corpo tende a trattenere liquidi in più. In generale, però, non ci si sente troppo male e, probabilmente, tornando ad allenarsi dopo una settimana non si nota alcun significativo cambiamento rispetto a prima.

Se non ti alleni per più di due settimane
La forma fisica è definitivamente in declino, dopo più di un paio di settimane di non allenamento. I mitocondri, le "centrali energetiche" della cellula, che producono l'energia necessaria per molte funzioni cellulari, quali il movimento, il trasporto di sostanze e che sono numerosi nelle cellule renali o muscolari (quelle in cui vi è un grande consumo di energia), iniziano a diminuire. La resistenza cardiaca è la prima cosa che va a scemare. Fare le scale può portarti a sentire i tuoi muscoli bruciare o può lasciarti con il fiato corto.

Se non ti alleni per un mese
La maggior parte delle tue conquiste a livello di cardio e di resistenza, fatte negli ultimi mesi, vengono vanificate. Aumenta la massa grassa e diminuisce la massa magra. Senza allenamento, anche lo stress aumenta: l'attività fisica non supporta più il tuo ritmo circadiano e così può diventare difficile dormire bene la notte.

Se non ti alleni per più mesi
Il tuo metabolismo cambia. Oltre a bruciare meno calorie, probabilmente ti senti stanco più spesso e ti affatichi velocemente. Il tuo cuore fa più fatica e i tuoi polmoni non assorbono così tanto ossigeno come erano abituati a fare prima.

Se non ti alleni per un anno
Oltre ad un aumento della percentuale di massa grassa, alla perdita di volume dei muscoli, ai danni inferti al metabolismo, rischi di soffrire di alcuni problemi di salute come la pressione alta, il colesterolo alto, il diabete di tipo 2, l'insonnia e la depressione.


Fonte: womenshealth.com

sabato 10 settembre 2016

I vantaggi dell’allenarsi con il caldo



Sembra quasi un controsenso, ma allenarsi con il caldo può avere i suoi vantaggi. Ora, non che uscire a fare ripetute o un lungo con le temperature sopra i 30°C sia uno scherzo da ragazzi, ma per atleti evoluti allenarsi con temperature elevate può procurare positivi adattamenti organici che migliorano le prestazioni.

Allenarsi al caldo aumenta la VO2max
Il massimo consumo di ossigeno (VO2max) è il volume massimo di ossigeno che si consuma in un dato intervallo di tempo, è espresso in millilitri per kg di peso corporeo al minuto, rappresenta la massima intensità di un esercizio che si può sostenere per un tempo prolungato e, piccolo particolare, può essere migliorata sono relativamente con l’allenamento. Ecco perché lo studio Heat acclimation improves exercise performance condotto da alcuni ricercatori dell’Università dell’Oregon sull’allenamento in condizioni di temperature elevate ha destato molto interesse: allenarsi al caldo aumenta il volume del plasma nel sangue, migliora la VO2max e potenzia la capacità del cuore di trasmettere ossigeno ai muscoli.

Allenarsi in condizioni di disidratazione
Addirittura un gruppo di ricercatori neozelandesi ha esplorato le conseguenze dell’allenarsi al caldo e senza bere, ovvero in condizioni di potenziale disidratazione. Ora, detto che si tratta di test effettuati si atleti professionisti o comunque di alto livello e costantemente monitorati da staff medici, quello che è emerso è che privarsi di liquidi durante un allenamento ad alte temperature avrebbe come conseguenza quella di aumentare ancor più il volume di plasma nel sangue, il che si ripercuote anche sull’aumento della VO2max.

Come ottenere i vantaggi di un allenamento al caldo
I due studi scientifici citati non devono indurre a fare allenamento a mezzogiorno, con temperature sopra i 30°C e senza bere acqua. Queste sono condizioni particolarmente stressanti e servite per effettuare le due ricerche scientifiche. Quello che però si può fare è ricreare in qualche modo le condizioni di stress di calore, per esempio prevedendo una “botta di calore” come una sauna secca o un bagno molto caldo al termine dell’allenamento (il che, secondo gli studi, avrebbe più o meno le stesse conseguenze), oppure aumentando la temperatura percepita (per esempio coprendosi più del dovuto) ma effettuando allenamento più blandi benché più prolungati.


Fonte: www.sportoutdoor24.it

venerdì 9 settembre 2016

Fuck the Norm LIVE @ Via dei Luppoli

Che roba è?
Cosa c'entra con il running?
Ve lo spiego subito: la corsa è attività sportiva, ma è anche momento di aggregazione e condivisione di emozioni, un pò come quando si partecipa ad un concerto... E se poi sono due dei nostri atleti a suonare a quel concerto, per giunta l'ultimo, dei "Fuck The Norm", tribute band veneziana dei "Rage Against The Machine": una dei più iconici gruppi metal degli ultimi 20 anni... allora tutto si spiega.
Non ci resta che invitarvi questa sera alla Birreria Via dei Luppoli di Martellago alle ore 22:00 per un bel po' di buona musica e di buona birra!
Dai che 'ndemo!

mercoledì 7 settembre 2016

Campionato sociale 2016: classifica al 06/09/2016

Punti 83,5:
Nodari Michele,

Punti 71:
Scaggiante Michele,

Punti 50:
Crapanzano Salvatore,

Punti 41:
Favaro Manuel,

Punti 36:
Casali Carlo, Vanzetto Giorgio,

Punti 34:
Tebaldi Massimiliano,

Punti 32:
Baldari Daniela, Ragazzo Iosanco, Temporin Marco,

Punti 29:
Marcon Gianfranco, Piva Riccardo, Vicentini Anna,

Punti 24:
Vedova Gabriele,

Punti 23:
Canello Stefano, Nalesso Monica, Pivetta Andrea,

Punti 22:
Michielan Erika, Pandiani Alberto, Rossi Nicoletta, Rusconi Alberto,

Punti 21:
Coin Maurizio, Puca Michele, Riccato Mauro,

Punti 20:
Maniero Federico,

Punti 20,5:
Antonello Walter,

Punti 19:
Zampieri Luciano,

Punti 18:
De Toni Marco, Furlan Luigino, Marini Massimo, Santello Nadio,

Punti 17:
Berto Sergio, Dei Rossi Roberto, Simion Michele, Tebaldi Maurizio, Zanetti Nicola,

Punti 15:
Cettina Alessandro, Lazzari Emanuela, Massarutto Roberto, Pascoli Silvia,

Punti 14:
Marangon Silvano, Mezzalira Ennio, Rosada Mauro,

Punti 13:
Ongarato Fabio, Vio Daniele,

Punti 12:
Baroni Daniele, Bertoldo Roberto, Campanelli Cesare, Caser Michela, Di Geronimo Dario, Musmeci Ignazio, Panciera Andrea,

Punti 11:
Bazzana Andrea, De Toni Leonardo, Maniero Mirco,

Punti 10:
Bertoldo Luigi, Favaro Cristiano, Giacomin Valentina,

Punti 09:
Bruni Antonio, Fiannaca Antonio, Loconsole Giovanni,

Punti 08:
Crosara Fabio, Pruner Andrea, Rossit Maria Grazia,

Punti 07:
Agnoletto Walter, Paggiarin Andrea, Pellizzaro Agnese, Wirkowsky Jean,

Punti 06:
Biscontin Andrea,

Punti 05:
Causin Elisa, Cerutti Stefano, Cozzolino Felice, Martinovic Livio, Zanchet Andrea,

Punti 04:
Alemanno Ludovica, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Marini Davide, Memmo Marco,

Punti 03:
Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Fabiano Gabriele, Favaretto Patrizio, Ferialdi Tiziano, Fernandez Maurizio, Gemin Carla, Grigio Silvia, Minto Martino, Ongaro Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele,

Punti 02:
Ferri Marco, Gaiani Luigi, Mosca Mauro, Pilloni NicolaPuleo Andrea, Sambo Claudia,

Punti 01:
Besazza Matteo, Bortolato Alessandro, Bortoletto Alessandro, Roani Marco, Todesco Ernesto,

Come Eseguire Correttamente Le Ripetute

Le ripetute costituiscono un mezzo di allenamento alla corsa molto efficace, in quanto contribuiscono a diversi aspetti, sia fisiologici che tecnici. Essenzialmente, esse rappresentano un tipo di allenamento intervallato, per il quale si alternano frazioni di corsa veloce a frazioni di recupero.
L'esecuzione delle ripetute varia in base allo scopo dell'allenamento e al tipo di gara che si sta preparando; in ogni caso è comunque fondamentale misurare la propria velocità di soglia anaerobica, da usare come riferimento per impostare l'allenamento e, quindi, le ripetute.
Un errore molto comune tra i runners è quello di sottovalutare la fase di recupero, che ha invece un ruolo molto importante: consente, infatti, di correre velocemente distanze superiori a quelle che si potrebbero effettuare con la corsa continua, prolungando quindi il tempo di allenamento eseguito in condizioni fisiologiche allenanti. Il recupero rappresenta quindi una parte attiva dell'allenamento: recuperi non proporzionali alla distanza corsa non sono efficaci in quanto non permettono di stimolare i meccanismi che si vogliono allenare.
Per definire come eseguire le ripetute in allenamento bisogna calcolare bene i quattro parametri che ne determinano lo scopo finale: distanza da correre, quantità di ripetizioni, velocità di esecuzione e recupero.

Distanza. Le ripetute vengono classificate in brevi, medie e lunghe con intervalli variabili da allenatore ad allenatore, ma l'importante è inserirle in modo corretto nel proprio allenamento. In generale, distanze comprese tra 400 e 1000 m vengono usate per allenamenti fino a 10 km, mentre quelle tra 1000 e 5000 m sono utili per distanze fino alla maratona.

Quantità. Il numero di ripetute da eseguire va calcolato in modo tale che il chilometraggio finale percorso sia uguale alla distanza che si corre abitualmente.

Velocità. La velocità deve essere proporzionale a quella di soglia anaerobica e, man mano che la distanza delle ripetute aumenta, la velocità d'esecuzione diminuisce. Ripetute brevi vanno eseguite ad una velocità massima superiore a quella di soglia, quelle medie alla velocità di soglia, mentre quelle lunghe a velocità inferiore a quella di soglia.

Recupero. Lo scopo del recupero è quello di smaltire l'acido lattico e accumulare nuove energie, pertanto anche il tempo di recupero varia a seconda dello scopo: se si vuole abituare l'organismo a correre in presenza di acido lattico, il recupero sarà breve; se si vuole invece smaltire quasi tutto l'acido lattico prodotto, il recupero sarà più lungo.

Quando praticare le ripetute? Le ripetute costituiscono un mezzo allenante che non può mancare nell'allenamento di runners che praticano questo sport da almeno due anni, con continuità e hanno quindi raggiunto un equilibrio generale delle proprie caratteristiche fisiche, necessitando la sollecitazione specifica di singoli processi energetici per progredire con i miglioramenti.
E' importante ricordare che, eseguire le ripetute senza nessun criterio, può comportare il peggioramento delle proprie condizioni fisiche e addirittura il rischio di infortuni.


Fonte: www.runningitalia.it

martedì 6 settembre 2016

Mercoledi 7 Settembre

  • Piovene Rocchette (VI): "Corri a Grumello" - km 10 - ore 19:45
  • San Giorgio delle Pertiche (PD): "Corri e cammina in rosa" - km 6 / 8 - ore 20:30


Giovedi 8 Settembre

  • Valdagno (VI): "Sgambelada Valdagnese" - km 6 / 10 / 16 - ore 8:00


Sabato 10 Settembre

  • Belluno: "Giocatletica Esordienti A-B" - su pista - ore 15:00
  • Bosaro (RO): "Camminiamo per il Malawi" - km 5 / 12 - ore 19:00 - Nordic Walking
  • Bussolengo (VR): "Memorial Luca Avesani" - km 6 / 12 ore 17:00
  • Martellago (VE): "L'ora di Martellago" - ore 20:30 (+ staffetta)
  • Montagnana (PD): "Marcia della Solidarietà" - km 6 / 10 - ore 17:00
  • Motta di Livenza (TV): "Corsa dell'Avisino" - km 5 / 9,5 - ore 18:00
  • Nemeggio (BL): "Duathlon Nemeggio" - ore 16:30
  • Pacengo (VR): "La Pasingana" - km 7 / 14 - ore 8:30
  • Piovene Rocchette (VI): "Maratona Alpina" - km 42 - ore 5:00
  • Verona: "Run with Roma 2024" - km 5 / 10 FIDAL - ore 9:00
  • Vicenza: "Manifestazione Regionale Assoluti" - FIDAL su pista - ore 14:00


Domenica 11 Settembre

  • Arzignano (VI): "Marcia del villaggio" - km 6 / 12 / 22 - ore 7:30
  • Bovolone (VR): "Marcia Valli Grandi Veronesi" - km 5 / 11 / 17 - ore 8:30
  • Calalzo (BL): "Giro delle coste" - km 6,2 / 12 - ore 10:00
  • Cazzago di Pianiga (VE): "Passeggiata ecologica" - ore 9:00
  • Castelminio di Resana (TV): "Marcia dea poenta" - km 6 / 11 - ore 9:00
  • Crespino (RO): "Podistica Fetonte" - km 0,4 / 1 / 4 / 6 / 7,8 - ore 9:00
  • Croce d'Aune (BL): "GRBIKE&RUN Dal Piaz" - km 10 - ore 10:30
  • Forno di Zoldo (BL): "Fagaré cross" - km 6 - ore 10:30
  • Gargagnago (VR): "Scavalcapastello" - km 11 D+480 / 17 D+820 / 26 D+1280 - ore 8:00
  • Polpet (BL) "StracaPolpet" - km 4 / 10 - ore 10:00 (+ Nordic Walking)
  • Roncade (TV): "Corriestate" - km 5,2 / 11 / 16 - ore 9:00
  • Rossano Veneto (VI): "Trofeo Gino Zanon" - FIDAL - ore 8:45
  • Safforze (BL): "Giro delle casere" - km 10 - ore 9:00
  • San Fior (TV): "Maratonina della Speranza" - km 6 / 12 / 19 - ore 8.30
  • San Giorgio delle Pertiche (PD): “Marcia del Graticolato Romano” - km 7 / 12 / 20 - ore 8:00
  • San Giorgio delle Pertiche (PD): "Diecimila" - km 10 - FIDAL
  • Santa Croce di Bassano (VI): "Marcia biancoverde" - km 6 / 12 / 20 - ore 8:00
  • Scaltenigo (VE): "Lusore running" - km 5 / 10 / 21 - ore 9:00
  • Spinea (VE): "Corri X Spinea" - km 6 / 12 - ore 9:00 (+ Nordic Walking)
  • Teglio Veneto (VE): "Marcia del Palio" - km 7 / 12 / 18 - ore 8:30
  • Tessera (VE): "Di Corsa in Laguna" - km 7 / 14 / 21 - ore 10:00
  • Vicenza: "Manifestazione Regionale Assoluti" - FIDAL su pista - ore 14:00

lunedì 5 settembre 2016

Info sociale #34

L'ORA DI MARTELLAGO:
Ricordo che il 10 Settembre Brema Sport organizza l'Ora di Martellago e ci ha offerto la possibilità di iscriverci come gruppo alla TARIFFA AGEVOLATA di 10 euro fino a Mercoledi 7 Settembre. Chi fosse interessato me lo comunichi entro Martedì 6 Settembre. Grazie.
ATTENZIONE: chi si fosse già iscritto singolarmente me lo comunichi così lo faccio inserire comunque nel gruppo. Grazie.


MARATONINA DI MESTRE:
Ricordo a quanti sono iscritti alla Maratonina di Mestre il 18 Settembre che i pettorali saranno disponibili dal venerdì prima della gara presso i gazebo in piazza Ferretto. Per saldare la quota (9.50€) potete fare un bonifico al solito IBAN IT48 C 05034 36330 000000010000 o darmeli a mano alla prima occasione (Sabato sarò all'Ora di Martellago).

MARATONELLA DI CAMPALTO:
Ricordo che il 2 Ottobre si terrà la Maratonella di Campalto e l'organizzazione ci ha offerto la possibilità di iscriverci alla 30 km competitiva come gruppo alla TARIFFA AGEVOLATA di 20 euro fino al 15 Settembre. Chi fosse interessato me lo comunichi entro Venerdì 9 Settembre. Grazie.
ATTENZIONE: per la 30 km competitiva serve il certificato medico.

CERTIFICATI MEDICI:
Vi prego di controllare, rinnovare e consegnare il certificato nuovo a me o Simion appena possibile.
Vi ricordo inoltre che, da nuove disposizioni Fidal, quando ritirate i pettorali o vi iscrivete alle manifestazioni competitive, potrebbe venirvi chiesto di esibire copia del certificato medico valido e vidimato Quindi vi consiglio di portarne sempre una copia con voi.

DOVE ABBIAMO CORSO:
Questa settimana abbiamo fatto bella figura un po ovunque: sabato alla Corri con Noi a Marghera: Leonardo de Toni 1° e Andrea Paggiarin 3°; domenica a Marcon: Amatori 4° gruppo, Nicoletta Rossi e Antonio Bruni 1° di categoria, mentre a Bibione anche Carla Gemin 1° di categoria

Mercoledi 31 Agosto:
  • Paluello (VE) - Il Miglio di Paluello: Michele Scaggiante
Sabato 3 Settembre:
  • Marghera (VE) - Corri con Noi: Michele Scaggiante, Michele Nodari, Salvatore Crapanzano, Carlo Casali, Leonardo De Toni, Marco De Toni, Roberto Massarutto, Gianfranco Marcon, Maurizio Tebaldi, Riccardo Piva, Andrea Paggiarin, Felice Cozzolino, Ongarato Fabio, Anna Vicentini
Domenica 4 Settembre:
  • Bassano (VI) - Mezza del Brenta: Michele Scaggiante
  • Bibione (VE) - 10 Miglia: Carlo Casali, Salvatore Crapanzano, Claudia Gemin, Alberto Rusconi, Giovanni Loconsole, Marco Temporin
  • Marcon (VE) - Corri Marcon: Michele Nodari, Erika Michielan, Roberto dei Rossi, Manuel Favaro, Daniela Baldari, Riccardo Piva, Walter Antonello, Nadio Santello,  Federico Maniero, Nicoletta Rossi, Antonio Bruni, Alessandro Cettina, Roberto Bertoldo, Maria Grazia Rossit, Monica Nalesso, Tiziano Ferialdi, Maurizio Coin, Agnoletto Walter, Marco De Toni, Antonio Fiannaca, Michele Puca, Maurizio Tebaldi, Silvano Marangon
  • Perarolo di Arcugnano (VI) - Caminada delle 7 contrà: Giorgio Vanzetto
  • Zoldo Alto (BL): TransPelmo: Gianfranco Marcon, Stefano Canello

domenica 4 settembre 2016

10 libri che non possono mancare nella biblioteca di un runner


Per un atleta, nutrire la mente è importante tanto quanto seguire la tabella di allenamento o curare l'alimentazione. Ecco 10 titoli immancabili nella tua libreria.

È vero che correre è un’attività che richiede l’uso delle gambe ma – come sappiamo tutti – va fatta con il cervello. Proprio per questo, ecco i 10 libri che non dovrebbero mancare nella biblioteca di ogni runner o triatleta.

Sono spunti, stimoli, approfondimenti, ciascuno ha un buon motivo per occupare una posizione importante nella tua biblioteca, poi la scelta ovviamente spetterà solo a te.

Io posso solo consigliarteli tutti perché, come i carboidrati sono importanti per i muscoli in gara, le parole scritte sono necessarie alla mente in qualunque momento.



L’arte di correre (Haruki Murakami) (€ 9,35)
È “IL” libro per quasi tutti noi. Ci ha portati a correre e ci ha fatto vedere la corsa in modo differente, che va ben oltre la semplice attività fisica.

La descrizione: Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e – poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine – di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri. Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. L’esperienza lo convinse: da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon. Scritto nell’arco di tre anni, “L’arte di correre” è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Perché scrivere – sostiene Murakami – è un’attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell’atto creativo, si determinano nell’animo di uno scrittore. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato.



Andiamo a correre (Fulvio Massini) (€ 14,88)
La “bibbia” per chi corre. Scritto dal grandissimo Fulvio Massini, questo libro è semplice e dà consigli utilissimi e autorevoli a chi ha appena iniziato a correre, ma anche a chi già da un po’ colpisce le strade con le sue scarpe da running.

La descrizione: Tutti possono correre: non solo gli sportivi, ma anche chi è alle prime armi, chi non è più giovanissimo o si trova un po’ fuori forma. Fulvio Massini, da trent’anni allenatore di maratoneti, svela i segreti di questo meraviglioso sport: la tecnica, l’allenamento in base alla preparazione fisica e agli obiettivi, l’alimentazione più adatta e gli integratori più diffusi, l’abbigliamento e gli accessori, come evitare gli infortuni e come riprendersi se dovessero capitare. Ampio spazio è dedicato agli esercizi, tutti illustrati, da svolgere prima, dopo o in sostituzione alla corsa. Il libro è arricchito da capitoli dedicati in modo specifico alla donna, a chi è giovanissimo e a chi non lo è più. Con una scrittura chiara, da cui emerge l’esperienza e passione di Fulvio, il libro offre tutti gli strumenti per imparare a correre per stare bene.



Perseverare è umano. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. La lezione dello sport (Pietro Trabucchi) (€ 11,25)
Pietro trabucchi è un’ispirazione, non solo per la corsa ma per ogni attività della vita. Questo libro mi ha aiutato tantissimo e, se lo affronti con l’apertura mentale e lo spirito giusti, sono sicuro aiuterà anche te.

La descrizione: L’uomo per natura non è un centometrista, è un maratoneta: questo è il risultato di due milioni di anni di adattamento all’ambiente circostante come dimostrano le più recenti teorie scientifiche sull’evoluzione umana. Il suo scatto non gli consentirà mai di raggiungere un’antilope, ma la sua resistenza e la sua motivazione sì. Purché sappia coltivarle e mantenerle salde nel tempo. Questa è la lezione che Pietro Trabucchi, psicologo e coach di atleti che praticano le discipline più dure dell’universo sportivo, come l’ultramaratona, ci insegna in questo libro. Il problema è che nella vita e nella società di oggi, la nostra più intima natura viene ostacolata da elementi estranei e fuorvianti come il mito del talento, la sopravvalutazione del potere degli incentivi o la leggenda dei motivatori esterni. Sempre più spesso crediamo che sia possibile avere successo in qualcosa – nello sport, nello studio, nel lavoro – solo se “siamo portati” oppure se riceviamo una spinta o una ricompensa che prescindono dall’intima soddisfazione di svolgere bene ciò che ci prefiggiamo. Siamo motivati, certo, abbiamo delle ambizioni, degli scopi, ma molto spesso non riusciamo a mantenere con costanza la nostra motivazione. Come coach, Pietro Trabucchi insegna in primo luogo a trovare e mantenere in se stessi la forza di raggiungere un obiettivo; e a costruire un sistema sano di relazioni in cui ognuno trova il suo ruolo mostra le sua capacità e ottiene i suoi obiettivi aumentando la propria autostima.



Correre per vincere. La maratona, la mezza maratona e tutte le altre distanze. Programma di allenamento completo (Bob Glover, Pete Schuder) (€ 14,37)
Un libro tecnico, guida ufficiale del “New York Road Runners Club”, ha un sacco di tabelle e consigli per affrontare qualunque distanza dai 5K alla maratona, per tutti.

La descrizione: Destinato a tutti coloro che, sempre più numerosi, non si accontentano solamente di correre “in salute e in allegria”, questo manuale fornisce tutte le informazioni necessarie per chi ama la corsa agonistica e vuole vincere o primeggiare in gare e competizioni. Dal programma di allenamento di base agli esercizi per aumentare forza e potenza, dai programmi specifici per preparare tutte le corse – maratona, mezza maratona, 10 km, 5 km, ecc. – alle tabelle e alle schede che consentiranno a chiunque di mettere a punto un programma individualizzato e raggiungere i propri traguardi personali: tutto questo viene analizzato con cura e competenza dagli autori, tra i due massimi esperti americani in materia. Il volume è completato da capitoli dedicati ad argomenti complementari – la dieta e la scelta delle calzature più adatte, i più comuni infortuni e malattie, l’allenamento alternativo – e fornisce utili consigli sulla psicologia del corridore, su come affrontare le gare e su come conciliare la corsa con la professione e la famiglia.



Vegan man. Il manuale vegan perfetto per atleti, appassionati e sportivi dilettanti (Fabrizio Bartoli) (€ 21,25)
Fabrizio è il perfetto esempio di come si possano avere ottime prestazioni mangiando bene e allenandosi con consapevolezza. 80 ricette vegan molto succulente e, soprattutto, utilissime per chi fa sport.

La descrizione: Si può essere un atleta senza consumare carne e prodotti di origine animale? È possibile essere vegetariani, vegani e poter sostenere ritmi fisici intensi? Fabrizio Bartoli ci regala un manuale tutto vegano per ogni tipo di sportivo, dal dilettante al professionista, per chiunque voglia ritrovare la propria forma ideale o semplicemente seguire una passione, senza però rinunciare a uno stile di vita sano. Quattro sezioni, dedicate ognuna ad uno dei quattro protagonisti: Low Cal – Il dilettante della dieta, comincio lunedì! Fitness Lover – Il filosofo del fitness. Muscle Maniac – Lo sciamano della palestra. Endurance Maniac – Il guru dello sport. Quattro tipi di sportivi, quattro gruppi di allenamenti e consigli su come integrare correttamente la propria dieta, senza rinunce, senza tristezza e soprattutto senza preoccupazioni. Oltre 80 ricette vegan adatte all’alimentazione degli sportivi: primi, insalate, piatti unici, secondi e dolci. Il rispetto e l’amore per gli animali e per la natura di Fabrizio accompagnano il lettore in ognuna di queste parti del manuale, in ogni programma espressamente ideato per ciascun personaggio per dimostrare che una dieta priva di proteine animali non è solo possibile, ma anche preferibile.



Il ragazzo che cavalcava il vento. Storia di corsa e coraggio, di uomini nati per correre (Leonardo Soresi) (€ 13,60)
Leonardo Soresi è un amico. Ho letto il suo libro tutto d’un fiato ed è davvero scritto bene. Da un grande runner, che parla di corsa.

La descrizione: Il rarahipa è un rito di iniziazione degli indios messicani Tarahumara, che abitano le strette gole del Barranca. C’è una palla da calciare, da inseguire e da calciare ancora, lungo gli impervi e riarsi tornanti del canyon. Fino a quando non cadono sfiniti tutti i concorrenti tranne uno, che viene proclamato vincitore. Tocca anche a Javier partecipare alla gara, essere dunque iniziato alla fatica e all’ebbrezza della corsa che, per il suo popolo – nato per correre -, è molto più che un’attività sportiva: è una tradizione antichissima, un tratto fondamentale dell’identità. Questa competizione sarà per Javier una vera e propria entrata nella vita adulta: l’inizio di un percorso che lo porterà a varcare il confine degli Stati Uniti d’America per misurarsi con i migliori corridori in una gara che non sarà solo una grande sfida con se stesso e con i propri limiti, ma anche un modo per rivalersi di torti subiti, per dare voce al suo popolo e alla sua terra. La corsa diventa così strumento di rivalsa, libertà, espressione della propria identità e potenza.



Believe Training Journal (Lauren Fleshman, Roisin Mcgettigan-dumas) (€ 20,42)
Non è un libro ma un diario degli allenamenti. È già pronto con tutti gli schemi per tenere nota dei tuoi obiettivi e di ogni singolo allenamento. Se sei stanco dei foglietti sparsi, delle moleskine disordinate o di non ricordare più le tue uscite, questo fa davvero al caso tuo.

La descrizione: The new charcoal edition of the “Believe Training Journal” is an undated year-long workbook, training log, and how-to manual by professional runners Lauren Fleshman and Roisin McGettigan-Dumas that will help anyone push harder, find the sweet spot, and use sports to make life even better. The “Believe Training Journal” is packed with photographs, practical advice, inspiration, and the hard-earned secrets and street smarts that Fleshman and Ro have learned the hard way on the pro running circuit. With a smart, functional design, the journal will guide you through your season, helping you set your goals, plan your training weeks, and record daily workouts. The “Believe Training Journal” will reveal what s working, keep you honest when no one s looking, and prove when you ve done the work. New in the updated charcoal and lavender editions: fresh design, new photographs, and two bonus post-workout routines.



Triathlon per tutti. Nuotare, pedalare e correre alla ricerca della forma migliore (Simone Diamantini, Fabio Vedana) (€ 17,00)
Se si parla di triathlon, questo è un libro da avere. Spiega molto bene le basi (sia fisiologiche che di allenamento) per farti capire come ci si allena e perché. Inoltre ha delle tabelle davvero ben fatte. Se cerchi tecnici autorevoli sulla triplice disciplina, Fabio Vedana e Simone Diamantini sono una garanzia.

La descrizione: Nuotare, pedalare e correre alla ricerca della forma migliore. Il triathlon è la disciplina che meglio di altre interpreta le tecniche dell’allenamento moderno e che abbina la propria immagine a quella dell’atleta completo. Sport multidisciplinare e a prevalenza aerobica può essere praticato a livello agonistico ad ogni età. Le tabelle e gli esercizi di questo libro possono essere adottate anche da chi più semplicemente vuole sentirsi e mantenersi in forma.



Triathlon. Regole, materiali, tecniche, allenamento spiegati da una campionessa (Martina Dogana) (€ 19,47)
Martina Dogana è una grandissima campionessa di triathlon e, nel suo libro, spiega in modo semplice sia la tecnica che l’allenamento indispensabile per affrontare con tranquillità una disciplina che sembra difficile ma che – in realtà – non lo è affatto.

La descrizione: Il triathlon, nato nel 1978 alle isole Hawaii, in soli tre decenni si è evoluto e da prova estrema è diventato uno sport molto popolare con distanze molto più corte e accessibili a tutti. Dai Giochi Olimpici di Sydney fa parte del programma olimpico nella sua versione classica di 1,5 km a nuoto, 40 km di ciclismo e 10 km di corsa. Praticabile a ogni età, il triathlon è adatto sia ai bambini, che trovano così un’ottima scusa per stare all’aria aperta e giocare con i coetanei, sia agli adulti, alla ricerca di un modo nuovo e salutare di impiegare il tempo libero. Il triathlon è anche uno stile di vita perché insegna a mettersi in gioco ogni giorno ponendosi sempre nuovi obiettivi e organizzandosi al meglio per riuscire a raggiungerli. Questo libro ha l’intento di guidare sia gli aspiranti triathleti verso la loro prima gara, sia i più esperti che vogliono migliorare in questa disciplina, con tanti consigli sulla scelta dei mezzi e dei materiali e su come allenarsi al meglio senza il timore di dover affrontare in una volta sola tre sport tanto diversi tra loro.



Dimagrire di corsa (Daniel Fontana) (€ 14,45)
Una specie di autobiografia che parla anche di alimentazione, miscelando in modo molto interessante sia argomenti tecnici che la storia del grande campione. Un libro che insegna e motiva allo stesso tempo. A me è piaciuto davvero molto.

La descrizione: C’è chi corre per passione e chi corre per dimagrire: questo libro è dedicato ai secondi, senza dimenticare i primi. L’ha scritto Daniel Fontana, il più forte triatleta italiano, che da pochi anni ha scelto di concentrarsi sulla distanza più massacrante, l’Ironman: 3,8 chilometri di nuoto in acque libere, 180 chilometri in bici e, per finire, una maratona. Come si riesce a compiere una simile impresa? Servono un allenamento graduale e mirato, un’ottimale condizione fisica e uno stile di vita sano e regolato, ma non può mancare l’atteggiamento mentale giusto, un mix di tenacia, determinazione e motivazione – tutte caratteristiche fondamentali anche per scegliere di alzarti dal divano e occuparti finalmente del tuo benessere. Nessuno come Daniel – che, oltre ad allenarsi, allena – è in grado di suggerirti le migliori strategie per cominciare a correre o per migliorare il tuo stile, le tue prestazioni e, perché no, la tua linea. “Dimagrire di corsa” è un vero e proprio manuale, che contiene informazioni adatte a principianti desiderosi di avvicinarsi alla corsa, ma anche perle di saggezza (e allenamento) rivolte a corridori più esperti: dai consigli sulla scelta delle scarpe e dell’abbigliamento agli esercizi di riscaldamento, potenziamento e stretching giusti, da poter fare anche a casa; dai trucchi motivazionali per sconfiggere la pigrizia a una varietà di tabelle di allenamento… Con il contributo della eat coach Elena Casiraghi.


Fonte: www.runlovers.it

sabato 3 settembre 2016

Cos’è un Tapascione?

Cos’è un Tapascione?
Solitamente si usa questa terminologia per indicare chi corre piano ma è una ideologia sbagliata. Basti pensare che tanti giornali titolavano qualches ettimana fa: “Bertone alle olimpiadi, il sogno dei tapascioni si avvera”. La Bertone è una dottoressa che non corre per una società militare e non si allena due volte al giorno. E una runner come tutti noi, che con passione e dedizione è riuscita ad ottenere grandi risultati e a realizzare un sogno: fare il tempo minimo (1:15.06 ad Amsterdam) per riuscire ad essere selezionata dal coach Magnani ed andare alle Olimpiadi di Rio. Questo non significa che tutti i tapascioni potranno raggiungere l’obiettivo d’andare ad una olimpiade, anche perchè serve un aiutino da madre natura, ma che se si ha la fortuna di essere dotati e ci si allena con abnegazione, si possono sognare obbiettivi importanti. Tornando quindi al discorso iniziale, non è vero che un tapascione è uno che va piano.

Cos’è allora un tapascione? Faccio un mio elenco per punti:

  • Non è un atleta professionista;
  • Non viene pagato per correre;
  • Corre per amore, per star bene e per stare in compagnia;
  • Nella maggior parte dei casi ha iniziato a correre per dimagrire;
  • Non si dispera se salta un allenamento;
  • Partecipa di tanto in tanto alle tapasciate domenicali;
  • Partecipa alle competitive senza spirito agonistico. Significa che darà il massimo ma sarà felice qualsiasi sia il risultato finale;
  • Non si rovina la giornata se non migliora il suo PB in gara;
  • Quando si infortunia, alla prima visita, chiede al fisioterapista se già il giorno dopo potrà andare a correre*;
  • Non disdegna una fetta di salame;
  • E convinto che la birra sia un ottimo sostituto di tanti integratori;
  • Oltre che di corsa parla anche di altro;
  • Se gli viene chiesto, accompagna un amico alla sua prima maratona anche se dovesse significare correre ai 7 al km;
  • Ha un suo stile di corsa e non cerca di cambiarlo con allenamenti specifici;
  • Testa qualsiasi nuovo prodotto che viene messo sul mercato: dalle creme riscaldanti all’abbigliamento tecnico performante;
  • Si complimenta sempre con i compagni di squadra più forti di lui ma lo fa sarcasticamente;
  • Preferisce correre in compagnia;
  • Quando racconta le gare a cui ha partecipato “pompa” il racconto peggio di un pescatore.
Sicuramente ho saltato qualcosa ma possiamo dire che ha grandi linee ogni vero tapascione si riconosce in almeno un paio di queste affermazioni.



*Tempo fa dovetti fermarmi a causa di una infiammazione alla bandelletta. Durante un allenamento sentii un forte dolore a lato del ginocchio destro. Andai subito dal fisioterapista che mi visitò e mi disse:

Dott: “Hai una brutta infiammazione della bandelletta”,
Io: “Capisco”,
Dott: “Ora serve tanto stretching”,
Io: “Ok, certo”,
Dott: “Farei anche un po di fibrolisi”,
Io: “Sono d’accordo”,
Dott: “E qualche seduta di tecard”,
Io: “Bene”,
Dott: “E naturalmente riposo. Capito?”,
Io: “Certo. Tutto chiaro ma questa domenica riesco a fare un’uscita, anche lenta?”,


Fonte: tapascione.com

venerdì 2 settembre 2016

Tenosinovite (sinovite tendinea)

Generalità
La tenosinovite è un'infiammazione che interessa la guaina sinoviale, quella struttura anatomica che riveste il tendine per ridurre l'attrito da sfregamento lungo il suo decorso.
In genere, un tendine interessato dalla tenosinovite è colpito simultaneamente da tendinite: la sede di massima infiammazione è il rivestimento sinoviale, ma la risposta infiammatoria può coinvolgere anche il tendine incluso.

Il processo infiammatorio della guaina sinoviale determina un aumento del volume e della viscosità del liquido sinoviale, che genera attrito, quindi dolore e limitazione dei movimenti
Il processo flogistico che interessa la guaina tendinea si manifesta con dolore, difficoltà di movimento e produzione di liquido che può generare tumefazioni (gonfiori) apprezzabili dall'esterno.
Le principali cause che determinano l'insorgenza della tenosinovite sono traumi o sollecitazioni funzionali prolungate, malattie reumatiche o infezioni. Le sedi maggiormente interessate sono le mani, il polso, l'avambraccio, il collo del piede ed il tendine d'Achille. L'infiammazione rende la guaina rugosa ed irregolare (esempio: tenosinovite crepitante, associata ad un crepitio che accompagna il movimento dell'articolazione interessata) oppure dura, spesso con la conseguente formazione di un nodulo (tenosinovite a scatto).
Tra le sinoviti tendinee più comuni ricordiamo la tenosinovite cronica stenosante del pollice (detta anche sindrome di De Quervain), la tenosinovite del tibiale anteriore e la tenosinovite stenosante dei flessori delle dita (chiamata comunemente "dito a scatto").

Nota. Nella terminologia spesso si fa confusione tra tendinite e tenosinovite. Il termine tendinite indica una flogosi del tendine, ma questo, essendo assai poco vascolarizzato, compatto e povero di cellule, non può sviluppare un quadro infiammatorio classico. 
Il danneggiamento delle fibre porta solo ad edema e ad alterazioni di tipo regressivo; i fenomeni più esplicitamente flogistici restano localizzati alla relativa guaina sinoviale che riveste il tendine (tenosinovite).

Cause della tenosinovite
L'eziologia esatta della tenosinovite è sconosciuta, ma può essere ricondotta a cause meccaniche, come un eccessivo uso fisiologico dei tendini o sollecitazioni anormali (sforzi eccessivi).
Lievi traumi ripetuti per un lungo periodo di tempo possono aumentare il danno a carico della guaina sinoviale. Alcuni sport agonistici (tennis, marcia, pattinaggio ecc.) e l'uso ripetuto di utensili manuali in alcune professioni possono promuovere l'insorgenza della sinovite tendinea. 
La tenosinovite è anche collegata a patologie sistemiche come malattie reumatiche ed infezioni mediate da microrganismi patogeni, che penetrano a causa di ferite o per diffusione di processi infettivi (esempio: osteomieliti, paterecci...). In queste forme infettive di sinovite tendinea, il processo flogistico può assumere caratteri suppurativi (con formazione di pus entro il tessuto infiammato).

Le tenosinoviti infettive in breve
Le tenosinoviti infettive sono causate per la maggior parte da streptococchi: i batteri raggiungono il tendine a causa di una ferita profonda o per diffusione di processi infettivi in aree anatomiche attigue. I sintomi sono dati da dolore intenso (spesso di tipo pulsante), gonfiore e arrossamento. La terapia si basa sull'assunzione di antibiotici ed eventualmente sull'intervento chirurgico della guaina tendinea per eliminare la raccolta di pus.

Sintomi e segni clinici
La malattia è caratterizzata da dolore, riduzione dei movimenti della regione colpita e, in caso di tenosinovite a scatto, dal blocco improvviso del tendine durante il movimento. 
Le guaine possono accumulare liquido sinoviale e determinare tumefazione, oppure possono generare un attrito, avvertito con uno stetoscopio (durante la visita medica, quando il tendine si muove all'interno della sua guaina). 
Un dolore localizzato può essere presente lungo il decorso del tendine. 
Le sedi più frequentemente colpite da tenosinovite sono:
  • la capsula dell'articolazione della spalla ed i tendini ad essa associati (cuffia dei rotatori);
  • il flessore radiale e ulnare del carpo;
  • i flessori delle dita;
  • la capsula dell'articolazione dell'anca ed i tendini ad essa associati;
  • il tendine di Achille;
  • l'adduttore lungo e l'estensore breve del pollice, che dividono una guaina fibrosa comune (sindrome di De Quervain).

Diagnosi
L'esame obiettivo è suddiviso nelle seguenti fasi: ispezione, movimento, palpazione e test specifici. La visita medica consente di rilevare il gonfiore in prossimità dell'articolazione coinvolta e di valutare il dolore e la manifestazione della sintomatologia correlata allo stress funzionale. Il tendine interessato da sinovite risulta essere edematoso alla palpazione (nel punto infiammato, la compressione lieve sul tendine provoca dolore). Se risulta possibile, il medico può imprimere, con le dita, dei movimenti passivi alle articolazioni, per percepire eventuali noduli dolenti.
L'ecografia permette di rilevare l'edema, una diffusa alterazione tendinea e talvolta un versamento che avvolge il tendine stesso. Inoltre, l'indagine ecografica consente di distinguere le diverse forme di tenosinovite (esempio: l'aumento di liquido essudativo all'interno della guaina sinoviale nella sindrome di De Quervain oppure la presenza di ipertrofia del tessuto sinoviale nella sinovite tendinea proliferativa). Un supporto complementare, per formulare la diagnosi, può essere fornito anche dalla risonanza magnetica e da un esame Rx. Tali indagini diagnostiche permettono di evidenziare alterazioni dovute a traumi e consentono di individuare eventuali depositi di calcio a livello del tendine e della sua guaina.

Terapia della Tenosinovite
I trattamenti rivolti alla sinovite tendinea dipendono dalla gravità dell'infiammazione e dalla posizione in cui è localizzata, ma nella maggior parte dei casi consentono il recupero completo. 
Gli obiettivi della terapia sono:
  • alleviare il dolore;
  • ridurre l'infiammazione;
  • ripristinare la funzionalità articolare.

La gestione terapeutica prevede:

Trattamento medico
La cura principale si basa sulla fisioterapia e sul riposo, il quale è essenziale per il recupero. In casi di infiammazione acuta, il paziente può applicare impacchi freddi sull'area colpita da tenosinovite. Le forme lievi della patologia possono essere trattate con la somministrazione di antinfiammatori non steroidei (FANS) e di farmaci analgesici locali per circa 7-10 giorni. I casi più gravi sono trattati con infiltrazioni di cortisone e, successivamente, con paracetamolo ed ibuprofene. Per la completa risoluzione del processo infiammatorio relativo alla sinovite tendinea possono essere necessarie terapie sintomatiche ed infiltrazioni ogni 2-3 settimane per uno o due mesi.

La terapia infiltrativa nella tenosinovite
In rapporto alla gravità e alla localizzazione del processo patologico può essere utile eseguire delle infiltrazioni con un corticosteroide (esempio: desametasone acetato, metilprednisolone acetato o idrocortisone acetato) in prossimità della sede in cui si avverte maggiore dolore. 
La somministrazione mediante iniezione deve essere eseguita con molta attenzione, per evitare che il liquido venga a contatto con il tendine, in quanto è possibile causare un indebolimento o la rottura dello stesso.

Terapia rieducativa
La terapia fisica può essere utile per ridurre la sintomatologia e possono essere indicati appositi esercizi, in rapporto alla tollerabilità da parte del paziente, che rendano progressivamente più attiva l'articolazione interessata da sinovite tendinea (l'esercizio fisico risulta particolarmente utile per prevenire la cosiddetta spalla congelata, a seguito della risoluzione dell'infiammazione).

Approccio chirurgico
Nel caso la tenosinovite sia persistente e resistente alla terapia può essere presa in considerazione l'artroscopia chirurgica e la rimozione di eventuali depositi di calcio, seguita dalla fisioterapia graduale. L'approccio chirurgico risulta raramente necessario e solitamente prevede la liberazione chirurgica o l'asportazione delle guaine sinoviali alterate (sineviectomia).


Fonte: www.my-personaltrainer.it


giovedì 1 settembre 2016

I periodi NO del runner: come uscirne?

Vi siete mai sentiti demoralizzati, stanchi, timorosi?

Magari dopo una bella serie di gare andate così così? Sofferte, tirate, preparate, ma poi regolarmente bucate, deludenti.

Esistono periodi di stallo nel podista, in cui non si migliora malgrado gli allenamenti e periodi invece in cui la forma fisica lascia a desiderare.

Le motivazioni sono tante, di natura medica e fisiologica, ma queste non ve le sto a spiegare approfonditamente perchè non ne sarei capace. Vi dico soltanto che il corpo deve assestarsi. E’ come la neve: quando nevica molto la neve è bellissima, ma prima che nevichi ancora, quella sotto deve assestarsi e comprimersi, altrimenti, se non si crea il fondo, la neve che cade sopra scivola via creando una valanga.

Insomma, dopo un periodo di allenamento intenso, bisogna dare al corpo il tempo di assestarsi e metabolizzarlo, prima di cominciare ad allenarsi di nuovo. Nel periodo di assestamento bisogna diminuire l’allenamento e, appositamente, far scendere il livello di forma.

Se si sbaglia questo, il corpo di sovrallena e perde in efficienza.

Insomma, cade la valanga se usiamo la metafora della neve.

Io sto vivendo questo periodo e non mi era mai successo prima: vado sempre più lenta, sono sempre stanca, mi sento una chiavica e ho perennemente male da qualche parte.

Ma non mi passa la voglia di correre!

Ho fatto la Stratorino due settimane prima puntando a stare sotto i 42 minuti (cosa fattibile, nei miei tempi direi) e ho chiuso a 43’47”. Ho fatto questa settimana la Turin Half Marathon e sono crollata al 16°km, chiudendo 5 minuti sopra l’obiettivo (anche questo fattibile). In entrambi i casi per ottenere questi due risultati ben al di sotto delle mie potenzialità, ho fatto uno sforzo incredibile, valutando se ritirarmi o se chiudere la gara, pensando di svenire all’arrivo. e dire che fino ad un mese fa era tutto ok. Cosa è successo?

La verità è che ho lavorato per preparare la 10 km ad inizio aprile imponendo al mio corpo una serie di allenamenti ai quali non era abituato. Sono arrivata al mio top di forma ad inizio aprile, per poi crollare nel periodo successivo.

Molti di noi non sono dei runner di lunga data, non hanno l’esperienza e il fisico di uno che corre da quando aveva 15 anni. Dobbiamo quindi essere realisti e ascoltare il nostro corpo maggiormente. Non perchè non possiamo migliorare o perchè valiamo meno di chi corre da molto tempo, ma perchè per sentirci dobbiamo stare in ascolto maggiormente.

Per cui, spero di esservi d’aiuto dandovi qualche consiglio per “vivere meglio” il vostro periodo no:

  • sappiate che succede. Prima regola. Non potete farci niente, succede, il periodo no succede. Vuoi perché siete stanchi, vuoi perchè vi girano le scatole, vuoi perché fa caldo… insomma, succede, quindi non pensate di essere i soli. Non annoiate i vostri amici di corsa, non disperatevi, non buttate nel fiume le scarpe da running. Succede. E come è successo, poi passa.
  • Riposatevi. E’ inutile che pensiate che siccome siete giù di forma, allora dovete allenarvi di più. Sarebbe pure peggio. E’ come quando vi viene il raffreddore: riposatevi. Mangiate bene, bevete centrifugati, integrate con un prodotto ad hoc, o fatevi fare un massaggio extra. Oppure, meglio ancora, staccate un pochino dalla corsa: nuotate, camminate in montagna, andate in bici. Non sentitevi in colpa, vi farà bene.
  • cambiate scarpe. Questo consiglio non ha nulla di scientifico, ma funziona psicologicamente. Fate come i granchi e fate la muta: cambiate. Se potete regalatevi un nuovo paio di scarpe, magari colorate, confortevoli, quelle che vi piacciono tanto. Le avreste comprate comunque prima o poi e allora compratele adesso. Vi farà sentire all’inizio di un nuovo percorso.
  • Fatevi del bene: se siete stanchi è perchè il vostro corpo vi chiede di prendersi cura di lui, o almeno io la penso così. Per cui cercate di farvi del bene, un gesto, fateglielo capire che lo amate: se fumate smettete, se è una vita che dovete fare una visita medica fatela, se mangiate pesante fate una settimana detox… Fate un qualcosa che rimandate da tempo ma che sapete che vi farà bene.
  • Sfogliate le riviste di corsa e scegliete una gara “esotica”, una maratona in posti strani, un trail nel verde, una corsa a tappe… insomma, prendetevi una vacanza dal cronometro e dedicatevi alla gioia di vedere posti nuovi grazie alla corsa.
  • Ringraziate di poter correre. Questo è il consiglio must. Qualsiasi sia il vostro risultato in una gara, qualsiasi sia la vostra performance, qualsiasi sia il vostro stato di forma, voi siete lì e state correndo. Questo significa che siete in salute, che i vostri muscoli funzionano, che potete passare qualche ora a fare ciò che vi piace, significa che siete con amici, che respirate e che potete permettervi scarpe e abbigliamento. Beh, sembrerò buonista, ma non tutti possono dire lo stesso. Quindi, ringraziate di poter fare quello che state facendo, cioè di fare quello che vi piace. Correre.
Per il resto, non abbattetevi e passato il periodo di riposo, quando vi sentite di nuovo in forma ricominciate. Nulla di quello che avete fatto prima andrà perso, ma il vostro corpo lo avrà metabolizzato e voi sarete di nuovo fortissimi.

Io ora mi dedico al divertimento: correre. Piano. Bene. Curando la tecnica.

Buone corse a tutti!


Fonte: www.runningcharlotte.org