lunedì 11 luglio 2016

Info sociale #26

Per la rubrica "I caldi podi di Erika" segnaliamo il 4° posto di categoria sabato a Tribano, e inauguriamo una nuova rubrica "Amatori in Vacanza": se siete in giro per l'Italia o per il mondo mandatemi una foto mentre fate quello che più vi piace (no, non bere un mojito il riva al mare, intendevo correre) e verrà pubblicata sul sito!
Mi raccomando, cappellino, borraccia e dai che 'ndemo!

DOVE ABBIAMO CORSO:

Martedì 05/07/2016
  • Camponogara (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari

Mercoledì 06/07/2016
  • Dolo (VE) - Dolo Run Night: Andrea Bazzana, Luigi Bertoldo, Andrea Pivetta, Roberto Massarutto, Gianfranco Marcon,Michele Nodari, Salvatore Crapanzano, Marco De Toni, Manuel Favaro, Michele Scaggiante, Fabio Ongarato

Venerdì 08/07/2016
  • Noventa di Piave (VE) - A tuta Bira: Giorgio Vanzetto, Manuel Favaro, Salvatore Crapanzano

Sabato 09/07/2016
  • Arezzo - Master di Atletica: Livio Martinovich
  • Lido (VE) - L'ora del Lido: Fabio Crosara, Nicola Zanetti
  • Santa croce del Montello (TV) - Corsa podistica del Montello: Salvatore Crapanzano
  • Tribano (PD) - Notturna della Magnolia: Erika Michielan, Marco Temporin

Domenica 10/07/2016
  • Barbarano Vicentino (VI) - Marcia dei Colli Berici: Giorgio Vanzetto, Riccardo Piva
  • Carbonara (PD) - Eco Trail Run: Manuel Favaro
  • Fregona (TV) - Antico troi degli Sciamani: Gabriele Vedova
  • Fregona (TV) - Troi dei Combri: Michele Simion
  • Fregona (TV) - Pizzoc Trail: Michele Nodari
  • Sappada (BL) - Hard Half Marathon: Michele Scaggiante
  • Silea (TV) - Per...correre il Sile: Roberto Dei Rossi, Salvatore Crapanzano, Marco De Toni

Baia di Gallipoli - Salento


Con questa bella foto di Mauro Rosada dal Salento inauguriamo la rubrica estiva "Amatori in vacanza".
Inviatemi le vostre foto di corsa dai luoghi di villeggiatura e fate morire di invidia noi che rimaniamo in città!
Dai che 'ndemo (in ferie)!


10/07/2016 - Sappada Hard Half Marathon

Una mezza maratona diversa dal solito, tra i monti intorno a Sappada prevalentemente salite e discese così si corre più per divertirsi e "fare le gambe". Due ore di viaggio e arrivo in città con molto anticipo alla partenza, mi accosto a destra e saluto il vice presidente della Pettinelli Stefano Bevilacqua e Massimo Mognato in giro per la strada. 2 km e scorgo il Palasport giù per la valle e parcheggio nelle vicinanze, scendo giù e ritiro il pettorale e gironzolo per gli stand della Cansiglio Run in programma tra 14 gg, Bibione e Unesco. Qualche chiacchiera con Giancarlo Prete e Augusto Vantaggiato intanto giro un video tra le montagne che sovrastano Sappada. A 1200 metri si pensava di trovare un po' di fresco ma la giornata si presenta calda ma non c'è afa. Indosso la canotta e inizio il riscaldamento tra i boschi, almeno si respira. Oggi non si guarda il tempo da fare, ma di arrivare al traguardo. La partenza è alle 09,30 con i primi 4 km in salita, poi discesa per 3 km passando per il campo da golf e infine salite fino a 2 km dal traguardo. Molti camminano per le salite e io pure, ma piano piano si sale prima per le sorgenti del Piave, discesa e primo intermedio al km 13. Salita per il punto più alto a circa 1600 metri di cima Sappada al km 17, discesa e di nuovo salita per mille metri. Ultima discesa da prestare attenzione essendo molto pericolosa fino al km 20, ultimi metri direzione impianti di Sappada 2000 e finisco la corsa con un tempo altissimo 2h22' circa.
Non è il mio campo le salite ma siamo arrivati alla fine, indosso la medaglia e poi al ristoro.
Mi cambio e scendo per il pasta party utilizzando il buono, sala affollata di gente ma trovo un posto per sedermi e mangiare. Anticipo il ritorno a casa per evitare traffico e rientro a Chirignago nel pomeriggio. La sesta mezza di quest'anno è andata così ma era per me un'allenamento, ora mi preparo per la prossima 21 km a Bologna in settembre.

Michele Scaggiante


domenica 10 luglio 2016

Confessioni di un runner


Troppo spesso c’è chi passa tutto il suo tempo libero seduto sul divano, ti guarda, e ha pensieri su di te che corri che non c’entrano nulla con la realtà dei fatti. È ora di sfatare queste leggende metropolitane; e noi siamo qui per questo. Insomma, questo articolo vuole essere una specie di servizio sociale alla comunità dei runners. (Prendilo con ironia per favore)


1. Tu, quando corri, ti diverti tantissimo
Sono felice tu mi veda così: ho un futuro come attore. Certo, correre mi diverte tantissimo ma – credimi – ci sono giornate storte o allenamenti difficili che mi fanno pentire di aver indossato le scarpe. Alla fine però ne sono sempre contentissimo, è vero. (ma se non hai mai fatto le ripetute in salita, per favore, sta’ zitto!)


2. Beato te che corri: puoi mangiare quanto vuoi senza ingrassare
Ma stai scherzando? Se vedi che non ingrasso è solo perché sto attento a quello che mangio e cerco di bilanciare l’alimentazione con l’attività che andrò a fare: ti garantisco che un pranzo di 14 portate lascia segni indelebili anche su di me. Certo, è indiscusso che, da quando corro, il mio metabolismo funziona meglio. E dovresti provare anche tu.


3. Tu corri per essere più bello e magro, vero?!
Ma mi vedi? Ti sembro bello o magro? Senti ciccio, io corro perché mi fa stare bene con me stesso e con gli altri; per la scarica di adrenalina (durante) e quella di endorfina (dopo), per sfidarmi e migliorare me stesso. Tutto il resto è un accessorio. Magari sarò anche più magro ma più bello? Scherzi?! Io sono già bellissimo di mio. :D


4. Tu sei fortunato: a te non pesa alzarti alle 5 del mattino per andare a correre
...


5. Fai una maratona ogni domenica?
“Certo. E generalmente un Ironman al mese. Sai, mi annoio.”
Questa domanda però nasce da un errore lessicale, a essere sinceri. Per chi non corre “maratona” equivale a “gara di corsa di qualunque distanza: dalla 5 Km non competitiva sotto casa fino ad arrivare al Passatore”. Non c’è nessuna distinzione.


6. Scappa che ti prendono! (generalmente urlato da un’auto o dal ciglio della strada)
Ecco. Sappi che non fa ridere. L’ho già sentita almeno 3845673893 mila volte e non fa più ridere nessuno. Se proprio vuoi prendermi per il culo i fondelli, inventa qualcosa di nuovo. Grazie.


7. Mi piacerebbe tantissimo correre MA…
E allora corri. Le uniche scuse plausibili per correre sono: problematiche mediche serie, piedi incatenati, reclusione. E la pigrizia o altri alibi non sono sicuramente contemplati: non invidiarmi, vieni con me a correre e smettila di dire sciocchezze.


8. Ma come fai se ti scappa la pipì mentre corri?
Ti svelo un segreto: se mi scappa, la faccio. Cerco un bar, un albero, un posto nascosto e riparato. Non è così difficile, puoi riuscirci anche tu.


9. Io soffro il freddo (o il caldo) non potrei mai correre con questo tempo
Generalmente questa frase è abbastanza comune in autunno. Vagli a spiegare che dopo 10′ di corsa non senti più il freddo o – peggio – che chi corre con il piumino sta facendo qualcosa di molto sbagliato.


10. Parli sempre di corsa, sei noioso.
Se anche tu corressi, ti annoierebbe meno. E poi, se continui a farmi tutte queste domande, cosa posso farci io? Sei tu che mi chiedi di parlarti di corsa!


Fonte: www.runlovers.it

sabato 9 luglio 2016

Quando correre è diventato cool


Il jogging non è sempre esistito: i primi a correre per strada venivano presi per matti, e i tapis roulant si usavano per punire i carcerati

Da qualche decennio per moltissimi è piuttosto comune andare a correre di tanto in tanto, per passione o perché fa bene: è persino diventato qualcosa di cool, alla moda. Si va a correre con scarpe e vestiti di marchi importanti, comprati apposta, e spesso si corre ascoltando musica e tenendo il conto di chilometri, minuti, pendenze, battiti e ritmi con un contapassi, un braccialetto che faccia da tracker o lo smartphone attaccato al braccio. Insomma, correre non è più parte dell’allenamento per un altro sport: è uno sport. Fino a qualche decennio fa, però, la corsa fine a se stessa era considerata una cosa strana: non si “andava a correre”, i parchi servivano solo per passeggiare e alla corsa erano attribuiti significati diversi e meno nobili. Poi, negli anni Sessanta, qualcuno si inventò il jogging.


L’invenzione del jogging
La parola jogging deriva dal verbo inglese to jog – andare avanti a balzi – e da qualche decennio significa, in breve, correre a passo lento o medio. Il jogging è, per essere più tecnici, un esercizio aerobico, di quelli che non dovrebbero far venire il fiatone: una distinzione non ufficiale ma piuttosto condivisa è che se si corre a un ritmo superiore ai sei minuti per chilometro si sta facendo jogging, se si va più veloci si sta correndo. Fare jogging diventò popolare negli anni Sessanta e il merito è di Bill Bowerman, che al tempo allenava la squadra di atletica leggera dell’Università dell’Oregon.
Bowerman si appassionò al jogging dopo un viaggio in Nuova Zelanda in cui incontrò Arthur Lydiard, un altro allenatore, considerato il vero inventore del metodo. Si dice che Lydiard riassumesse il concetto alla base del jogging con l’acronimo LSD: Long Slow Distance, una lunga distanza, ma percorsa piano. Bowerman si stupì di quanto bene andassero gli atleti di Lydiard che si allenavano correndo tanto e lentamente e decise di portare quel concetto negli Stati Uniti, dove nel 1966 pubblicò il libro Jogging, in cui iniziò a parlare dei benefici della corsa lenta, non solo per gli atleti.

Nel 1968 il New York Times pubblicò un articolo su quegli strambi individui che correvano nel loro tempo libero e nello stesso anno il Chicago Tribune dedicò un’intera pagina a un articolo intitolato “Jogging: il nuovo modo di stare in forma“. Iniziava così:

Ogni giorno alle 6.30 del mattino John Rieben, un dirigente di 33 anni, si mette un paio di sneakers, indossa un po’ di vecchi vestiti, sguscia fuori di casa, e poi si mette a correre per Lincoln Park. Quando raggiunge il suo obiettivo si gira e corre fino a casa. Lo sta facendo da cinque mesi, con gran divertimento di amici e vicini, che vedono come una cosa folle il fatto che un adulto si metta a correre, e vedono questo suo rituale come una stupida perdita di tempo.


Per l’articolo furono intervistate anche altre persone – tutti uomini – con la stessa abitudine, descritta come strana e bizzarra. Tutti spiegarono che correvano la mattina perché farlo di sera sarebbe stato percepito come sospetto: Vox ha raccontato che non era infrequente per i primi jogger essere fermati dalla polizia e multati per “uso improprio del marciapiede”, o cose simili. Rieben e gli altri precursori furono tra i primi a percepire la corsa come qualcosa di simile a quello che è oggi, ma una spinta piuttosto importante alla sua diffusione arrivò da un altro oggetto che fino a pochi anni prima aveva un significato completamente diverso: il tapis roulant.



I tapis roulant
Gli antenati dei tapis roulant erano in pratica dei mulini (in inglese si chiamano treadmill, mill vuol dire “mulino”) che sfruttavano il movimento di persone o animali per far girare macine e in generale per produrre energia. Per gran parte dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, nelle prigioni si potevano trovare dei mulini azionati dal movimento di persone, che venivano usati per far sì che i carcerati producessero energia attraverso la corsa. Erano una forma di punizione e una delle attività che toccava fare a chi era stato condannato ai lavori forzati. Nel 1895 il Chicago Tribune pubblicò un articolo sugli anni passati in carcere da Oscar Wilde, condannato per sodomia, e scrisse che il mulino era «il grande spauracchio del carcerato inglese».


Il primo tapis roulant per uso domestico fu brevettato nel 1968, quando già aveva iniziato a essere usato da alcuni atleti e in ambito medico per terapie riabilitative. Lo costruì l’ingegnere meccanico William Staub dopo aver letto Aerobics, un libro scritto da Kenneth H. Cooper sui benefici dello sforzo aerobico per restare in forma. I primi tapis roulant domestici permisero alle persone di correre al chiuso, permettendo di superare la vergogna di farlo all’aperto.



La Nike e la tecnologia
Negli anni Settanta la corsa e il jogging si diffusero parecchio. Un’importante e successiva svolta la diede la grande società di abbigliamento sportivo Nike: fu fondata nel 1964 e tra i suoi soci aveva anche Bowerman. Con le sue pubblicità e i suoi prodotti, Nike contribuì nel corso degli anni a rendere la corsa interessante. Il primo famoso spot del 1988 con lo slogan “Just do it” mostra bene come già allora la corsa fosse diventata una cosa non solo buona, ma anche giusta: “Just do it” indica “determinazione, impegno, l’ideale americano del lavorare sodo trasposto nello sport e nell’attenzione per la propria forma fisica”.


L’ulteriore successo della corsa negli ultimi anni è dovuto probabilmente anche al modo in cui le pubblicità ne hanno cambiato l’immagine, facendola diventare una cosa alla moda.


E poi il resto
Come conseguenza del successo della corsa e del jogging sono arrivati film, libri, canzoni e articoli di giornale che, da anni, la celebrano: sono allo stesso tempo un prodotto della passione per la corsa e un modo per rinnovarla costantemente. Il libro più famoso sull’argomento è forse L’arte di correre del giapponese Haruki Murakami, uscito nel 2006: racconta di quando l’autore ha smesso di fumare e ha iniziato a correre 10 chilometri al giorno, ma ce ne sono molti altri.


Fonte: www.ilpost.it


venerdì 8 luglio 2016

Come appoggiare il piede?

Se anni fa Christopher McDougall non si fosse chiesto nel “Born to Run” come era meglio appoggiare il piede per evitare infortuni forse oggi non staremmo qui a farci questa domanda.
Lui se lo chiese per un buon motivo: gli piaceva correre ma, nonostante usasse scarpe molto ammortizzate, continuava a infortunarsi. Cosa sbagliava? Era colpa sua? Era colpa delle scarpe?


Una risposta
McDougall studiò una popolazione messicana capace di correre distanze disumane a piedi scalzi o quasi, i Tarahumara. Se riuscivano a correre senza alcuna ammortizzazione forse possedevano il segreto della corsa perfetta, no? La sua tesi è, brevemente, che corriamo nella maniera sbagliata, appoggiando prima il tallone e poi l’avampiede, mentre la biomeccanica corretta direbbe di fare l’opposto.
Oggi molte ricerche e l’esperienza di molti runner hanno precisato un po’ come stanno le cose.


Sfatiamo qualche mito
Innanzitutto – ed è il mito più importante da sfatare – non esiste un modo migliore di correre. Ognuno ha il suo e “il suo” è quello che lo fa correre meglio, provocandogli il numero minore di malanni e infortuni, e possibilmente nessuno.

Molti infatti si sono chiesti come mai se la corsa di avampiede è l’unica corretta, esistono moltissimi top runner che corrono appoggiando prima il tallone. Tipo? Tipo Meb Keflezighi, argento ad Atene nel 2004 e vincitore a New York nel 2009 e a Boston nel 2014. Non uno sprovveduto insomma.

Ma non solo. Analizzando centinaia di runner alla Manchester City Marathon del 2009, Pete Larson ha constatato che la stragrande maggioranza (quasi il 90%) atterravano di tallone al 10° km, percentuale che saliva al 93% al 32° km. Il fatto che aumentassero con la distanza non è un mistero: più il runner è affaticato, più tende “ad appoggiarsi” sulla scarpa, facendole fare il lavoro meccanico che i muscoli non sopportano più.

Possibile che più del 90% di chi corre lo faccia nel modo sbagliato? Sono scemi? È la scarpa – brutta e cattiva – che glielo fa fare? Evidentemente non è così.


La soluzione è a monte
Che l’appoggio sia fondamentale è indiscutibile, ma è anche vero che la biomeccanica della corsa è più complessa: non si riduce a quale parte del piede appoggia a terra per prima, ma all’intera geometria del corpo. Ritornando a Meb Keflezighi, si nota che è vero che appoggia di tallone, ma la sua corsa rimane estremamente efficiente per un altro motivo: la distanza fra l’appoggio e le sue anche è ridotta.
In altre parole: Meb non butta i piedi più avanti del suo bacino. Questo gli permette di atterrare con la gamba non tesa ma lievemente piegata, in modo da assorbire meglio l’impatto. Chi invece è un runner “overstrider” (ossia che spinge il piede molto oltre le anche, atterrando a gamba tesa) sollecita molto di più il tallone e lo carica di tutto il peso, rischiando l’infortunio.


Come evitare la gamba tesa?
L’osservazione di chi corre a gamba tesa ha fornito ancora una volta un’importante indicazione: chi fa meno passi al minuto tende di più la gamba. Quindi per atterrare con la gamba piegata bisogna avvicinarsi il più possibile alla “cadenza ideale” (cioè a quante volte al minuto appoggi il piede a terra): quella di 180 passi al minuto. Ma attenzione: il valore è puramente indicativo. I top runner non corrono tutti con questa cadenza. Haile Gebrselassie ha fatto il record del mondo di 2:03:59 a Berlino correndo a 197 passi al minuto e Abebe Bikila ha vinto Tokyo nel 1964 in 2:12:13 con una cadenza di 217 passi al minuto. Praticamente un martello pneumatico!
Ancora una volta dipende da runner a runner: una cadenza molto rilassata (attorno ai 140/150 passi al minuto) comporta quasi inevitabilmente di atterrare a gamba tesa, e aumentando la cadenza si riesce invece a piegare meglio la gamba.


Voglio aumentare la cadenza, come devo fare?
Innanzitutto calcola che cadenza hai. Farlo è semplice: conta quante volte un tuo piede tocca terra in 30 secondi. Moltiplica per due per ottenere entrambi i piedi nello stesso tempo e poi ancora per 2 per ottenere la cadenza al minuto:

n° di passi di un piede ogni 30 secondi x 2 (piedi) x 2 = passi al minuto (cadenza)

Se sei abbondantemente al di sotto dei 180 (che è un riferimento, non il numero perfetto, lo ripeto) puoi provare ad aumentare la cadenza, per esempio allenandoti sui 5 km e usando 2 accorgimenti (o l’uno o l’altro):
  • Un contapassi elettronico (ne trovi su Amazon a pochi soldi)
  • Ascoltando musica a 180 bpm (battiti al minuto) e… andando a tempo.

Noterai come il tuo corpo sarà spinto naturalmente ad accorciare il passo per farne di più. Ma quello che ti interessa è accorciare la falcata in modo da atterrare a gamba non tesa.
Il tuo tallone ringrazierà. E anche la tua velocità, vedrai ;)


Fonte: www.runlovers.it

giovedì 7 luglio 2016

Nausea e Vomito durante corsa e maratona


Diversi runner lamentano problemi gastro-intestinali durante la corsa, come nausea, vomito, senso di pesantezza gastrica e diarrea. In assenza di patologie di base, diversi elementi possono essere chiamati in causa come possibili fattori scatenanti:

  • stress: soprattutto negli sforzi competitivi (tensione della gara), l'eccessivo stress legato alla prestazione può determinare problemi di nausea, vomito e diarrea (correlati all'incremento del cortisolo, l'ormone dello stress);
  • ipoglicemia e iper-secrezione di glucagone: la corsa (specialmente quella di durata) determina un forte depauperamento delle riserve energetiche, soprattutto di quelle glucidiche; l'abbassamento della glicemia, e l'ipersecrezione di glucagone che ne consegue, sono una comune causa di nausea e vomito;
  • aumentato stimolo alla peristalsi gastrointestinale dato dai continui impatti sul terreno (stimolo meccanico); un avanzamento eccessivo e/o prematuro del contenuto gastrico e/o intestinale può provocare diarrea
  • errate abitudini alimentari:
    • pasto pre-gara/allenamento troppo ravvicinato e/o sostanzioso
    • alimentazione scorretta durante la gara/allenamento
    • abuso di integratori come gel a base di carboidrati e integratori salini durante o prima dello sforzo
    • eccessiva assunzione di acqua


Fonte: www.my-personaltrainer.it

mercoledì 6 luglio 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 05/07/16

Punti 58,5:
Nodari Michele,

Punti 45:
Scaggiante Michele,

Punti 33:
Crapanzano Salvatore,

Punti 32:
Favaro Manuel,

Punti 31:
Ragazzo Iosanco,

Punti 30:
Tebaldi Massimiliano,

Punti 29:
Casali Carlo,

Punti 25:
Vicentini Anna,

Punti 24:
Piva Riccardo,

Punti 23:
Baldari Daniela, Vanzetto Giorgio,

Punti 22:
Marcon Gianfranco, Nalesso Monica, Pandiani Alberto,

Punti 21:
Temporin Marco,

Punti 20:
Rusconi Alberto,

Punti 19:
Canello Stefano,

Punti 18:
Maniero Federico, Riccato Mauro,

Punti 17:
Antonello Walter, Berto Sergio, Coin Maurizio, Furlan Luigino, Michielan Erika, Pivetta Andrea, Puca Michele, Rossi Nicoletta, Santello Nadio,

Punti 17,5:
Vedova Gabriele,

Punti 16:
Simion Michele,

Punti 15:
Marini Massimo, Zampieri Luciano,

Punti 14:
Cettina Alessandro, Lazzari Emanuela, Zanetti Nicola,

Punti 13:
Marangon Silvano,

Punti 12:
Baroni Daniele, Campanelli Cesare, Caser Michela, Di Geronimo Dario, Panciera Andrea, Rosada Mauro, Tebaldi Maurizio, Dei Rossi Roberto,

Punti 11:
Bertoldo Roberto, Pascoli Silvia, Vio Daniele,

Punti 10:
Bazzana Andrea, De Toni Marco, Giacomin Valentina, Maniero Mirco, Massarutto Roberto, Ongarato Fabio,

Punti 09:
Bertoldo Luigi, Favaro Cristiano, Mezzalira Ennio,

Punti 08:
Bruni Antonio, De Toni Leonardo, Fiannaca Antonio, Musmeci Ignazio,

Punti 07:
Pellizzaro Agnese, Pruner Andrea, Rossit Maria Grazia, Wirkowsky Jean,

Punti 06:
Biscontin Andrea, Crosara Fabio, Loconsole Giovanni, Paggiarin Andrea,

Punti 05:
Causin Elisa, Cerutti Stefano, Zanchet Andrea,

Punti 04:
Cozzolino Felice, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Marini Davide, Martinovic Livio, Memmo Marco,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Fabiano Gabriele, Favaretto Patrizio, Fernandez Maurizio, Grigio Silvia, Minto Martino, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele,

Punti 02:
Agnoletto Walter, Ferri Marco, Gaiani Luigi, Gemin Carla, Mosca Mauro, Pilloni NicolaPuleo Andrea, Sambo Claudia, Schiavon Mauro,

Punti 01:
Besazza Matteo, Bortolato Alessandro, Bortoletto Alessandro, Ferialdi Tiziano, Roani Marco,

Quando è ora di fermarsi un po’


Il running è una disciplina di resistenza, di ostinazione, di motivazione mentale: ti porta al limite e anche a superarlo. Ti porta dove non avresti mai pensato di arrivare.

Correre con coscienza però non dovrebbe mai prescindere dal prestare attenzione – molta attenzione! – ai segnali che il tuo corpo ti manda. Ci sono dei limiti che la mente può farti superare, ma ci sono altri limiti che devi sapere individuare perché possono dirti solo una cosa: devi fermarti. Per un po’ magari, ma devi fermarti.


1. Controlla il peso
Sicuro che dopo aver corso corri subito sulla bilancia per gratificarti un po’. Sai bene che gran parte del peso perso sono liquidi e che lo reintegrerai presto ma insomma, un po’ di illusione fa piacere no? Devi però prestare attenzione se la perdita di peso non viene recuperata entro 24 ore. Significa che non hai reintegrato bene i liquidi e sai cosa succede se non bevi abbastanza, no?


2. Controlla il colore delle urine
Se le tue urine sono troppo scure significa che il tuo corpo sta trattenendo più liquidi possibili (escludendo altre cause più gravi) perché sei disidratato. Consuma più frutta e verdura e bevi per ristabilire l’idratazione ottimale e non compromettere il funzionamento dei tuoi muscoli e delle tue articolazioni.


3. Sei irritabile
La corsa mette in circolo endorfine e ti fa stare bene, no? Come è possibile che tu invece ultimamente sia così irritabile e scontroso? L’allenamento, specie se molto prolungato, produce cortisolo che aumenta l’irritabilità. Se è associato poi allo stress della vita quotidiana il risultato è spesso che anche la produzione di dopamina e i suoi effetti benefici ne soffre.


4. Troppo poco sonno
Durante il sonno non solo recuperi energie ma produci anche ormoni della crescita che servono a ricostruire le tue fibre muscolari stressate dall’allenamento o dalle gare. Se te ne privi allunghi i tempi di recupero e comprometti le tue prestazioni. Sapere quanto devi dormire poi è facilissimo.


5. Corri da far schifo
A parte che una corsa deludente ogni tanto ci sta e capita, quello a cui devi prestare attenzione sono più allenamenti in cui hai la percezione e la confema (dal cronometro) che stai effettivamente correndo come una tartaruga ubriaca. Una volta passi (sei umano!) ma se per 3/4 uscite di fila ti senti stanco e spossato è chiaro che devi riposarti.


6. Prenditi il polso
Ascolta anche il tuo cuore, ma in un momento particolare: a riposo. Appena ti svegli ascolta il tuo battito. Se è elavato anche a riposo significa che il tuo corpo si sta preparando ad affrontare lo stress di una giornata di lavoro o di allenamento anche se in quel momento non stai facendo niente. Il segnale è chiaro no? Rallenta e fermati, se necessario. E prenditi una pausa anche dal lavoro, dai!

Se riconosci due o più di questi segnali del tuo corpo è giunto il momento di prendersi una pausa. Può essere brevissima, anche di un paio di giorni solo. Non devi mica espiare niente, te lo meriti.

E poi non c’era uno molto molto famoso e potente che il 7° giorno si era riposato?


Fonte: www.runlovers.it

martedì 5 luglio 2016

Dove correre questa settimana (04/07/16 - 10/07/16)

Martedi 5 Luglio

  • Camponogara (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00


Mercoledi 06 Luglio

  • Dolo (VE):  "Night Run" - km 4 / 11 - ore 20:30


Giovedi 7 Luglio

  • Paderno di S.Gregorio nelle Alpi (BL): "Le Ere di sera" - km 8 D+900 - ore 19:15


Venerdi 8 Luglio

  • Abano Terme (PD): "Memorial Rino Santinello" - FIDAL su pista - ore 16:45
  • Conegliano (TV): "Black Run" - km 5 - ore 21:30
  • Dolo (VE): "Una fiaccolata per ricordare" - ore 21:00
  • Montegalda (VI): "Sprint Summer Run Sk" - km 5 - ore 20:00
  • Noventa di Piave (VE): "A tuta bira" - km 7 - ore 19:30
  • Pieve di Cadore (BL): "Corri Pieve" km 0.8 / 3 / 5 - ore 18:30
  • Santa Croce di Schio (VI): "Santa Run" - km 10 - ore 19:30
  • Vellai di Feltre (BL): "Marciaverde" - km 5 / 10 - ore 18:30
  • Verona: "RDS Breakfast Run" - km 5 - ore 5:45


Sabato 9 Luglio

  • Castello di Godego (TV): "Camminata Madonna della Crocetta" - km 8 - ore 20:00
  • Cortina d'Ampezzo (BL): "Nordic Walking contest" - km 12 - ore 16:00
  • Camposolagna (VI): "Marcia sui sentieri dei soldati del Grappa" - km 4 / 8 / 12 / 20 - ore 7:30
  • Jesolo (VE): "Run Sunrise Jesolo" - km 6,5 - ore 5:30
  • Lido di Venezia: "L'ora del Lido" - 1 ora in circuito - ore 20:00
  • Santa Croce del Montello (TV): "Corsa podistica del Montello" - km 5 / 13 - ore 19:00
  • Quantin (BL): "Quantin Young Race" - FIDAL - ore 15:00
  • Quantin (BL): "Memorial Onelio e Guido Viel" - km 3 / 7 - ore 19:00
  • Tribano (PD): "Notturna della Magnolia" - km 0,4 / 1,7 / 7,8 ore 18:45
  • Valeggio sul Mincio (VR): "MoohRun Flowers Edition" - km 2.5 / 6 / 12 - ore 19:00
  • Vedelago (TV): "Meeting Ostacoli Veneti" - su pista FIDAL - 15:45


Domenica 10 Luglio

  • Barbarano Vicentino (VI): "Marcia dei Colli Berici" - km 4 / 12 / 20 - 7:30
  • Calalzo (BL): "Trofeo Sandro Valcanover" - km 5 / 9,5 - ore 9:00
  • Caprino (VR): "Caminà ai pià del Baldo" - km 6 / 10 / 15 - ore 8:00
  • Carbonara di Rovolon (PD): "Raduno Provinciale FIASP" - km 2 / 6 / 12 / 18 
  • Carbonara di Rovolon (PD): Minitrail - ore 8:00
  • Carbonara di Rovolon (PD): "Sali in retro" - km 0.3 / 1 / 2 - ore 10:30
  • Cortina d'Ampezzo (BL): "Nordic Walking contest" - km 5 / 10 - FIDAL - ore 10:00
  • Croce d'Aune (BL): "La Dal Piaz Reiss" - km 11 - ore 10:00
  • Fregona (TV): "Antico Troi degli Sciamani" - km 80 - ore 00:00
  • Fregona (TV):  "Troi dei Cimbri" - km 45 - ore 8:00
  • Fregona (TV):  "Pizzoc Trail" - km 21 - ore 9:00
  • Laghi (VI): "Marcia del ciclamino" - km 4 / 7 / 15 / 22 - ore 8:00
  • Laghi (VI): "Skylakes" - km 25 D+1800 - ore 9:00
  • Miane (TV): "Marcia del rifugio" - km 6 / 12 - ore 9:30
  • Quero (BL): "Giocatletica esordienti A-B" - FIDAL su pista - ore 9:00
  • Sappada (BL): "Sappada Hard Half Marathon" - km 21,097 - ore 9:30 
  • Sappada (BL): "Piave run" - km 7 - ore 10:00 - con Nordic Walking
  • Silea (TV): "Per...correre il Sile" - km 5,5 / 10 - ore 8:30
  • Zevio (VR): "Rompi la carnegrea" - km 5 / 9 / 16 - ore 8:30


lunedì 4 luglio 2016

Info sociale #25

Poco da dire questa settimana: complimenti a Erika e Daniela, rispettivamente 2° e 3° Venerdì a Salzano, dove ci siamo classificati anche come 3° gruppo. Invece Giorgio 1° a Lughetto domenica,
Mentre più in alto abbiamo avuto una nutrita rappresentanza a S. Martino dove Ignazio ha compiuto la sua prima maratona con un'ottima prestazione, e ancora più su c'erano i folli del trail alla Dolomiti Sky Run dove Massimiliano si è sparato 140km con 1000D+.
Bravi tutti, davvero!


DOVE ABBIAMO CORSO:

Martedì 28/06/2016
  • Bojon (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari
Giovedì 30/06/2016
  • Conscio (TV) - Conscio Run: Michele Nodari, Manuel Favaro, Gabriele Vedova, Giovanni Loconsole, Salvatore Crapanzano, Andrea Pivetta, Roberto Massarutto, Iosanco Ragazzo,  Marco De Toni, Ennio Mezzalira, Luigino Furlan,
Venerdì 01/07/2016

  • Braiez (BZ) - Dolomiti Sky Run: Massimiliano Tebaldi, Massimo Marini
  • Padova - Corri in Prato: Marco Temporin
  • Salzano - Mi coro al Broeo: Erika Michielan, Danela Baldari, Roberto dei Rossi, Alessandro Cettina
  • Venezia - 5:30: Felice Cozzolino

Sabato 02/07/2016
  • Resana (TV) - Marcia di San Bartolomeo: Michele Scaggiante
  • S. Martino di Castrozza (TN) - Trail delle Dolomiti: Michele Nodari, Manuel Favaro, Stefano Canello, Gianfranco Marcon, Salvatore Crapanzano, Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso,
  • S. Martino di Castrozza (TN) - Dolomiti Marathon: Ignazio Musmeci, Michele Simion, Alberto Rusconi, Carlo Casali
Domenica 03/07/2016
  • Crevada (TV) - Marcia delle colline: Cristiano Favaro
  • Lughetto (VE) - 4 passi in campagna: Giorgio Vanzetto, Maurizio Coin, Walter Agnoletto, Maurizio Tebaldi, Luciano Zampieri, Michele Scaggiante

03/07/2016 - Lughetto (VE): 4 passi in campagna

Doveva essere l'ultimo lungo prima di Sappada e lo è stato. Che poi durante la corsa è stata da metà in poi un calvario dovuto all'afa era da immaginare. Dopo Resana la sera precedente oggi sono a Lughetto di Campagna Lupia, piccola frazione del comune che costeggia la SS. Romea.
Fa caldo e nonostante qualche scroscio di pioggia di primo mattino, fa ancora più afa del solito per cui si fa quello che si può. Non molti presenti, circa una cinquantina di persone per i due percorsi di 6 e 12 km sulla carta (14 per il lungo alla fine), qualche società come la Spotorni, Atletica Riviera del Brenta, Pettinelli e la nostra (6 presenti).
Marcia ludico-motoria, ma premiazioni a discrezione dell'organizzazione. Presenti gli organizzatori della maratonella di Campalto, con i volantini delle prossime corse di cui una il 21 luglio "Coremo soto e stee" e ovviamente la loro corsa per il 2 ottobre.
Dopo il lungo discorso di ringraziamento agli sponsor, lo speaker dà il via, io mi aggrego a Andrea Boscolo e Augusto Vantaggiato sponda Pettinelli, per 8 km siamo insieme, nel frattempo costeggiamo l'argine lungo la Romea e dopo 8 km il primo ristoro all interno dell'Idrovora di Lugo, fermata obbligatoria per un doppio ristoro liquido (ci voleva) e si riparte tra i campi, di nuovo nell'argine poi svolta a sinistra per Lugo. Secondo ristoro al decimo km, altro rifornimento liquido e parziale doccia nel viso che non guasta. Augusto e Andrea non li vedo più, praticamente sono da solo ma fatico molto a proseguire, andatura da camminata veloce più che da corsa, il caldo aumenta e l'afa pure ma siamo quasi arrivati.
Vedo il cimitero, la piazza il cartello dei 13, ormai è fatta, ultima svolta a sinistra e arrivo al traguardo in 1h 18', ci può stare ma ero "cotto" tra fatica e sudore. Ottimo ristoro, anguria meloni e ciliegie acqua the' e gatorade. Seduto al fresco, qualche chiacchiera tra podisti saluto Flavio e Simone Mestriner della Maratonella e torno a Chirignago.
Premiazione ai primi dei 6 e 12, nessuno per i gruppi, sarà per un'altra volta.

Michele Scaggiante

domenica 3 luglio 2016

Quanto costa davvero una scarpa da running?


Facciamo due conti in tasca alle multinazionali e vediamo quanto costa una scarpa da running e come incidono i costi su quello finale che troviamo in negozio.

Dai, non nascondiamoci dietro a un dito, almeno una volta nella vita ci siamo chiesti / abbiamo discusso con gli amici / abbiamo riflettuto su quale sia il costo effettivo di una scarpa da running.

Moltissime volte ho sentito commenti tipo:

Noi paghiamo centinaia di euro per una scarpa che ne costa 10, e facciamo arricchire le multinazionali dello sport.

oppure

Se smettessero di dare soldi ai grandi atleti per sponsorizzarli o a organizzare grandi eventi, le scarpe costerebbero meno.

In effetti, stando a un’analisi superficiale e confrontando solo i costi di produzione con quelli di vendita, si potrebbe davvero pensarla così.



C’è però da rimanere di sasso quando si analizzano i numeri.

Per fare chiarezza, infatti, il sito Solereview ha fatto uno studio molto preciso e delle ricerche attendibili proprio su questo argomento; ha spulciato documenti, bilanci, per arrivare a delle cifre attendibili e farci capire quanto costi davvero una scarpa da running.


Il risultato è inaspettato
Se ti dicessi che il ricavo che hanno i produttori dalla vendita di una scarpa da $100 è solo di qualche dollaro, cosa mi risponderesti? Probabilmente mi manderesti a quel paese ma – dati alla mano – è proprio così.

Infatti, stando ai dati di Solereview, partiamo dal presupposto che il costo al quale il negoziante paga la scarpa è circa il 50% del prezzo di listino quindi una scarpa da $100 viene venduta al negozio a $50. Dentro a quella cifra cosa c’è?

Andiamo nel dettaglio

Come vedi da questo grafico (relativo a una media per le scarpe adidas), su una scarpa che, di listino, costa $100 adidas trae un profitto di $2, tutti gli altri se ne vanno in costi di produzione (e a essa correlati), marketing, tasse e spese varie.

E la situazione non cambia particolarmente quando si parla di Nike, che ha un profitto leggermente maggiore.




E il rivenditore?
Ma quindi il maggiore profitto lo fanno i rivenditori? Chiaramente sì, ma non quanto si possa immaginare. Anche perché i volumi di vendita sono infinitesimi rispetto a quelli di una multinazionale che vende centinaia di migliaia di scarpe all’anno.



Inoltre bisogna considerare lo sconto sul prezzo di listino che il negoziante è costretto a fare per essere competitivo sul mercato e le spese di mantenimento dell’attività.


Tanti numeri per dire cosa?
Se sei riuscito a resistere a questa raffica di numeri, avrai capito che il prezzo di una scarpa non è pilotato solo dal costo industriale ma una filiera che inizia nell’atelier di progettazione, continua nella fabbrica cinese dove la tua scarpa è prodotta e finisce con lo sconto che ti pratica il negoziante.


Fonte: www.runlovers.it

sabato 2 luglio 2016

Niente scuse


È da un po’ che ci penso e lo ripeto ma mai nero su bianco, qui, e quindi – anche se questo potrà generare qualche polemica – credo sia giusto condividere tutti insieme un pensiero: il male peggiore per chi (non) corre sono gli alibi.

Potrò far nascere polemiche, dicevo, ma spero tu capisca che l’idea di fondo non è esprimere giudizi saccenti ma soltanto discutere insieme e riflettere su come gli alibi – in realtà – siano soltanto degli schemi che ci costruiamo per giustificarci e vivere più sereni nel nostro mondo ovattato.

Tutto questo preambolo nasce dal fatto che sempre più frequentemente sento dire:

ah, come vi invidio, voi che potete correre quanto e quando volete. Lo farei anch’io ma, sai, ho un lavoro, una moglie, dei figli, la lettiera del gatto da svuotare, il cane da pisciare, una vita da mandare avanti. E proprio non ci riesco: quanto vorrei avere tutto il tempo che avete a disposizione.

Beh, amico mio, lasciatelo dire con tutto il rispetto: queste sono solo scuse.

Chiaramente non parlo di situazioni in cui ci sia davvero l’impossibilità a fare qualcosa perché altrimenti perderesti anche le 5 ore di sonno che riesci a malapena a ritagliarti nell’arco della giornata, oppure perché qualche patologia – spero passeggera – ti impedisce di farlo. Mi riferisco a tutte quelle sovrastrutture che ci si crea per giustificare la pigrizia e – lasciamelo dire – la frase che citavo poco fa nasconde anche l’inutile “invidia” (lo metto tra virgolette perché non lo è nella connotazione peggiore del termine ma mi aiuta a farti capire il concetto che voglio esprimere) per la vita e i successi di altri, escludendo però tutti i sacrifici che fa il 99,99% di noi per potersi ritagliare un po’ di tempo buono per correre.


La sindrome dell'”Agriturismo Toscano”
Qualche anno fa – o forse erano decenni, non lo so – chiunque facesse un lavoro mediamente stressante (quindi praticamente quasi tutti) diceva: “quanto vorrei mollare tutto e aprire un agriturismo in Toscana!”. Come se mandare avanti un agriturismo fosse un’attività rilassante e semplice. Ti svegli alle 6, curi gli animali, prepari le colazioni (dopo esserti lavato le mani!), curi casa-piscina-giardino, devi essere gentile con tutti anche quando hai le giornate storte e gli ospiti ti chiedono le cose più assurde o si lamentano per sciocchezze solo per il puro piacere di rompere le scatole. E poi devi far quadrare i conti anche nei periodi di magra, promuovere la tua attività, destreggiarti tra cavilli burocratici e permessi. Insomma: un inferno! Ma tutti volevano aprire un agriturismo in Toscana.

Perché? Per il semplice fatto che non siamo sempre empatici e pensiamo che per gli altri sia tutto semplice, non ne vediamo le fatiche e pensiamo esclusivamente alle nostre.

L’apice si tocca alla frase “se mi dessero tutti i soldi che danno a Federica Pellegrini (o inserisci nome di un atleta di successo a tua scelta), anch’io diventerei un campione di nuoto”. Beh, col cazcavolo! Perché dietro a ogni successo c’è sempre tantissimo sacrificio.

Conosco persone che si svegliano alle 5 del mattino per fare quasi due ore di treno per andare a lavorare, tornano a casa dopo le 19, hanno moglie, marito, figli piccoli, lavatrici da fare, cene da preparare, mutuo, animali domestici e – nonostante questo – riescono a trovare il tempo per correre e divertirsi.


Il divertimento
È la chiave di tutto. Infatti le frasi che ho scritto qui sopra generalmente sono pronunciate da chi non sa cosa voglia dire correre oppure vivono il momento in cui infilano le scarpe da corsa come una sofferenza. Dimenticano la bellezza della corsa e quella meravigliosa sensazione di libertà che c’è quando sei fuori e senti il ritmo sincrono del respiro e dei passi, l’aria pulita e la dimensione diversa che hanno le cose quando le scopri correndo.

È inutile crearsi alibi: prova a correre o a uscire in bici o va’ in piscina (o magari fa’ tutte e tre le cose) e poi ne riparleremo! Ti sentirai una carica di energia così forte da poter illuminare New York a Natale. Adagiarsi sulle scuse senza aver provato è come parlare senza conoscere. Non trovi?

In fondo, generalizzando, è la stessa differenza che c’è tra invidiare la vita degli altri e cercare di costruirla per noi.

A scanso di equivoci, anche io non ho mai il tempo o la tranquillità per fare tutto quello che vorrei e mi sembra di essere sempre all’inseguimento di qualcosa, in costante ritardo. Però cerco di organizzarmi, di costruirmi le giornate in modo da trovare il tempo giusto.

Detto ciò, non voglio mancare di rispetto a nessuno ma solamente dire che, anziché lamentarsi, a volte basterebbe provarci. In fondo – come dico sempre – se ci riesco io, allora possono riuscirci tutti.

E, per chiudere definitivamente la questione “alibi”, cedo (con immenso rispetto) il microfono a Michael Jordan che dice:

Forse è colpa mia.

Forse ho lasciato tu credessi fosse facile,
Quando non lo era.

Forse ho lasciato tu pensassi che le mie azioni migliori nascessero sulla linea del tiro libero,
Anziché in palestra.

Forse ho lasciato tu pensassi che ogni tiro che facevo fosse vincente.
Che il mio gioco fosse costruito di lampi anziché di un fuoco continuo.

Forse è colpa mia se non hai visto che il fallimento mi dava forza,
Che la sofferenza era la mia motivazione.

Forse ho lasciato tu credessi che il basket dipendeva dal talento dato da Dio,
E non qualcosa per cui ho lavorato,
Ogni singolo giorno della mia vita.

Forse ho annientato il gioco.
O forse,
Ti stai solo creando degli alibi.

Pace.


Fonte: www.runlovers.it

venerdì 1 luglio 2016

Il runner: ovvero l’eterno insoddisfatto



Molte volte, finita una gara, mi sono fermata a riprendere fiato in prossimità del traguardo. L’ho fatto perché mi piace osservare le espressioni e percepire le emozioni degli atleti che hanno appena concluso la propria competizione; adoro assaporare e condividere con loro la loro vittoria e gioire osservando gli abbracci scambiati con i propri cari all’arrivo.
Ma al traguardo non accade solo questo; se si osserva più in profondità si noterà un altro argomento ricorrente tra i finisher: la loro insoddisfazione.

C’è una bella differenza tra ciò che si prova durante la competizione e le riflessioni che si fanno alla fine.
In gara tutti i pensieri portano alla conclusione dello sforzo e al traguardo ma dopo si rielabora e, da lì, nascono i giudizi (sempre molto severi) sulla propria performance. Appena battuto il nostro personal best ci rendiamo conto che l’obiettivo è stato raggiunto per caso, che non siamo riusciti a tenere il ritmo che avevamo immaginato e che forse il nostro non si può ritenere un vero e proprio successo. Ed allora ci si iscrive subito ad un’altra gara, e ad un’altra ancora, sperando che prima o poi riusciremo a realizzare la gara perfetta quando questo è quasi un miraggio, soprattutto su distanze quali mezza maratona e maratona!

Se conquistiamo il traguardo al tempo desiderato troviamo qualcosa che non è andato bene nella prestazione sportiva o ci lamentiamo delle sensazioni negative e se andiamo fuori tempo o manchiamo l’obiettivo è ancora più semplice: potremo dubitare delle nostre capacità. Insomma, abbiamo sempre qualcosa di cui lamentarci!

Ma allora cosa ci piace della corsa e cosa, di essa, ci rende felici?
Si dice che non sia importante il risultato ma il percorso per arrivarci e, secondo me, è proprio questo che ci spinge a non mollare mai. Impieghiamo ore, sacrificando il tempo con amici e famiglia per poterci migliorare e questo ci gratifica perché ci rende runner e persone migliori!

La prossima volta che correrete in gara fermatevi al traguardo ed ascoltate l’insoddisfazione dei runner. Non lasciatevi ingannare però perché, sicuramente, nessuno di loro smetterà mai di correre.


Fonte: www.unitedrunners.eu

giovedì 30 giugno 2016

Si può correre il giorno prima della gara?


Il giorno prima della gara: corsa o non corsa?
Eccoci ormai a poche ore dall’appuntamento tanto atteso e preparato: la tensione positiva sale e non vediamo l’ora di metterci in moto…ma mentre aspettiamo che dobbiamo fare?
Dobbiamo pensare al riposo assoluto oppure ci possiamo concedere una corsetta spezzafiato e rilassante?
Questo è un dilemma che trova risposte varie ed ognuno ha la propria preferenza ma la scelta è davvero personale. Proviamo comunque insieme a capire quale sia la ricetta migliore.

LA GARA E’ LONTANA O NELLE VICINANZE?
Se la corsa è nella nostra città o nelle vicinanze avremo la massima libertà di scelta e potremo valutare a seconda di come ci si sente fisicamente. Mentre se abbiamo dovuto viaggiare, fare una piccola corsetta aiuterà a smaltire le tossine del viaggio e l’eventuale stanchezza, riattivando muscoli e soprattutto come si dice “facendo morale”.
Ma attenzione: vediamo di non esagerare!
La soluzione migliore in questo caso è lasciare a casa GPS vari, programmando non più di mezz’ora a passo facilissimo e terminando eventualmente con 3-4 accelerazioni in scioltezza e un po’ di stretching leggero.


E SE VOLESSI “TESTARE LA GAMBA”?
Cerchiamo di resistere all’impulso di allungare la distanza o accelerare per “testare la gamba”: di lì a poche ore avremo finalmente la possibilità di spingere.
Con questa brevissima uscita, dovremo svuotare la mente, rilassarci, godere di eventuale compagnia e, se siamo in trasferta, buttare un occhio su qualche angolo caratteristico.

Queste semplici ma piccole “regole” produrranno sulla nostra corsetta un effetto positivo ed euforizzante, aiutando il carico di energia positiva cui attingere in corsa, e soprattutto “spezzando il fiato”, annullando pure eventuali agitazioni della vigilia (per il rilassamento pre-gara leggi qui).

Se invece non avessimo voglia di correre o fossimo stanchi, meglio in ogni modo fare un camminata a passo veloce, sempre di mezz’oretta e seguita sempre dallo stretching.
Sarà comunque un ottimo metodo di attivazione dei muscoli, quasi un massaggio pre gara!!!


Fonte: www.unitedrunners.eu

mercoledì 29 giugno 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 28/06/16

Punti 55,5:
Nodari Michele,

Punti 43:
Scaggiante Michele,

Punti 31:
Crapanzano Salvatore,

Punti 30:
Favaro Manuel,

Punti 29:
Ragazzo Iosanco, Tebaldi Massimiliano,

Punti 28:
Casali Carlo,

Punti 25:
Vicentini Anna,

Punti 24:
Piva Riccardo,

Punti 23:
Baldari Daniela,

Punti 22:
Pandiani Alberto, Vanzetto Giorgio,

Punti 21:
Marcon Gianfranco, Nalesso Monica,

Punti 20:
Temporin Marco,

Punti 19:
Rusconi Alberto,

Punti 18:
Canello Stefano, Maniero Federico, Riccato Mauro,

Punti 17:
Antonello Walter, Berto Sergio, Michielan Erika, Puca Michele, Rossi Nicoletta, Santello Nadio,

Punti 16:
Coin Maurizio, Furlan Luigino, Pivetta Andrea,

Punti 16,5:
Vedova Gabriele,

Punti 15:
Simion Michele,

Punti 14:
Lazzari Emanuela, Marini Massimo, Zampieri Luciano, Zanetti Nicola,

Punti 13:
Cettina Alessandro, Marangon Silvano,

Punti 12:
Baroni Daniele, Campanelli Cesare, Caser Michela, Di Geronimo Dario, Panciera Andrea, Rosada Mauro,

Punti 11:
Bertoldo Roberto, Dei Rossi Roberto, Pascoli Silvia, Tebaldi Maurizio, Vio Daniele,

Punti 10:
Bazzana Andrea, Giacomin Valentina, Maniero Mirco, Ongarato Fabio,

Punti 09:
Bertoldo Luigi, De Toni Marco, Massarutto Roberto,

Punti 08:
Bruni Antonio, De Toni Leonardo, Favaro Cristiano, Fiannaca Antonio, Mezzalira Ennio,

Punti 07:
Musmeci Ignazio, Pellizzaro Agnese, Pruner Andrea, Rossit Maria Grazia, Wirkowsky Jean,

Punti 06:
Biscontin Andrea, Crosara Fabio, Loconsole Giovanni, Paggiarin Andrea,

Punti 05:
Causin Elisa, Cerutti Stefano, Zanchet Andrea,

Punti 04:
Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Marini Davide, Martinovic Livio, Memmo Marco,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, Cozzolino Felice, Fabiano Gabriele, Favaretto Patrizio, Fernandez Maurizio, Grigio Silvia, Minto Martino, Ongaro Andrea, Tacchetto Daniele,

Punti 02:
Ferri Marco, Gaiani Luigi, Gemin Carla, Mosca Mauro, Pilloni NicolaPuleo Andrea, Sambo Claudia, Schiavon Mauro,

Punti 01:
Agnoletto Walter, Besazza Matteo, Bortolato Alessandro, Bortoletto Alessandro, Ferialdi Tiziano, Roani Marco,

08 Luglio 2016 - Una fiaccolata per Ricordare

Oggi non voglio pubblicizzare una corsa o una manifestazione podistica competitiva, però ritengo giusto portare all'attenzione di quante più persone possibili questa iniziativa:

"UNA FIACCOLATA PER RICORDARE"

Venerdì 8 Luglio 2016 a partire dalle 20:30, dalla rotonda di via Cà Tron, ci sarà una fiaccolata fino a Piazza IX Martiri a Mira, per ricordare l'uragano che, l'anno scorso, ha colpito, ma che non ha messo in ginocchio la popolazione della Riviera del Brenta.

Sono invitate, per camminare assieme, famiglie e persone colpite, amici e parenti, volontari, associazioni e tutti coloro che hanno dato una mano o che sono stati vicini...anche solo con un pensiero nei primi giorni e nei mesi successivi all'evento.

Dai che 'ndemo!

martedì 28 giugno 2016

Dove correre questa settimana (27/06/16 - 03/07/16)

Martedi 28 Giugno
  • Bojon (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00


Giovedi 30 Giugno
  • Conscio (TV): "Conscio Run Have Fun" - km 5,99 9,99 - ore 19:30


Venerdi 1 Luglio
  • Bassano del Grappa (VI): "Le 5 miglia di Bassano" - km 8 - ore 20:30
  • Braies (BZ): "Dolomiti Sky Run" - km 130 D+10,300 - ore 17:00
  • Fontanelle Chiesa (TV): "Aspettando la 4 passi" - km 5 / 11 - ore 19:30
  • Nove (TV): "Giro del Lago Morto" - km 5 - ore 19:30
  • Padova: "CorrinPrato": giovanili - ore 19:00 - km 5,750 (F) - ore 20:00 - km 8,050 (M) - ore 20:45
  • Rasai di Seren del Grappa (BL): "Staffetta dei cortivi" - a coppie 1 km x 4 giri - ore 19:00
  • Rozzampia (VI): "RozzAngeles Run" - km 10 - ore 20:00
  • Salzano (VE): "Mi corro al Broeo" - km 6 / 10 - km 6 - ore 19:30 (con Nordic Walking)
  • Venezia: "Run 5.30" - km 5 - ore 5:30


Sabato 2 Luglio
  • Biverone (VE): "Marcia di Biverone" - km 7 - ore 20:00
  • Canale di Ceregnano (RO): "Festa Estate dello Sport" - ore 20:00
  • Creazzo (VI): "La staffetta del Saliso" - CSI su strada - ore 16:00
  • Fiera di Primiero (TN): "Dolomiti Family Trail" - 6.5km D+268m - ore 10:00
  • Monfumo (TV): "De corsa tra e do cesete" - km 6 / 11 - ore 18:30
  • Monfumo (TV): "Miniera Trail" - km 19 D+800 - ore 18:30
  • Padova: "Corri per Linda": staffetta femminile x 2km - ore 19:00
  • Polpet (BL): "SuperSant'Andrea" - km 2 / 4 - ore 18:00
  • Resana (TV): "Marcia di San Bartolomeo" - km 8 - ore 20:30
  • San Martino di Castrozza (TN): "Trail Dolomiti" - 26km D+448m - ore 10:00
  • Val Canali (TN): "Dolomiti Marathon" - km 42,195 D+1242m - ore 9:00


Domenica 3 Luglio
  • Arzergrande (PD): "Marcia del casone" - km 7 / 12 / 19 - ore 8:00
  • Badia Calavena (VR): "Caminada dell'abbazia" - km 6 / 12 - ore 8:30
  • Cerea (VR): "StraCerea" - km 5 / 8 / 12 / 18 - ore 7:30
  • Crevada di Susegana (TV): "Marcia delle Colline" - km 5 / 11 / 16,5 ore 8:45
  • Dolcé (VR): "Tra la natura della Valdadige" - km 5 / 10 / 14 - ore 8:30
  • Fagaré (TV): "Trail del Solstizio" - km 11 / 32 / staffetta km 16 x 2 - ore 8:00
  • Forno di Zoldo (BL): "Pramper Race" - km 12 D+1100 - ore 9:30
  • Gambugliano (VI): "Marcia dell'amicizia" - km 6 / 11 / 18 / 25 - ore 7:30
  • Irrighe (BL): "Salita all'Olimpo" - km 3,2 D+1100 - ore 9:30
  • Lughetto (VE): "4 passi in campagna" - km 6 / 12 - ore 9:15
  • Mezzaselva di Roana (VI): "Marcia Mittelwatt + Maratona dei Sette Comuni" - km 6 / 12 / 22 / 32 / 42 - ore 7:30
  • Miane (TV): "Posa Puner vertical run" - km 7 D+1100 - ore 10:00
  • Ponzano (TV): "3^ prova Campionato Regionale CSI" su pista - ore 8:30
  • San Pelaio (TV): "Risorgive del Botteniga" - km 5,5 / 11 - ore 9,40
  • San Piero in Volta (VE): "De corsa per San Piero" - km 4 / 9 - ore 10:15
  • Volpago del Montello (TV): "Al fresco del Montello" - km 11 - ore 8:45 (con Nordic Walking)

lunedì 27 giugno 2016

Info sociale #24

MARATONINA DI MESTRE:
Domenica 18 Settembre si terrà la 7° Edizione della Maratonina di Mestre (info QUI): 6.5 e 13 km non competitive e 21 km competitiva. Fino al 31 Luglio il costo (della 21km) è di 10 € inoltre, per i gruppi c'e' la possibilità di avere un'iscrizione gratis ogni 10. Chi fosse interessato mi contatti così vediamo se riusciamo a fare un bel gruppo.


EVENTI VENICE MARATHON 2017:
Sono in attesa di ricevere da Venice Marathon una proposta personalizzata per gli eventi dell'anno prossimo (Night Trail, CorriMestre, Moonlight e Maratona) quindi vi chiedo di non avere fretta ad iscrivervi per poter approfittare di questa opportunità.


DOVE ABBIAMO CORSO:

Martedì 21/06/2016
  • Bojon (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari
Venerdì 24/06/2016
  • Albignasego (PD) - S. Tommaso Comunità in Movimento: Michele Nodari
  • Cortina d'Ampezzo - Lavaredo Ultra Trail: Alberto Pandiani, Gabriele Vedova, Daniele Baroni
  • Costabissara (VI) - Coast to Coast: Giorgio Vanzetto
  • Treviso - CorriTreviso: Daniela Baldari, Andrea Bazzana, Luigi Bertoldo, Antonio Bruni, Carlo Casali, Michela Caser, Salvatore Crapanzano, Federico Maniero, Mirco Maniero, Silvano Marangon, Mauro Mosca, Ignazio Musmeci, Andrea Pruner, Andrea Puleo, Maria Grazia Rossit, Alberto Rusconi, Michele Scaggiante, Marco Temporin, 
Sabato 25/06/2016
  • Bojon (VE) - Corsa del Sorriso Fast: Michele Nodari, Michele Scaggiante
  • Bojon (VE) - Corsa del Sorriso: Michele Nodari, Andrea Pivetta, Roberto Massarutto
  • Tarzo (TV): Caminada Alpina: Salvatore Crapanzano
Domenica 26/06/2016
  • Col San Martino (TV) - Corsa del Prosecco: Michele Nodari, Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso, Manuel Favaro, Andrea Ongaro, Marco de Toni, Andrea Tacchetto, Ennio Mezzalira
  • Tesero (TN) - Mountain Race: Massimo Marini, Massimiliano Tebaldi
  • Salzan di Santa Giustina (BL) - Corri San Pietro: Michele Scaggiante

Come passare dalla mezza maratona alla maratona


È un sentimento di moltissimi runner quando finiscono una mezza maratona: adesso voglio correre tutti i 42.195 metri di una maratona completa. Purtroppo però, tra il dire e il fare, ci sono di mezzo 21.097 metri – o meglio – ALTRI 21.097 metri. Non è infatti così semplice riuscire a raddoppiare la distanza e avventurarsi verso la conquista della regina delle corse.

Servono moltissime cose: da un miglioramento della tecnica a una diversa attitudine mentale, fino ad arrivare (ovviamente) a una tabella che ti permetta di avere un programma di allenamento che ti accompagni a concludere sicuramente la maratona.


La scelta della maratona: i consigli
Si parte sempre da qui: dove correrò la mia maratona? Generalmente il consiglio che do è di rimanere vicini a casa, in questo modo amici e parenti potranno venire a fare il tifo per te e – nota da non trascurare – la logistica sarà molto più semplice: conoscerai le strade, sarai nel tuo ambiente e con il tuo cibo. Una questione molto importante è sicuramente anche la data della corsa: se stai pensando di fare una maratona, prevedi almeno 4/5 mesi di preparazione. E sono tutti necessari perché sarà una preparazione dura che andrà fatta con calma; come sempre, la fretta è la peggior nemica del runner.

All’interno del tuo programma di allenamento è consigliabile prevedere del cross-training e delle sedute di tecnica che rendano la tua corsa più efficiente: stai per affrontare una distanza che ti farà correre dalle 3 alle 4 ore consecutivamente e avrai bisogno di ogni muscolo, di ogni energia.

Proprio perché il cammino sarà lungo, la motivazione potrebbe avere dei momenti di calo. Un’ottima idea è di cercare un compagno di preparazione che abbia i tuoi stessi ritmi e la tua stessa volontà di successo: in questo modo la vostra motivazione aumenterà all’ennessima potenza. In due non si molla mai!

Sarà inoltre davvero importante avere un obiettivo da raggiungere e intendo un traguardo cronometrico, non finirla semplicemente. Non importa se lo raggiungerai o no ma certamente ti darà la spinta per sfruttare ogni singola energia e ogni goccia di sudore per arrivare al traguardo prima del previsto.

Fatte le opportune raccomandazioni (e la visita medica, obbligatoria), vediamo il programma per passare dalla mezza alla maratona in 12 settimane.


Il programma di allenamento
Partiamo da due punti fondamentali. Il primo è che questo programma si rivolge a chi ha già un po’ di confidenza con la mezza e ha già i 21,097 Km nelle gambe, infatti il carico e il tempo di sviluppo sono “importanti”. Il secondo è che difficilmente troverai qui su RunLovers un programma che ti parli di tempi, per il semplice fatto che tabelle così precise devono essere tagliate su misura per te da un allenatore; noi possiamo solo darti delle indicazioni precise su come comportarti ma i tempi devi individuarli da solo, partendo dalla tua Velocità di Riferimento.


Velocità
Ripetute (martedì): 20″/Km più veloci della Velocità di Riferimento
Tempo Run (alcuni giovedì): va fatta alla Velocità di Riferimento
Passo Gara (domenica): generalmente tra i 20 e i 30″/Km più lento della VR a cui andranno aggiunti altri secondi per avere un ritmo più lento; perché per la domenica abbiamo previsto il lungo.

La tabella prevede tre uscite di qualità alla settimana più una sessione di cross-training (bici o nuoto) e una di core-stability con due giorni fissi (lunedì e venerdì) sempre di riposo. È un programma anomalo che punta soprattutto sulla qualità e sullo sviluppare tutti i muscoli che ti saranno utili quando finirai le energie; senza trascurare il riposo, usato come “allenamento rigenerante”. Pronto? Via!


Settimana 1
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 5 x 1.000 mt con 400 mt di rec. + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 2 Km facili + 6 Km Tempo Run + 2 Km facili
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 20 Km al passo gara + 30-45″/Km

Settimana 2
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 5 x (2′ veloci + 2′ facili) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 2 Km facili + 8 Km Tempo Run + 1 Km facile
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 21 Km al passo gara + 10″/Km

Settimana 3
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 4 x 800 mt con 400 mt di rec. + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 1 Km facile + 8 Km Tempo Run + 1 Km facile
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 22 Km al passo gara + 20″/Km

Settimana 4
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 2 x (4 x 400 mt) con 400 mt di recupero (800 mt di rec. tra le due serie) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 12 Km al passo gara
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 20 Km al passo gara + 15″/Km

Settimana 5
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 1.500 mt (400 mt rec.) + 3.000 mt (800 mt rec.) + 2 x 800 mt (400 mt rec.) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 2,5 Km facili + 5 Km Tempo Run + 2,5 Km facili
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 25 Km al passo gara + 20-30″/Km

Settimana 6
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 4 x 1.000 mt (400 mt rec.) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 15 Km al passo gara
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 21 Km al passo gara + 8″/Km

Settimana 7
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 3 x 1.500 mt (400 mt rec.) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 2 Km facili + 6 Km Tempo Run + 2 Km facili
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 29 Km al passo gara + 20″/Km

Settimana 8
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 10 x 400 mt (400 rec.) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 2 Km facili + 8 Km Tempo Run + 1 Km facile
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 15 Km al passo gara

Settimana 9
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 5 x (2′ veloci + 2′ facili) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 12 Km al passo gara
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 32 Km al passo gara + 20″/Km

Settimana 10
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 6 x 800 mt (400 mt rec.) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 2 Km facili + 8 Km Tempo Run + 1 Km facile
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 21 Km al passo gara

Settimana 11
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 5 x 1.000 mt (400 mt rec.) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 2,5 Km facili + 5 Km Tempo Run + 1 Km facile
Ven.: riposo
Sab.: cross-training (nuoto o bici)
Dom.: 14 Km al passo gara

Settimana 12
Lun.: riposo
Mar.: 15′ risc + 5 x 400 mt (400 mt rec.) + 10′ defatic.
Mer.: core-stability
Gio.: 5 Km al passo gara
Ven.: riposo
Sab.: riposo
Dom.: 42.195 mt al passo gara!

Ricorda che in ogni allenamento dovrai curare la nutrizione e l’integrazione (soprattutto per le distanze più lunghe), in questo modo – oltre che non andare in riserva di energie – troverai anche il giusto schema per integrarti durante la gara.

Non resta che iniziare: in bocca al lupo!


Fonte: www.runlovers.it

domenica 26 giugno 2016

Perché non riesci a correre più veloce? (e come risolvere)



Questa è una domanda che affligge moltissimi runner, sia che vadano a 7’/Km che a 4’/Km perché, nei momenti di crisi siamo tutti uguali, anche se – se sei un principiante – ti verrebbe di mandare “a remare” quelli che vanno forte ai tuoi occhi e, nonostante questo, si lamentano.

Infatti è normale che chiunque corra, voglia anche correre sempre più forte. Se ci pensi non c’è nulla di più umano che tendere sempre più verso un miglioramento, un’evoluzione, che ci permetta di superare il limite che vediamo davanti a noi. Quindi massimo rispetto per tutti.

Chiaramente, i motivi per cui non riesci a correre più veloce possono essere di diverso genere: fisico, mentale, tecnico o legato a una routine di allenamento sbagliata e – per ovvi motivi – la soluzione di questi problemi può essere molto diversa. Quindi, cerchiamo di individuare le cause per poter arrivare alle risposte corrette.


Io corro tanto ma non riesco ad andare veloce
Questo è uno dei problemi che riscontrano molti principianti o chi non si allena in modo bilanciato. Infatti, quando ci si allena soprattutto sulla resistenza, si crede che la velocità arrivi da sé.

Purtroppo però i “lunghi” non bastano per andare veloci: occorre infatti allenare anche la potenza muscolare e – nella fattispecie – la capacità delle nostre fibre muscolari a contrazioni più veloci. E come si fa? Semplice, facendo allenamenti di qualità come: ripetute, fartlek, allunghi, progressivi. Questi, ovviamente, hanno scopi diversi ma un effetto comune: farti andare più forte.


Io accelero ma mi manca subito il fiato
Qui, purtroppo, i motivi possono essere molteplici: mancanza di potenza muscolare, poco allenamento, alimentazione errata ma quello più comune è una sbagliata postura che non permette al diaframma di lavorare correttamente.

Per risolvere questo problema basta dedicare 7 minuti al giorno alla core stability. Infatti, potenziando i muscoli del busto, otterremo una posizione più efficiente che ci permetterà di respirare correttamente e con la giusta efficienza.


Provo ad andare veloce, allungo il passo ma faccio una fatica terribile
Ti stavo aspettando proprio su questo, perché è uno degli errori più comuni per chi corre. Ed è un errore grave ma che si risolve facilmente. Infatti, quando “allunghiamo” la falcata, il piede atterra davanti al nostro baricentro funzionando da freno anziché da leva per spingerci più velocemente in avanti.

Per risolvere bisogna concentrarsi sulla frequenza anziché sulla lunghezza del passo. In questo modo la nostra corsa diventerà più efficiente e tutte le nostre energie saranno concentrate sul correre più veloce anziché sprecate per “scavalcare” l’ostacolo del nostro piede appoggiato di tallone troppo in avanti.

In generale è molto importante che – per la velocità – il nostro corpo abbia la postura corretta. 


Niente, proprio non riesco a correre più veloce
A volte capita che, mentalmente, ci si configuri lo scenario nel quale noi non riusciremo mai ad andare più veloci. Certo, se corri una maratona a 3’30″/Km può darsi che tu abbia raggiunto un punto in cui non riesci ad andare più veloce più per un limite fisiologico che mentale, però bisogna sempre, sempre, sempre, tenere a mente (ho già detto “sempre”?) che è più difficile costruire la velocità anziché la resistenza.

Innanzitutto per la diversità e complessità degli allenamenti e poi perché molto spesso si esce a correre semplicemente per correre anziché con un programma specifico.

In questi casi, per convincersi che possiamo andare “di più”, conviene abbandonare per un po’ il programma per gare lunghe e dedicarci alla preparazione di una 5K o 10K in modo da concentrare l’allenamento proprio sui lavori di qualità votati ad andare più veloce.


La velocità in tre parole
Allenamento, alimentazione, postura. Se sei costante, ti alleni nella maniera corretta e riposi adeguatamente; se mangi nella maniera corretta; se curi la tecnica e la postura; riuscirai sicuramente ad andare più veloce.
Puoi star sicuro.


Fonte: www.runlovers.it