domenica 18 dicembre 2016

Ecco i pregi della corsa campestre


La corsa campestre esercita da sempre un’attrazione particolare per tutti noi appassionati del mondo del running. Correre al freddo, nel fango, sotto la pioggia, con la neve rende il nostro sport ancora più eroico, esaltante. Ma oltre a essere affascinanti, i cross sono utili per l’atleta di livello che si sta preparando per altri tipi di gara, corse brevi, mezze maratone o maratone che siano. Correre lontano dai soliti percorsi asfaltati ha infatti tutta una serie di pregi, elencati qui di seguito.

Sviluppa la sensibilità propriocettiva
Correre su terreni scivolosi, con appoggi instabili, è senza dubbio un ottimo allenamento per i tendini e i muscoli che si abituano a movimenti più fini e articolati rispetto a quelli costrittivi e ripetitivi della corsa sull’asfalto. Il piede, e in generale tutto l’arto inferiore, diventano più capaci di esprimere le proprie potenzialità. Inoltre chi corre le campestri soffre difficilmente di distorsioni, proprio perché le articolazioni diventano più reattive.

Incrementa la forza specifica
Piccole salite e discese, fango, buche, erba, foglie, fossi da superare impongono una maggiore applicazione di forza e comportano quindi una tonificazione muscolare. Il muscolo diviene più resistente a produrre forza con conseguente ottimizzazione della prestazione.

Migliora la potenza aerobica
Le gare di corsa campestre, non superando in genere i 10 chilometri di lunghezza, costringono l’apparato cardiocircolatorio a un lavoro molto impegnativo, paragonabile a quello di una seduta di ripetute con prove di 1.000-3.000 metri.

Aumenta l’agonismo
L’hard runner corre per andare forte e le campestri sono un ottimo banco di prova per capire se si ha “grinta agonistica”. Lo sviluppo su più giri tipico di queste gare fa sì che un atleta possa controllare sempre gli avversari ed essere a sua volta costantemente “spiato”. Il cross, d’altra parte, non è una corsa contro il tempo. In questo tipo di gara non serve controllare l’orologio, serve solo andare forte, ascoltando il proprio respiro per farlo rimanere sempre al limite della sopportazione della fatica. Un corridore che termina una campestre senza essere stanco non è un vero hard runner.

Muscoli sotto torchio
Programma le tue campestri in periodi non troppo vicini alle gare importanti in pista o su strada. Devi dare modo al tuo organismo di “trasformare” il lavoro muscolare pesante che la campestre comporta, nella capacità di correre forte per lungo tempo su dei fondi più scorrevoli. Ricorda poi che i cross vanno corsi prevalentemente con le scarpe chiodate, che non possono essere calzate per la prima volta il giorno della gara, ma dovranno essere provate in allenamento. Se non si è abituati, infatti, possono causare dolori ai polpacci. Se non hai la possibilità di calzarle in allenamenti specifici per il cross country, utilizzale almeno per correre qualche lavoro in pista.


Fonte: www.runnersworld.it

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