domenica 8 maggio 2016

L’influenza del peso corporeo nel podista

Il peso corporeo per un podista è importante principalmente per due aspetti: prestazione e salute.


Prestazione

Gli sport in cui è richiesta la più bassa percentuale di grasso corporeo sono quelli in cui il fattore antigravitario si oppone in modo significativo alla prestazione. A ginnasti, ciclisti scalatori, saltatori in alto, rocciatori o praticanti di corsa in montagna sono richieste bassissime percentuali di grasso, poco al di sopra del quantitativo di grasso essenziale che comprende i lipidi delle membrane cellulari, del sistema nervoso centrale, delle ossa e degli organi interni, oltre che il grasso sesso specifico nelle donne, e forma la percentuale minima di grasso necessaria per la vita, che è compresa tra il 3% e il 5% negli uomini, e il 9% -12% nelle donne.

In queste discipline il grasso di deposito rappresenta una massa non attiva che va a determinare un effetto “zavorra”: in presenza di un elevato fattore antigravitario, nel rapporto massa magra/massa grassa la diminuzione di quest’ultima sarà determinante per rendere il risultato più favorevole, con anche un aumento del VO2max espresso in termini relativi (ml/kg/min)

In sostanza negli sport che richiedono il superamento di salite o che sono basati su movimenti effettuati direttamente contro la forza di gravità, la diminuzione del grasso di deposito e cioè del distretto corporeo che non partecipa alla produzione di energia e di movimento, è addirittura preferibile rispetto a un più elevato sviluppo della stessa massa muscolare. Si può valutare che se si perdono 5 kg di grasso corporeo e si migliora di 15 sec/km, 2,5 sec/km sono dovuti all’allenamento e ben 12,5 sec/km alla diminuzione di peso.

Nel caso di invece di corsa effettuata in pianuira, l’assenza di salite è controbilanciata dalla presenza o meno del fattore resistenza e durata dell’attività fisica

I maratoneti ad esempio, pur non dovendo superare grandi dislivelli, sono chiamati a vincere per un numero imprecisato di volte sia durante la gara che negli allenamenti l’entità del loro peso corporeo e quindi l’effetto zavorra determinato dalla presenza di grasso di deposito risulta determinante in negativo proprio a causa del ripetersi del gesto tecnico protratto così a lungo nel tempo.

Va anche tenuto in considerazione che la genetica muscolare di un maratoneta è ricca di fibre rosse non particolarmente adatte a supportare il ripetuto sollevamento di masse elevate (le più adatte a tale scopo sarebbero le fibre bianche), e la totale eliminazione del grasso di deposito associata al gesto della corsa risulta essere il mezzo ideale per rendere più agevole ed economica la prestazione di resistenza sportiva.

Questa soluzione è fra l’altro largamente adottata dagli atleti di elite che, agevolati dall’alto consumo di grassi corporei imposto dalla loro disciplina, gareggiano spesso con percentuali di massa grassa al limite del grasso essenziale

Sicuramente per l’amatore conta di più il controllo del peso che l’allenamento mentre per l’atleta o l’agonista mantenere un peso forma è fondamentale, e per conseguire certi traguardi il modello nutrizionale da lui seguito è certamente adeguato.

Per chi corre per il piacere di correre e per sentirsi in forma il discorso è diverso: ci sono runners che corrono da anni in sovrappeso, sottoponendosi ad allenamenti a volte molto duri per preparare una corsa a cui tengono particolarmente; è anche purtroppo comune vedere principianti iniziare stressanti programmi di allenamento con dieci o più chilogrammi di sovrappeso. Oltre ad andare incontro a problemi tendinei e/o muscolari e a fare una fatica immensa, essi non possono sperare di migliorare le loro prestazioni se non migliorano la loro massa corporea, apportando adeguate modifiche all’alimentazione.

Infatti nelle gare di resistenza (per le gare brevi fino ai 1500 m la perdita di prestazione è sicuramente minore) per un atleta standard 1 kg di peso in più può essere valutato in circa 2,5 sec/km in più, 10 kg in più e si corrono i 5000 m in oltre due minuti in più!

I 2,5 sec/km ovviamente sono una media: se l’atleta pesa di meno (come in genere una donna) il guadagno è maggiore, se pesa di più minore.



Salute

Chi è decisamente in sovrappeso con indice di massa corporea IMC (peso/altezza in metri al quadrato) superiore a 25 dovrebbe limitarsi al walking, perdere peso e poi iniziare a correre dal momento che il sovrappeso accorcia la vita atletica del corridore per via del fatto che i chili in più sono favoriscono infortuni per tendini, muscoli e articolazioni. Naturalmente nel momento in cui il runner deve smettere di correre per problemi vari, viene a perdere tutti i benefici salutistici della corsa.


Generalmente due sono gli errori tipici che chi corre commette:

a. credere di avere la costituzione robusta
Frasi del tipo: “ho una struttura fisica molto pesante”, “sono di costituzione robusta” non tengono in considerazione della valutazione della percentuale di massa grassa, che è discriminante tra reale magrezza con bassa massa grassa e normopeso o sovrappeso con alta percentuale di grasso corporeo, valutazione che può essere effettuata mediante una accurata analisi della composizione corporea

Se il runner può correre, cioè non è troppo in sovrappeso, non è detto che egli corra bene a causa di qualche chilo di troppo o che non possa migliorarsi e avere meno problemi di salute e infortuni con qualche chilo in meno

Chi è correttamente magro dovrebbe notare le vene nell’avambraccio in rilievo netto, se no non è in peso forma ottimale per la corsa di resistenza e di lunga durata.

b. ritenersi idonei per qualunque distanza e per qualunque carico di allenamento settimanale
Correre non vuol dire che si è idonei per qualunque distanza e tipologia di corsa, magari per la maratona

In base al proprio BMI, con la tabella sottostante si può avere un’idea del tipo di allenamento e gara podistica più idonei per la propria costituzione



Fonte: www.stefanomosca.it

sabato 7 maggio 2016

Lo strappo muscolare

Lo strappo, o distrazione muscolare è una lesione piuttosto grave che causa la rottura di alcune fibre che compongono il muscolo. Tale lesione è generalmente causata da un'eccessiva sollecitazione (brusche contrazioni o scatti improvvisi) ed è piuttosto frequente in ambito sportivo (soprattutto negli sport che richiedono un movimento muscolare esplosivo come sollevamento pesi, baseball, calcio, gare di sprint e di salto).

Spesso gli strappi muscolari avvengono in condizioni di scarso allenamento o quando il muscolo è particolarmente stanco o impreparato a sostenere lo sforzo (mancato riscaldamento).

Sebbene lo strappo possa colpire qualsiasi muscolo del corpo, le sedi più frequentemente colpite sono gli arti, mentre più raramente si possono riscontrare patologie a carico della muscolatura addominale e dorsale. In particolare negli sportivi sono frequenti lesioni ai muscoli della coscia (flessori, adduttori, quadricipite) e della gamba (tricipite surale). Una distrazione muscolare frequente nei culturisti è invece quella che coinvolge il tricipite e/o il deltoide durante gli esercizi di spinta su panca piana.

In relazione al numero di fibre coinvolte (in un muscolo sono presenti diverse migliaia di fibre) gli strappi muscolari si possono classificare usando una scala di gravità composta da tre stadi.


LESIONE DI PRIMO GRADO
In questo tipo di lesione sono danneggiate solo poche fibre muscolari (meno del 5%). Il danno è tutto sommato modesto e viene avvertito come un leggero fastidio che si accentua durante la contrazione e l'allungamento muscolare. In caso di lesione di primo grado non si ha quindi un'importante perdita di forza o limitazione del movimento.


LESIONE DI SECONDO GRADO o lesione grave
La gravità dello strappo aumenta poiché viene coinvolto un maggior numero di fibre. Il dolore, acuto è simile ad una fitta e viene chiaramente avvertito in seguito ad una violenta contrazione muscolare. La lesione interferisce con il gesto atletico ma consente allo sportivo di continuare la gara o l'allenamento. Tuttavia il dolore può essere aggravato da ogni tentativo di contrarre il muscolo.


LESIONE DI TERZO GRADO o lesione gravissima
L'alto numero di fibre coinvolte causa una vera e propria lacerazione del ventre muscolare (completa o semi completa coinvolge comunque almeno 3/4 delle fibre). Tale lesione si avverte alla palpazione come un avvallamento, un vero e proprio scalino che testimonia l'entità della rottura. 
Il dolore, violentissimo determina una completa impotenza funzionale tanto che se la lesione coinvolge gli arti inferiori l'atleta si accascia immediatamente al suolo

Lo strappo muscolare può essere paragonato alla progressiva rottura di una corda messa in tensione da due tiranti. In un primo momento si sbrogliano solo alcune fibre (lesione di I grado) e mano a mano che si incrementa la forza di trazione lo sfilacciamento diventa sempre più evidente (lesione di II grado) fino alla completa rottura della corda (lesione di III grado).


I sintomi
Il soggetto colpito da uno strappo muscolare avverte un dolore acuto nella zona lesionata, tanto più intenso quanto maggiore è il numero di fibre coinvolte. Il dolore avvertito viene spesso rievocato dalla contrazione del muscolo interessato. Se il trauma è particolarmente grave il soggetto si trova nell'impossibilità di muovere la parte interessata ed il muscolo appare rigido e contratto. Una distrazione di II o di III grado si accompagna, nella maggior parte dei casi, ad edema e gonfiore.

Il muscolo scheletrico è irrorato da una fitta rete di capillari che in caso di strappo vengono lesionati. Tale rottura causa uno stravaso ematico più o meno evidente a seconda dell'entità e della localizzazione della lesione. Se nei traumi più lievi il sangue rimane all'interno del muscolo, in quelli più gravi migra in superficie dove si accumula e forma evidenti ematomi.

Dopo circa 24 ore si può apprezzare un livido localizzato più in basso rispetto alla sede dello strappo a testimonianza dello stravaso ematico. Può inoltre insorgere una contrattura muscolare "di difesa" grazie alla quale l'organismo cerca di immobilizzare l'area interessata per favorire il recupero ed evitare che la situazione peggiori ulteriormente.


Cosa fare
La prima cosa da fare è sospendere immediatamente l'attività sportiva ed immobilizzare la zona colpita. Se nei casi più gravi tale sospensione è d'obbligo in quelli più lievi il soggetto, vista la sopportabilità del dolore, è naturalmente portato a stringere i denti e continuare. In questo modo però aumenta notevolmente il rischio di aggravare la situazione per cui si consiglia di fermarsi il prima possibile anche se il dolore avvertito è di lieve entità.

Dopo essersi fermati evitare di caricare l'arto e metterlo in una posizione di riposo (posizione rialzata).

Applicare immediatamente un impacco freddo (borsa del ghiaccio, spray ecc.) sulla zona interessata in modo da ridurre il flusso di sangue ai vasi lesionati (vasocostrizione). Allo stesso tempo evitare qualunque forma di calore (massaggi, pomate, fanghi ecc.).

Rivolgersi ad un medico specializzato e sottoporsi ad esami strumentali per valutare la reale entità del danno.

Le lesioni di primo grado si risolvono nel giro di 1-2 settimane, in cui l'atleta va mantenuto a riposo e trattato con antinfiammatori e miorilassanti. Qualche esercizio di stretching può aiutare ad accelerare e migliorare il recupero rielasticizzando, per quanto possibile, il tessuto di riparazione cicatriziale.

Le lesioni di secondo grado prevedono invece tempi di guarigione più lunghi (15-30 giorni). Prima della ripresa dell'attività sportiva il soggetto dovrà seguire un percorso di riabilitazione e sottoporsi ad opportuni interventi fisioterapici.

Nei casi più gravi (lesioni di III grado) può essere necessario l'intervento chirurgico.

Tra le terapie fisiche più efficaci segnaliamo la tecarterapia una metodica ancora poco diffusa che consentirebbe di dimezzare i tempi di recupero grazie al trasferimento di cariche elettriche endogene agli strati muscolari più profondi.


Prevenzione
Le fibre lesionate dallo strappo muscolare hanno scarsa capacità di rigenerazione. Se si esclude l'intervento, ancor non ben chiarito, delle cellule satellite il processo di riparazione avviene esclusivamente con la formazione di un tessuto cicatriziale meno elastico, meno contrattile e anche meno resistente di quello muscolare.

Si possono così formare delle aree con differente elasticità che aumentano sensibilmente il rischio di lesioni ricorrenti.

Diventa dunque di fondamentale importanza cercare di allontanare il più possibile il rischio di lesione.

La prevenzione degli strappi muscolari si caratterizza per l'osservanza di alcuni punti fondamentali:
  • eseguire sempre un riscaldamento generale e specifico della muscolatura
  • assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sopportare lo sforzo
  • valutare attentamente la praticabilità del terreno di gioco
  • scegliere abbigliamenti adatti, coprirsi per bene nei mesi invernali e, se necessario, utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento
  • eseguire sempre esercizi di allungamento per migliorare l'elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante

Suggeriamo infine di non sottovalutare alcun sintomo doloroso, anche se lieve. La prevenzione degli strappi muscolari più gravi si effettua anche con una corretta terapia delle forme più lievi.


Fonte: www.my-personaltrainer.it

giovedì 5 maggio 2016

Il massimo della tecnologia nella corsa: sapere anche farne a meno

Probabilmente se Dorando Pietri avesse avuto un cardiofrequenzimetro nei suoi allenamenti e soprattutto nella famosa Maratona Olimpica di Londra che lo ha consegnato alla storia, sarebbe stato medaglia d'oro olimpica, ma probabilmente non sarebbe diventato un mito dell'atletica.

Nella storia della corsa la tecnologia ha avuto un'evoluzione, che ha le sue radici nei primi cronometri da polso, passando ai cardiofrequenzimetri, giungendo alle prime "parabole da braccio" per misurare al meglio le distanze, giungendo ai fantastici strumenti integrati di oggi che ci dicono cosa e come farlo non solo durante l'allenamento, ma nell'arco di tutte le 24h. Devo confessarlo, ritengo tutto questo meraviglioso.

Trovo altissimi stimoli nel monitorare e pianificare i miei allenamenti, nel confrontarli, nello studiare cosa sta accadendo al mio corpo. Inoltre non possiamo essere ciechi: le diverse app che ci permettono di condividere in modo social ogni metro che facciamo ci aiutano nel mantenere alta la motivazione e a continuare ad allenarsi. Il social si sta sostituendo, o integrando, allo spirito di sfida delle migliaia di gare podistiche domenicali non competitive, dove durante le corse si compete non solo a chi arriva prima, ma a chi arriva prima nonostante l'infortunio più grande, e dove la sindrome "del pescatore", ovvero di colorire ed esagerare un po' le cose, ha grandissimo spazio. Ecco il social è spietatamente onesto e generosamente democratico dato che io, come Meucci o Straneo, posso condividere i miei risultati con tutti. Così apri Twitter, Facebook o Google+ e trovi migliaia di post che dicono quanti km hanno fatto i tuoi compagni virtuali di corsa e a quale ritmo. Devo dire che non mi dispiace, anzi!

Parlando di strumenti più tecnici che incrociano andatura, frequenza e ritmo cardiaco, ritengo siano utilissimi nella costruzione e svolgimento di un piano di allenamento. Ritengo anche che non è semplice utilizzarli al meglio: l'interpretazione dei dati non va eseguita solo allenamento per allenamento, ma all'interno di un ciclo che può essere micro (settimanale), medio (mensile) o lungo (un trimestre).

A questo punto mi sorge una domanda: è possibile fare a meno della tecnologia nella corsa? Questo è secondo me un nodo fondamentale. Ritengo, per i motivi che vedremo fra poco, che dobbiamo imparare a correre anche senza. Dobbiamo fare in modo che la tecnologia sia un mezzo, non un obiettivo. Prima però permettetemi di raccontarvi due episodi che mi sono accaduti recentemente.

Un paio di domeniche fa correvo ad una podistica non competitiva del mio paese e avevo in mente di farla in due parti, una lenta e la seconda a tutta velocità. Nella prima parte chiacchieravo con runners con molti più anni di corsa sulle spalle. La podistica si svolgeva nei percorsi dove solitamente mi alleno e, parlandone con uno di loro, lui mi ha chiesto dove fossero i miei segni. I segni? Poi mi si è aperta una finestra di memoria: prima dei gps o dei podometri, il runner attraversava i percorsi con l'auto facendo un segno con un gessetto ad ogni km. Devo dire che, sarò un romantico, ma per un attimo ho avuto nostalgia.

Il secondo episodio è stato pochi giorni dopo. Evidentemente Freud mi ha condizionato e ho dimenticato, ad una podistica serale, orologio, fascia cardio e sensore scarpa. Mi sentivo nudo, come quando esco di casa senza telefono (altro problema). Ero davvero a disagio. Era una 6km, parto e corro a sensazione. Faccio praticamente tutta la corsa a 30 metri da un ragazzo giovane,probabilmente inesperto, ma veloce. Non avevo deciso di seguirlo, è stato un caso. Arrivati, non ho resistito e gli ho chiesto a quanto avevamo corso. L'andatura era 20" in meno a km di quella che sto tenendo in questo periodo su quelle distanze. La cosa curiosa è che non ero affaticato di più del solito.

Questi episodi mi hanno fatto ragionare su quanto la tecnologia ci aiuti, ma ci possa anche condizionare. Dicevo non un obiettivo, ma un mezzo. Il fatto che un allenamento sia su una certa distanza e ad una certa andatura, è importante, ma se questo diventa una gabbia mentale siamo certi che ci possa aiutare? Inoltre c'è l'alto rischio che le mie sensazioni a fine corsa siano condizionate dal risultato che ho ottenuto, piuttosto che dallo stato fisico in cui ho concluso la prestazione. Se alla fine di un allenamento vedo di aver fatto peggio di quello che mi ero prefissato, mi deprimo. Magari (vedi la mia podistica) senza strumenti avrei fatto meglio. Infine guardando solo il dato numerico fatico ad imparare ad ascoltare le condizioni del mio corpo.

Il messaggio è quindi: non essere schiavi della tecnologia, dato che corriamo per stare bene e anche per battere i nostri limiti, non per accontentare un display, ed imparare ad ascoltare le sensazioni del proprio corpo, che è la strada per migliorarsi. Capire se ho energia per fare uno sprint o un allungo di qualche km. Capire se posso tenere un ritmo o un altro. Con questo non demonizzo l'utilizzo di strumenti, anzi ne esalto la vera funzione: guidarci nei nostri allenamenti, aiutandoci a migliorare senza limitarci.

La mia proposta è quindi fare almeno un allenamento a settimana senza nessuno strumento, a sensazione. Guardo l'ora prima di partire e quando torno così saprò poi come è andata, ma corro a sensazione, mi concentro sulla postura, sul passo, sulla coordinazione di gambe, braccia e respiro, imparo a conoscermi, trovo da solo i miei limiti e dopo assegno loro un dato, guardando la durata e la distanza dell'allenamento. Ogni tanto posso fare questo allenamento con l'orologio girato in giù, lo tengo con me, monitoro il battito, ma guardo il risultato solo alla fine.

Come Dorando sfido solo me stesso, poi, se voglio, posso raccontare agli amici, colorandolo un po', un lato romantico della corsa che spero non si perda mai.


Fonte: www.runningitalia.it

mercoledì 4 maggio 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 03/05/16

Punti 26:
Nodari Michele,

Punti 20:
Scaggiante Michele,

Punti 18:
Crapanzano Salvatore, Piva Riccardo,

Punti 17:
Berto Sergio, Tebaldi Massimiliano,

Punti 16:
Casali Carlo, Vicentini Anna,

Punti 15:
Ragazzo Iosanco,

Punti 13:
Antonello Walter, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto, Rossi Nicoletta, Rusconi Alberto,

Punti 12:
Baldari Daniela,

Punti 11:
Canello Stefano, Favaro Manuel, Maniero Federico, Riccato Mauro, Zampieri Luciano,

Punti 10:
Nalesso Monica, Panciera Andrea, Pivetta Andrea, Temporin Marco, Zanetti Nicola, Vedova Gabriele,

Punti 09:
Baroni Daniele, Campanelli Cesare, Caser Michela, Coin Maurizio, Furlan Luigino, Puca Michele, Rosada Mauro, Santello Nadio, Simion Michele,
Punti 08:
Di Geronimo Dario, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Vanzetto Giorgio,

Punti 07:
Cettina Alessandro, Favaro Cristiano, Fiannaca Antonio, Michielan Erika, Ongarato Fabio, Vio Daniele,

Punti 06:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Bertoldo Roberto, Dei Rossi Roberto, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni, Marini Massimo, Massarutto Roberto, Tebaldi Maurizio, Wirkowsky Jean,

Punti 05:
Bruni Antonio, Causin Elisa, De Toni Marco, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Pascoli Silvia,

Punti 04:
Cerutti Stefano, De Toni Leonardo, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Pellizzaro Agnese, Pruner Andrea, Rossit Maria Grazia, Zanchet Andrea,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Biscontin Andrea, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Cozzolino Felice, Crosara Fabio, Fabiano Gabriele, Memmo Marco,

Punti 02:
Favaretto Patrizio, Martinovic Livio, Musmeci Ignazio, Schiavon Mauro,

Punti 01:
Fernandez Maurizio, Ferri Marco, Gaiani Luigi, Gemin Carla, Grigio Silvia, Ongaro Andrea, Paggiarin Andrea, Sambo Claudia, Tacchetto Daniele,

martedì 3 maggio 2016

Dove correre questa settimana (02/05/16 - 08/05/16)

Martedi 3 Maggio

  • Campagna Lupia (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00


Giovedi 5 Maggio

  • Padova: "Run for Parkinson" - ore 20:00


Venerdi 6 Maggio

  • Peschiera del Garda (VR): "Marcia il nostro impegno per il Parkinson" - km 4 / 8 - ore 18:00


Sabato 7 Maggio

  • Belluno: "Campionato Provinciale Prove Multiple Ragazzi" - ore 15:00
  • Cimadolmo (TV): "Corsa dell'asparago" - ore 18:30
  • Jesolo (VE): "Trofeo Giovanile Cadetti/e" su pista - ore 16:00
  • Montebelluna (TV): "Ragazzi/e + Cadetti/e" su pista - ore 15:00
  • Vicenza: "CDS Assoluto" su pista FIDAL - ore 13:15
  • Villaverla (VI): "100 e lode" - km 100 / 50 competitiva - km 50 non competitiva - ore 7:30


Domenica 8 Maggio

  • Auronzo (BL): "2^ prova Criterium Cadorino di Corsa" - ore 9:00
  • Bibione (VE): "Bibione half marathon" - km 21,097 - ore 9:00
  • Casier (TV): "10 miglia del Sile" - km 16,094 comp / non comp - km 7 non comp - ore 9:00
  • Colognola ai colli (VR): Via Montanara "Marcia tra colli e vigneti" - km 5 / 11 / 17 - ore 8:30
  • Conegliano (TV): "Marcia del Donatore e della Solidarietà" - km 5 / 11 / 19 - ore 9:00
  • Farra di Soligo (TV): "Camminata fra i palù di ..." - km 10 - ore 9:30 - Nordic Walking
  • Fenil del Turco (RO): "Passeggiata di primavera" - km 6 / 12 / 17 - ore 8:00
  • Granze (PD): "Marcia del Lavoro e della Solidarietà" - km 6 / 12 / 18 - ore 8:15
  • Grumolo Pedemonte (VI): "Caminada de San Biagio" - km 6 / 11 / 20 - ore 7:30
  • Jesolo (VE): "Camp. Provinc. Individ. Ragazzi/e" su pista - ore 9:30
  • Lozzo di Cadore (BL): "Trail de le Longane" - km 15 D+1100 - ore 9:45
  • Nogarole Vicentino (VI): "Caminada dei capitei" - km 7 / 12 / 19 - ore 7:30
  • Noventa Vicentina (VI): "Marcia campagnola" - km 4 / 9 / 15 / 24 - ore 7:30
  • Padova Prato della Valle "Pink Run": km 8 - ore 18:00
  • Piove di Sacco (PD): "Corri che ... Piove!" - km 7 / 12 / 21 - ore 8:00
  • Ponte San Nicolò (PD): Parco Vita "Quatto zampe in marcia + due" - km 7 - ore 10:00
  • Porto Viro (RO): "Correre in pineta" - km 8 - ore 9:30
  • Roe Basse (BL): "Pedonata delle rose" - km 4 / 10 - ore 9:15
  • San Donà di Piave (VE): "Camminata Ecologica - km 5 / 10 / 19 - ore 9:00
  • San Vendemiano (TV): "Esordienti A B C" su pista - ore 9:00
  • Schio (VI): "Schio City Jungle" - km 17 D+650 - ore 9:00
  • Sommacampagna (VR): "Marciarena - Meeting del Custoza" - km 6 / 11 / 17 / 21 - ore 8:30
  • Tisoi (BL): "Trofeo del donatore" - km 4 / 8 - ore 9:30
  • Treviso: "Treviso in rosa" - km 5 / 10 - ore 9:30
  • Vicenza: "CDS Assoluto" su pista FIDAL - ore 13:15
  • Vittorio Veneto (TV): "Madruk Trail" - km 23 D+1150 - ore 9:00

lunedì 2 maggio 2016

Info Sociale #17

MINITRAIL:


Stiamo ultimando i preparativi per il MiniTrail.
Ricordo che possono partecipare i bambini dai 4 ai 12 anni, ritrovo alle 15:30 e partenze alle 16:00. Ristoro e medaglia a tutti i partecipanti!
Avete sparso la voce?
Portate i vostri figli?
E i loro amichetti?
Avete ancora una settimana per organizzarvi, forza!

Se qualcuno volesse venire a dare una mano a preparare il percorso, e/o il ristoro, a "dirigere il traffico" dei bambini o dare comunque un supporto mi contatti in privato, grazie.



CENA SOCIALE:

Venerdi 27 Maggio era prevista la cena sociale, ma mi sono accorto coincidere con la Corsa dei Bisi a Peseggia, organizzata dal nostro Luigino Furlan. Quindi la cena sociale è rinviata a data da destinarsi, e colgo l'occasione per invitare tutti a partecipare alla corsa e, perchè no, a fermarsi comunque in sagra per una mangiata in compagnia.


MARCIA DEI 3 CANAI:

Il 22 Marzo a Cazzago si corre la Marcia dei 3 Canai, chi volesse fare gruppo può contattare Michele Scaggiante (leonaedo.sxaggiante@gmail.com oppure 389-9792525)



DOVE ABBIAMO CORSO:

Podi a pioggia (in tutti i sensi) Scorzè! Erika e Roberto: 2° di categoria, Marco e Andrea: 3° di categoria. Bravo Andrea: in società da due giorni e già va a premio!

Martedì 26/04/2016:
  • Liettoli (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari, Gianfranco Marcon, Andrea Pivetta, Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso
Domenica 01/05/2016:
  • Montaner (TV) - Marcia delle Lumache: Alberto Pandiani, Massimiliano Tebaldi, MAurizio Tebaldi
  • Oderzo (TV) - Gladiatorun Race: Michele Scaggiante
  • Scorze (VE) - Scorzè - Zero Branco - Scorzè: Mauro Riccato, Mauro Rosada, Erika Michielan, Roberto Dei Rossi, Marco Temporin, Andrea Paggiarin, Maurizio Coin

Corsa in discesa, utile per il potenziamento dei quadricipiti


La corsa in discesa non può essere annoverata come una metodica di allenamento, contrariamente alla corsa in salita che invece viene usata in vario modo come mezzo specifico di allenamento, non solo in atletica leggera.

Troviamo della bibliografia che riguarda la corsa in discesa come mezzo d’allenamento solo fra gli appunti del benamato prof. C. Vittori, che fece costruire un rettilineo in leggera discesa alla scuola dello sport di Formia per allenare la “supervelocità”.

A livello fisiologico, la corsa in discesa non produce effetti allenanti, in quanto lo stimolo cardio-respiratorio è talmente basso che non può considerarsi allenante.

Discorso diverso, invece, per quanto riguarda l’impegno muscolare: correndo in discesa, l’azione è principalmente a carico dei quadricipiti che lavorano in modo eccentrico rappresentando un impegno muscolare non indifferente. Infatti, in base al tipo di pendenza percorrere lunghi tratti in discesa tende a indolenzire le cosce nella parte anteriore.

I percorsi delle gare su strada raramente presentano lunghi tratti in discesa o discese particolarmente ripide, che sono invece tipiche della corsa in montagna e presenti nelle gare di corsa campestre.

Il podista, in generale, non ama la corsa in discesa, anche perché è molto difficile da correre non solo come tecnica di azione, ma anche come dinamicità del gesto.
In allenamento si corre in discesa solo quando si fa la corsa lunga e, in base al territorio, non si può fare a meno di incontrare tratti in salita e in discesa. Una tipologia di allenamento che presenta tratti in discesa è il collinare.

Quando si incontrano tratti in discesa, è consigliabile mantenere l’assetto un po’ più basso del solito, evitando di portare le spalle indietro, e fare rullare il piede che prende contatto con il terreno partendo dal tallone per finire sulle dita, cercando di ammortizzare per quanto possibile l’impatto a terra. L’azione delle braccia in discesa ha un effetto stabilizzante, al fine di mantenere un buon equilibrio e tenere il bacino basso.

Per affrontare tratti in discesa, le scarpe da corsa devono avere un buon sistema ammortizzante nel tallone.

Se è possibile, evitare di spingere al massimo nei tratti in discesa particolarmente ripidi.


Fonte: www.runningitalia.it

domenica 1 maggio 2016

01/05/2016 - Oderzo: Gladiatorum Race

Dovrei essere abbonato al maltempo, passi per l'inverno trascorso che capitava una domenica si e l'altra pure, fine aprile e inizio maggio con la pioggia e nonostante tutto si corre almeno per macinare km in vista della Bavisela. Sveglia alle 6,30 e già sento rumore di forte pioggia, previsioni azzeccate ma si decide di partire per Oderzo. Gladiatorum Race, ovvero una corsa competitiva di 11,097 metri in circuito vestiti per chi vuole con i costumi romani: questa è la prima gara delle tre in programma facente parte della 42,195 di marca cui comprende la Corritreviso a giugno e la mezza di Treviso a ottobre.
45 minuti di viaggio sempre con la pioggia che non smette di scendere e parcheggio l'auto nei pressi della piazza grande, seguo la freccia per il ritiro pettorali e guardo che numero ho; il 13, porterà fortuna? Noto che nell'elenco degli iscritti ci sono altri 3 amatori, ovvero Luigino Furlan, Andrea Bazzana e Luigi Bertoldo almeno oggi non sono da solo.
Nel ritirare il pettorale a scelta e per chi vuole c'era da scegliere un'oggetto romano tra corona d'alloro o d'oro (ovviamente finti), una spada o un gonnellino: opto per l'ultimo, nel frattempo saluto cordialmente e con piacere Matteo Trevisan reduce dalla maratona di Londra e mi invita a partecipare alla gara che si svolgerà a Piombino Dese il 13 maggio.
Arriva anche Maurizio Stievano, qualche chiacchera soprattutto nel mio modo di correre, non ha tutti i torti ma cercherò di migliorare la postura in futuro. Torno in auto, ci si cambia e inizio a fare riscaldamento o quasi, indossato il gonnellino mi sposto in zona partenza, qualcuno in alto ha chiuso i rubinetti perciò si parte con qualche goccia e un po' di vento contrario in qualche punto del circuito. Partenza fulminea per gli altri, quasi tutti spariti in mezzo km, primo km da 4,35 troppo veloce per me si rischia di finire presto la benzina. Infatti rallento ma seguo un certo ritmo, quasi sempre sotto i 5/km, prima dell'ultimo giro del circuito raggiungo Andrea Bazzana, ma per pochi metri, poi allunga e lo vedo in lontananza a fine gara. Mi passa di fianco Matteo Trevisan con un giro di vantaggio ma mi sprona a non mollare, un gesto che ho apprezzato soprattutto da un grande podista che ho sempre stimato. Si fa quello che si può, taglio il traguardo in 52'38" a 4'44"/km, ritiro il pacco gara, in'auto mi cambio i vestiti e torno a casa per il pranzo.
Buone prospettive per Trieste, con il sole se ci sarà.

Michele Scaggiante

sabato 30 aprile 2016

Consigli per correre sotto la pioggia


4 consigli utili per correre quando piove...

1. Adeguare l'equipaggiamento alle circostanze
Non è necessario usare il poncho se piove moderatamente.
L'abbigliamento deve essere scelto in funzione della durata della seduta prevista, e dell'intensità delle precipitazioni.
Se piove ininterrottamente:

  • Indossare un berretto per non essere infastiditi dalle gocce che gronderebbero dalla fronte.
  • Indossare un antivento impermeabile ma traspirante.
  • Proteggere le zone di sfregamento, essere più meticolosi del solito. L’acqua appesantisce gli indumenti che, e a loro volta, diventano causa di irritazioni.
  • Portare con se gli oggetti indispensabili. Abolire il lettore mp3 e prima di uscire, verificare che i soldi, la carta di credito e qualsiasi altro effetto personale, siano correttamente protetti all'interno di una tasca impermeabile.


2. Sei bagnato, e allora?
Quando si decide di correre sotto la pioggia la cosa più antipatica è bagnarsi. Quando gli indumenti e i piedi sono inzuppati d'acqua, il movimento sportivo diventa naturale.
Probabilmente ti sorprenderai, quando proverai piacere nel correre sotto la pioggia, mentre altri cercano di ripararsi.

Ricordati che non potrai scegliere le condizioni climatiche della prossima corsa. Che cosa farai se piove ? È meglio abituarsi a correre sotto la pioggia e saltare allegramente nelle pozzanghere. Ci si bagna ? E allora…


3. In caso di temporale
È possibile che il semplice acquazzone si trasformi nel corso della seduta in diluvio o peggio, in temporale. Se corri in aperta campagna e sei sorpreso dal temporale, la cosa più saggia da fare è cercare un riparo. Ferma un automobilista (facendo evidenti cenni) e chiama qualcuno per farti venire a prendere (se hai il cellulare).
Se è impossibile, non entrare nel panico. Tieniti distante dagli alberi e rannicchiati per diventare più piccolo possibile : il fulmine colpisce sempre i punti alti.


4. Una volta al riparo…
Dare prova di buon senso e spogliarsi prima possibile per evitare di tenere addosso gli indumenti bagnati. Prenditi cura dei piedi e delle scarpe (in questo ordine).

Verificare che tu non abbia alcuna vescica: la pioggia può a volte ammorbidire l'epidermide e causare la comparsa di piccole piaghe. A proposito delle scarpe : togliere la soletta interna – la soletta amovibile – per farla asciugare separatamente.

L’accumulo di umidità può essere la causa di cattivi odori ma anche di una deformazione della scarpa. Una tecnica antica, consiste nel mettere carta di giornale dentro la scarpa per accelerare l'asciugatura.

È importante imparare a superare la difficoltà passeggerà dei primi ettometri. La pioggia debole o moderata, non deve dissuaderci dal correre.


Fonte: tuttorunning.blogspot.it

venerdì 29 aprile 2016

Guida a tutte le marce e corse non competitive col Gazzettino


Da oggi verrà proposta ai lettori del Gazzettino la “Guida a tutte le marce e corse non competitive in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino”, con tutto il calendario delle oltre 400 manifestazioni da maggio a dicembre con tanto di suggerimenti tecnici e consigli del medico sportivo.

La Guida sarà in vendita a 6,90 euro oltre il prezzo del giornale.

Corrimestre 2016 - Foto Gallery

Grazie a Silvia Pascoli potete trovare  QUI oltre 300 foto della Corrimestre di Domenica 24 Aprile 2016.

Maratona: come gestire correttamente le risorse energetiche

Ogni maratoneta, che sia di alto livello o un amatore alle prime armi, per portare a termine una maratona deve tener conto della benzina che ha nel proprio serbatoio e deve essere bravo a gestirla. 

Questo per evitare la classica crisi che generalmente si verifica intorno al 33° chilometro, quando ad un tratto il runner sente che le energie improvvisamente lo abbandonano, cominciando un lungo calvario fino all’arrivo. 

Questa crisi, che in gergo viene detta muro, in realtà è dovuta ad una errata gestione delle proprie risorse energetiche, della propria benzina.

Spesso si compie la prima parte di maratona in condizioni di freschezza e quindi ad un ritmo più veloce delle proprie possibilità, in questo caso a livello energetico si utilizza da subito il glicogeno che è la benzina preziosa del nostro corpo. Dopo circa due ore (indicativamente) di corsa, inesorabilmente questa fonte di energia si esaurisce provocando la crisi. Ciò non si verifica per i runner che hanno saputo gestire nella prima parte di gara un ritmo più consono alle proprie possibilità e all’allenamento svolto. Questi hanno bruciato le cosiddette scorte di energia, cioè gli acidi grassi, e saranno in grado di procedere dritti all’arrivo, senza particolari crisi e addirittura con la sensazione che avrebbero potuto dare di più!

Ovviamente altri fattori possono influenzare la prestazione o possono far insorgere preventivamente la crisi come i fattori ambientali, molto caldo o viceversa molto freddo o giornate particolarmente ventose. Anche percorsi particolarmente impegnativi per dislivello o per tipo di fondo, possono essere causa della crisi. Ma in generale il fattore principale per cui vi è il muro del 33°-35° chilometro è un problema di gestione delle proprie risorse energetiche.

Per presentarsi al meglio alla maratona ci sono degli accorgimenti che possono aiutarci. Ovviamente un adeguato programma di allenamento, un’impostazione del ritmo di gara che faccia riferimento alle proprie capacità ed infine una corretta alimentazione, soprattutto nel periodo di avvicinamento alla gara sono fondamentali per una buona riuscita della prestazione.

Per quanto riguarda l’alimentazione, è importante prendere alcuni accorgimenti anche durante la maratona. Vediamo come.

Durante la fase di pre-gara, da trenta a quaranta minuti prima del via, può essere utile assumere carboidrati complessi, come maltodestrine a catena lunga e media e amminoacidi, così da permettere un pieno di energia che sarà disponibile in maniera progressiva durante le prime fasi della gara.

Una volta partiti, le strategie di integrazione possono essere diverse e molto personali, la cosa migliore è non improvvisare il giorno della gara fidandosi dell’amico più esperto, ma cercando e provando l’integrazione più consona durante i vari allenamenti, in particolar modo quando si svolgono dei lunghi.

Risulta fondamentale sfruttare al massimo i ristori lungo il percorso e ricordarsi di bere il necessario, né troppo né troppo poco, privilegiando bevande ipotoniche ed energetiche. Sarà necessario pianificare la propria strategia di integrazione durante il percorso, scegliendo il momento migliore per utilizzare miscele di carboidrati liquidi. E’ importante ricordare che alcune di queste sono studiate per un rilascio più lento e progressivo, mentre altre hanno un effetto più immediato e sono pertanto utili sul finale di gara o quando ci sono i segnali di una crisi improvvisa.

Dopo l’arrivo, nella prima mezzora successiva è importante nutrire il proprio organismo aiutandolo a rigenerarsi con sali minerali, vitamine e amminoacidi ramificati, così da ripristinare le scorte di glicogeno e ricostruire le fibre della muscolatura danneggiate durante la corsa.


Fonte: www.runningitalia.it

giovedì 28 aprile 2016

Strategie per salvare una Maratona (quando è iniziata malissimo)


Eccoci sulla linea di partenza!!! Dopo mesi di duri allenamenti, finalmente siamo pronti a prendere il via della nostra 42km…una grande emozione sia per la prima volta sia se siamo già “sperimentati” sulla distanza.
Lo sparo annuncia il via e iniziamo la nostra gara, pronti a seguire il ritmo prefissato ma…ma succede che le gambe non rispondono, magari sono dure, o peggio ancora la testa “ci molla” e la prestazione rischia di andare al diavolo letteralmente, così come la gara nella sua interezza.
Come e cosa possiamo fare per “recuperare” la corsa??

Può senz’altro succedere che, vuoi per il troppo allenamento (o troppo duro), vuoi per fattori esterni indipendenti dalla corsa, vuoi per condizioni meteo avverse o per “necessità” fisiologiche, la maratona tanto sognata rischi di concludersi in maniera, a nostro dire, ingloriosa.

Ecco quindi alcuni consigli volti a fronteggiare questi elementi negativi e aiutare tutti noi a conseguire quella che è sempre la vittoria più grande, ovverossia vedere il traguardo della nostra maratona, possibilmente in buone condizioni.

Ad esempio, se nei primi km ci sentiamo ancora “duri” o “legati”, non mettiamoci fretta ma diamo al fisico il tempo di scaldarsi a dovere; 42km sono tantissimi e con pazienza sarà possibile recuperare quanto perso all’inizio con una piccola progressione nel finale (se abbiamo le energie…) oppure conseguire lo stesso un buon tempo…PAZIENZA è la prima regola.

Oppure se le gambe iniziano ad indurirsi leggermente, diminuiamo l’ampiezza della falcata, corriamo con i piedi quasi rasenti al terreno, permettendo a polpacci e quadricipiti di riposare; se invece il ritmo prefissato per la gara è (almeno per quel giorno) troppo veloce, affidiamoci al respiro e al fisico, cercando un’andatura fluida che allo stesso tempo consenta una respirazione tranquilla, ma potente…lasciamo perdere il GPS!

Se piove o fa troppo caldo, e il tempo desiderato è difficile da conseguire, facciamocene una ragione: è così per tutti i nostri colleghi maratoneti quindi evitiamo il nervoso pregara che ci toglierà energie preziose, ma godiamoci la maratona e adottiamo un ritmo ragionevole; saremo sorpresi dalla buonissima prestazione che otterremo!!!

Altro consiglio: ai rifornimenti, avviciniamoci con calma, segnalando la nostra direzione, prendiamo il bicchiere o la bottiglia, accorciamo il passo e se necessario camminiamo; rifornirsi è importantissimo vediamo di non trascurarlo, ci aiuterà a non finire distrutti e a goderci l’impresa!

Quello che voglio dirvi sarà scontato ma mi sento in dovere di riperterlo: correre una maratona è una stupenda avventura, farlo anche solo una volta nella vita può farci scoprire un lato nascosto che non conoscevamo e renderci pieni di gioia e maggior sicurezza nei nostri mezzi.
Ma come tutte le avventure, può presentare imprevisti o momenti di difficoltà, che vanno affrontati con tranquillità, visto che in caso di rallentamento non viene nessuno a spararci (come nel romanzo di Stephen King “La lunga marcia”).

Pazienza, tranquillità, capacità di accettare il verdetto della gara, essere in grado di avere un piano B o C pronto sono le armi che il maratoneta professionista o amatore avanzato affina in anni di km macinati e di maratone corse: vediamo, con molta umiltà, di farlo anche noi comuni mortali…qualunque sia il responso del cronometro, saremo maratoneti a nostra volta!!!


Fonte: www.unitedrunners.eu

mercoledì 27 aprile 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 26/04/16

Punti 25:
Nodari Michele,

Punti 19:
Scaggiante Michele,

Punti 18:
Crapanzano Salvatore, Piva Riccardo,

Punti 17:
Berto Sergio,

Punti 16:
Casali Carlo, Tebaldi Massimiliano, Vicentini Anna,

Punti 14:
Ragazzo Iosanco,

Punti 13:
Antonello Walter, Rossi Nicoletta, Rusconi Alberto,

Punti 12:
Baldari Daniela, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto,

Punti 11:
Canello Stefano, Favaro Manuel, Maniero Federico, Riccato Mauro, Zampieri Luciano,

Punti 10:
Panciera Andrea, Zanetti Nicola,

Punti 09:
Baroni Daniele, Campanelli Cesare, Caser Michela, Furlan Luigino, Nalesso Monica, Pivetta Andrea, Puca Michele, Santello Nadio, Simion Michele, Temporin Marco, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Di Geronimo Dario, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Rosada Mauro, Vanzetto Giorgio,

Punti 07:
Cettina Alessandro, Favaro Cristiano, Fiannaca Antonio, Ongarato Fabio, Vio Daniele,

Punti 06:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Bertoldo Roberto, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni, Marini Massimo, Massarutto Roberto, Michielan Erika, Wirkowsky Jean,

Punti 05:
Bruni Antonio, Causin Elisa, Coin Maurizio, De Toni Marco, Dei Rossi Roberto, Maniero Mirco, Mezzalira Ennio, Pascoli Silvia, Tebaldi Maurizio,

Punti 04:
Cerutti Stefano, De Toni Leonardo, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Pellizzaro Agnese, Pruner Andrea, Rossit Maria Grazia, Zanchet Andrea,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Biscontin Andrea, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Cozzolino Felice, Crosara Fabio, Fabiano Gabriele, Memmo Marco,

Punti 02:
Favaretto Patrizio, Martinovic Livio, Musmeci Ignazio, Schiavon Mauro,

Punti 01:
Fernandez Maurizio, Ferri Marco, Gaiani Luigi, Gemin Carla, Grigio Silvia, Ongaro Andrea, Sambo Claudia, Tacchetto Daniele,

Ebook: esercizi posturali per il podista

Tenuto conto che la corsa, per definizione è una successione di balzi, anche se con intensità modeste sollecita il nostro corpo ed in particolare le articolazioni presenti in colonna vertebrale, ecco l’importanza di dare stabilità e mobilità al rachide per evitare di andare in contro a sciatalgie, dolori di schiena e quant’altro.

Running Italia propone per prevenire questi fastidi un ebook con 6 esercizi semplici di facile applicazione.

Scarica l'Ebook QUI 

martedì 26 aprile 2016

24/04/2016 - Corrimestre

Potrebbe essere una domenica come tante, a fare i lunghi o le gare in preparazione per le prossime mezze ma quando vedi e senti che il meteo non gira nella giusta direzione ci sono due opzioni da scegliere; girarsi dall'altra parte del letto oppure alzarsi e uscire. Pioggia doveva essere e pioggia fu, la serata precedente chi ha partecipato alla Venice Urban Trail sono stati graziati nonostante il pomeriggio di pioggia, noi della Corrimestre e Panoramica no. Alle 7 di questa mattina gocciolava a Chirignago, ma si parte in direzione Parco di San Giuliano, traffico inesistente anche grazie al ponte del 25 aprile, parcheggio alla Porta Blu già a metà pieno e aspetto che arrivano da Venezia Fabio Crosara e Nicola Zanetti. Il trio medusa si riunisce dopo la staffetta 3x14 di Conegliano, oggi si fa gara a sé e Nicola già con 16 km del Trail farà del suo meglio anche questa volta. Ci si cambia negli spogliatoi del campo sportivo dopo aver constatato di persona che sono aperti e divisi tra uomini e donne, riportato il borsone nelle rispettive auto cominciamo il riscaldamento insieme.

Fa freddo e piove, si alza un po' di vento, riscaldiamo i muscoli più che si può avanti e indietro nei pressi della partenza. Ci sono i pacer della Pettinelli a dettare il ritmo, io seguirò quello dei 5'/km e parto con loro alle ore 10, lascio Nicola e Fabio per il loro ritmo/gara d a noci appuntamento al traguardo.

Dopo un tratto all'interno del parco, si esce salendo per ponte Europa, discesa e svolta in Via Pertini per il bosco dell'Osellino. Al terzo km chiedo al pacer se va a 5', ma più di qualcuno gli fa notare che va troppo veloce a circa 4'50" infatti rallenta un pochino. Al quarto si sale per il ponte che attraversa Via Vespucci facendo attenzione a non scivolare, raggiungo nel frattempo Nicola e gli chiedo se vuole che terminano insieme la gara: cortesemente ringrazia ma mi invita a proseguire, scendiamo per Viale San Marco per tornare al parco, quinto km presso l'edicola con il bivio per noi e la Panoramica, si risale per il ponte Europa e rientriamo al parco di san giuliano. Al sesto km c'è il ristoro, nonostante la giornata plumbea bevo mezzo bicchiere di integratore, ultimi 4 tra rettilinei e salita in collina poi discesa e ultimi metri di gara. Transito sotto l'arco del traguardo in 48'58", mi fermano subito alcuni amatori per una foto di gruppo e intravedo Nicola che arriva anche lui. Ristoro sotto il tendone e fatto consegnare una tela cerata per non prendere freddo, troppo bagnato ero.

Di ritorno al parcheggio auto, prendo il borsone e andiamo negli spogliatoi, ne approfittiamo anche per fare una doccia calda e cambiarci i vestiti con quelli asciutti, saluti di rito ringrazialdoli per la compagnia augurando che ci vedremo a Bologna e mi avvio verso casa. Incrocio Filippo Barizza arrivato secondo assoluto, qualche chiacchiera poi lo saluto informando che in settimana passerò in negozio.
Finiamo aprile, ma prepariamoci alla prossima mezza tra due settimane in Friuli.

Michele Scaggiante

Info Sociale #16

MINI TRAIL:
Potete trovare QUI, oltre che in giro per Gazzera, Chirignago, Spinea e dintorni, il volantino del MiniTrail di Sabato 14 Maggio a Forte Gazzera. Come sempre see qualcuno volesse rendersi disponibile per dare un mano prima o durante la manifestazione mi contatti.

CENA SOCIALE:
Venerdi 27 Maggio era prevista la cena sociale, ma mi sono accorto coincidere con la Corsa dei Bisi a Peseggia, organizzata dal nostro Luigino Furlan. Quindi la cena sociale è rinviata a data da destinarsi, e colgo l'occasione per invitare tutti a partecipare alla corsa e, perchè no, a fermarsi comunque in sagra per una mangiata in compagnia.

DOVE ABBIAMO CORSO:
Della strage di premi ho già parlato domenica sera quindi passiamo direttamente al lunghissimo elenco:

Lunedi 18/04/2016:
  • Boston (USA) - Boston Marathon: Gabriele Vedova

Martedì 19/04/2016:
  • Liettoli (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari
Sabato 23/04/2016:
  • Venezia - Venice Night Trail: Michele Simion, Ignazio Musmeci, Carlo Casali, Alessandro Cettina, Bertoldo Roberto, Ongarato Fabio, Maniero Federico, Rusconi Alberto, Cozzolino Felice, Zanetti Nicola, Carla Gemin, Claudia Sambo, Antonio Fiannaca, Monica Nalesso, Iosanco Ragazzo, Elisa Causin, Maurizio Coin
Domenica 24/04/2016:
  • Belluno - Super Serva: Alberto Pandiani, Massimiliano Tebaldi
  • Mestre - CorriMestre: Antonio Bruni, Erika Michielan, Luigino Furlan, Luigi Bertoldo, Roberto Dei Rossi, Fabio Crosara, Andrea Bazzana, Carlo Casali, Alberto Rusconi, Daniela Baldari, Andrea Pruner, Nicoletta Rossi, Michele Scaggiante, Nicola Zanetti, Agnese Pelizzaro, Iosanco Ragazzo, Silvano Marangon, Felice Cozzolino Anna Vicentini.
  • Spinea - Scarpinando Insieme: Manuel Favaro, Michele Nodari, Gianfranco Marcon, Andrea Panciera, Andrea Ongaro, Daniele Tacchetto, Valentina Giacomin
  • Villaverla (VI) - Marcia della solidarietà: Giorgio Vanzetto, Riccardo Piva
Lunedì 25/04/2016:
  • Cavallino (VE) - Lagoon run: Manuel Favaro, Salvatore Crapanzano, Maurizio Coin
  • Cornuda (TV) - Due Rocche: Anna Vicentini, Michele Nodari, Daniele Baroni, Ludovica Alemanno, Michele Simion, Ennio Mezzalira
  • Fregona (TV) - Marcia del Torchiato: Massimiliano Tebaldi, Giovanni Loconsole
  • Pozzoleone (VR) - Marcia la Brentana: Mauro Riccato
  • Villa di Teolo (PD) - Marcia di Villa Breccanara: Giorgio Vanzetto

    Dove correre questa settimana (26/04/16 - 01/05/16)

    Martedi 26 Aprile
    • Liettoli (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00

    Mercoledi 27 Aprile
    • Conselve (PD): "Solidarietà pro Riviera del Brenta" - ore 20:00

    Sabato 30 Aprile
    • Caselle di Isola della Scala (VR): "Camminata tra fragole e asparagi" - km 7 / 15 - ore 17:00
    • Scorzè (VE): "Trofeo SIPE" su pista - ore 15:30
    • Vicenza: "CDS Allievi" su pista - ore 12:45

    Domenica 1 Maggio
    • Altavilla Vicentina (VI): "StrAltavilla" - km 6 / 12 - ore 8:00
    • Arcole (VR): "Marcia S.Maria dell'Alzana" - km 7 / 13 / 20 - ore 7:30
    • Bibione (VE): "Meeting A piedi per Bibione" - km 6 / 11 / 18 / 26 - ore 9:00
    • Breganze (VI): "Trofeo Giacomo Saugo" - km 7,2 - ore 10:00
    • Calalzo (BL): "Giro delle Coste" - km 6,280 D+120 - ore 9:00 
    • Calalzo (BL):  "Minitrail" km 12 + "Baby Run" - ore 9:00
    • Campigo di Castelfranco Veneto (TV): "Campytour" - km 6 / 12 - ore 9:00
    • Caprino Veronese (VR): "Campionato Regionale Individuale Corsa in Montagna" - ore 10:00
    • Castion (BL): "Giro del Castionese" - km 4 / 7 / 10 - ore 9:30
    • Chioggia (VE): "Caminà per Ciosa e Marina" - km 8 / 14 / 19 - ore 8:00
    • Cison di Valmarino (TV): "Assaporando Cison" - km 6 / 12 - ore 9:30 - solo Nordic Walking
    • Colà di Lazise del Garda (VR): "Corseta co' le sgalmare" - km 5 / 9 /  12 /  17 - ore 8:30
    • Costa di Conegliano (TV): "Marcia di Primavera" - km 8 / 9 / 15 - ore 9:00
    • Fara Vicentino (VI): "Sentieri e valli di Fara" - km 7 / 12 / 20 - ore 7:30
    • Fossona di Cervarese S. Croce (PD): "Marcia del Donatore di Sangue" - km 8 / 14 / 20 - ore 8:00
    • Grantortino di Gazzo (PD): "Sentieri e sapori di Gazzo" - km 8 / 14 - ore 8:00
    • Guia (TV): "Camminata Nordic Walking sulle colline..." - km 6 / 12 - ore 9:00
    • Isola Vicentina (VI): "Caminada" - km 6 / 12 - ore 8:30
    • Montaner (TV): "Marcia delle Lumache" - km 6 / 12 / 18 ore 8:30
    • Oderzo (TV): "Circuito Internazionale Città Archeologica" - ore 9:00
    • Pedemonte (VR): "AMARathON" - km 6 / 16 / 21 - ore 9:00
    • San Fior (TV): "Marcia di primavera" - km 6 / 12 / 18 ore 8:30
    • San Zeno di Cassola (VI): "Marcia degli asparagi" - km 6 / 10 / 20 - ore 8:00
    • Soave (VR): "Soave - Bolca" - km 33 D+1950 / km 45 D+2450 - ore 8:00
    • Scorzè (VE): "Scorzè Zero Branco Scorzè" - km 13,5 - ore 9:20
    • Valstagna (VI):  "ChronosCalà" - km 5 - 4444 gradini - ore 9:00
    • Vicenza: "CDS Allievi" FIDAL - ore 12:45
    • Zero Branco (TV): "Camminata insieme lungo il Drizzagno" - km 6,5 - ore 10:00

    lunedì 25 aprile 2016

    25 Aprile 2016 - Lagoon Run

    E dopo una piovosa CORRIMESTRE, eccomi qua intento a partecipare alla seconda edizione della LAGOON RUN, una corsa in mezzo alla laguna di venezia a Lio Piccolo, una località di Saccagnana a Treporti.
    Sveglia alle 8.00 e colazione partenza, arrivo convinto di essere in anticipo ma al parcheggio auto allestito con tanto di parcheggiatori dedicati che smistavano le auto nei posti liberi rimasti, mi stupisce che il parcheggio sia già pieno. Vado verso la piazza del Prà da qui la partenza della gara, c'è già molta gente quest'anno ma una corsia preferenziale dedicata per chi si è iscritto prima dell'evento: io ovviamente non l'ho fatto, così compilo un modulo e passo al pagamento e al ritiro della t-shirt tecnica molto bella, così ritorno all'auto per cambiarmi ed attaccare il pettorale ... Numero 1584, ci siamo!
    Mi inserisco nella folla di partecipanti e attendo il via dello speaker che intrattiene tutti facendo parlare i top runner. Un minuto di silenzio per Gianni Bressan, commovente e bello il pensiero.

    Conto alla rovescia e si parte ... Via!!!

    Cerco di tenere un ritmo di riscaldamento ma l'entusiasmo mi spinge oltre, riesco comunque a tenere un ritmo di 4.35 per un po di chilometri. Il sole e l'aria fresca rendono tutto spettacolare, sembra di correre in un contesto di colori e le emozioni si fanno sentire, un posto davvero incantevole. Molti fotografi appassionati e non che immortalano le facce contente ed impegnate di noi corridori, qualcuno si sforza anche se stanco di fare qualche smorfia ... Io compreso!
    Guardo qualche garzetta (uccello bianco presente in laguna, quelle migratrici nidificano nella pianura padana e svernano in Africa)è intenta a mangiare e in lontananza vedi i fenicotteri rosa che hanno nidificato da qualche anno qui, trovando il loro habitat ideale: che spettacolo la natura, eccitante!!!
    Siamo all'ultimo chilometro, stanco ma sono riuscito a mantenere un buon ritmo che non credevo visto la corri Mestre del giorno prima, arriviamo al traguardo e lo speaker annuncia il mio arrivo pronunciano il cognome ... Azz ... Che emozione poi Simone Scarpa e Ferdinando Capobianco che mi danno un confidenziale "cinque", poi mi consegnano il cartellino con scritto 74 esimo arrivato, che figata!!!
    Un rapido rifornimento al ristoro, da notare anche l'angolo massaggi: non ci facciamo mancare proprio nulla!

    Un'esperienza da rifare, magari con il TRIO MEDUSA al completo: Michele Scaggiante e Nicola Zanetti,che non sono potuti venire, sarà per il prossimo anno, ma ora ci prepariamo per la mezza maratona di Jesolo: la MOONLIGHT HALF MARATHON.
    Consiglio a tutti quelli che amano la natura una corsa come la LAGOON RUN, alla scoperta della laguna, immersi nel silenzio e nei colori che tu sorprendono correndo.

    Fabio Crosara

    Caro amico Lattato, ti scrivo...

    L’argomento di oggi sarà il nostro caro amico lattato e ve ne voglio parlare attraverso un interessantissimo articolo di Mario Gulinelli (SDS, n79) che recensisce un articolo pubblicato nel 2004 dagli americani Robergs e Ghiasvand che in una loro completa ed esauriente esposizione sulla biochimica dell’acidosi metabolica durante attività fisica, espongono in modo chiaro e “rivoluzionario” il rapporto tra acidosi muscolare e produzione di lattato.

    Innanzitutto, chiariamo che i termini utilizzati molto spesso negli ambiti sportivi l’acido lattico e il lattato, non indicano la stessa sostanza. L’acido lattico è, come dice la stessa parola, un acido e per definizione significa che in condizioni di pH Gulinelli ci fa notare come Robergs e i suoi collaboratori sostengono che in molti testi, in uso oggi, non vengono fornite spiegazioni sulle reazioni chimiche che avvengono durante l’acidosi metabolica, cioè durante il processo che porta all’accumulo di acido lattico e conseguentemente al lattato e ioni H+. Si tratta, secondo sempre gli autori, di una descrizione incompleta che ha fornito nel tempo false interpretazioni sul ruolo del lattato.

    Il problema principale che si trova ad affrontare una cellula muscolare durante la contrazione è quello di reintegrare più velocemente possibile l’ATP che si è speso e si sta spendendo per far contrarre il muscolo.

    Quando la contrazione avviene ad intensità basse il reintegro di ATP è sostenuto dal metabolismo aerobico (respirazione mitocondriale), quando, invece, l’intensità sale il reintegro aerobico non è abbastanza veloce nel produrre ATP ed entra in gioco il processo di glicolisi.

    Questo processo porta alla formazione di acido lattico che si scinde in lattato e ioni H+. Sono proprio quest’ultimi, secondo Robgers e i suoi collaboratori, i responsabili dell’acidosi muscolare.

    Maggiore è l’intensità maggiore sarà l’accumulo di ioni H+ e di conseguenza più velocemente si raggiungerà una situazione di acidosi (per definizione ioni H+ rilasciati in soluzione abbassano il pH).

    Fino a qui, tutto sembra scorrere liscio: aumenta l’intensità, la cellula deve produrre più ATP e innesca il processo anaerobico glicolitico. Certo questo processo ha una durata limitata, man mano che il pH si abbassa il muscolo non è più in grado di contrarsi e la sensazione di “bruciore muscolare” ci grida che dobbiamo fermarci.

    Ma in tutto questo processo, il lattato ci riserva, a sorpresa, un ruolo chiave, almeno secondo le sperimentazioni di Robgers. La cellula che mette in atto il processo di glicolisi, trasforma il glicogeno (il glucosio del muscolo) in due molecole di piruvato e ioni idrogeno. Per neutralizzare il crescente numero di piruvato e ioni idrogeno, ogni molecola di piruvato assorbe due ioni idrogeno, trasformandosi in lattato, che in definitiva sarebbe una conseguenza dell’acidosi metabolica e non la sua causa. Anzi paradossalmente, è proprio la produzione di lattato che ritarda l’acidosi, neutralizzando (sistema tampone) l’elevato accumulo di ioni idrogeno durante esercizi ad elevata intensità. Inoltre il lattato è, attraverso il sangue, trasportato al fegato e viene riconvertito in glucosio (ciclo del Cori) per poter essere subito riutilizzato dal muscolo. Quindi è anche un importante combustibile muscolare.

    Robergs e coll. concludono dicendo che, sebbene l’accumulo di lattato muscolare o ematico siano buoni indicatori indiretti dell’aumento del rilascio di ioni idrogeno e quindi dell’abbassamento del pH, tale relazione non deve essere interpretata come relazione da causa ad effetto. “Occorre che si smetta di associare i termini lattato e acido lattico con la causa dell’acidosi o con l’allenamento diretto a ritardare la comparsa dell’acidosi”.

    A questo punto se si assume che sia la produzione di lattato (vecchia ipotesi) a causare l’aumento dell’acidosi, è logico concentrare gli allenamenti affinché per una determinata richiesta di ATP cellulare si riduca la quantità di lattato prodotto. La diminuzione di lattato deve essere fatta a discapito di una maggiore respirazione mitocondriale, con conseguente aumento dell’assorbimento di ioni idrogeno e quindi una diminuzione dell’acidosi.

    Tuttavia, con la nuova prospettiva di Robgers e coll., a una dato tasso di respirazione mitocondriale, una diminuzione della produzione di lattato diminuirà il tamponamento di ioni idrogeno e la loro eliminazione dal muscolo e quindi accelererà la comparsa dell’acidosi. Essi concludono dicendo: “la strada migliore per diminuire l’acidosi metabolica, sarebbe, quindi, quella di diminuire il turnover non-mitocondriale stimolando la respirazione mitocondriale”. Se si decide di abbassare la produzione di lattato, per ridurre l’acidosi (e aumentare la prestazione), si deve, per forza di cose, aumentare l’utilizzo di ricarica energetica aerobico, cioè quello mitocondriale.

    Sperimentate gente, sperimentate, la differenza “prospettica”sembra sottile, ma il cambiamento alla lunga potrebbe essere notevole. A voi l’arduo compito della traduzione sul campo.


    Fonte: www.runningitalia.it

    domenica 24 aprile 2016

    Info Speciale

    Si, Info "Speciale", non "Sociale", solo per dire che sono veramente, sinceramente orgoglioso di essere il presidente di questa società, di far parte di un gruppo che finalmente dimostra di essere tale, con la presenza massiccia alle manifestazioni fin da inizio anno, testimoniata dai vari premi e soprattutto dalle decine di messaggi sul gruppo WhatsApp e su Facebook con foto di  facce allegre, spesso stravolte, o bagnate, o mosse... non solo in gara, ma anche dopo, davanti ad una birra, Amatori storici in posa con "matricole", tutti sorridenti: Fantastico!
    Ieri 16 persone al Venice Night Trail, 20 oggi alla CorriMestre sotto l'acqua (alcuni presenti in entrambi i casi), e abbiamo fatto strage di premi: Daniela, Agnese e Nicoletta 3° di categoria, Erika 1° donna assoluta (vola a Parigi). Ma non solo donne: Anche Antonio e Luigino a podio e, a confermare che l'unione fa la forza, la nostra società premiata come 2° classificata (e 180€).

    Riporto sotto le classifiche delle due gare e le foto dei nostri atleti premiati. 
    I complimenti vanno a tutti indistintamente, sono veramente fiero, e dovete esserlo anche voi. 
    Dai che 'ndemo!!!










    Salute, stile di vita e alimentazione: tre fattori che influenzano l'allenamento alla maratona

    Quando ci prefissiamo di correre la maratona una delle scelte fondamentali è la periodizzazione, cioè la corretta gestione degli stimoli allenanti per il raggiungimento del nostro obiettivo. 

    Per cimentarsi in questa gara è bene avere un piano e per stilare questo piano dobbiamo tener conto dei fattori che influenzano il raggiungimento del nostro obiettivo.

    Possiamo distinguere tre elementi che, combinati tra di loro, rappresentano il perno su cui gira la preparazione di una maratona:

    • fattore fisico;
    • fattore socio-ambientale;
    • fattore alimentare.


    Il fattore fisico è quello che ci riguarda più da vicino. E’ necessario valutare prima di tutto il proprio stato di salute (visita medico-sportiva, per chi non l’ha fatta) e di efficienza fisica. Poi bisogna valutare il proprio punto di partenza a livello fisiologico. L’ideale sarebbe fare un test per determinare la soglia aerobica e la soglia anaerobica (es. test di Conconi). Grazie a questi due parametri saremo in grado di stabilire le varie velocità con cui svolgere i diversi tipi di allenamento, quindi gestire al meglio la velocità con cui svolgere la corsa lunga, le ripetute e i progressivi. Per ogni periodo di lavoro (4-6 settimane) sarebbe opportuno ripetere il test per avere dei riscontri, sia sull’allenamento svolto, sia per reimpostare le velocità di corsa.

    Fra i fattori fisici non c’è soltanto il condizionamento fisiologico derivante dall’allenamento, ma anche strutturale. E’ importante dedicare una parte dell’allenamento alla propria “carrozzeria”: meglio fare qualche chilometro in meno di corsa e dedicare una parte del proprio tempo a migliorare e tonificare tutti i distretti muscolari, con esercizi a carico naturale o in palestra. Oltre al rafforzamento muscolare è bene dedicare a fine allenamento un po’ di tempo allo stretching sia per avere una buona mobilità articolare, sia per una buona elasticità muscolare.

    L’obiettivo non è solo il raggiungimento della prestazione, ma anche una buona efficienza e un’attenta prevenzione degli infortuni.

    Uno dei fattori fisici da considerare è il proprio grado di preparazione. Ci sono persone che si allenano durante tutto l’anno e da diversi anni e quindi riescono a preparare anche diverse maratone con qualche mese di allenamento; c’è chi invece si avvicina alla corsa da neofita e ha bisogno di un tempo più lungo per adattarsi e preparare questo impegno. Per convenzione si dice che ci vogliono circa tre mesi per svolgere un buon training di preparazione, ma tutto dipende anche dall’obiettivo che ci si è prefissato.

    Il secondo punto è il fattore socio-ambientale, che spesso è il fattore meno gestibile, cioè il fattore che riguarda la propria vita, il tipo di lavoro, la famiglia, il luogo in cui si vive, i diversi tipi di clima e i diversi tipi di fondo in cui ci si allena. Considerando questo fattore è importante scegliere il giusto momento della giornata per allenarsi, le sedute settimanali, il tipo di impegno per ogni singola seduta. L’ideale sarebbe svolgere i lavori più impegnativi la domenica, o il giorno in cui non si lavora, e di svolgere allenamenti meno impegnativi (anche dal punto di vista mentale) durante giornate particolarmente intense o stressanti, nelle quali una semplice sgambettata risulterebbe molto più efficace di un allenamento intenso programmato in precedenza.

    Il terzo punto è il fattore alimentare, in stretta correlazione con l’allenamento. Una corretta cura alimentare, oltre ad avere una resa diretta sull’allenamento e sulla prestazione, è molto importante anche a livello di prevenzione degli infortuni. Negli ultimi tempi sono stati condotti numerosi studi sulla correlazione fra alimentazione e infortunio, dimostrando che seguire una giusta dieta è la base per la terapia preventiva.


    Fonte: www.runningitalia.it