venerdì 10 febbraio 2017

Allenare la resistenza mentale: l’esercizio dell'”uno in più”


Per allenare la velocità – lo sappiamo e ne abbiamo già parlato molte volte – servono le ripetute, il fartlek, le ripetute in salita, gli allunghi. Mentre, per allenare la velocità devi correre in soglia e poi correre ancora e poi correre ancora.

Ma come si fa quando si vuole allenare la resistenza mentale?

La resistenza mentale è quella forza che trovi quando le energie fisiche iniziano a mancare, è quella forza che ti permette di gestire le fatiche più lunghe, è la capacità di “andare oltre il muro”.

Come puoi immaginare è più un esercizio mentale ma coinvolge anche il fisico. Personalmente ritengo che anche i “lunghissimi” che si fanno prima di una maratona siano più utili per la resistenza mentale che funzionali a una preparazione esclusivamente fisiologica perché – certo abituano il tuo corpo a lunghissimi sforzi – ti insegnano a gestire mentalmente la fatica prolungata, a dare un po’ di più e un po’ più oltre.

Nello stesso modo si può allenare la resistenza mentale correndo anche distanze più brevi.

L’esercizio dell'”uno in più”

Si tratta di un esercizio mentale e atletico allo stesso tempo. Consiste – durante i tuoi allenamenti – nell’aumentare di 1 chilometro la distanza che stai correndo. E lo devi fare quando non vedi l’ora che il tuo allenamento finisca. Può essere a causa della noia, della stanchezza, della fatica, delle preoccupazioni, non importa il “perché” ma in questo modo sarai in grado di gestire ulteriore stanchezza, allenerai il tuo cervello ad andare oltre.

Chiaramente non lo devi fare ogni volta che ti alleni: i carichi di lavoro vanno rispettati; ma lo puoi fare ogni volta che ti senti stanco. Credimi, oltre a tornare a casa molto soddisfatto, in questo modo preparerai anche la tua mente a gestire meglio la fatica. Una sorta di esercizio meditativo per andare oltre.


Fonte: www.runlovers.it

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