sabato 9 aprile 2016

Il metabolismo: consumare calorie mangiando!

In qualunque stagione dell'anno bisogna sempre ricordare che il giusto equilibrio tra sport e alimentazione è fondamentale, soprattutto per arrivare in perfetta forma fisica alla prova costume.

E' quindi molto importante seguire una buona alimentazione, in grado di attivare correttamente il metabolismo e di far bruciare il giusto quantitativo di calorie al nostro corpo.

E' risaputo che il corretto modo di alimentarsi prevede pasti non abbondanti, ma frequenti durante l'intero arco della giornata: dopo ogni pasto, il consumo calorico aumenta perchè il corpo ha bisogno di energie per digerire gli alimenti e ciò contribuisce a rendere attivo il metabolismo.

In tal proposito, ai consueti pasti che vengono consumati a pranzo e a cena, è importante integrarne altri: due al mattino e uno a metà pomeriggio.

La prima colazione è un pasto fondamentale, ma purtroppo sono in molti a non consumarla. Questo pasto è in grado di fornire la giusta quantità di proteine necessarie per l'attivazione del metabolismo. E' importante consumare alimenti a basso contenuto calorico, ma che contribuiscono ad accelerare il consumo energetico durante l'intera giornata.

Lo spuntino di metà mattinata è il secondo pasto della giornata, generalmente composto da frutta. La frutta contiene, infatti, un alto contenuto di enzimi che contribuiscono al metabolismo favorendo la digestione. E' molto importante mangiare frutta di stagione, sicuramente più genuina e più fresca rispetto a quella fuori stagione.

Per non rallentare il metabolismo e continuare a bruciare grassi, al pomeriggio è consigliabile fare merenda, magari con un frutto o uno yogurt a basso contenuto calorico.


Fonte: www.unitedrunners.it

venerdì 8 aprile 2016

20160403 - Maratonina dei Dogi: Reportage fotografico

Gallerie di foto attualmente disponibili:

  • Vanessa Baldan: 600 foto QUI
  • Salvatore Turria: 600 foto QUI
  • Ugo Esposito: 100 foto QUI
  • FotoPodismo: 1° km 500 foto QUI
  • FotoPodismo: 12° km 260 foto QUI
  • FotoPodismo: varie 18 foto QUI
  • FotoPodismo: 12° km 1000 foto QUI
  • FotoPodismo: 21° km 800 foto QUI
  • FotoPodismo: 21° km 800 foto QUI
  • Ignazio Musmeci: 75 foto QUI
  • Nadio Santello: 70 foto QUI
  • Andrea Pruner: 160 foto QUI
  • Valentina Giacomin: 170 foto QUI
  • Varie: 100 foto QUI
  • Silvia Pascoli: 1100 foto QUI

Classifica dei nostri atleti:

La corsa in salita: resistenza e potenza aerobica


Le corse in salita sono un mezzo largamente utilizzato nella preparazione del corridore di resistenza. Attraverso questa esercitazione si può: intervenire in modo mirato sulla muscolatura e sulle fibre (salite corte o lunghe), sviluppare la forza in diverse espressioni, migliorare la potenza aerobica.
Le corse in salita rivestono un ruolo importante nel potenziamento specifico del podista stimolando diverse componenti:
  • facilita la corsa su tutti i tipi di terreno;
  • rafforza la muscolatura degli arti inferiori;
  • aiuta nella ricerca del ritmo, permettendo di superare anche le crisi di stanchezza;
  • aiuta ad interiorizzare la fatica con una spesa relativamente bassa;
  • serve a correre meglio in condizioni di fatica;
  • serve a utilizzare e modulare le energie nei finali di gara.

Diamo degli esempi di schemi di lavoro e di progressione didattica.

Cosa precede le esercitazioni
Esercizi a carico naturale e di pre-atletismo generale. I muscoli interessati sono: addominali dorsali, glutei, quadricipiti, bicipiti femorali, ischiocrurali e tricipiti surali. Questi esercizi generali costituiscono la base che consentirà agli esercizi specifici di trasferire gli effetti impulsivi alla parte superiore più compatta e solida.

Giusta pendenza (10-12%)
Si possono presentare vari problemi derivanti da un'eccessiva pendenza. Ecco perché è importante scegliere la pendenza giusta.

Salite brevi (alcuni esempi)
  • 60/80/100 metri per 3-4 serie; recupero 2’-4’ tra una serie e la successiva.
  • 60/80/100/80/60 metri per 2-3 serie; recupero 2’-5’ tra una serie e la successiva.
  • 4x60 metri con recupero 1’ e pausa 4’ dopo blocco + 3x80 metri con recupero 2’ e pausa 4’ dopo blocco + 2x100 metri con recupero 3’.
  • 60/100/60 metri per 4 serie; recupero 1’-3’ tra i blocchi.


Salite medie
Distanze da 150 a 300 metri: da utilizzare con atleti maturi perché lattacide e su pendenze idonee che esigono tecniche corrette. Sono sconsigliate serie con ripetizioni troppo numerose. Utilizzare pause più lunghe rispetto alle precedenti.
Alcuni esempi:
  • 5x150 metri
  • 5x200 metri
  • 5x300 metri con recupero 2’ e pausa 5’ dopo blocco.


Salite lunghe
Le salite lunghe sono da utilizzare con attenzione su atleti abili, formati. Sono esercitazioni organiche con attivazione delle fibre lente e possono essere definiti come lavori di Potenza Aerobica mista, utilizzati come test di valutazione della condizione.
Alcuni esempi:
  • progressivi in salita di 2000-4000 metri, cercando di incrementare gradualmente le pulsazioni e l'ampiezza di corsa.
  • su 3000 metri con variazioni a 500m + 500m.
  • su 4000 metri con variazioni di 1’+1'. La parte più veloce con una giusta ampiezza, la parte meno veloce in agilità come sostegno organico al lavoro di resistenza e alla forza. Curare molto la parte meccanica.
  • Cronoscalata in salita di 2500-6000 metri, anche sotto forma di variazioni e di moduli per non addormentare le componenti cardiache e di meccanica di corsa.


Ai lavori di sprint in salita si possono collegare successive esercitazioni di corsa in piano.
Le salite rimangono un mezzo importantissimo dell’allenamento di un mezzofondista, ma devono essere preparate adeguatamente per non incorrere in danni muscolari e metabolici.
Senza una progressione didattica e un addestramento mirato, le salite fatte solo per il gusto di farle, perdono molto della loro efficacia.

giovedì 7 aprile 2016

Le 10 regole d’oro del trail runner



Iniziamo dall'orario
L’ideale sarebbe uscire nelle prime ore della mattina o il tardo pomeriggio (verso le 18.30-19), quando si può correre al fresco anche affrontando percorsi piuttosto aperti, con carenza di verde. Se si è in montagna, con l’aria più frizzante, si può uscire un po’ più tardi, così come quando si ha la fortuna di potersi inoltrare in un bosco o quanto meno in una zona con prevalenza di verde e di ombra.


Quali luoghi
Se si è un principiante (l’esperienza da trailer arriverà, ma col tempo e i chilometri...) è bene non lanciarsi subito su percorsi problematici o scegliere situazioni che presentino troppe incognite. La sicurezza innanzitutto: meglio “prendere la gamba” e poi procedere con difficoltà crescenti che portino a mondi sempre più gratificanti, piuttosto che sentirsi subito un trailer navigato e rimediare figure meschine, quando addirittura non esporsi a veri e propri rischi.


Le scarpe da trail
Se, con intenzioni esplorative, vai su sentieri semplici, ben battuti, puoi “azzardare” scarpe da strada, ben sapendo che le sottoporrai a una prova comunque impegnativa considerate le finalità per le quali sono state costruite e, in ogni caso, rischierai di bagnarle e/o di riempirle di polvere. È decisamente consigliato, se intendi proseguire la tua esperienza nel trail running, l’uso di scarpe che garantiscano una migliore aderenza al terreno e una maggiore protezione da urti con sassi, radici e altri ostacoli che inevitabilmente s’incontrano durante la corsa in natura. Scarpe specifiche per il trail, insomma, con caratteristiche che permettano di affrontare l’uscita con maggiore sicurezza e una migliore confidenza con gli appoggi. Soprattutto se le avrai calzate per un po’ e avrai consentito ai tuoi piedi di adattarvisi, avrai modo di garantirti un’uscita di tranquillo divertimento.


L'abbigliamento
Cominciamo con un divieto: non correre mai a torso nudo! Non faresti altro che catturare il calore dato dall’irradiazione solare senza favorire, come si sarebbe portati a pensare, il raffreddamento del corpo. Inoltre si potrebbero rischiare colpi di freddo allo stomaco o alla schiena e scottature della pelle. Meglio usare capi tecnici che favoriscono l’evaporazione del sudore e, soprattutto, dotarsi di un cappello per proteggere la testa dal calore del sole. Se il percorso scelto prevede di raggiungere quote sopra i mille metri è bene, inoltre, mettere nello zainetto o nel marsupio un giubbino antipioggia, anche leggero, in previsione d’improvvisi cambiamenti meteorologi.


Gli accessori
Per gli esordi come trailer è bene avere almeno un marsupio o un porta borraccia dotato di tasche in cui riporre lo stretto indispensabile per le prime esperienze (piccola riserva d’acqua, chiavi dell’auto, cellulare, fazzoletti di carta eccetera). Poi, quando le uscite diventano più lunghe - sia in termini di tempo che di distanza - varrà la pena di procurarsi uno zainetto (ce ne sono di varie misure) da trail, magari anche uno di quelli con all’interno il contenitore per i liquidi (camel back). Dentro potrai riporvi molte cose utili per un’uscita più agevole: degli indumenti protettivi o di ricambio, una borraccia o un bicchiere, un fischietto per segnalare la tua presenza in caso di emergenza, il già citato cellulare e magari qualche pomata (vedi più avanti). Anche un paio d’occhiali specifici per la corsa, magari con le lenti sensibili per i cambi di luminosità, potrebbe essere utile per evitare moscerini o polvere negli occhi. Del GPS si può fare inizialmente a meno, ma vedrai che pian piano ne sentirai la necessità: fuoristrada non è così agevole calcolare i chilometri percorsi.


I percorsi
Quando si corre su percorsi di montagna o di campagna è facile che ci si faccia prendere dall’euforia del bel posto che si sta attraversando e ci si lasci andare senza controllare il chilometraggio e il percorso che si sta facendo, rischiando di perdersi e/o di rimanere a corto di energie per il ritorno. Per ovviare a questi possibili handicap è consigliabile:
  • scegliere un percorso che si conosce, oppure portare con sé una mappa attendibile dei sentieri che si va ad affrontare;
  • dotarsi di un GPS in modo da controllare i chilometri percorsi; in alternativa decidere di tornare indietro regolandosi con i sintomi della stanchezza: appena si avvertono le prime avvisaglie fare subito dietrofront;
  • non lasciare il sentiero da percorrere una volta che lo si è scelto: non farti prendere dalla voglia di fare l’esploratore e aprire nuove vie, perché potresti correre il rischio di trovarti in zone pericolose e dal ritorno problematico;
  • correre possibilmente in compagnia se si va in posti totalmente sconosciuti;
  • portare sempre con sé un cellulare e il fischietto: potrebbero essere molto utili in caso d’incidente o di smarrimento;
  • lasciare detto a un familiare o un amico la zona in cui si va a correre da soli ed evitare di cambiare idea una volta lasciata la comunicazione;
  • evitare di avventurarsi oltre - e di tornare sui propri passi - se sul percorso ti capita di trovarti di fronte a ostacoli, tipo zone esposte, piccoli nevai traversi da oltrepassare eccetera, che non sono alla tua portata.

L’idratazione e l'alimentazione
Se l’uscita sarà breve, o comunque con caratteristiche simili a quelle che sei abituato a fare su strada, non dovrai preoccuparti granché, ma se prevedi tempi dilatati e un certo tipo d’impegno, diventa piuttosto importante sapere se lungo il percorso ci sono punti in cui poter bere: solo in questo modo puoi regolarti sulla quantità d’acqua da portare eventualmente con te. D’estate, comunque, se hai già il portaborracce o lo zainetto camel back, è sempre il caso di essere riforniti di liquidi, tanto più se è previsto un discreto chilometraggio e dunque l’uscita si prolunga anche su orari in cui il caldo si fa sentire. Oltre i 15-20 chilometri è bene portare con sé, oltre all’acqua, anche una bustina di sali minerali e una barretta o un gel energetico.


Occhio agli imprevisti
Un “infortunio” che viene molto spesso sottovalutato, o al quale non si pensa quasi mai, ma che nelle uscite estive capita frequentemente è la puntura di uno o più insetti. Pertanto è bene avere con sé una confezione piccola di antisettico.


Le condizoni meteo
Prima di affrontare l’uscita trail controlla le previsioni meteo e regolati di conseguenza sul percorso da fare, la distanza, l’orario d’inizio dell’uscita e gli indumenti da prevedere in caso di pioggia, vento o calo delle temperature.


Smanetta online
Se la strada non presuppone ricerche particolari, il trail running impone un po’ più di accuratezza. Dunque, soprattutto se ti piace “smanettare” online, non tirarti indietro e vai alla ricerca di tutto quanto ti può agevolare nelle tue uscite: dal meteo di cui si è detto all’attendibilità dei sentieri, dai giudizi di altri trailer alle indicazioni di enti preposti, dagli indirizzi di associazioni (sportive e non) che possono fornire informazioni, alla ricerca di gare alla tua portata. Già, perché dopo un’estate di tentativi, magari ti viene anche la voglia di mettere il numero sul petto...


Fonte: www.runnersworld.it

mercoledì 6 aprile 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 05/04/16

Punti 18:
Nodari Michele,

Punti 15:
Berto Sergio, Crapanzano Salvatore, Piva Riccardo,

Punti 14:
Scaggiante Michele,

Punti 12:
Antonello Walter, Casali Carlo, Rossi Nicoletta, Tebaldi Massimiliano,

Punti 11:
Baldari Daniela, Vicentini Anna,

Punti 10:
Canello Stefano, Maniero Federico, Marcon Gianfranco, Ragazzo Iosanco, Zampieri Luciano,

Punti 09:
Campanelli Cesare, Caser Michela, Favaro Manuel, Panciera Andrea, Puca Michele, Rusconi Alberto, Santello Nadio, Temporin Marco, Vedova Gabriele,

Punti 08:
Di Geronimo Dario, Furlan Luigino, Pandiani Alberto, Pivetta Andrea, Riccato Mauro, Rosada Mauro,

Punti 07:
Lazzari Emanuela, Marangon Silvano, Vio Daniele, Zanetti Nicola,

Punti 06:
Baroni Daniele, Cettina Alessandro, Favaro Cristiano, Fiannaca Antonio, Massarutto Roberto, Nalesso Monica, Ongarato Fabio, Wirkowsky Jean,

Punti 05:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Bertoldo Roberto, Coin Maurizio, Giacomin Valentina, Loconsole Giovanni, Maniero Mirco, Simion Michele, Tebaldi Maurizio, Vanzetto Giorgio,

Punti 04:
Bruni Antonio, Causin Elisa, Cerutti Stefano, De Toni Marco, Dei Rossi Roberto, Faraon Raimondo, Garsantsyan Tovmas, Marini Massimo, Michielan Erika, Pascoli Silvia, Rossit Maria Grazia, Zanchet Andrea,

Punti 03:
Biscontin Andrea, Cemolin Renzo, Compagno Nicola, De Toni Leonardo, Fabiano Gabriele, Memmo Marco, Pellizzaro Agnese,

Punti 02:
Crosara Fabio, Favaretto Patrizio, Martinovic Livio, Mezzalira Ennio, Pruner Andrea,

Punti 01:
Cozzolino Felice, Fernandez Maurizio, Gaiani Luigi, Grigio Silvia, Musmeci Ignazio,

Glucosio, insulina, glicogeno, glicemia: ma cosa succede quando mangio i carboidrati?



Indice glicemico, glucosio, insulina, glucagone, ne sentiamo parlare e leggiamo spesso questi termini quando si parla di Carboidrati. Amati, ma anche odiati al punto da far esistere diete “No Carb” sono sempre al centro della discussione, soprattutto perché sono importantissimi per gli sportivi. Sono così importanti per il nostro organismo, soprattutto per il cervello, che abbiamo un sistema ormonale dedicato che ne regola la presenza nel sangue e l’utilizzo.

Per questo penso valga la pena soffermarsi su cosa succede quando ingeriamo dei carboidrati o degli zuccheri, perché ragionando sul percorso di questi alimenti si comprende molto di quello che ci succede quando siamo in movimento, sopratutto quando siamo prossimi al loro esaurimento.

Iniziamo ora il viaggio di un bel panino, ma anche di un gel di carboidrati o di una barretta energetica, non fa grossa differenza per il nostro racconto. La sto addentando, la mastico e sento il sapore dolce tipico degli zuccheri, già questo fatto manda il primo segnale al cervello: sta arrivando energia,  se stiamo correndo si traduce in una riduzione della sensazione di fatica. Il bello di questo effetto  è che non funziona se si usa un dolcificante, e funziona anche se poi gli zuccheri non vengono ingeriti. Ma siccome a noi serve l’energia li ingeriamo.

Quando i carboidrati arrivano allo stomaco, dove avviene una parte della digestione, danno un secondo segnale importante: arriva energia preziosa, lo stomaco si contrae e sposta il contenuto gastrico verso l’intestino dove i nutrienti e l’acqua  vengono assorbiti.

Questo effetto viene sfruttato sia per idratarsi più velocemente, infatti spesso nei preparati per le borracce i carboidrati sono presenti, che nella fase di recupero per accelerare l’assorbimento delle proteine che serviranno per riparare le fibre muscolari, ma di questo parleremo più avanti. Nell’intestino prosegue la digestione dei carboidrati complessi, processo che li trasforma in zuccheri semplici, e l’assorbimento di questi.

Anche nell’assorbimento, che possiamo definire come il passaggio dall’intestino al sangue, va evidenziato un aspetto: se si sta correndo intensamente ed il consumo di zuccheri è elevato sapere che il glucosio e il fruttosio entrano nel sangue da “porte” diverse è importante perché dosando correttamente questi due zuccheri la velocità di rifornimento può essere massimizzata.

Altro aspetto importante è che la velocità con la quale i carboidrati vengono trasformati in zuccheri semplici per essere assorbiti è differente e dipende dalla composizione e dalla complessità della struttura dei carboidrati. Questa caratteristica è sfruttata per regolare il timing di assunzione dei carboidrati e fare in modo di avere un flusso costante anche assumendoli ad intervalli relativamente lunghi.

Quando il glucosio entra nel sangue causa, ancora una volta, un bel movimento: come la sua concentrazione ematica aumenta entra in azione l’insulina.

Definirei l’insulina un “magazziniere impreciso” che viene “acceso” dal glucosio e che quando si attiva mette negli scaffali tutto quello che trova in circolo sia che si tratti di zuccheri che di grassi o aminoacidi derivanti dalle proteine. L’insulina quindi fa si che il glucosio venga stoccato, se non sono pieni nei depositi di glicogeno  e successivamente se ne avanza, viene trasformato in grasso e depositato. Questo però è vero se sono a riposo, infatti il movimento comporta un consumo del glucosio ematico, che limita la liberazione di insulina e non permette che il glucosio sia trasformato in grasso o trasformato in glicogeno: viene utilizzato per il movimento.

Infatti quando stiamo correndo, siamo a digiuno o andiamo in ipoglicemia, entra invece in azione il glucagone. Il glucagone manda il segnale contrario: c’è poco glucosio, liberatelo dal glicogeno, consumate i gassi, sintetizzatelo dagli aminoacidi!

Mentre il primo ed il secondo sono segnali che non creano conseguenze  muscolari, il terzo può creare qualche problema. Lo sapete da dove derivano le proteine che diventeranno aminoacidi e poi glucosio? Inizialmente da quelle circolanti nel sangue come l’albumina, ma poi da quelle muscolari. Si, da quelle muscolari!

Avere chiaro che la fonte primaria dalla quale il nostro organismo recupera glucosio quando non ne assumiamo sono proteine è importante, perché un’obiettivo dell’integrazione alimentare, nelle gare di endurance, è limitare al massimo questo fenomeno.

Quando il nostro panino è completamente digerito lo stimolo di liberazione dell’insulina può essere così forte da liberarne tanta da lasciarci poco dopo completamente vuoti di glucosio ematico: in ipoglicemia da rimbalzo.

Per evitare questo effetto si è misurato l’indice glicemico dei cibi, che misura la capacità di stimolare la liberazione di insulina dopo l’ingestione di una quantità standard di alimento. Siccome l’insulina tende a “stoccare” il glucosio, gli alimenti con indice glicemico più basso tendono ad essere trasformati  in energia.  Tuttavia questo aspetto viene molto limitato sotto sforzo, per azione del glucagone.

Ma se il mio obiettivo è ripristinare velocemente le scorte di glicogeno muscolare o attivare la sintesi proteica, la liberazione di discrete quantità di insulina è gradita e quindi anche l’assunzione di zuccheri semplici che hanno un elevato indice glicemico. Questo viene ampiamente sfruttato nel post allenamento, per accelerare il recupero.

Ma ora scusatemi, vado a mangiare un panino, magari con un buon bicchiere di vino…


Fonte: www.dietatleta.it

martedì 5 aprile 2016

Dove correre questa settimana (04/04/16 - 10/04/16)

Martedi 05 Aprile

  • Liettoli (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00


Venerdi 08 Aprile

  • Maserà (PD): "Corsa in rosa" - km 8 - ore 20:30 - (SOLO DONNE)


Sabato 09 Aprile

  • Caorle (VE): "Apertura Regionale su Pista" FIDAL - ore 14:30
  • Feltre (BL): "4 ore a squadre" - Nordic Walking
  • Montebelluna (TV): "La corsa dell'amicizia" - km 5 / 10 - ore 17:00


Domenica 10 Aprile

  • Affi (VR): "Giro del Moscal" - km 7,5 / 15,5 - ore 8:30
  • Col San Martino (TV): "Camminata Nordic Walking per le colline ..." - km 8 - ore 9:00
  • Feltre (BL): "Belluno Feltre Run" - km 30 - ore 10:00 competitiva
  • Feltre (BL): "Belluno Feltre Run" - km 3 x 10 staffetta
  • Busche (BL): "Trail Nordic Walking" - km 13
  • Feltre (BL): "Nonno Run" - km 3
  • Legnago (VR): "Marcia Anget" - km 5 / 12 / 15 - ore 8:30
  • Maserà (PD): "Marcia “Pianin Pianeo" - km 7 / 14 / 21 - ore 8:30
  • Motta di Livenza (TV): "Corsa città di Motta" - km 1,2 / 6 ore 9:00
  • Negrar (VR): "Caminada tra le vigne del recioto" - km 5 / 10 / 15 - ore 8:30
  • Rovigo: "Half Marathon Banca Rovigo" - km 10 / 21,097 - ore 9:30
  • San Giuseppe di Cassola (VI): "Corricolori" - km 3 /6 /12 /21 - ore 7:30
  • San Pietro di Barbozza (TV): "Quatro pass sulle colline Valdobbiadenesi" - km 6 / 12 / 20 ore 9:00
  • Savassa di Vittorio Veneto (TV): "Marcia dei laghetti - Panoramica di Savassa" - km 6 / 12 / 19 ore 8:30
  • Treviso: "Atletica Triveneta Meeting" FIDAL su pista - ore 13:15
  • Vedelago (TV): "Spring run" - km 2 / 6 / 12 / 21 - ore 9:00
  • Venezia: "Su e zo per i ponti" - km 6 / 12 - ore 10:30
  • Verona: "4 passi in primavera" - km 12 / 21 - ore 9:00
  • Vicenza: "CorriRetrone" - km 7 / 13 / 20 - ore 8:00
  • Villa di Teolo (PD): "Traversata dei Colli Euganei" km 21 / 42 - ore 8:00
  • Villa di Teolo (PD): "Junior TCE" - km 4,5 - ore 9:30
  • Villa di Teolo (PD): "Mini TCE" - km 2,5 - ore 10:00
  • Zanè (VI): "Puro 10000" - km 10 - ore 10:00

lunedì 4 aprile 2016

Info Sociale #13

Questa settimana poche novità, ma la scena è stata occupata dalla grande festa dei Dogi, dove c'e' stato chi ha fatto il proprio Personale (i De Toni, Federico Maniero, Daniela Baldari...), chi ha corso la sua prima Mezza Maratona (Michela Caser), chi è andato a podio (Cemolin 3° di categoria, Bruni  e Marangon 4° di Categoria), come società abbiamo vinto una bottiglia di vino e un buono di 100€ per le iscrizioni dell'anno prossimo. Un ringraziamento particolare a chi non ha corso ma ha fatto le foto (visibili QUI) e il tifo a bordo strada rischiando rissa con le forze dell'ordine (grande Nadio!), o ci ha accompagnato in bici (Martino), o è comunque venuto a salutare perchè reduce da un'operazione (Manuel).
E infine un pensiero va a Damiano, che non corre più tra noi, ma è, e sarà sempre, nei nostri cuori.


MINI TRAIL:
Procede l'organizzazione del MiniTrail di Sabato 14 Maggio a Forte Gazzera. A breve il volantino ufficiale. Se qualcuno volesse rendersi disponibile per dare un mano prima o durante la manifestazione, o per trovare qualche sponsor, visto che sarà gratuito per i bambini, mi contatti, Grazie.


CENA SOCIALE:
Venerdi 27 Maggio, ore 20.00 si pensava di organizzare una cena al Tiro al Piattello a Mirano (dove siamo stati l'anno scorso a Giugno), il menù è il tipico da sagra (grigliata mista, formaggi, salumi e contorni vari).
Sarà occasione per aprire la soppressa e qualche bottiglia di vino vinte nelle varie ceste, inoltre si spera di assegnare il premio per il primo che raggiunga i 18 punti in campionato sociale.
Adesioni entro il 13 Maggio a me o Nadio.


DOVE ABBIAMO CORSO:

Martedi 29/03/2016

  • Fossò (VE) - Corri per donare un Sorriso: Michele Nodari


Domenica 03/04/2016:
  • Dolo (VE) - Maratonina dei Dogi: Antonello Walter,  Baldari  Daniela, Baroni  Daniele, Bazzana  Andrea, Berto  Sergio, Bertoldo  Luigi, Bertoldo  Roberto, Biscontin Andrea, Bruni Antonio,Campanelli  Cesare, Canello  Stefano, Casali  Carlo, Caser  Michela, Causin  Elisa, Cemolin Renzo, Cerutti Stefano, Cettina  Alessandro, Compagno Nicola, Crapanzano  Salvatore, De Toni Marco, De Toni Leonardo, Dei Rossi Roberto, Fabiano Gabriele, Faraon Raimondo, Fiannaca  Antonio, Furlan  Luigino, Garsantsyan Tovmas, Loconsole Giovanni, Maniero  Federico, Marangon Silvano, Marcon Gianfranco, Memmo Marco, Michielan Erika, Nalesso Monica, Nodari  Michele, Ongarato  Fabio, Panciera Andrea, Piva  Riccardo, Puca  Michele, Ragazzo Iosanco, Rosada  Mauro, Rossi  Nicoletta, Rossit Maria Grazia, Rusconi  Alberto, Scaggiante  Michele, Simion  Michele, Temporin  Marco, Vicentini  Anna, Vio Daniele, Wirkowsky  Jean, Zampieri  Luciano, Zanchet Andrea, Zanetti Nicola, 
  • Cordignano (TV) - Trail del Patriarca: Massimo Marini, Emanuela Lazzari, Alberto Pandiani, Massimiliano Tebaldi
  • Milano - Milano Marathon: Dario Di Geronimo
  • Molvena (VI) - 1° Soldamare Trail: Mauro Riccato, Gabriele Vedova

03/04/2016 - Dolo: Maratonina dei Dogi

Oggi in programma dovevo fare un lungo di 18 km in previsione di Torino tra 2 settimane, quale migliore occasione per fare allenamento ai Dogi senza impegnarsi tanto?
In effetti l'idea era questa: seguire i pacer dell'1h55 dove tra l'altro c'era la Simonetta dal Corso tra questi e arrivare al traguardo tranquillo, il punto di riferimento c'è l'ho già è il tempo per finire pure. Data la vicinanza si parte da Chirignago un po' più tardi del solito, seguo praticamente la strada che faccio quasi tutti i giorni per lavoro, e arrivo nei pressi di Dolo alle 7,30 giusto in tempo che stavano chiudendo la strada principale. Date le circostanze si parcheggia vicino al cimitero, già affollato di auto e camper ma si trova ugualmente posto, informo Nicola Zanetti che arriva da Lido le indicazioni per il park auto e ci aspettiamo in loco. A piedi ci incamminiamo per lo squero di Piazza Cantiere ove ci sono i vari stand promozionali di gare, prodotti alimentari e liquidi per chi corre, un saluto agli amici di un sesto Acca e a Flavio Mestriner della Maratonella di Campalto ma non vediamo il presidente per il ritiro pettorali. Si decide di chiamarlo al telefono, si trova vicino all'arco di partenza e ritorniamo indietro. Dopo un po' lo vediamo e ci consegna il pacco gara e pettorale, prima però incontro una cara amica conosciuta in web ovvero Elga Zara, sente un po' di freddo ma in previsione della maratona di Padova è venuta qui per fare esperienza podistica, due chiacchiere e poi tutti in posa per la foto di gruppo, quasi 60 presenti. Io e Nicola torniamo in park, ci cambiamo e iniziamo il riscaldamento nelle vicinanze, la giornata volge al bello e promette bene. Qualche foto prima di partire, poi salutiamo Michele Puca, augurando una buona corsa e si parte alle 9,15 precise.
Mando avanti Nicola per il ritmo/gara, io seguo la Simonetta per qualche km ma piano piano avanzo di progressione, sopravavanzo alcuni amatori e a metà gara affianco i pacer dell'1h50. Saluto i fotografi amatori presso Dolo e modificando il mio programma iniziale continuo con il mio passo abituale di gara, ristori presi tutti, al km 19 intravedo Nicola, decidiamo di finirla insieme tanto manca poco e parliamo un po' della corsa fino alla fine e manteniamo lo stesso passo/gara.
Tagliato il traguardo insieme in 1h 46 03 scendiamo nello squero e ci consegnano la medaglia, poi il ristoro per lo più a base di frutta a acqua, torniamo nelle nostre auto per cambiarci e poi di nuovo in piazza Cantiere per il pasta party. Si parla del più e del meno mentre ci sono le premiazioni infine immancabile birra presso il molino demaniale. Un caro saluto a Nicola e grazie ancora per la compagnia, anche oggi c'era solo il Duo Medusa ma si aggreghera' anche il terzo componente più avanti.

Michele Scaggiante

La Periostite Tibiale


Quando in fase di allenamento si aumenta il chilometraggio per preparasi ad una gara o si cambia il tipo di terreno sul quale si corre e si indossano scarpe ormai logore, può accadere che si termini la corsa con un fastidioso dolore: la periostite tibiale. Non a caso, infatti, la tibia è l'osso maggiormente sollecitato durante la corsa.

La periostite tibiale è causata dal forte impatto dei talloni contro il terreno, che provoca dei piccoli strappi ai muscoli vicini alle tibie. Il dolore si manifesta nelle fasi iniziali della corsa, con difficoltà nella fase di spinta.

Trattandosi di un'infiammazione, è importante curarla in tempo utile e agire di conseguenza per evitare che peggiori.

E' necessario ammortizzare maggiormente l'appoggio dei talloni sul terreno durante l'attività fisica (corsa, salto in alto, salto triplo, salto con l'asta, salto in lungo sono solo alcune delle attività che causano maggiormente la periostite tibiale). A tale scopo è consigliabile sostituire le scarpe da corsa, se usate da più di tre mesi, e correre su superfici morbide come un prato o una pista sterrata. Da evitare l'asfalto.

Nel caso in cui si avverta dolore anche quando non si corre, allora è importante non sforzare le tibie e fare un po' di riposo che può andare da pochi giorni ad alcune settimane. In questo caso dei massaggi possono contribuire positivamente alla guarigione.

Quando l'infiammazione sarà passata, al fine di prevenire un'eventuale ricaduta e di rinforzare i muscoli vicini alle tibie è consigliabile fare stretching ai polpacci ed esercizi con i piedi.

Un esercizio molto efficace è il seguente:
  • da seduti, posizionate verticalmente tra i piedi un manubrio di peso 1 - 2 kg;
  • assumete la posizione iniziale, con i piedi sospesi paralleli al pavimento;
  • piegate più che potete le punte dei piedi verso di voi e ripetete il movimento 10 - 12 volte.


Fonte: www.runningitalia.it

domenica 3 aprile 2016

L'ernia inguinale causa di pubalgia dell'atleta

Una sports hernia o ernia dello sportivo è una lesione dolorosa dei tessuti molli che si verifica nella regione inguinale in seguito ad uno sforzo. Si verifica più spesso durante sport che richiedono repentini cambi di direzione, di movimenti o intense torsioni. Sebbene l'ernia dello sportivo può portare ad un tradizionale ernia addominale, essa è una lesione differente. L'ernia dello sportivo è uno strappo o una rottura di qualsiasi tessuto molle (muscoli, tendini, legamenti) nella zona addominale o nella zona bassa dell'inguine. A causa del fatto che possono essere colpiti diversi tessuti e potrebbe non esistere una concomitante ernia tradizionale, la comunità medica preferisce il termine "pubalgia dell'atleta" per riferirsi a questo tipo di patologia. L'opinione pubblica e i media hanno più familiarità con il termine "ernia dello sportivo o sports hernia", per questo motivo, questo termine sarà utilizzato nel resto di questo articolo.


Anatomia
I tessuti molli più frequentemente colpiti nell'ernia dello sportivo sono i muscoli obliqui nel basso addome. Particolarmente vulnerabili sono i tendini che inseriscono i muscoli obliqui all'osso pubico. In molti casi di ernia dello sportivo, anche i tendini che inseriscono i muscoli della coscia all'osso pubico (adduttori) possono essere stirati o strappati.

Cause
Le attività sportive che comportano la torsione degli arti inferiori con i piedi piantati al suolo sotto massimo sforzo può causare una lacerazione nei tessuti molli del basso addome o all'inguine. Ernie dello sportivo si verificano soprattutto in sport vigorosi come ad esempio il calcio o la lotta.

Sintomi
L'ernia dello sportivo di solito causa forti dolori nella zona inguinale al momento della lesione. Il dolore tipicamente migliora con il riposo, ma torna quando si riprende l'attività sportiva, in particolare con i movimenti di torsione. L'ernia dello sportivo non causa un rigonfiamento visibile all'inguine, come invece si osserva nella più "tradizionale" ernia inguinale.
Nel corso del tempo l'ernia dello sportivo può portare ad un'ernia inguinale classica. In questo caso gli organi addominali possono premere contro i tessuti molli indeboliti dalla lesione formando un rigonfiamento visibile tipico delle ernie inguinali. Senza trattamento questa lesione può causare un dolore cronico, invalidante che impedisce la ripresa delle attività sportive.

Visita medica
Durante il primo appuntamento, il medico parlerà con voi dei vostri sintomi e di come si è verificato l'infortunio. Se si è affetti da ernia dello sportivo, durante la visita il vostro medico probabilmente vi palperà la zona nell'inguine o sopra il pube. Sebbene l'ernia dello sportivo può essere associata con una tradizionale ernia inguinale, in alcuni casi il Medico non sarà in grado di diagnosticarla durante la visita.


TEST

Prove fisiche
Per determinare se si soffre di ernia dello sportivo, il medico probabilmente vi chiederà di sedervi e di flettere il tronco contro resistenza. Se si è affetti da ernia dello sportivo, questo test sarà doloroso.

Diagnostica per immagini
Dopo la visita il Medico potrebbe richiedre una radiografia per valutare le ossa del bacino ed escludere patologie sportive quali ad esempio frattue da stress o problemi alle anche come un conflitto femoro-acetabolare oppure una Risonanza Magnetica o un'ecografia per verificare lacerazioni dei muscoli e quindi se si è affetti da ernia dello sportivo. Raramente anche altri esami potrebbero essere utili per escludere altre possibili cause del dolore, ma questi saranno valutati caso per caso e prescritti dal Medico che vi sta curando.


TRATTAMENTO

Trattamento non chirurgico
Riposo: nei primi 7-10 giorni dopo l'infortunio, il riposo ed il ghiaccio possono essere utili. Se si nota un rigonfiamento all'inguine, la compressione o un impacco può aiutare ad alleviare i sintomi dolorosi.
Fisioterapia: due settimane dopo l'infortunio, si può cominciare a fare esercizi di fisioterapia per migliorare la forza e la flessibilità nei muscoli dell'addome e della coscia.
Farmaci anti-infiammatori: Il medico può prescrivere farmaci anti-infiammatori non steroidei (come Ibuprofene, Ketoprofene o Nimesulide farmaci che vanno assunti sempre con la prescrizione del proprio Medico Curante) per ridurre il gonfiore e il dolore. Se i sintomi persistono per un periodo prolungato, il medico può suggerire una iniezione di cortisone, che è un farmaco anti-infiammatori steroideo molto efficace.
In molti casi, dopo 4-6 settimane di fisioterapia si risolvono i dolori e in genere si ritorna anche all'attività sportiva. Se, invece, quando si riprende l'attività sportiva, il dolore ritorna potrebbe essere necessario prendere in considerazione un intervento chirurgico per riparare i tessuti lesionati.

Trattamento chirurgico
Procedura chirurgica: l'intervento chirurgico per riparare i tessuti strappati all'inguine può essere fatta come un tradizionale procedura aperta con una incisione cutanea, o come una procedura endoscopica. Nella procedura endoscopica il chirurgo esegue piccole incisioni cutanee e utilizza una piccola telecamera, chiamato endoscopio per vedere all'interno dell'addome. I risultati finali delle procedure, tradizionale aperta ed endoscopica, sono uguali. Alcuni casi di ernia dello sportivo richiedono il taglio di un piccolo nervo nell'inguine (nervo inguinale) durante l'intervento chirurgico per alleviare il dolore del paziente. Questa procedura si chiama neurectomia inguinale. Il Chirurgo Generale discuterà le procedure chirurgiche con voi e decederà quale procedura è più indicata per il vostro caso.
Riabilitazione chirurgica: il Chirurgo vi offrirà un piano di riabilitazione per aiutare a recuperare forza e resistenza. La maggior parte degli atleti sono in grado di tornare allo sport da 6 a 12 settimane dopo l'intervento chirurgico.

Risultati chirurgici
Più del 90% dei pazienti che passano attraverso il trattamento non chirurgico e poi si sottopongono alla chirurgia sono in grado di tornare all'attività sportiva. In alcuni pazienti può capitare che durante l'attività sportiva i tessuti si strappano di nuovo e la riparazione chirurgica quindi dovrà essere ripetuta. In alcuni casi di ernia dello sportivo, il dolore all'inguine e alla coscia continuano dopo l'intervento chirurgico. In questi casi talvolta può essere necessario un ulteriore intervento chirurgico, chiamato tenotomia degli adduttori. In questa procedura, il tendine che inserisce i muscoli dell'interno coscia al pube vengono tagliati. Il tendine tagliato guarirà con una lunghezza maggiore, allentando la tensione e dando al paziente una maggiore ampiezza di movimento.

Nota Bene: questa patologia è di pertinenza della Chirurgia Generale pertanto non viene trattata nel nostro Reparto Ortopedico.


Fonte: www.ortopediaborgotaro.it

sabato 2 aprile 2016

10 Suggerimenti per preparare il corpo e la mente a correre una maratona


Portare a termine una maratona non è certo un'impresa semplice. Tuttavia nonostante le difficoltà che questa disciplina presenta, a partire dai non indifferenti 42,195 chilometri, il numero di maratoneti è in costante aumento.
La preparazione per affrontare una maratona necessita di costanza e impegno sotto diversi aspetti, dall'allenamento all'alimentazione.
Al fine di affrontare nel migliore dei modi la vostra prossima maratona, vogliamo darvi 10 suggerimenti da mettere in pratica sia durante il periodo precedente alla gara, che durante la competizione stessa.

Due settimane (o più) prima della maratona


  1. Percorso. Sia dal punto di vista psicologico, che di allenamento può risultare molto utile informarsi sul percorso della maratona: salite, discese, tipo di terreno, ecc. Nel caso in cui la maratona non si svolga in una città che conoscete, Google Maps può esservi di aiuto.
  2. Scarpe. E' importante indossare scarpe comode e morbide nel periodo precedente alla maratona, al fine di mantenere rilassati i muscoli dei polpacci ed evitare il rischio di crampi. Per le donne, è consigliabile evitare di indossare tacchi.
  3. Colazione. Per evitare spiacevoli inconvenienti il giorno della gara, è bene accertarsi degli effetti che il cibo consumato a colazione può indurre al vostro organismo. Le due settimane precedenti alla maratona sono utili per comprendere quale sarà la colazione più adatta a voi il giorno della gara.

Una settimana prima della maratona


  1. Cibi salati. Mangiare cibi salati (nella giusta misura, ovviamente) favorisce l'integrazione di sodio nell'organismo, la cui carenza in situazione di sforzo, come durante una maratona, può causare nausea, vomito e mal di testa.
  2. Eliminare alcol e caffeina. Durante la settimana precedente alla maratona è importante mantenere un buon livello di idratazione dell'organismo. Sostanze come alcol e caffeina, che favoriscono la disidratazione, sono quindi assolutamente da evitare.
  3. Dormire di più. Considerati l'ansia e il nervosismo pre gara, è importante "fare scorta" di sonno e di riposo nei giorni che precedono la maratona. In questo modo sia il corpo che la mente saranno più riposati il giorno della gara.

Il giorno della maratona


  1. La carica giusta. Fate colazione con quelli che secondo voi sono gli alimenti che vi danno la carica giusta e dei quali vi siete accertati durante le due settimane precedenti alla maratona. Ricordate che qualunque cosa facciate e mangiate il giorno della gara, dovrà essere stata testata durante le settimane precedenti.
  2. Una volta in più non guasta. Anche se non ne sentite l'esigenza, prima di presentarvi ai nastri di partenza, fate un'ultima capatina in bagno. Eviterete così che il bisogno si presenti proprio durante la corsa, a maggior ragione se questa è di lunga durata.
  3. Piano anti-sfregamenti. Assicuratevi di evitare che gli indumenti vi diano fastidio durante la corsa. Evitate di usare scarpe e indumenti nuovi, che non abbiate testato prima. Prendete le giuste precauzioni per evitare vesciche ai piedi e lo sfregamento della maglietta con la pelle, che può causare il cosiddetto capezzolo del podista.
  4. Strategia. Vi state approntando a correre una gara lunga, che lo facciate con lo scopo di correre nel minor tempo possibile o solo per il piacere di partecipare, è bene avere chiara in mente la strategia da seguire per conquistare il traguardo. Qui trovate i nostri suggerimenti per affrontare la corsa lunga con successo.

Fonte: www.runningitalia.it


venerdì 1 aprile 2016

NUOVA TASSA per andare a CORRERE – Multe salate ai TRASGRESSORI

ROMA – Il nuovo balzello della Legge di stabilità non piacerà a nessuno, tanto meno a coloro che ci tengono alla propria forma fisica. Negli ultimi tempi ha preso sempre più piede correre nei luoghi più disparati per perdere peso, tenersi in allenamento, etc.

Un salutare passatempo molto economico, praticamente gratuito…fino ad ora!

E’ stata istituita, con D.Lgs 7890/16 la nuova tassa di concessione governativa del suolo pubblico per podisti.
Dal testo, che verrà pubblicato a breve sulla prossima Gazzetta Ufficiale, si legge:

E’ fatto obbligo al corridore, podista, colui che corre in luoghi urbani e extra-urbani di versare mensilmente, tramite il pagamento di bollettino postale pre-compilato, la cifra di 28,45 euro ai fini autorizzativi di occupazione dinamica del suolo pubblico. Tale provvedimento entrerà in vigore dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Resosi necessario dai continui interventi di manutenzione stradale, non imputabili esclusivamente al passaggio di automezzi o avverse condizioni meteorologiche, ma anche da un’usura del battistrada dovuto alla continua pressione esercitata da individui in movimento rapido.

I trasgressori, che non verrano trovati in possesso di ricevuta di versamento attestante il pagamento della tassa di concessione, saranno puniti con multe da 138 a 765 euro, calcolate da diversi fattori quali:

  • distanza percorsa giornalmente in km;
  • massa corporea dell’individuo;
  • tipo di camminata (pesante, media o leggera).

Insomma, l’ennesima stangata per il popolo italiano. In un periodo di crisi economica e tanti pensieri, ci sono rimaste poche soddisfazioni, emozioni e hobbies. Tassare la possibilità di mantenersi in forma è davvero un colpo basso ai cittadini.

Il provvedimento è stato fortemente voluto dal deputato Antonio Runtastici, maggiore azionista (guarda caso) di un’azienda che si occupa di produzione e distribuzione di apparecchi per l’allenamento in palestra, come tapis roulant, etc.

Fonte: leggedistabilizzazione.gov

mercoledì 30 marzo 2016

Campionato Sociale 2016: Classifica al 29/03/16

Punti 14:
Nodari Michele,

Punti 12:
Berto Sergio, Crapanzano Salvatore, Piva Riccardo,

Punti 11:
Scaggiante Michele, Tebaldi Massimiliano,

Punti 9:
Antonello Walter, Casali Carlo, Favaro Manuel, Rossi Nicoletta, Santello Nadio,

Punti 8:
Baldari Daniela, Vedova Gabriele, Vicentini Anna,

Punti 7:
Canello Stefano, Di Geronimo Dario, Maniero Federico, Marcon Gianfranco, Pandiani Alberto, Pivetta Andrea, Ragazzo Iosanco, Riccato Mauro, Zampieri Luciano,

Punti 6:
Campanelli Cesare, Caser Michela, Favaro Cristiano, Lazzari Emanuela, Massarutto Roberto, Panciera Andrea, Puca Michele, Rusconi Alberto, Temporin Marco,

Punti 5:
Coin Maurizio, Furlan Luigino, Giacomin Valentina, Maniero Mirco, Rosada Mauro, Tebaldi Maurizio, Vanzetto Giorgio,

Punti 4:
Marangon Silvano, Pascoli Silvia, Vio Daniele, Zanetti Nicola,

Punti 3:
Baroni Daniele, Cettina Alessandro, Fiannaca Antonio, Marini Massimo, Nalesso Monica, Ongarato Fabio, Pellizzaro Agnese, Wirkowsky Jean,

Punti 2:
Bazzana Andrea, Bertoldo Luigi, Bertoldo Roberto, Crosara Fabio, Favaretto Patrizio, Loconsole Giovanni, Martinovic Livio, Mezzalira Ennio, Pruner Andrea, Simion Michele,

Punti 1:
Bruni AntonioCausin Elisa, Cerutti Stefano, Cozzolino Felice, De Toni Marco, Dei Rossi Roberto, Faraon Raimondo, Fernandez Maurizio, Gaiani Luigi, Garsantsyan Tovmas, Grigio Silvia, Michielan Erika, Rossit Maria Grazia, Zanchet Andrea,

Tanti buoni motivi per non uscire con un runner

Sono generalmente in forma, sani e brillanti e quindi, diciamolo, hanno il loro fascino. Nonostante ciò, se state valutando se uscire con un runner o iniziare a frequentarlo, ecco il mio suggerimento è: non fatelo! Per runner, intendo sia runner uomo, sia runner donna. Non è un articolo di genere, anche se forse riconoscerete più uomini che donne. Pensando di fare un servizio di pubblica utilità, ho preparato un piccolo vademecum con buoni motivi per non uscire con un runner e sopravvivere ad un’eventuale uscita. E’ giusto che sappiate cosa vi aspetta…

Il runner parla SEMPRE di corsa, e quando dico sempre, non esagero, intendo proprio… sempre. Qualunque argomento lo ricondurrà alla corsa. State parlando di un film? Ecco che il runner se ne uscirà con “Sai che l’attore protagonista corre?!” . Parlate di una città appena visitata? Lui risponderà “Ci ho corso la mia prima maratona!”. State addentando una fetta di torta con gran godimento? Vi farà passare la voglia con “Per me niente dolce, poi lo sento nelle gambe in allenamento” . Non si limiterà a queste frasi, andrà avanti con particolari sui personaggi famosi che corrono, sulla gara, sull’alimentazione sportiva e così via. Interessante più o meno per 5 minuti, poi vorrete essere altrove e inizierete a pensare a una scusa per defilarvi.

Il runner sta SEMPRE preparando una gara, quindi non c’è periodo migliore o peggiore per uscirci. Vi andrà sempre male. Se capita proprio nella settimana prima di una competizione, l’uscita potrebbe essere particolarmente tragica. Il runner mangia da runner, non da comune mortale. Venera i carboidrati. Il giorno prima di una maratona poi è la fase del carico dei carboidrati e se siete a dieta lo odierete profondamente nel vederlo ingurgitare etti e etti di pasta, rigorosamente con condimento leggero. La vostra fortuna è che quella sera andrà a dormire presto e non alzerà il gomito, quindi almeno per questa volta la tortura dovrebbe essere limitata nel tempo. Attenzione a non accettare se vi chiede di uscire presto, altrimenti sarete punto e a capo e ore di discorsi sulla corsa non ve li toglie nessuno.

Il runner ha SEMPRE qualche acciacco di cui vi parlerà con minuzia di particolari. Se lo sentirete accennare a ileopsoas, non illudetevi, non vi sta proponendo una fuga romantica su un’isola greca. L’ileopsoas è un muscolo che fa muovere l’anca, la cui esistenza è nota praticamente solo ai runner e a chi lavora in ambito medico ospedaliero. Sappiate che vi snocciolerà termini come bandeletta, fascite plantare, tendinite d’Achille. Voi fate finta si sapere, annuite e non dategli corda altrimenti partirà con dettagli che vi auguro riusciate ad evitare a meno che non siate dei fan di Grey’s Anatomy o Dr House.

Il runner adora raccontare delle sue gare. Non accenna, racconta tutto, ma proprio tutto della competizione. Partendo dalla preparazione, le ore prima della competizione, la colazione, il momento del via, le diverse fasi durante la gara, quello che ha detto, fatto pensato, ma anche quello che avrebbe voluto dire, fare, pensare. Concluderà con l’arrivo al traguardo, il ristoro finale, il post gara e il successivo recupero. Se è stata una competizione breve vi va di lusso, se è stata una mezza maratona così così, se è stata una maratona o un’ultramaratona accordatevi con qualche amico che vi faccia squillare il telefono in modo che possiate dire “Scusa, è urgente, devo proprio andare”. Se invece siete stati così bravi da resistere fino alla fine del racconto, attenzione che da lì potrebbe agganciarsi per parlare degli strascichi di quella competizione, di come ora sta preparandosi ad una nuova gara… e ricominciare da capo.

Il runner parla di cose strane, non lo fa con cattiveria, è la mal di corsa che lo fa straparlare. Farà riferimento all’utilizzo dei lipidi durante lo sforzo fisico di resistenza, a massa grassa e massa magra, a muscoli bianchi e rossi, a ripetute lattacide, a tabelle piene di equazioni incomprensibili. Per il vostro bene evitate di approfondire, prendete queste parole come una lingua straniera di cui non vi interessa conoscere il significato e come di fronte a uno straniero, sorridete e fate un’espressione tipo “Sorry, I don’t speak your language”.

Al runner piace la matematica. Vi dirà frasi senza senso come “Oggi ho fatto 2×2000 rec. 1×1000” o “Ho corso 3000 a 4’30”. Scoprirete che per il runner i secondi sono importantissimi: correre una mezza maratona in 1h 30min e 10 sec è completamente diverso dal correrla in 1h 29 min e 40 sec. Anche lì, prendete per buono senza far domande. E mi raccomando, quando vi dirà che non era in forma, aveva qualche acciacco, avrebbe potuto fare meglio, ma guarda caso quel giorno era indisposto, voi annuite e non contradditelo. I runner diranno sempre che potevano fare meglio e che quel giorno non erano ben allenati o qualcosa è andato storto. Non credetegli, ma fate finta di farlo. Sappiate che quel giorno è preparato settimane, se non mesi prima, per cui la scusa del “non ero abbastanza allenato” è 9 volte su 10 una bufala.

Il runner parla sempre di scarpe. Le classifica in neutre, per pronatori e per supinatori. In A1, A2, A3, A4, da trail, super leggere, per i lunghissimi, da gara, per la velocità ecc… Altre parole e concetti incomprensibili, di cui a meno che non vogliate diventare podisti, si può tranquillamente evitare di conoscere il significato o il senso. Ovviamente si dilungherà anche sull’abbigliamento, di cui vanta un armadio a 7 ante pieno e nonostante questo è sempre alla ricerca di un nuovo modello di calzoncini, di maglietta, di calza compressiva e via dicendo.

Il runner parla spesso di GPS, chrono, personal best e talvolta non mangia, lui integra, per cui vi saprà anche dire come e quando integrare la vostra alimentazione con nuovi ritrovati specifici per lo sportivo. E’ una delle fasi più acute della patologia del corridore, non è pericoloso in questo stadio, solo parecchio noioso.

Merita un discorso a parte chi corre in pista. Sappiate che quel tipo di runner corre generalmente su brevi distanze, si definisce mezzo fondista, guai a parlargli di maratone e lunghe distanze. Attenzione a non commettere l’errore di chiedere se ha corso 5km… con loro cambia il sistema metrico e il vocabolario… i mezzofondisti ragionano in termini di metri e non di chilometri, per cui i 5km diventano 5000m, i 10km diventano 10000m e così via. Le loro scarpe sono chiodate e super leggere, quindi dimenticatevi la classificazione precedente, valida solo per il podista da asfalto.

Direi che con questa infarinatura dovreste esservi fatti un’idea. Ora sapete cosa vi aspetta frequentando un runner. Io vi ho avvisati e come si suol dire “uomo avvisato mezzo salvato” . A voi la scelta…

Fonte: www.vadodicorsa.wordpress.com

martedì 29 marzo 2016

Info Sociale #12

MINI TRAIL:
Sabato 14 Maggio, pomeriggio organizzeremo un mini trail per bambini delle elementari a Forte Gazzera (volantino provvisorio QUI). Se qualcuno volesse rendersi disponibile per dare un mano prima o durante la manifestazione, o per trovare qualche sponsor, visto che sarà gratuito per i bambini, mi contatti, Grazie.


MATERIALE SOCIALE:
Mi hanno confermato da Emporio dello Sport che il materiale è arrivato per cui affrettatevi ad andarlo a prendere così sarete bellissimi nella foto ai Dogi.


MARATONINA DEI DOGI:
Domenica ci sarà la Maratonina dei Dogi e, come da tradizione, faremo la foto di società sotto l'arco della partenza, a Dolo. Fatevi trovare alle 8:15 nei pressi dell'arco, così poi tutti avranno il tempo di scaldarsi, depositare sacche (orario massimo 8:30), etc.


NOTIFICHE EMAIL:
Ricordo che, finché non troviamo una soluzione per le notifiche, le news sono consultabili nel sito ufficiale, sul gruppo Facebook (Atletica Chirignago) e sulla pagina Facebook (Amatori Atletica Chirignago).


DOVE ABBIAMO CORSO:

Lunedi 28/03/2016
  • Colfrancui (TV) - Marcia della Chiesetta: Michele Scaggiante
  • Galzignano Terme (PD) - Pasquetta a Galzignagno: Michele Nodari, Antonio Fiannaca, Anna Vicentini, Gabriele Vedova, Ennio Mezzalira, Riccardo Piva, Walter Antonello, Andrea Pivetta, Roberto Massarutto
  • Mason (VI) - Marcia dei Ciliegi in Fiore: Mauro Riccato
  • Palmanova (UD) - Iulia Augusta Run: Salvatore Crapanzano
  • Selvana (TV) - Corsa dei Vovi: Sergio Berto

Dove correre questa settimana (28/02/16 - 03/04/16)

Martedi 29 Marzo

  • Fossò (VE): "Corri per donare un sorriso" - km 5 / 10 - ore 20:00


Sabato 2 Aprile

  • Vidor (TV): "Camminata a Vidor" - km 14 - ore 15:30 - Nordic Walking e camminata

Domenica 3 Aprile

  • Altavilla Vicentina (VI): "Marcia di primavera" - km 5 / 6 / 12 / 24 - ore 7:00
  • Altavilla Vicentina (VI): "Maratona città di Altavilla" - km 42,195 - ore 6:30
  • Altavilla Vicentina (VI): "Ritrovo Provinciale per disabili" - km 5 - ore 8:30
  • Bassano del Grappa (VI): "Marcia de le acque" - km 6 / 12 / 20 - ore 7:30
  • Bonavicina (VR): "Caminada dei tre campanili in festa" - km 6 / 12 / 20 - ore 8:30
  • Cavriè di S. Biagio di Call. (TV): "Memorial Tomasi" - ore 14:30
  • Concordia Sagittaria (VE): "Marcia dei fiori" - km 6 / 14 / 21 - ore 9:00
  • Cordignano (TV): "Trail del Patriarca" - km 21 competitiva - km 10 / 15 non compettiva - "MiniTrail" km 2,2 - ore 9:15
  • Dolo (VE): "Dogi's half marathon" - km 21,097 - ore 9:15
  • Lugo (VI): "Camminada Lugo Orizzonti" - km 6 / 11 - ore 8:00
  • Mestre (VE): "Vivicittà" - km 7 / 12 + Fit e Nordic Walking - ore 9:30
  • Molvena (VI): "Soldamare trail" - km 25 D+1200 - ore 9:00
  • Polpet (BL): "Corripapà" - km 4 / 10 - ore 10:15
  • Resana (TV): "Marcia delle tre fontane" - km 7,5 / 15 - ore 9:00
  • Restena di Arzignano (VI): "Camminata per la vita" - km 6 / 12 / 18 - ore 8:00
  • Sant'Elena (PD): "Caminada de Sant'Elena" - km 7 / 12 / 18 - ore 8:30
  • Soligo (TV): "Corsa in memoria di Maria Rosa" - km 6 / 12 / 21 ore 9:00
  • Sospirolo (BL):  "Incontro con la natura" - km 4 / 9 - ore 9:30
  • Villafranca (VR): "Marcia del Tamburino Sardo" - km 7 / 10 / 15 - ore 8:30

lunedì 28 marzo 2016

28/03/2016 - Colfrancui: Marcia della Chiesetta


Una cordiale buona Pasqua a voi tutti.
A pasquetta in realtà dovevo essere in un'altra parte per correre la Iulia Augusta Run, ma non mi è stato concesso il giorno libero per cui si opta a fare qualcos'altro. Due le scelte dopo aver lavorato in mattinata: allenamento vicino a casa oppure la Marcia della Chiesetta di Colfrancui nel pomeriggio. Scelgo la seconda soluzione perciò dopo il pranzo si parte per Oderzo, strade quasi deserte dato l'orario di pranzo ma dopo Rustignè non so sinceramente dove andare, nessun cartello stradale che indica la frazione perciò tiro a caso e giro per lo stadio, proseguo per un'altra rotatoria ma a questo punto mi fermo in uno spiazzo sulla destra e accendo il gps. Sono quasi vicino per fortuna, devo tornare indietro e girare per un'altra rotatoria ma seguo le indicazioni del navigatore satellitare per evitare problemi. Arrivati a destinazione, con relativo cartello che indica la frazione di Colfrancui, parcheggio l'auto presso gli impianti sportivi e mi incammino per iscrivermi alla marcia giunta alla 40a edizione, unica gara di pasquetta che si disputa di pomeriggio. Pago 2 euro per il solo ristoro, alternativa 4 euro con una pianta di geranio. Incrocio Giovanni e Stefania in dolce attesa, a metà luglio uscirà un maschietto con nome da definire, auguroni a entrambi i futuri genitori. Faccio conoscenza con Paolo Pezzin dopo averlo fatto virtualmente nel web, risiede nelle vicinanze ma dopo la gara del mattino ora fa il genitore ai figli per i 6 km. Due i percorsi, di 6 e 12 km partenza ore 15, discreta partecipazione e molti genitori con bimbi a seguito. Parto tranquillo, in settimana ho smaltito la stramilano passo a rilento e si macina km, dal sole si passa a tempo nuvoloso e un po' di vento ma 15 gradi.
Tracciato per la maggior parte tra i vigneti e sterrato, quasi assente l'asfalto. Senza pensare al tempo e ritmo, proseguo con calma e arrivo al primo e unico ristoro quasi al settimo km, bicchiere di aranciata e si riparte per i campi, quasi tutto il percorso praticamente fino a 2 km dalla fine che c'è solo asfalto, traffico da evitare per chi cammina dai 6 km e arrivo negli impianti sportivi di Colfrancui. 1 ora è spiccioli per 12 km, veloce ristoro finale e qualche chiacchiera con Giovanni e Stefania, due scatti di foto e saluto loro per cambiarmi e tornare a Chirignago. Ora mi preparo per Torino in programma tra 3 settimane, ai Dogi farò solo allenamento, senza affanno.

Michele Scaggiante

Correre una maratona: glicogeno e grassi come combustibili energetici


Per affrontare al meglio una maratona è importante che i muscoli imparino ad utilizzare i grassi: solo chi ha utilizzato questa fonte di energia durante la preparazione atletica riesce ad arrivare in fondo alla gara. Uno degli allenamenti che generalmente si esegue per stimolare questo meccanismo è il lunghissimo. Ci sono anche altre metodiche, una fra queste è l’allenamento con poco glicogeno.

Il glicogeno è la fonte di energia che fa muovere il nostro organismo; nelle gare di endurance una fonte energetica è rappresentata dai grassi che vengono scissi in elementi più semplici. I top runner che corrono la maratona utilizzano il meccanismo dei grassi per circa un terzo della gara così da preservare il glicogeno, al fine di tenere un ritmo alto anche nella seconda metà di gara.

Per abituare i muscoli al consumo del glicogeno durante una prolungata attività fisica è necessario allenarsi affinché ciò avvenga. Si tratta di fare due allenamenti in una giornata, separati da un pranzo povero di carboidrati (senza pasta, pane, riso, ecc.). Nella prima seduta, svolta al mattino, viene eseguito un lungo o un lavoro di ripetute lunghe con pause di corsa, l’obiettivo è quello di consumare il glicogeno.

La seduta pomeridiana va svolta alla velocità con cui si corre una mezza maratona, su una distanza che all’inizio può essere anche di 5km ma via via aumenta man mano che il lavoro prosegue.

La prima volta che si esegue questa metodica si nota che l’allenamento pomeridiano risulta molto duro, ma l’adattamento è abbastanza rapido.
Un’alternativa per chi non può svolgere le due sedute giornaliere potrebbe essere correre il sabato pomeriggio e la domenica mattina, consumare la cena del sabato povera di carboidrati e non effettuare la colazione della domenica.

Abituare i muscoli al consumo dei grassi è importante anche ai fini di evitare crisi metaboliche durante la maratona, quelle che i runner chiamano The Wall.
Questa metodica è indicata per i maratoneti che hanno una certa esperienza e che magari si trovano in una situazione di stallo cronometrico. È un lavoro molto impegnativo che non si deve ripetere più di due volte al mese.


Fonte: www.runningitalia.it

domenica 27 marzo 2016

Ripetute queste sconosciute...


Prima o poi chiunque inizi a correre anche solo per divertimento, si troverà con la curiosità o la voglia di provare a migliorare. E in qualsiasi tabella che voglia seguire, capiterà di trovarsi di fronte alle amate-odiate serie di ripetute. Un appuntamento che può cambiare il rapporto con la propria corsa quotidiana. Ma cosa sono? A cosa servono? Sono necessarie? Lo racconto, e provo a spiegarvelo, a modo mio.

Intanto cominciamo a considerare il fatto che per migliorare nei propri allenamenti non è strettamente necessario correre delle ripetute. Ci sono tanti metodi di allenamento per diventare più veloci. Infatti, quando si inizia a correre, i progressi ci sono anche senza inserire sedute eccessivamente affaticanti. Ci vuole tempo. Costanza. Volontà. Pazienza. Imparati i principi fondamentali della corsa poi ci si può ancora ulteriormente evolvere o continuare con quello che si è fatto fino a quel momento.

Da tenere presente è anche, e soprattutto, l'obiettivo per il quale ci si allena. Un diecimila, una mezza o una maratona hanno sicuramente bisogno di diverse tipologie di allenamento e di ritmi per sviluppare la parte più carente della corsa, che possono essere la resistenza o la velocità o entrambe. In questo mio particolare periodo devo ricostruire un po' tutto quello che ho perso in questi mesi e i diversi lavori che sto svolgendo sono giustificati dalle carenze che devo recuperare. E' anche chiaro che non basta inserire una serie di ripetute casualmente in settimana per avere dei benefici, ma che tutta la struttura dell'allenamento deve essere fatta in modo che ogni seduta sia integrata con le precedenti e le successive. E' facile intuire che quanto più un allenamento è duro, pesante, stressante, tanto più sarà anche facile infortunarsi se non portato a termine nella maniera corretta o senza ascoltare il proprio corpo.


RIPETUTE LUNGHE CON RECUPERO VELOCITÀ SOSTENUTA O RITMO MARATONA
E' stata la prima tipologia di ripetuta con cui mi sono confrontato. Infatti si trovano nella tabella per principianti per allenarsi alla maratona. La stessa tabella che ho sempre usato fino al raggiungimento del mio attuale personale sui quarantadue chilometri. Le ho sempre trovate molto faticose, ma anche molto allenanti. La difficoltà maggiore consiste nel lavorare per tutto l'allenamento, costantemente, con un cardio mediamente alto. La velocità che si raggiunge durante la ripetuta non è massimale, ma sicuramente più veloce di una quindicina di secondi rispetto al ritmo gara (parlando di maratona). Ma la parte ancora più importante è il recupero, che deve essere fatto ad un ritmo che si avvicini il più possibile a quello di gara. In questo caso il fattore che maggiormente beneficia dell'allenamento è la resistenza, la capacità di correre e recuperare anche con il cuore ancora sotto sforzo, abituandosi a correre al ritmo gara. Le serie non possono essere eccessive per non aumentare troppo il chilometraggio complessivo.


RIPETUTE LUNGHE CON RECUPERO LENTO E BREVE
Sono l'esempio classico della ripetuta comunemente conosciuta. Una parte molto veloce di spinta e una parte lenta per il recupero. Recupero che può variare da uno a tre minuti o da duecento a cinquecento metri. E' un allenamento che aiuta a sviluppare la velocità sulla distanza, molto utile soprattutto per distanze più brevi rispetto alla maratona. Uno sforzo massimale protratto per uno o più chilometri e un recupero lento e non troppo prolungato per fare recuperare velocemente il cardio. Non ho mai sperimentato il recupero da fermo o camminando, ma credo che per amatori che vogliono correre distanze sopra i diecimila non sia necessario. L'accumulo dell'acido lattico nei muscoli nella fase di recupero è sicuramente più adatta a chi corre distanze più brevi in pista.


RIPETUTE BREVI CON RECUPERO VELOCITÀ SOSTENUTA O RITMO MARATONA
E' una tipologia di allenamento che ho iniziato a sperimentare solo negli ultimi anni. Diciamo che può essere visto come un lungo-medio con degli intervalli veloci di un centinaio di metri ad ogni chilometro. Dipende dai punti di vista. Quello a cui servono è abbastanza chiaro, aumentare la resistenza e abituare il corpo al recupero in corsa a ritmo gara. Un modo per abituarsi ad esempio a piccoli strappi lungo il percorso o a improvvisi cambi di ritmo per superare qualcuno. Ma anche per aiutare gambe e testa a conoscere il proprio ritmo gara e saperlo mantenere a lungo.


RIPETUTE BREVI CON RECUPERO LENTO E BREVE
Un altro classico. Spesso legato alla pista. Sicuramente più utili per chi punta a gare più brevi rispetto a mezza o maratona, ma in ogni caso fatte esclusivamente per aumentare la propria velocità. Un lavoro massimale dello sforzo per brevi tratti, che possono variare dai cento a quattrocento metri, e il successivo recupero che può variare in base ad obiettivi e distanza di gara. Essendo brevi, le serie saranno molte di più rispetto alle ripetute su distanze più lunghe. Ma non meno impegnative.


RIPETUTE IN SALITA (CON RECUPERO LENTO E BREVE)
Sicuramente allenanti. E' risaputo che chi riesce ad allenarsi su sali-scendi rispetto al piano ne trae grossi benefici. Eseguire delle serie di ripetute in salita è sicuramente un ottimo modo per potenziare i propri muscoli. Ma anche molto più rischiose di altre tipolgie di allenamento. Polpacci, tendini e schiena ne possono soffrire maggiormente. Spesso poi sono anche collegate a medi a ritmo sostenuto da correre immediatamente dopo le serie, per sfruttare l'appesantimento delle gambe dovuta alla prima parte di allenamento e sviluppare anche una buona resistenza alla distanza. Attenzione alla percentuale di salit.


FARTLEK
Lo inserisco per ultimo perchè lo considero un po' il padre delle ripetute. Il fartlek è nato in Svezia. Tratti di allenamento da correre tra i sali-scendi dei boschi a sensazione, alternando ritmi veloci e ritmi lenti, a piacimento. E' chiaro che un tipo di allenamento del genere è totalmente anarchico, ma analizzandolo è semplicemente un modo diverso di leggere le ripetute. Il dosaggio delle forze è soggettivo, come anche la tipologia di terreno che si può incontrare e la distanza stessa di ogni serie. Ma può essere un buon inizio per chi vuole provare a variare i propri ritmi. Decidere di correre dieci chilometri in città, aumentando o diminuendo la propria velocità scegliendo dei riferimenti a caso, un lampione, un cartello, un albero. Un modo semplice per chi inizia a correre per imparare ad autogestirsi ed a riconoscere le sensazioni date dal proprio corpo.

Una veloce carrellata sulle tipologia e le modalità di correre le ripetute. Tutte esclusivamente basate sulla mia esperienza su quanto ho imparato parlando con tecnici, leggendo libri e correndo tra strada e pista. Solamente scritto senza usare termini troppo tecnici o difficili. E' chiaro che le variabili che entrano in gioco durante una preparazione posso essere diverse, ma andrebbero considerate caso per caso. L'importante è sapere quello che si sta facendo, conoscere quello che si vuole e avere voglia e capacità per farlo. Correre, prima di tutto, per stare bene.


Fonte: www.corroergosum.it

sabato 26 marzo 2016

La crisi nelle lunghe distanze


Le crisi metaboliche sono un’eventualità ben nota ai corridori di lunga distanza. La versione più celebre di queste crisi è quella legata all’esaurimento delle riserve di glicogeno durante la maratona: è quel tipo di “cotta” che gli americani chiamano THE WALL (il muro). La spiegazione classica dice che il podista incontra il muro quando esaurisce le sue riserve di glicogeno epatico e muscolare, e si trova costretto a utilizzare gli acidi grassi come substrato energetico, un combustibile meno efficiente del glicogeno.

Di conseguenza, a parità di impegno dell’apparato cardio-circolatorio, cresce la fatica, si vivono situazioni di disagio e il passo rallenta sensibilmente. In realtà sembra che nella crisi abbia un ruolo importante anche la competizione per l’utilizzo del glucosio di origine epatica tra muscoli e cervello. Il glicogeno epatico, a differenza di quello muscolare è infatti convertibile in glucosio utilizzabile dal cervello.

Quando il cervello avverte che questo tipo di glicogeno comincia a scarseggiare a seguito dello sforzo, invia dei segnali perché l’andatura rallenti in modo da “razionare” il carburante ancora presente. Una volta si riteneva che il fattore limitante della prestazione fosse soprattutto il muscolo, oggi sappiamo che invece lo è anche il cervello.

Si tratta di un limite che ha delle ripercussioni fisiche, molto concrete. La cosa diventa evidente soprattutto nelle ultramaratone. Ha luogo una vera e propria disorganizzazione del sistema nervoso, che ha interferenze importanti sul piano motorio: compromissione dell’equilibrio, della coordinazione, diminuzione della capacità di reclutamento efficace delle fibre ecc.

Quelli che hanno assistito all’arrivo di un’ultramaratona, hanno ben presente i concorrenti che corrono in modo goffo, rigido e meccanico, rischiando continuamente di inciampare. Ciò è dovuto ad una ridotta funzionalità coordinativa. E’ il modo di reagire alla crisi che finisce per fare la differenza. Reagire con ansia, con allarme al sopraggiungere della crisi ha conseguenze negative sia sul piano comportamentale, che su quello fisiologico. A volte con conseguenze drastiche come l’abbandono. Ma la nostra reazione agli eventi stressanti dipende dal modo in cui li viviamo. Modificare gli atteggiamenti generali è difficile, ma possibile.

Ecco alcuni consigli:

  1. regolate correttamente le vostre aspettative, considerando la possibilità di una crisi;
  2. allenatevi a considerare gli eventi negativi come temporanei;
  3. focalizzate tutta la vostra attenzione sulla sequenza motoria;
  4. evitate di pensare a “quanti km mancano ancora”;
  5. non incrementate inutilmente il ciclo dell’ansia.



Fonte: www.runningitalia.it