giovedì 16 marzo 2017

È la più partecipata d'Italia, e non si può dire il contrario visto l'affluenza la domenica mattina prima dell'ingresso alle griglie di partenza con più di 12mila podisti. L'idea di partecipazione del trio medusa a Roma per la mezza era stato deciso a fine estate, e nei mesi successivi pianificato il treno, metro e l'alloggio. Nonostante abbia già partecipato a due mezze quest'anno, il primo obiettivo dei tre in programma era la Roma Ostia, un percorso sulla carta con tre salite di cui la seconda più impegnativa a metà percorso e l'ultima a due km dal traguardo detta "la salita del campeggio". Sono stati 3 mesi invernali di allenamento costante, molte volte con temperature sottozero ma non ci siamo persi d'animo a prepararla bene poi facendo due test pre-gara a San Bartolomeo in Bosco e a Monteforte. Partenza il sabato mattina presso la stazione di Venezia tramite Italo, poche fermate previste ma viaggio tranquillo con Nicola, Fabio e Melania fino a Roma Termini. Quasi 4 ore dopo scendiamo a prendere la metro direzione Eur per il nostro albergo. Il tempo di salire in camera e depositare i nostri "bagagli" nella stanza usciamo per il pranzo nelle vicinanze. Una zona abbastanza tranquilla con parco, a parte la trafficatissima Via Colombo tanti palazzi adibiti a uffici per cui nel week end non c'è un'anima viva, il Ministero dei Trasporti, Poste Italiane e l'Eni. Pomeriggio dedicato al ritiro pettorali e qui incontro vari amici tra cui Giorgio Calcaterra, e due della nostra squadra Marco e Ignazio. Serata a passeggio per l'Eur ma problemi a cercare un posto per cenare, per fortuna abbiamo trovato una pizzeria a due passi dall'albergo. Si conclude la giornata con la sveglia puntata alle 06,30 stanchi dal viaggio e per le camminate tra il pranzo e il dopo cena.

La domenica mi sveglio prima dell'orario previsto, non ho dormito bene ma comunque sono in piedi, sbadigli tanti ma ci prepariamo il vestiario podistico, colazione e dopo ci si avvia per la griglia di partenza in Via Colombo al Palalottomatica. Fa leggermente freddo tant'è che aspettiamo prima di togliere la tuta e consegnare la sacca fornita dall'organizzazione. Partenza diversificata tra i top runner e le due onde successive, noi siamo nella seconda ma griglie diverse io fucsia loro verde cioè dopo di loro ma stesso orario di partenza, alle 09,22. Primi passi di gara in un circuito ad anello di 4 km per poi rientrare in Via Colombo e da lì un percorso diritto fino al traguardo. Leggera salita prima del ristoro al 5°km poi al nono dopo aver visto uno dei podisti caduto a terra senza conseguenze aggancio i pacer dell'1h45' e mi aggrego a loro.

Arriva la seconda salita metà percorso, la più impegnativa del percorso di circa un km perciò come suggerito dai pacer passo medio e muovere le braccia, ovviamente il ritmo in quel punto aumenta ma l'importante è non esagerare con la salita in atto. Scalato la "Cima Coppi" si scende e c'è il secondo ristoro, questa volta prendo due bicchieri di acqua per idratarmi dalla sete e proseguo lasciando dietro i pacer dell'1h45'. Qualche falso piano e il ristoro successivo mi permette di continuare tranquillo, al km 17 ritrovo Nicola chiedendo delle sue condizioni e di Fabio che non lo ha visto più da qualche km e vado avanti con il mio passo. 19°km salita del campeggio ma non particolarmente ostica, ultimi 2000 metri a Ostia con ultimo tratto a destra, curva a sinistra e traguardo.

Un tempo assurdo, 1h41'23" mai pensato di fare una gara perfetta qui nonostante non aver dormito quasi mai la notte precedente.

Aspetto Nicola, anche lui bene ma manca Fabio sarà già arrivato? Tra il caos dopo l'arrivo alla fine ci siamo ritrovati; kway utilissimo dato il vento che soffia, ritirato medaglia, consegnato il chip e recuperato la sacca nei camion predisposti. Docce in uno solo stabilimento, l'altro solo per il bagno.
Guarda il caso vedo Valentina e consorte, saluti di rito e complimenti a vicenda, foto ricordo e ripartenza per Roma. Stazione di Ostia nel caos totale, ma in 20 minuti arriviamo alla Magliana, poi il metro per l'Eur.

Pranzo in albergo, di nuovo la metro per Termini e treno per Venezia. Saluto Nicola e Fabio a Santa Lucia e torno a Chirignago in bus. Primo obbiettivo portato a termine, ci prepariamo per le successive cioè Cortina e la 30 Trentina, ma Rovigo e i Dogi si avvicinano tra poco tempo e non ci si deve distrarre.

Michele Scaggiante

mercoledì 15 marzo 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 14/03/2017

Punti 12:
Casali Carlo, Scaggiante Michele,

Punti 10:
Nalesso Monica, Ragazzo Iosanco, Vanzetto Giorgio,

Punti 09:
Baldari Daniela, Favaro Manuel, Rusconi Alberto,

Punti 08:
De Toni Marco, Riccato Mauro,

Punti 07:
Gemin Carla, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Massarutto Roberto, Panciera Andrea, Pivetta Andrea, Pizzato Pierluigi, Pozzi Viola, Rossit Maria Grazia, Santello Nadio, Simion Michele, Tebaldi Massimiliano,

Punti 06:
Canello Stefano, Cettina Alessandro, Marcon Gianfranco, Pascoli Silvia, Rosada Mauro,

Punti 05:
Baroni Daniele, Loconsole Giovanni, Minto Martino, Rossi Nicoletta, Tebaldi Maurizio, Vedova Gabriele, Zanetti Nicola,

Punti 04:
Berto Sergio, Bertoldo Luigi, Coin Maurizio, De Luca Giacomo, Furlan Luigino, Meneghetti Alessio, Pandiani Alberto, Piva Riccardo, Zampieri Luciano,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Bazzana Andrea, Besazza Matteo, Campanelli Cesare, Caser Michela, Duso Massimo, Mezzalira Ennio, Ongarato Fabio, Temporin Marco,

Punti 02:
Barbazza Gianfranco, Biscontin Andrea, Crosara Fabio, De Toni Leonardo, Favaro Cristiano, Maniero Federico, Maniero Mirco, Musmeci Ignazio,

Punti 01:
Antonello Walter, Bortoletto Alessandro, Cozzolino Felice, Ferri Marco, Marini Massimo, Ongaro Andrea, Pandiani GiovanniPiccini Monica, Pruner Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele, Zanchet Andrea,

martedì 14 marzo 2017

Come preparare le ultra-maratone



“Corro perché, molto prima che le mie orme svaniscano, forse avrò ispirato qualcuno a rifiutare la strada facile; corro perché questo mi porta dove voglio andare”.

Così ha detto Dean Karnazes, uno degli ultra-maratoneti più celebri: dalle sue parole emerge la difficoltà ma anche la soddisfazione nel partecipare a una delle discipline di corsa più massacranti. Senza voler emulare il record di 50 maratone in 50 giorni dell’atleta greco-americano, vediamo quale è il percorso di avvicinamento all’ultra-maratona.

UN APPROCCIO DIVERSO – Per “ultra-maratona” si intende una gara su distanza superiore ai canonici 42,195 km oppure della durata di dodici, ventiquattro e più ore, indipendentemente dal percorso. Dunque, per prepararla si richiede un approccio diverso da quello della maratona e che non sottovaluti il rischio di infortuni. Durante l’ultra-maratona lo sforzo richiesto è a ‘scarsa intensità’, quindi l’allenamento sarà finalizzato a correre in regime prevalentemente aerobico.

‘RESISTERE NEL TEMPO’ – Nei giorni antecedenti la gara ci si dovrà preparare su terreni costellati da discese e salite per evitare sessioni monotone e lente. Questo schema non subirà variazioni fino a dieci giorni prima dell’evento: subito dopo andrà ridotto; inoltre, si consiglia di effettuare l’ultimo allenamento ‘lungo’ (oltre le tre ore) due settimane prima dell’impegno agonistico. In questa ‘tabella’ di avvicinamento, le sessioni di ‘training’ andranno chiuse con 20 minuti di esercizi che tonifichino la muscolatura di spalle e arti superiori: nessuna parte del corpo va trascurata in vista di uno sforzo così prolungato nel tempo. Infine, un accenno all’equipaggiamento: vanno predilette, non solamente in gara, delle scarpe dalla suola spessa (per evitare le infiammazioni tendinee) e che favoriscano la traspirazione contro le vesciche.


Fonte: wwww.runingmania.net

lunedì 13 marzo 2017

Info sociale #11

2° MINITRAIL FORTE GAZZERA
Sabato 13 Maggio, alle ore 16:00 si terrà il 2° MiniTrail a Forte Gazzera. QUI trovate il volantino.
Chi volesse dare una mano durante la manifestazioni me scriva in privato, grazie.


ABBIGLIAMENTO:
Per chi fosse interessato riporto l'elenco del vestiario marchiato Amatori ancora disponibile:
- maglia leggera manica lunga blu (2 S, 3 M)
- pantaloncini sgambati (1 M)
- tuta mirofibra grigia New Balance (1 XL)
- T-Shirt rossa New Balance (2 XL)
- Tuta Asics 2017 (1 S)
- Giaccone 2017 (1 L)


DOVE ABBIAMO CORSO

Domenica 12 Marzo

  • Barcellona (SPA) - Maratò de Barcelona: Carlo Casali, Carla Gemin
  • Brescia - BAM Marathon: Gabriele Vedova
  • Monselice (PD) - MArcia città di Monselice: Daniela Baldari, Alberto Rusconi, Mauro Riccato
  • Roma - RomaOstia Half Marathon: Michele Scaggiante, Nicola Zanetti, Fabio Crosara, Marco Temporin, Ignazio Musmeci
  • Susegana (TV) - Marcia del Castelli: Alessandro Cettina, Manuel Favaro, Andrea Pivetta, Roberto Massarutto, Giovanni Loconsole, Alberto Pandiani, Massimiliano Tebaldi, Emanuela Lazzari, Salvatore Crapanzano, Andrea Bazzana, Luigi Bertoldo, Giovanni Pandiani, MAurizio Tebaldi
  • Trebaseleghe (PD) - Ostiglia Run No War: Pieluigi Pizzato, Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso

domenica 12 marzo 2017

Il ricondizionamento dell’andatura nei corridori infortunati e non. Quali vantaggi ?

Partiamo con il definire quello che in Inglese viene chiamato Gait Retraining. Tradotto letteralmente significa: “Riqualificazione dell’andatura”.

In sostanza non è altro che l’analisi e ricondizionamento della meccanica di corsa attraverso degli stimoli ( feedback ) auditivi o visivi dati in tempo reale. Negli ultimi tempi la ricerca sembra essersi concentrata maggiormente su questo tema.


L’esercizio cardiovascolare costante, come la corsa, ha molti effetti positivi noti sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Alcuni esempi sono: il controllo del peso corporeo, la diminuzione dell’ipertensione, la diminuzione delle concentrazioni di glucosio nel sangue nel diabete di tipo 2, il miglioramento dello stato d’animo.

Nonostante tutto ciò la corsa non è esente da rischi.

È stato stimato che l’infortunio agli arti inferiori nei corridori oscilla in un Range che va dal 19% al 79%. I fattori di rischio sono Multifattoriali.

Includono sia elementi esterni come ad esempio un alto o improvviso aumento del kilometraggio settimanale;

sia fattori interni come ad esempio una insufficiente forza muscolare, insufficiente lunghezza muscolare oppure una meccanica di corsa anormale.

Molti studi prospettici hanno documentato la presenza di una alterata meccanica di corsa nei corridori soggetti ad infortuni nella corsa.

Questi risultati fanno pensare ad un nesso di causa tra meccanica di corsa e conseguenti infortuni. Ma è effettivamente così???

Alcuni studi scientifici continuano a supportare l’utilizzo di metodi tradizionali nel recupero dagli infortuni derivanti dalla corsa.

Negli ultimi tempi una crescente parte della letteratura scientifica suggerisce che il ricondizionamento della meccanica di corsa può dare benefici nel lungo periodo maggiori rispetto ai modelli tradizionali.

Uno dei metodi analizzato per modificare la meccanica di corsa si basa su stimoli visivi o auditivi (vedi immagine n.1).
Alcuni studi hanno investigato l’effetto prodotto dall’utilizzo di questi stimoli in corridori con frequente dolore al ginocchio, più specificatamente in sede femoro-rotulea. Il risultato importante è dato non solo dalla modifica della propria meccanica di corsa in poche sessioni. Ma soprattutto dalla diminuzione del dolore e dei sintomi legati alla corsa.


In conclusione questi studi ci mostrano come non sia sufficiente utilizzare solo l’intervento terapeutico tradizionale nel recupero dell’atleta infortunato. Risulta importante analizzare la meccanica di corsa.

Il ricondizionamento nella meccanica di corsa insieme ai modelli tradizionali rappresenta un fattore determinante nel trattamento degli infortuni legati alla corsa così come nella prevenzione dei potenziali infortuni nei corridori sani.

Non ci sono ancora conclusioni definitive su quali siano gli stimoli migliori da dare e quale tipologia di pazienti risponda meglio allo stimolo in tempo reale.


Cristian Sepe

sabato 11 marzo 2017

Trail: cinque consigli per cominciare


Il percorso, l’attrezzatura e… Cosa bisogna sapere per iniziare a correre in mezzo alla natura. Con quel sesto suggerimento che molti (trail) runner apprezzeranno.

Affascinante l’idea di iniziare a praticare il trail. La natura, lo sterrato e quei silenzi che soltanto la montagna ti sa regalare. Quali sono, però, le prime cose da fare per evitare di trasformare un’attività tanto intensa quanto emozionante in una esperienza da scordare e soprattutto da non riprovare? Prima di addentrarci nei discorsi più specifici e tecnici, ecco quindi cinque consigli per non sbagliare l’approccio.

1. Passa allo sterrato
Generalmente, chi corre lo fa preferendo l’asfalto delle strade o delle piste ciclabili. Per chi sta in campagna, soprattutto, ma non solo, c’è la possibilità di cambiare superficie: erba, terra battuta, strade bianche di campagna. Prova ad abbandonare l’asfalto e cimentarti con queste superfici. Vedrai come il tuo passo cambierà adattandosi al differente terreno sul quale ti troverai a correre.

2. Trova il luogo
Occorre individuare un posto dove effettuare una bella seduta di corsa continuata. La montagna è il luogo ideale per questo tipo di corsa, per il fondo e per le pendenze che sono molto variabili, ma anche per l’ambiente circostante che generalmente è davvero grandioso. Se la montagna non è a portata di mano può benissimo andare bene il lago, un tratto di un fiume e, in molti casi, anche il mare. Senza disdegnare, infine, la campagna che si presta assolutamente alla corsa in libertà che caratterizza il trail.

3. Attrezzati
Correre un trail prevede un’attrezzatura specifica. In primo luogo, le scarpe: dovranno avere un grip migliore per i differenti terreni nei quali appoggerai i piedi e dovranno proteggerti contro urti di qualsiasi tipo. Oltre alle calzature, è bene considerare anche un tipo di abbigliamento che protegga contro la pioggia e uno zaino (o qualcosa del genere) per le riserve idriche e alimentari.

4. Allenati
Una volta approcciato questo mondo, quel che resta da fare è allenarsi. Magari individua una gara a cui partecipare. Studiane le caratteristiche altimetriche e del terreno nel quale si svolge e poi setta i tuoi allenamenti su questi punti.

5. Divertiti
Il trail è diverso dalla corsa su strada. Qui non esiste il passo al km perché la strada che si percorre è talmente varia che andare ad analizzare la velocità sostenuta non avrebbe senso. Si calcola in minuti od ore, dipende dalle distanze.

6. Bevi birra (opzionale)
Certo, si tratta di un consiglio opzionale, però non ho mai incontrato nessuno che corresse un trail e che non ambisse a gustarsi una bella birra fresca una volta tagliato il traguardo. E gli organizzatori delle gare lo sanno bene, visto che alla finish line non manca mai. Personalmente, è il mio integratore preferito terminata una competizione.


Fonte: www.allrunning.it

mercoledì 8 marzo 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 07/03/2017

Punti 11:
Casali Carlo, Scaggiante Michele,

Punti 10:
Vanzetto Giorgio,

Punti 09:
Nalesso Monica, Ragazzo Iosanco,

Punti 08:
Baldari Daniela, De Toni Marco, Favaro Manuel, Rusconi Alberto,

Punti 07:
Panciera Andrea, Pozzi Viola, Riccato Mauro, Rossit Maria Grazia, Santello Nadio, Simion Michele,

Punti 06:
Canello Stefano, Gemin Carla, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Marcon Gianfranco, Massarutto Roberto, Pascoli Silvia, Pizzato Pierluigi, Rosada Mauro, Tebaldi Massimiliano,

Punti 05:
Baroni Daniele, Cettina Alessandro, Minto Martino, Pivetta Andrea, Rossi Nicoletta,

Punti 04:
Berto Sergio, Coin Maurizio, De Luca Giacomo, Loconsole Giovanni, Meneghetti Alessio, Piva Riccardo, Tebaldi Maurizio, Vedova Gabriele, Zampieri Luciano, Zanetti Nicola,

Punti 03:
Alemanno Ludovica, Bertoldo Luigi, Besazza Matteo, Campanelli Cesare, Caser Michela, Duso Massimo, Furlan Luigino, Mezzalira Ennio, Ongarato Fabio, Pandiani Alberto,

Punti 02:
Barbazza Gianfranco, Bazzana Andrea, Biscontin Andrea, Favaro Cristiano, Maniero Federico, Maniero Mirco, Temporin Marco, De Toni Leonardo,

Punti 01:
Antonello Walter, Bortoletto Alessandro, Cozzolino Felice, Crosara Fabio,  Ferri Marco, Marini Massimo, Musmeci Ignazio, Ongaro Andrea, Piccini Monica, Pruner Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele, Zanchet Andrea,

martedì 7 marzo 2017

FVG TRAIL RUNNING TOUR 2017

L'FVG TRAIL RUNNING TOUR 2017 è un’iniziativa dedicata alla promozione del territorio della regione del Friuli Venezia Giulia.
Dalle colline del Carso alle Prealpi Carniche passando per le Alpi Giulie diverse associazioni sportive si sono unite per la stesura del 3° calendario podistico dei Trail regionali:
36 gare con oltre 800 km e D+ 50000 metri di dislivello da percorrere da febbraio a novembre alla scoperta della Regione Friuli Venezia Giulia.
Si tratta di manifestazioni che si svolgono tra montagne e colline, valli e borghi raggiungibili attraverso sentieri e carrarecce che,grazie alla collaborazione con gli enti e le associazioni territoriali mirano alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e alla promozione delle specialità eno-gastronomiche del territorio in cui si svolgono.
Potete scaricare QUI il volantino completo.
Ringraziamo il nostro Gianfranco Marcon per la segnlazione.

lunedì 6 marzo 2017

Info sociale #10

2° MINITRAIL FORTE GAZZERA
Sabato 13 Maggio, alle ore 16:00 si terrà il 2° MiniTrail a Forte Gazzera. QUI trovate il volantino.
Chi volesse dare una mano durante la manifestazioni me scriva in privato, grazie.


DOVE ABBIAMO CORSO
Da segnalare Gabriele: 17° assoluto alla Strasimeno, Leonardo: 3° assoluto alla Treviso Marathon e Cristiano: pacer delle 3 ore sempre alla Treviso Marathon

Sabato 4 Marzo

  • Monselice (PD) - 4 passi in Rosa: Michele Scaggiante, Giorgio Vanzetto

Domenica 5 Marzo

  • Caselle di Selvazzano (PD) - Memorial Ciao Gabriella: Andrea Panciera
  • Castiglione del Lago (PG) - Strasimeno: Gabriele Vedova
  • Conegliano (TV) - Moorun3: Michele Scaggiante
  • Conegliano (TV) - Treviso Half Marathon: Sergio Berto, Pierluigi Pizzato
  • Conegliano (TV) - Treviso Marathon: Cristiano Favaro (Pacer), Alessandro Cettina
  • Lion di Albignasego (PD) - Run for Home: Andrea Pivetta, Roberto Massarutto, Manuel Favaro, Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso
  • Verbania - Lago Maggiore Half Marathon: Carlo Casali
  • Villaga (VI) - Marcia dei Bujeli: Mauro Riccato, Giorgio Vanzetto


venerdì 3 marzo 2017

Sei un vero runner se…


Sei un vero runner se…

  1. hai iniziato acquistando tutto il materiale da correre alla Decathlon
  2. hai capito che il materiale della Decathlon per correre fa schifo, e quindi adesso spendi 20€ per un paio di calze che butterai dopo 3 mesi
  3. le tue calze ora hanno una destra e una sinistra, e ti accorgi subito se le metti al contrario
  4. hai scoperto l’esistenza della domenica mattina
  5. l’ultima volta che non sei andato a correre la domenica mattina c’era ancora la Lira
  6. la domenica mattina c’è “il lungo”
  7. nelle vacanze di Natale sei l’unico della famiglia che riesce a non ingrassare
  8. la tua piramide alimentare è in realtà un cubo fatto solo di carboidrati
  9. più tu dimagrisci e più quelli che ti stanno intorno ingrassano
  10. un tuo sogno recondito sarebbe andare a correre la mattina di Natale, ma sai bene che ti costerebbe il divorzio
  11. nonostante il rischio ogni Natale ci fai un pensierino, ma vieni fulminato con lo sguardo da tua moglie
  12. a letto ti misuri il battito cardiaco
  13. tua moglie una volta ha chiamato il 118 perché ti credeva morto, in verità hai solo 35 battiti per minuto a riposo
  14. hai un orologio che misura qualunque indicatore relativo al tuo corpo, ma non hai ancora capito come leggere l’ora
  15. cambi scarpe con più frequenza di Paris Hilton
  16. le scarpe da correre serie sono solo Mizuno o Asics
  17. cambi scarpe in base al chilometraggio che hai percorso
  18. hai iniziato a indossare le scarpe da corsa in ufficio per il casual Friday
  19. al lavoro ogni tanto fai stretching seduto davanti al pc
  20. al lavoro sei diventato il profeta del running e dispensi consigli e tabelle
  21. hai capito che tra abbigliamento, scarpe e iscrizione alle gare un anno di corsa ti costacome un personal trainer in palestra
  22. quando vedi qualcuno correre con le Nike scuoti la testa
  23. almeno una volta hai vomitato le maltodestrine dell’Enervit
  24. hai perso ogni dignità quando sei andato dal farmacista del tuo paese a chiedere della vaselina
  25. il Polase Sport è quasi meglio della birra
  26. in chimica al liceo avevi 4 ma ora sei in grado di spiegare nei dettagli la scomposizione in zuccheri semplici e l’assorbimento da parte dei muscoli
  27. possiedi una tabella, o forse è meglio dire che una tabella ti possiede
  28. quando salti un allenamento della tabella ti senti colpevole
  29. sei diventato corsapatico: se non corri per una settimana diventi intrattabile
  30. pensi che sarebbe bello vincere il Superenalotto per potersi finalmente allenare tutti igiorni alle 3 del pomeriggio
  31. pensi che sarebbe bello vincere il Superenalotto per passare un mese ad allenarsi a Livigno o in Kenia
  32. sai riconoscere da un km di distanza un vero runner da uno della domenica
  33. quando li incroci saluti solo i runner seri
  34. quando incroci un runner alle 6 di mattina del 27 gennaio vi scambiate uno sguardo di complice intesa
  35. alle 6 di mattina del 27 gennaio ci sono solo runner seri
  36. hai una torcia frontale per correre quando c’è buio
  37. prepari la sera prima i vestiti per andare a correre l’indomani all’alba
  38. nel tuo telefono hai impostato più sveglie prima delle 7 di mattina che dopo
  39. hai iniziato mettendo nel tuo iPod la colonna sonora di Rocky, Eminem e altre canzonisuper motivazionali
  40. ma ora la tua playlist ha subito un’inarrestabile parabola discendente e ti esalti quando parte “Il ballo del mattone”
  41. quando fai le ripetute non porti l’iPod perché devi sentire il tuo corpo
  42. più di volta ti hanno detto “Sei matto”
  43. gli amici ti chiamano Forrest Gump
  44. ti vengono i crampi ai polpacci mentre dormi
  45. ti depili le gambe senza averne ancora compreso del tutto il motivo
  46. quando viaggi controlli prima su google maps dove potrai andare a correre
  47. viaggi sempre con le scarpe da correre
  48. hai corso in almeno 3 continenti
  49. pensi che correre sia anche un bel modo per scoprire una nuova città, ma alla fine non guardi nulla perché hai da seguire la tabella
  50. sai pronunciare e scrivere fartlek
  51. riesci a discutere per più di un’ora della soglia anaerobica
  52. la misura ufficiale della velocità per te sono i minuti per km, non i km/h
  53. adori l’odore del tartan della pista d’atletica
  54. faresti un monumento a chi ha inventato il Compeed
  55. hai segnato per terra la strada dove corri di solito per avere i riferimenti precisi
  56. hai preso in piena faccia almeno una volta il fatidico muro dopo il 30esimo km
  57. odi con tutto te stesso il vecchietto ultrasessantenne che si fa tutte le gare della provincia e, anche a gennaio, si presenta in pantaloncini e canotta
  58. sai benissimo che il vero motivo dell’odio per il vecchietto è il fatto che lui vada più forte di te
  59. mentalmente ti crei delle scuse per motivare la prestazione del vecchietto: “è in pensione, si può allenare come e quando vuole” “pesa 50kg bagnato” “sicuramente la moglie gli mette le corna”
  60. una delle tue grandi paure è il cubo da scalare della visita medico sportiva
  61. ti vanti con gli amici che da quando corri non ti ammali più, anche se la verità è che te ne freghi e corri anche ammalato
  62. la prima volta che hai finito una maratona, dopo il traguardo vedevi una luce in fondo a un tunnel
  63. collezioni le magliette delle gare fatte ma tua moglie ti proibisce di indossarle
  64. durante un allenamento sei entrato in stretto contatto con un cane che era molto attirato dal tuo abbigliamento scosciato
  65. quando nevicava andavi a fare i leva con gli amici, ora esci a correre nel parco come un lupo
  66. tornato dalla corsa nella neve sei felice ma allo stesso tempo ti senti in colpa perché non hai potuto seguire la tabella
  67. hai percorso ogni remota strada di campagna della tua città
  68. odi i bicchieri di plastica ai ristori e sei arrivato alla soluzione di schiacciarti il bicchiere pieno d’acqua contro la faccia tenendo la bocca aperta, una scena raccapricciante
  69. sai benissimo che il massaggio sportivo non è per niente rilassante come tutti pensano
  70. sei arrivato alla fine di questa lista, ti sei riconosciuto in almeno 10 punti e saresti pronto ad aggiungerne altri 50…
Fonte: www.multisport3ining.it

lunedì 27 febbraio 2017

Info sociale #9

CORRI X CARNEVALE:
Grazie a quanti hanno dato una mano o hanno corso alla Corri X Carnevale.
La giornata era splendida ed è andato tutto bene, abbiamo ricevuto molti complimenti per il servizio e mi fa piacere condividerli con voi.
Abbiamo inoltre ricevuto un paio di confezioni di galani e frittelle che troverete oggi pomeriggio al campo, siete invitati a  favorirne.

ABBIGLIAMENTO:
Per chi fosse interessato riporto l'elenco del vestiario marchiato Amatori ancora disponibile:
- maglia leggera manica lunga blu (2 S, 3 M)
- pantaloncini sgambati (1 M)
- tuta mirofibra grigia New Balance (1 XL)
- T-Shirt rossa New Balance (1 M, 2 XL)
- Tuta Asics 2017 (1 M)
- Giaccone 2017 (1 L)


DOVE ABBIAMO CORSO:

Sabato 25 Febbraio

  • Villanova (RA) - Corsa di Bagnocavallo: Giorgio Vanzetto

Domenica 26 Febbraio
  • Forlì : Giorgio Vanzetto
  • Mestre - Corri X Carnevale: (in servizio) Carlo Casali, Maria Grazia Rossit, Silvano Marangon, Michele Nodari, Nadio Santello, Ludovica Alemanno, Michele Simion, Matteo Besazza, Silvia Pascoli, Massimo Duso, Mauro Rosada, Andrea Panciera, Gianfranco Marcon, Stefano Canello, Viola Pozzi, Marco De Toni, Emanuela Lazzari, Maurizio Tebaldi. (in corsa) Daniela Baldari, Luciano Zampieri, Andrea Bazzana, Luigi Bertoldo,  Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso, Pierluigi Pizzato, Giacomo De luca, Alessio Meneghetti, Nicola Zanetti, Fabio Crosara
  • Lovadina (TV) - Corsa di Lovadina: Manuel Favaro
  • Nove (VI) - Campionato regionale cross: Marco Temporin
  • Tribano (PD) - Marcia della magnolia: Michele Scaggiante, Riccardo Piva, Carla Gemin, Walter Antonello

domenica 26 febbraio 2017

Troppo sport fa male al sesso


Negli uomini l’eccesso di allenamento riduce il desiderio sessuale: colpa almeno in parte del calo del testosterone, a rischio soprattutto gli sport aerobici di lunga durata come maratona o triathlon.

Super allenati, in grado di correre per chilometri ogni giorno e magari di competere in un Ironman, le gare di triathlon estremo. Sotto le lenzuola, però, un mezzo disastro: negli uomini che fanno tanto, troppo esercizio fisico la libido è un po’ appannata e la probabilità di avere un desiderio sessuale “spento” è fino a sette volte maggiore rispetto a chi fa sport ma senza esagerare. Lo dimostra una ricerca pubblicata su Medicine and Science in Sports and Exercise, secondo cui un allenamento strenuo e costante comprometterebbe un buon sesso.

Studio su mille uomini
I ricercatori hanno intervistato un migliaio di uomini, tutti sportivi e praticanti varie attività a livello medio, moderato o intenso; attraverso questionari particolareggiati hanno indagato il desiderio sessuale, chiedendo per esempio quante volte pensassero al sesso o quanti rapporti avessero durante la settimana. I risultati mostrano che al crescere dell’intensità e della durata dell’allenamento cala in parallelo la libido, pur se si tiene conto dell’età (all’aumentare degli anni, infatti, una lieve riduzione del desiderio è da considerarsi normale); la probabilità di avere un desiderio sessuale “debole” è fino a sette volte maggiore rispetto a chi fa esercizio fisico con regolarità ma senza strafare. Anthony Hackney, docente di fisiologia dell’esercizio all’università del North Carolina e autore dell’indagine, sottolinea che «Non è detto che il rapporto di causa effetto sia immediato, ma di certo questi dati indicano l’esistenza di un legame fra troppo esercizio e poco sesso. Fatica e calo del testosterone indotto dal movimento possono avere un ruolo; resta da capire la soglia oltre cui l’allenamento diventa eccessivo, che potrebbe essere diversa fra i vari individui e dovrà essere stabilita attraverso studi più approfonditi».

Testosterone, stress ed età contano
Il dato non sorprende Gianfranco Beltrami, docente del corso di laurea in Scienze motorie dell'Università di Parma e membro del consiglio direttivo della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI): «Vediamo spesso un calo del desiderio sessuale negli atleti che si allenano strenuamente, soprattutto per sport aerobici di lunga durata come maratona, triathlon, fondo: in queste situazioni troviamo sempre un calo dei livelli di testosterone, una componente ormonale che ha senz’altro un ruolo nel ridurre la libido e che può essere parzialmente contrastata se si allena bene la forza muscolare. In chi è dipendente dall’esercizio fisico si aggiunge anche un fattore psicologico: si tratta di soggetti che pensano solo allo sport e trascurano tutto il resto, la loro mente inevitabilmente si “distrae” dall’idea del sesso. Pure l’età conta – prosegue Beltrami –. Un ventenne nel pieno del vigore fisico e della carica ormonale risente meno dell’eccesso di sport rispetto a un cinquantenne che è già alle soglie dell’andropausa e ha livelli un po’ inferiori di testosterone, magari ha qualche preoccupazione sul lavoro ed è stressato. Per capire se si sta esagerando, occhio ai sintomi dell’overtraining: insonnia, stanchezza, difficoltà a recuperare dallo sforzo, scarsa concentrazione, dimagrimento e dolori muscolari sono segni che, insieme al calo del desiderio, indicano la necessità di ridurre i carichi di lavoro e, in qualche caso, indagare i livelli di ormoni come cortisolo e testosterone».


Fonte: www.corriere.it

mercoledì 22 febbraio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 21/02/2017

Punti 08:
Scaggiante Michele,

Punti 07:
Baldari Daniela, Casali Carlo, Nalesso Monica, Ragazzo Iosanco,

Punti 06:
Favaro Manuel, Riccato Mauro, Tebaldi Massimiliano, Vanzetto Giorgio,

Punti 05:
Baroni Daniele, De Toni Marco, Gemin Carla, Massarutto Roberto, Minto Martino, Rossi Nicoletta, Rusconi Alberto,

Punti 04:
Cettina Alessandro, Coin Maurizio, Loconsole Giovanni, Pivetta Andrea, Pizzato Pierluigi, Pozzi Viola, Rossit Maria Grazia, Santello Nadio, Simion Michele,

Punti 03:
Berto Sergio, Campanelli Cesare, Canello Stefano, Caser Michela, De Luca Giacomo, Furlan Luigino, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Marcon Gianfranco, Meneghetti Alessio, Mezzalira Ennio, Ongarato Fabio, Panciera Andrea, Pandiani Alberto, Pascoli Silvia, Piva Riccardo, Rosada Mauro, Vedova Gabriele, Zampieri Luciano, Zanetti Nicola,

Punti 02:
Barbazza Gianfranco, Bertoldo Luigi, Biscontin Andrea, Maniero Federico, Maniero Mirco,

Punti 01:
Bazzana Andrea, Bortoletto Alessandro, Cozzolino Felice, De Toni Leonardo, Favaro Cristiano, Ferri Marco, Marini Massimo, Musmeci Ignazio, Ongaro Andrea, Piccini Monica, Pruner Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele, Tebaldi Maurizio, Temporin Marco, Zanchet Andrea

martedì 21 febbraio 2017

RITORNO AL FUTURO: DALLA MARATONA ALLE DISTANZE BREVI


Il runner amatoriale il 99% delle volta cova un sogno: la maratona. Molti ci arrivano, altri non hanno il coraggio, ma soprattutto la disponibilità di tempo per raggiungere l'obiettivo. C'è chi lo raggiunge e non si ferma più, passando alle Ultra Maratone. Inutile dirlo, chi ha raggiunto questi obiettivi sa di cosa sto parlando, è una soddisfazione unica, una di quelle soddisfazioni che restano nel tempo. L'essere umano è così, cerca sempre di mettere un piede avanti al limite raggiunto.

Allo stesso tempo c'è da dire che anche correre più veloce sulle distanze minori è divertente. Tutti iniziano con le gare domenicali 10/15 km. Tutti quelli che arrivano alla maratona hanno prima il battesimo con la mezza (almeno in allenamento).

Se un podista è efficiente sulla Maratona non è detto che lo sia sulle distanze minori

Potrebbe sembrare strano. Ma come sono capace di fare ottimi tempi sulla maratona, non mi ripeto sulla mezza o sui 10 km? Non è detto, ma ciò che è abbastanza probabile è che la preparazione per la maratona vi abbia tolto un po' di forza, brillantezza ed efficienza di corsa. Nei mesi di preparazione per una 42 km il runner amatore, che ha un tempo limitato per allenarsi, deve fare delle scelte. L'esigenza primaria diventa mettere km nelle gambe, fare dei lunghi importanti, tra i 28 e 36 km, che spesso coincidono con più del 50% (fino anche al 75%) del totale dei km della settimana. Questo toglie tempo ai lavori di forza, di brillantezza e di efficacia di corsa. Nel fare molti km spesso si tralascia anche l'aspetto della tecnica, l'importante diventa "portare a casa" il totale kilometrico.

Quindi peggioro per le distanze minori?
No, senza dubbio allenarsi per una Maratona permette di concludere bene una mezza maratona, ma senza dubbio non al massimo delle potenzialità.

Quindi cosa si potrebbe fare?
Una prima scelta nulla. La corsa resta un divertimento, concludere una maratona è un obiettivo fantastico, nobile e non è sbagliato avere come priorità mettere km nelle gambe, anzi è fondamentale. Inoltre non è scritto da nessuna parte che dobbiamo essere per forza veloci su distanze più brevi. Quello che dobbiamo sapere che la coperta è sempre corta (come in tutte le cose)e vanno fatte delle scelte. Quindi se raggiunto l'obiettivo della Maratona vogliamo tornare ad essere performanti sulle distanze minori possiamo seguire le seguenti indicazioni:

Durante la preparazione per la maratona
  • Inserire una volta ogni 2 settimane (ma non nelle ultime 4 settimane) una seduta di ripetute su una distanza tra 1 e 2 km ad un'andatura più veloce della soglia anaerobica (SAN): nella preparazione per la maratona senza dubbio avrete già sedute di ripetute previste. Fare qualche allenamento un po' più veloce vi aiuterà a non perdere troppo efficienza e capacità anaerobica.
  • Alla fine di ogni allenamento di corsa lenta (corso a 35/40" più lento della vostra SAN) una seduta di allunghi da 5 a 8. Questo è utile anche per la Maratona ed è un buona abitudine da non abbondare mai. Leggi qui il beneficio degli allunghi
  • Inserire una seduta di cross training, meglio se di bicicletta (ma non nelle ultime 4 settimane). Alternare altri sport aiuta in diversi modi. Il nuoto aiuta a scaricare e a rafforzare, la bicicletta aumenta la forza e permette ai muscoli di lavorare diversamente, lo Yoga permette di restare elastici e contribuisci la forza del cosiddetto CORE. Leggi qui come integrare la bicicletta nella corsa

Dopo la Maratona
Dopo una settimana (anche 10 gg in funzione della fatica che avete fatto) di scarico iniziate un nuovo programma. Che accorgimenti si possono prendere:
  • I lunghissimi possono essere ridotti. Se la vostra distanza è sui 10 km potete ridurli notevolmente, sulla mezza lasciatene uno ogni tanto (ogni 2 o 3 settimane in funzione di quanto siete vicini alla gara o gare a cui tenete) intorno ai 24 km
  • Quando fate dei lunghi la domenica (più corti) potete optare a rotazione per queste 3 scelte, tutte che possono presentare delle sensazioni che avremo poi in gara, utili anche a far crescere l'entusiasmo e a saper gestire al meglio la fatica
    • Cimentarvi in podistiche su diverse distanze dove saggiate il clima della competizione
    • Correre la lunga distanza in maniera progressiva. Personalmente mi piace dividerla in 4:
      • 20% andatura +50" della SAN
      • 50% andatura +35" della SAN
      • 20% andatura +20" della SAN
      • 10% alla velocità massima che riusciamo a produrre in quel momento, in modo controllato (se ad esempio sono 2 km dobbiamo capire cosa riusciamo a produrre al massimo, ma tenendo l'andatura costante)
    • Lungo variato in cui a sensazione durante l'allenamento inseriamo delle variazioni importanti di ritmo (corse un po' più veloci della SAN)
  • Le sedute di ripetute dovranno avere un ritmo maggiore (come quelle che vi consigliavo di fare una volta ogni 2 settimane durante la preparazione della maratona). Meglio aumentare un po' il recupero se serve, ma cerchiamo di superare un pochino il limite, togliere qualche secondo all'andatura solita (ad esempio le ripetute sul 1 km o sui 2 km provare a correre 5" in meno della SAN)
  • Inserire qualche prova di corsa veloce su brevi distanze, per sollecitare al meglio la nostra velocità. Dopo un ottimo riscaldamento provare a correre 3/5 km anche 15/20" in meno della SAN. Uno sforzo importante, in cui dobbiamo anche concentrarci sulla tecnica, sull'aumento della frequenza del passo, ma anche sulla spinta
  • Nel periodo più lontano dalle gare inserire allenamenti di forza e di efficienza di corsa. Qui trovate diverse proposte
  • Continuare con gli allunghi a seguito delle corse lente
  • Rispetto alla preparazione della Maratona (parliamo di sceglie di fare almeno 4 sedute settimanali) togliere un lento e inserire una seduta di corsa media (corsa circa a 20/30" superiori alla SAN)
  • Per chi vuole, ma lontano dalle corse in piano (massimo fino a 6 settimane prima), inserire degli allenamenti in salita:
    • Ripetute Brevi in salita
    • Corsa collinare (al posto di un lungo)


Fonte: runner451.blogspot.it

lunedì 20 febbraio 2017

Info sociale #8

CORSA IN MASCHERA:
Vi aspettiamo numerosi alla Corri in Maschera di Domenica 26 Febbraio organizzata, anche, dalla nostra società.


PETTORALE MOONLIGHT HALF MARATHON
Cedesi pettorale per la Moonlight Half Marathon del 27 Maggio 2017 a Jesolo. Chi fosse interessato mi contatti


ABBIGLIAMENTO:
Per chi fosse interessato riporto l'elenco del vestiario marchiato Amatori ancora disponibile:
- maglia leggera manica lunga blu (2 S, 3 M)
- pantaloncini sgambati (1 M)
- tuta mirofibra grigia New Balance (1 XL)
- T-Shirt rossa New Balance (1 M, 2 XL)
- Tuta Asics 2017 (1 M)
- Giaccone 2017 (1 L)


DOVE ABBIAMO CORSO:
Numerosa presenza a Trivignagno, che ha fruttato una soppressa e una bottiglia di vino che, come da tradizione, taglieremo alla grigliata di inizio estate

Domenica 19 Febbraio
  • Brugine (PD) - Corsa dee Mastee: Michele Scaggiante
  • Malo (VI) - AIM Energy Ultra Trail: Mauro Riccato, Michele Nodari, Iosanco Ragazzo
  • Trivignagno (VE) - Marcia dell'Arcobaleno: Felice Cozzolino, Silvia Pascoli, Marco Ferri, Sergio Berto, Manuel Favaro, Cristiano Favaro, Daniela Baldari, Daniele Baroni, Luigi Bertoldo, Andrea Biscontin ,Cesare Campanelli ,Carlo Casali, Alessandro Cettina, Salvatore Crapanzano, Giacomo De Luca, Marco De Toni, Luigino Furlan, Carla Gemin, Emanuela Lazzari, Giovanni Loconsole, Federico Maniero, Mirko Maniero, Silvano Marangon, Alessio Meneghetti, Ennio Mezzalira, Martino Minto, Monica Nalesso, Andrea Panciera, Pierluigi Pizzato, Viola Pozzi, Nicoletta Rossi, Alberto Rusconi, Nadio Santello, Massimiliano Tebaldi, Michela Caser

domenica 19 febbraio 2017

Velocità minima sostenuta al VO2max : il miglior valore per misurare la Performance


Abbiamo già visto cos’è il Massimo Consumo di Ossigeno (VO2max), come allenarlo, ma sopratutto abbiamo capito che presa da sola la VO2max non è assolutamente un ottimo predittore di Performance! Puoi avere una capacità polmonare pari a quella di una mongolfiera, ma se non la sai sfruttare correrai allo stesso ritmo di un bradipo. La velocità minima alla quale riusciamo ad elicitare la VO2max (vVO2max) risulta essere uno dei parametri principali, se non il più importante, da prendere in considerazione per valutare la Performance dell’atleta.

Spieghiamolo con un esempio: il Runner A ha una VO2max maggiore del Runner B, ma il Runner B riesce a correre, sfruttando la sua VO2max, ad una velocità maggiore rispetto a quello riesce a fare il Runner A. Tradotto: puoi avere la VO2max elevata quanto ti pare, ma se non riesci a sfruttarla, la sua utilità è pari a zero. Tutto ciò è spiegato razionalmente dal fatto che il Runner B senza ombra di dubbio ha una maggiore Running Economy, un miglior controllo Neuromuscolare, una migliore capacità di sostenere velocità elevate, indubbiamente una velocità migliore alla soglia-lattato e di conseguenza riesce a sfruttare meglio la propria riserva di Ossigeno.


Calcolo della vVO2max ed utilizzo in allenamento
vVO2maxUn metodo semplice per testare da soli il proprio vVO2max è correre per 6 minuti esatti il più velocemente possibile. La distanza percorsa verrà divisa per 360 secondi. Il risultato che uscirà sarà il proprio vVO2max. Ovviamente anche se non misurato precisamente in laboratorio tale valore risulta essere piuttosto attendibile.

Per utilizzare questo valore in modo pratico durante i nostri allenamenti, per prima cosa bisogna calcolare in quanto tempo percorriamo 400 metri. Farlo è piuttosto semplice: mettiamo che il nostro Runner percorra in 6 minuti 1728 metri; 1728/360=4,8 metri al secondo. Ora dividiamo 400/4,8=83 secondi (tempo per percorrere 400 metri).

vVO2max = distanza sui 6 minuti /360 secondi

Quest’ultimo valore-tempo verrà sfruttato per gli allenamenti mirati ad aumentare la nostra vVO2max. Un’ottima modalità di allenamento è percorrere 5 volte 400 m al nostro tempo (nell’esempio precedente 83 secondi) con il riposo della stessa durata della sessione di velocità (83 secondi) ma al 50% della nostra vVO2max, per progredire con un 5 x 1000 m con 3 minuti di riposo dopo ogni sessione.

Alcuni autori suggeriscono per una più corretto e graduale aumento della Performance di iniziare l’allenamento sulla vVO2max con due sessioni settimanali così strutturate:


  • Riscaldamento e corsa leggera per 15 min.
  • 30 secondi di workout alla vVO2max e 30 secondi di corsa al 50% della vVO2max.
  • Ripetere l’allenamento così strutturato (30-30) fino ad esaurimento.
  • Dopo 3/4 settimane di allenamento così strutturato bisogna passare ad un 60-60 (60 secondi invece che 30) due volte a settimana per ulteriori 3/4 settimane.


Successivamente si reimposta il lavoro sul 5×1000 con 3 minuti di riposo.

Così strutturato l’allenamento è in grado di aumentare in modo considerevole la nostra vVO2max, ma non solo: anche la nostra VO2max, la nostra Running Economy e la nostra velocità aumenteranno in maniera esponenziale.

Considerazioni sulla vVO2max

Il tempo medio di tutti gli atleti del mondo in cui si riesce a sostenere la propria vVO2max è circa 6 minuti. Ma questa è solo una media. Alcuni atleti possono sostenere tale velocità anche più a lungo, altri per meno tempo. Chi riesce a sostenere tale intensità per più tempo sarà indubbiamente più favorito in una competizione. Questa considerazione farà si che il test dei 6 minuti descritto in precedenza potrebbe falsare la risultante sopratutto in chi riesce a sostenere la sua vVO2max per minore tempo. Che fare allora? Non pensiamoci. Hai una vVO2max effettiva minore? Allenati a maggiori intensità e vedrai che il tuo VO2max crescerà rapidamente ed ad un retest andrai meglio. Hai una vVO2max effettiva maggiore? Probabilmente allora ti ritroverai a correre ad intensità ancora maggiori di quello che dovresti fare e ne guadagnerai acquisendo la possibilità di sviluppare maggiore velocità in gara. Ci sono metodi per sfruttare questa disparità di valori, ma ancora tutti da studiare e verificarne l’efficacia.


Fonte: www.fisiosportpavona.it

sabato 18 febbraio 2017

10 Suggerimenti per preparare il corpo e la mente a correre una maratona


Al fine di affrontare nel migliore dei modi la vostra prossima maratona, vogliamo darvi 10 suggerimenti da mettere in pratica sia durante il periodo precedente alla gara, che durante la competizione stessa

Portare a termine una maratona non è certo un'impresa semplice. Tuttavia nonostante le difficoltà che questa disciplina presenta, a partire dai non indifferenti 42,195 chilometri, il numero di maratoneti è in costante aumento.
La preparazione per affrontare una maratona necessita di costanza e impegno sotto diversi aspetti, dall'allenamento all'alimentazione.
Al fine di affrontare nel migliore dei modi la vostra prossima maratona, vogliamo darvi 10 suggerimenti da mettere in pratica sia durante il periodo precedente alla gara, che durante la competizione stessa.

Due settimane (o più) prima della maratona

1. Percorso. Sia dal punto di vista psicologico, che di allenamento può risultare molto utile informarsi sul percorso della maratona: salite, discese, tipo di terreno, ecc. Nel caso in cui la maratona non si svolga in una città che conoscete, Google Maps può esservi di aiuto.
2. Scarpe. E' importante indossare scarpe comode e morbide nel periodo precedente alla maratona, al fine di mantenere rilassati i muscoli dei polpacci ed evitare il rischio di crampi. Per le donne, è consigliabile evitare di indossare tacchi.
3. Colazione. Per evitare spiacevoli inconvenienti il giorno della gara, è bene accertarsi degli effetti che il cibo consumato a colazione può indurre al vostro organismo. Le due settimane precedenti alla maratona sono utili per comprendere quale sarà la colazione più adatta a voi il giorno della gara.

Una settimana prima della maratona

4. Cibi salati. Mangiare cibi salati (nella giusta misura, ovviamente) favorisce l'integrazione di sodio nell'organismo, la cui carenza in situazione di sforzo, come durante una maratona, può causare nausea, vomito e mal di testa.
5. Eliminare alcol e caffeina. Durante la settimana precedente alla maratona è importante mantenere un buon livello di idratazione dell'organismo. Sostanze come alcol e caffeina, che favoriscono la disidratazione, sono quindi assolutamente da evitare.
6. Dormire di più. Considerati l'ansia e il nervosismo pre gara, è importante "fare scorta" di sonno e di riposo nei giorni che precedono la maratona. In questo modo sia il corpo che la mente saranno più riposati il giorno della gara.

Il giorno della maratona

7. La carica giusta. Fate colazione con quelli che secondo voi sono gli alimenti che vi danno la carica giusta e dei quali vi siete accertati durante le due settimane precedenti alla maratona. Ricordate che qualunque cosa facciate e mangiate il giorno della gara, dovrà essere stata testata durante le settimane precedenti.
8. Una volta in più non guasta. Anche se non ne sentite l'esigenza, prima di presentarvi ai nastri di partenza, fate un'ultima capatina in bagno. Eviterete così che il bisogno si presenti proprio durante la corsa, a maggior ragione se questa è di lunga durata.
9. Piano anti-sfregamenti. Assicuratevi di evitare che gli indumenti vi diano fastidio durante la corsa. Evitate di usare scarpe e indumenti nuovi, che non abbiate testato prima. Prendete le giuste precauzioni per evitare vesciche ai piedi e lo sfregamento della maglietta con la pelle, che può causare il cosiddetto capezzolo del podista.
10. Strategia. Vi state approntando a correre una gara lunga, che lo facciate con lo scopo di correre nel minor tempo possibile o solo per il piacere di partecipare, è bene avere chiara in mente la strategia da seguire per conquistare il traguardo. Qui trovate i nostri suggerimenti per affrontare la corsa lunga con successo.


Fonte: www.runningitalia.it

mercoledì 15 febbraio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 14/02/2017

Punti 07:
Scaggiante Michele,

Punti 06:
Baldari Daniela, Casali Carlo, Nalesso Monica, Ragazzo Iosanco, Vanzetto Giorgio,

Punti 05:
Favaro Manuel, Massarutto Roberto, Riccato Mauro, Tebaldi Massimiliano,

Punti 04:
Baroni Daniele, Coin Maurizio, De Toni Marco, Gemin Carla, Minto Martino, Pivetta Andrea, Rossi Nicoletta, Rossit Maria Grazia, Rusconi Alberto, Simion Michele,

Punti 03:
Canello Stefano, Cettina Alessandro, Loconsole Giovanni, Marcon Gianfranco, Ongarato Fabio, Pandiani Alberto, Piva Riccardo, Pizzato Pierluigi, Pozzi Viola, Rosada Mauro, Santello Nadio, Vedova Gabriele, Zampieri Luciano, Zanetti Nicola,

Punti 02:
Barbazza Gianfranco, Berto Sergio, Campanelli Cesare, Caser Michela, De Luca Giacomo, Furlan Luigino, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Meneghetti Alessio, Mezzalira Ennio, Panciera Andrea, Pascoli Silvia,

Punti 01:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Biscontin Andrea, Bortoletto Alessandro, De Toni Leonardo, Maniero Federico, Maniero Mirco, Marini Massimo, Musmeci Ignazio, Ongaro Andrea, Piccini Monica, Pruner Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele, Tebaldi Maurizio, Temporin Marco, Zanchet Andrea,

martedì 14 febbraio 2017

I benefici del nuoto nell'allenamento alla corsa


Il nuoto e la corsa possono essere complementari: introdurre periodicamente una seduta di allenamento in piscina può essere di supporto per il podista.

Il nuoto e la corsa, come tante altre discipline sportive, possono essere complementari.
In generale, riteniamo che il concetto di attività fisica non può essere relegato alla singola disciplina sportiva che si svolge, ma deve avere un’accezione più ampia. Ovviamente ogni sport differisce per caratteristiche tecniche e tipologia di movimento, ma i vari sport hanno molti punti in comune, più di quanti si possa pensare.
Per cominciare, i tre meccanismi energetici (cioè alattacido, lattacido e aerobico) intervengo a prescindere dallo sport, e sono legati al tipo di lavoro che può essere più o meno di intensità. Quindi è possibile svolgere un lavoro aerobico in acqua, di corsa o in bici. La componente di un certo rilievo che cambia da disciplina a disciplina è l’aspetto bio-meccanico.

Molti runners, per motivi diversi, praticano il nuoto: chi per necessità (per un infortunio), chi si cimenta in gare di duathlon o triathlon, e chi invece lo inserisce nel proprio programma di allenamento come attività di completamento o di supporto.
Sempre più atleti diversificano l’allenamento per diversi motivi, soprattutto per ridurre le sollecitazioni a carico delle articolazioni e dei tendini. La filosofia è quella di svolgere dei buoni volumi di lavoro riducendo il rischio di infortuni da sovraccarico. Quindi introdurre settimanalmente o periodicamente una seduta di allenamento in piscina può essere di aiuto oltre che di supporto.
Si possono svolgere tre tipi di allenamento in piscina.

1 - Allenamento di rigenerazione: viene svolto dopo un allenamento di corsa estenuante o particolarmente impegnativo. In questo modo il fisico ha la possibilità di recuperare in maniera attiva. Il nuoto rilassa la muscolatura e soprattutto i tendini che sono stati particolarmente impegnati nei giorni precedenti. Questo allenamento sostituisce la classica seduta di corsa lenta rigenerante.

2 - Allenamento ad alta intensità: viene effettuato un allenamento intermittente ad alta intensità che può essere eseguito sostenendosi alla boa che delimita le corsie. L’atleta si cimenta in azioni di skip rapido ad alta frequenza, alternato a skip blando di recupero. Questo esercizio può essere svolto in serie o in unica soluzione. Ad esempio, si possono eseguire 5 serie da 5’, alternando 20” di skip rapido a 20” di skip molto blando. Oppure si possono svolgere 15’ continui, durante i quali vengono effettuati 20” di skip rapido alternati a 40”-60” di skip molto blando.
Lo skip in acqua può essere svolto anche in avanzamento grazie all’aiuto di un giubbotto che permette il galleggiamento (quanto meno del collo e della testa). Anche in questo caso vengono svolte, con lo stesso principio espresso precedentemente, delle serie di skip rapido alternate a skip molto blando. 
Questo tipo di attività, che fa lavorare molto anche l’apparato cardio-respiratorio, è molto intensa ed implica un costo energetico alto. Questo allenamento in piscina può essere svolto in sostituzione delle ripetute di corsa.

3 - Allenamento di media intensità: viene effettuato in corsia, in avanzamento con giubbotto che permette il galleggiamento. Si eseguono delle serie di corsa in acqua con azione svelta circolare, ma non al massimo della velocità. In questo tipo di esercizio giocano un ruolo importante anche le braccia che, oltre a contribuire nel mantenimento dell’equilibrio, aiutano nella spinta in acqua.
A seconda dell’intensità che si vuole sviluppare, si possono fare degli allenamenti più o meno lunghi. È un attività che ha un costo energetico alto e sollecita tutto il corpo. Questo allenamento può sostituire un allenamento di corsa a ritmo medio.

Abbiamo dato tre esempi di lavoro alternativo in acqua, ma è ovvio che non ci si può allenare in piscina per preparare una gara di corsa. L’allenamento in piscina può sostituire un allenamento di corsa in caso di necessità, come situazioni atmosferiche avverse, impossibilità di potersi allenare all’aria aperta, piccoli problemi infiammatori.
Un aspetto che sicuramente è da non sottovalutare riguarda il fattore psicologico. Fare un allenamento diverso aiuta a rompere la monotonia: cambiare ambiente e, addirittura, il tipo di attività fisica, può essere da stimolo per la mente.


Fonte: www.runningitalia.it

lunedì 13 febbraio 2017

Info sociale #7

CORSA IN MASCHERA:
Mercoledì 15 Febbraio ci sarà una riunione con tutte le società coinvolte alla Corri X di Carnevale. Seguirà una news con i dettagli ma vi anticipo l'invito a partecipare (come volontari di servizio o alla corsa) Domenica 26 Febbraio. Grazie


MINITRAIL FORTE GAZZERA:
Stiamo organizzando la seconda edizione del MiniTrail a Forte Gazzera. La adta è Sabato 13 Maggio 2017. Ringrazio fin d'ora quanti si renderanno disponibili a dare supporto. A breve il volantino.


PETTORALE MOONLIGHT HALF MARATHON
Cedesi pettorale per la Moonlight Half Marathon del 27 Maggio 2017 a Jesolo. Chi fosse interessato mi contatti


DOVE ABBIAMO CORSO:

Domenica 12 Febbraio
  • Malo (VI) - Marcia di San Valentino: Mauro Riccato
  • Moniego (VE) - Corri San Valentino: Sergio Berto, Mauro Rosada, Andrea Panciera, Salvatore Crapanzano, Alberto Rusconi, Silvia Pascoli, Carlo Casali, Carla Gemin, Daniela Baldari, Maria Grazia Rossit, Emanuela Lazzari, Massimiliano Tebaldi, Andrea Bazzana, Marco De Toni
  • Noventa Padovana (PD) - Mascherata tra le ville: Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso, Manuel Favaro
  • Sambruson (VE) - Corsa di San Valentino: Maurizio Coin
  • Verona - Duo Half Marathon: Nicola Zanetti, Michele Scaggiante, Alessandro Cettina
  • Verona - Romeo&Giulietta Half Marathon: Pierluigi Pizzato, Michela Caser

sabato 11 febbraio 2017

Le 5 barriere psicologiche del Runner (e come superarle)


Se corri da un po’ ormai lo hai capito. Il Running non è solo uno sport fisico. È anche – ma soprattutto – uno sport mentale.

Quando il corpo smette di collaborare il Runner ha solo un’arma. La sua testa. A differenza di altri sport infatti, dove l’equipaggiamento può fare la differenza, nel Running siamo NOI l’equipaggiamento.

E quando la fatica si fa sentire le barriere psicologiche possono diventare davvero insormontabili. Ecco 5 tipici ‘blocchi mentali’ e qualche trucchetto su come superarli con stile.

• BARRIERA #1 •
NON HO VOGLIA DI USCIRE

Intanto bisogna capire che tipo di persona siete. Se di natura trovate facilmente la motivazione, non dovrete lottare molto. In men che non si dica prenderete la porta e via, uscirete a correre. Se invece le vostre motivazioni non sono così forti, chiaramente tutto diventa più difficile. In questo caso prendete un appuntamento con un amico, un’amica o un gruppo di Runners. Preparate abbigliamento e borsa la sera prima, in modo da preparare la vostra mente all’impegno del giorno dopo. Una volta usciti di casa la mattina, non potrete più tornare indietro!

• BARRIERA #2 •
PAURA DI SENTIRSI/ESSERE LENTI

La soluzione. Visto che è una questione di testa, partiamo proprio da lì. Iniziate a chiamarvi e sentirvi dei veri Runner. Pensate a voi stessi come a qualcuno con una forza di volontà in grado di farvi uscire a correre giorno dopo giorno. Non importano i tempi. Quello che conta è migliorare la percezione di chi siete veramente. E se non siete competitivi, non sentitevi in colpa. È ok. Lo state facendo per voi stessi, per sentirvi delle persone migliori. Per la vostra stima. Lo sentirete ogni volta che taglierete il traguardo.

• BARRIERA #3 •
PAURA DI NON ESSERTI ALLENATO ABBASTANZA

La soluzione. Non concentratevi sugli allenamenti che avete perso durante il percorso. Focalizzatevi invece su quello che avete fatto. Cercate di ricordare le vostre uscite più gloriose, quelle dove vi siete sentiti meglio, dove siete andati davvero veloci. Questi momenti vi faranno mettere il turbo e vi aiuteranno ad affrontare al meglio la gara. Inoltre, siate realisti sul vostro obiettivo. Se necessario aggiustatelo. Non aspettatevi un PB quando sapete che non lo potrete ottenere. Ricalcolatelo e arriverete col sorriso, anche questa volta.

• BARRIERA #4 •
PAURA DI CROLLARE A METÁ GARA

La soluzione. Quando le cose non vanno per il verso giusto, superate la crisi pensando agli elementi della gara che riuscite a controllare. Prestate attenzione alla vostra forma fisica, alla respirazione, al ritmo dei vostri passi. Questo toglierà un po’ di pressione dalla vostra mente, regalandovi del tempo prezioso per superare il momento critico.

• BARRIERA #5 •
PAURA DEL CONFRONTO CON ALTRI RUNNERS

La soluzione. Non guardate a dove vorreste essere. Guardate invece i progressi che avete fatto da quando avete iniziato a correre. Godetevi il momento. Accettate il fatto che ci sono persone più veloci di voi. C’è sempre qualcuno più veloce. Non sentitevi inferiori. Non lo siete. Fate in modo che questa cosa vi dia motivazione, pensate “anche io posso diventare più veloce”. Imparate a conoscervi e a conoscere i vostri limiti. Solo allora potrete imparare come superarli.


Fonte: www.runlikeneverbefore.com

venerdì 10 febbraio 2017

Allenare la resistenza mentale: l’esercizio dell'”uno in più”


Per allenare la velocità – lo sappiamo e ne abbiamo già parlato molte volte – servono le ripetute, il fartlek, le ripetute in salita, gli allunghi. Mentre, per allenare la velocità devi correre in soglia e poi correre ancora e poi correre ancora.

Ma come si fa quando si vuole allenare la resistenza mentale?

La resistenza mentale è quella forza che trovi quando le energie fisiche iniziano a mancare, è quella forza che ti permette di gestire le fatiche più lunghe, è la capacità di “andare oltre il muro”.

Come puoi immaginare è più un esercizio mentale ma coinvolge anche il fisico. Personalmente ritengo che anche i “lunghissimi” che si fanno prima di una maratona siano più utili per la resistenza mentale che funzionali a una preparazione esclusivamente fisiologica perché – certo abituano il tuo corpo a lunghissimi sforzi – ti insegnano a gestire mentalmente la fatica prolungata, a dare un po’ di più e un po’ più oltre.

Nello stesso modo si può allenare la resistenza mentale correndo anche distanze più brevi.

L’esercizio dell'”uno in più”

Si tratta di un esercizio mentale e atletico allo stesso tempo. Consiste – durante i tuoi allenamenti – nell’aumentare di 1 chilometro la distanza che stai correndo. E lo devi fare quando non vedi l’ora che il tuo allenamento finisca. Può essere a causa della noia, della stanchezza, della fatica, delle preoccupazioni, non importa il “perché” ma in questo modo sarai in grado di gestire ulteriore stanchezza, allenerai il tuo cervello ad andare oltre.

Chiaramente non lo devi fare ogni volta che ti alleni: i carichi di lavoro vanno rispettati; ma lo puoi fare ogni volta che ti senti stanco. Credimi, oltre a tornare a casa molto soddisfatto, in questo modo preparerai anche la tua mente a gestire meglio la fatica. Una sorta di esercizio meditativo per andare oltre.


Fonte: www.runlovers.it

mercoledì 8 febbraio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 07/02/2017

Punti 06:
Scaggiante Michele, Vanzetto Giorgio,

Punti 05:
Baldari Daniela, Casali Carlo, Massarutto Roberto, Nalesso Monica, Ragazzo Iosanco,

Punti 04:
Baroni Daniele, Favaro Manuel, Minto Martino, Pivetta Andrea, Riccato Mauro, Rossi Nicoletta, Simion Michele, Tebaldi Massimiliano,

Punti 03:
Canello Stefano, Coin Maurizio, De Toni Marco, Gemin Carla, Loconsole Giovanni, Marcon Gianfranco, Ongarato Fabio, Pandiani Alberto, Piva Riccardo, Pozzi Viola, Rossit Maria Grazia, Rusconi Alberto, Santello Nadio, Vedova Gabriele, Zampieri Luciano,

Punti 02:
Barbazza Gianfranco, Campanelli Cesare, Cettina Alessandro, Furlan Luigino, Marangon Silvano, Mezzalira Ennio, Pizzato Pierluigi, Rosada Mauro, Zanetti Nicola,

Punti 01:
Berto Sergio, Bertoldo Luigi, Biscontin Andrea, Bortoletto Alessandro, Caser Michela, De Luca Giacomo, De Toni Leonardo, Lazzari Emanuela, Maniero Federico, Maniero Mirco, Marini Massimo, Meneghetti Alessio, Musmeci Ignazio, Ongaro Andrea, Panciera Andrea, Pascoli Silvia, Piccini Monica, Pruner Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele, Tebaldi Maurizio, Temporin Marco, Zanchet Andrea,

martedì 7 febbraio 2017

CHE INFLUENZA HA LA SCELTA DELLA SCARPA NEGLI INFORTUNI DEL CORRIDORE

Sono lieto di pubblicare questo interessante articolo di Cristian, fisioterapista e atleta della nostra società, che potrebbe essere il primo di una rubrica dedicata a questo argomento. Inoltre stiamo valutando la possibilità di fare uno o più incontri dal vivo, qualora ci fosse interesse. Fatemi sapere.
Buona lettura!


Prefazione
Mi chiamo Cristian Sepe sono un fisioterapista specializzato in Terapia Manuale con l’hobby della Corsa. Grazie a questa passione mi sono avvicinato al mondo della corsa non solo dal punto di vista sportivo ma anche professionale. L’anno scorso ho frequentato alcuni corsi di specializzazione sugli INFORTUNI NELLA CORSA. Ho deciso di condividere con voi alcune informazioni che spero possano essere utili ed interessanti. Per fare questo, mi sono avvalso della Letteratura Scientifica. Ossia di studi fatti da Professionisti attraverso una rigorosa metodologia scientifica su centinaia e centinaia di corridori.


Introduzione
Negli ultimi 100 anni le scarpe da corsa hanno subito drastici cambiamenti nella forma e nei materiali. Ad esempio le scarpe utilizzate dai corridori nel 1912 oggi sarebbero considerate “scarpe da sera”.

Le attuali scarpe da corsa sono dei veri e propri capolavori di ingegneria e tecnica. Utilizzano forme e sistemi avanzati che permettono: ammortizzazione, supporto, controllo del movimento, ecc.

Si sente anche spesso parlare di scarpa tradizionale (a4-a2-a3) o minimalista (scarpa che non interferisce minimamente con il naturale movimento del piede).

A volte il corridore meno esperto o neofita si trova a dover affrontare la scelta della scarpa con una gran confusione in testa. Spesso accontentandosi di quello che gli viene imposto dal venditore oppure di quello che l’amico consiglia sulla base della propria esperienza personale.

Il pensiero comune nella scelta della scarpa è quello di correre bene ma soprattutto non farsi male.

Allora alcuni professionisti hanno iniziato a interrogarsi. Quanto conta davvero la scarpa nella prevenzione degli infortuni del corridore oggi? La tipologia di scarpa influenza la frequenza ed il tipo d’infortunio? Le scarpe da corsa o sportive in genere proteggono dall’infortunio?

Esistono numerosi studi a riguardo che hanno cercato di rispondere a queste domande. Ho cercato di sintetizzare le informazioni per darvi una visione chiara ed esaustiva.


Cenni storici
La corsa inizia ad essere uno sport molto popolare solo verso gli anni ‘70. Parallelamente allo sviluppo di questo sport aumentano anche gli infortuni. Di conseguenza comincia a svilupparsi da parte dei professionisti sanitari la necessità di analizzarne la tipologia e la frequenza per poterli affrontare nel miglior modo possibile.

In questo periodo gli Studi mostrano una larga varietà di risultati. Tuttavia non sembra esserci un trend comune nella frequenza e nella tipologia di infortunio.

Nel corso degli anni la popolazione di corridori sottoposta alla Ricerca cambia. Negli anni ’70 circa il 75% dei corridori erano maschi con obiettivi principalmente Agonistici.

Oggi la maggioranza dei corridori sono donne, circa il 54%, e gli obiettivi sono radicalmente cambiati. Si è passati da uno Sport prettamente Agonistico a Sport Ricreativo.

Anche le scarpe da corsa hanno subito una evoluzione.


La Ricerca Scientifica
L’effetto diretto della scarpa da corsa nell’infortunio è diventato oggetto di studio solo dal 2012. Gli studi fatti in precedenza prendevano come modelli scarpe da calcio, basket, baseball paragonandole ad altri tipi di scarpe.

I principali fattori clinici presi in considerazione fino a poco tempo fa erano:

  • le varie tipologie di forze d’impatto prodotte durante la corsa;
  • la forma statica del piede, in modo particolare la Pronazione.

Entrambi questi fattori sono stati analizzati e superati. Si è visto ad esempio che i corridori più veloci durante la corsa generano diverse forze d’impatto e tassi di carico maggiori rispetto a quelli più lenti. Quindi ci si aspettava che questi s’infortunassero più spesso. Invece non è così.

Altri studi hanno eseguito misurazioni statiche del piede in termini di pronazione e supinazione su corridori neofiti all’inizio del loro percorso di allenamento. Dopo un anno di monitoraggio si è evidenziato che gli atleti con una pronazione tra i 7°e 10° di pronazione si erano infortunati di meno rispetto agli altri. Il risultato: la pronazione non è correlata a nessun infortunio.

La forma statica del piede non corrisponde alla sua forma dinamica. Quindi la misurazione del piede Statica, vista spessa nei negozi di scarpe, non è Affidabile. Il piede durante la corsa o la camminata lavora diversamente rispetto a quando è fermo.


Quindi? Quale scarpa?
Non si possono trarre conclusioni definitive per quanto riguarda i rischi o i benefici nell’utilizzo di una scarpa Tradizionale rispetto ad una Minimalista ad esempio. Ma si può affermare che la scelta della scarpa non incide in nessun modo sulla frequenza e sulla tipologia dell’infortunio nella. Inoltre non ci sono studi a supporto dell’industria delle calzature sportive che dimostrino, come la Ammortizzazione o il Controllo del movimento del piede ( motion control ) aiutino a prevenire gli infortuni nella corsa.


Messaggio da portare a casa
La scarpa è un mezzo non un fine. Gli Studi affermano che il Modo di correre è molto più importante a tal proposito rispetto al fatto che possiamo correre con una scarpa tradizionale, minimalista o a piedi nudi.


Consigli
Allora come scegliere la scarpa?

Rispetto a quelli che erano i paradigmi utilizzati in precedenza come “ammortizzazione” o “pronazione” oggi gli studi scientifici promuovono un altro paradigma:


Comfort Filter Paradigm
L’atleta seleziona la scarpa da corsa utilizzando il suo/sua criterio di comodità filtrando le informazioni che provengono dalla propria percezione e dalle proprie sensazioni.

Personalmente trovo molto utile provare ad utilizzare più di una tipologia di scarpa. Migliorare la sensazione nella percezione dell’appoggio del piede utilizzando scarpe non troppo pesanti e con una suola non troppo spessa. Questo permette di migliorare la reattività al suolo riducendo anche il tempo di appoggio. Il tempo di appoggio è fondamentale nel coordinamento neuro-muscolare. Una ammortizzazione eccessiva aumenta il tempo d’appoggio al suolo aumentando il carico a livello articolare, tendineo e legamentoso. Infine, una maggior ammortizzazione e una suola eccessivamente spessa possono accentuare quelle condizioni già esistenti di pronazione o supinazione.

Il corpo atterra più rigido su una superficie Morbida!!!

Scarpe diverse e sport diversi. L’allenamento della forza può essere fondamentale nella riduzione dell’infortunio da sovraccarico. Quindi non sottovalutare l’esercizio fisico in termini di rinforzo muscolare. Lo stretching non previene dagli infortuni ma aumenta la tolleranza all’allungamento muscolare. Prima di una gara meglio prediligere uno stretching dinamico ad uno statico.

Avvertenze!
Il tipo di scarpa non è importante come la Tecnica di Corsa rispetto alla gestione dell’infortunio ma ha comunque degli effetti sul nostro corpo.

Un cambio di scarpa prevede un periodo di adattamento del corpo più o meno lungo e non esente da fastidi o infortuni.

Quindi cambiare scarpa senza modificare il modo in cui si corre non dà buoni risultati.

Soprattutto non è strettamente necessario se corriamo senza problemi e senza infortuni frequenti che possano allontanarci per molto tempo dalla nostra attività.

Nella situazione contraria, continuiamo a divertirci senza modificare nulla.

Non fossilizziamoci solo sulla scelta della scarpa ma diamo attenzione anche a Come corriamo, a quanto Carico in termini di allenamento il nostro corpo può sopportare, a quanto riposiamo.

Se abbiamo bisogno di informazioni o cure rivolgiamoci a Professionisti che possano darci le giuste informazioni e aiutarci davvero.


Cristian Sepe


lunedì 6 febbraio 2017

Info sociale #6

CORSA IN MASCHERA:
La municipalità di Mestre sta organizzando, per il carnevale 2017, una manifestazione podistica non competitiva che partirà da Piazza Ferretto domenica 26 Febbraio. Sono state coinvolte alcune associazioni del territorio, tra cui anche la nostra. Siamo orgogliosi di questo attestato di stima e come società saremo chiamati a partecipare quanto più numerosi possibile, sia all'organizzazione / supporto che correndo. Riteniamo che sia un'ottima occasione per farci conoscere, rilanciare il nostro sport nel territorio e passare una giornata di festa. Maggiori dettagli a breve.
Inutile dirlo: Dai che 'ndemo!


PETTORALE MOONLIGHT HALF MARATHON
Cedesi pettorale per la Moonlight Half Marathon del 27 Maggio 2017 a Jesolo. Chi fosse interessato mi contatti


MARATONINA DEI DOGI:
Ricordo a chi non l'avesse ancora fatto che può consegnare i 19€ di iscrizione ai Dogi a me o a qualcuno del Direttivo, oppure fare un bonifico al solito IBAN: IT48 C 05034 36330 000000010000


ABBIGLIAMENTO:
E' rimasto ancora qualcosa del vecchio abbigliamento (QUI) . In più c'e' un giaccone dell'anno scorso taglia L mai usata, un giaccone nuovo ancora sigillato taglia L e una tuta Asics taglia M. Chi fosse interessato mi contatti.


TESSERAMENTO / RINNOVO 2017:
NUOVI TESSERAMENTI: QUI trovate il modulo per i nuovi tesseramenti.
RINNOVI: QUI trovate i moduli per il rinnovo.
Il costo per tesseramento e rinnovo è di 25 €.
Contattate pure me o Nadio per accordarci su consegna documenti e soldi.


DOVE ABBIAMO CORSO:
Gruppone a Preganziol: 21° Gruppo e cesta vinta  Daniela per sorteggio. Bravi tutti

Sabato 04 Febbraio
  • Pastrengo (VR) - 6 Ore Pastrengo Trail: Mauro Riccato
Domenica 05 Febbraio

  • Pontemanco (PD) - Marcia dei Mulini: Andrea Pivetta, Roberto Massarutto, Iosanco Ragazzo, Monica Nalesso, Giorgio Vanzetto
  • Preganziol (TV) - Corsa pae strade de Preganziol: Pierluigi Pizzato, Alberto Pandiani, Carla Gemin, Calo Casali, Cesare Campanelli, Daniela Baldari, Daniele Baroni, Federico Maniero, Gabriele Vedova, Marco de Toni, Marco Temporin, Maria Grazia Rossit, Martino Minto, Massimiliano Tebaldi, Michele Simion, Maurizio Tebaldi, Nadio Santello, Nicoletta Rossi, Viola Pozzi, Giovanni Loconsole, Silvano Marangon, Ennio Mezzalira, Luigino Furlan, Maurizio Coin, Michele Scaggiante, Luciano Zampieri, Luigi Bertoldo, Mirco Maniero, Sergio Berto, Manuel Favaro, Andrea Panciera

mercoledì 1 febbraio 2017

Campionato sociale 2017: classifica al 31/01/2017

Punti 06:
Crapanzano Salvatore,

Punti 05:
Scaggiante Michele, Vanzetto Giorgio,

Punti 04:
Baldari Daniela, Casali Carlo, Massarutto Roberto, Nalesso Monica, Ragazzo Iosanco, Riccato Mauro,

Punti 03:
Baroni Daniele, Canello Stefano, Favaro Manuel, Marcon Gianfranco, Minto Martino, Ongarato Fabio, Piva Riccardo, Pivetta Andrea, Rossi Nicoletta, Rusconi Alberto, Simion Michele, Tebaldi Massimiliano,

Punti 02:
Barbazza Gianfranco, Cettina Alessandro, Coin Maurizio, De Toni Marco, Gemin Carla, Loconsole Giovanni, Pandiani Alberto, Pozzi Viola, Rosada Mauro, Rossit Maria Grazia, Santello Nadio, Vedova Gabriele, Zampieri Luciano, Zanetti Nicola,

Punti 01:
Biscontin Andrea, Bortoletto Alessandro, Campanelli Cesare, Caser Michela, De Luca Giacomo, De Toni Leonardo, Furlan Luigino, Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Marini Massimo, Meneghetti Alessio, Mezzalira Ennio, Musmeci Ignazio, Ongaro Andrea, Pascoli Silvia, Piccini Monica, Pizzato Pierluigi, Pruner Andrea, Schiavon Mauro, Tacchetto Daniele, Zanchet Andrea,

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